Una frasca è bruciata
nell'acqua e nel ricordo
il sapore dei tuoi baci si allontana
come il cerchio che si allarga nello stagno
in piedi alla finestra ti ripenso
davanti al mio fantasma riflesso sulla notte
così limpida la tenebra
non è mai stata
l'ideale ora sarebbe
di vederti balenare
pochissimi secondi
di passato presente
guarirebbero il mio tempo
ma intanto il sasso giace
l'onda è infranta
e la superficie è ritornata piatta.
mi viene voglia di vivere ancora,
ma ogni volta è sempre lo stesso
mi sveglio e vedo la luna
già sparire dal cielo.
Ogni giorno mi pare lo stesso
anche se tiro fuori
il meglio di me ,
di più non posso fare.
Cosa posso dire
son diventato un frutto
che ogni giorno si vede morire.
Ero come uno scoglio
che arginava il mare
ed ora son perso
un'ombra in un deserto.
Ogni volta mi viene in mente
com'era bello aspettare
lo scaccia pensieri,
mentre adesso i miei pensieri
sono finiti al mare
ad aspettare lo scoglio
che li vuole risollevare...
in penombra, si sogna
e sembra aderga infine
lontano dalla gogna
l'alito. Sotto aratro
non geme più la carne.
È sciolto in solco l'atro
grumo - al fondo - per farne
caglio. La terra il seme
in tremito allo strazio
rivolta, ché non teme
freno d'argine. Spazio
dirupa e al vento freme
del grembo il fiore sazio.
Vorrei incedere nei tuoi passi,
asfissiare nel tuo avviluppo
e discernere dal tuo sguardo...
Vorrei essere emozione
delle tue guance
e verbo delle tue labbra...
Vorrei che tu fossi
l'albeggiare e vespro,
genesi ed epilogo...
Sei bronzee sinuosità
che dannano da sempre
al perenne tormento...
come i giorni semplici
come la noia che mi fa divertire
t'amo più dell'odio di qualsiasi amore
come la pioggia e le foglie d'autunno
T'amo come le parole che non esistono
come gli ossimori e le nuvole al vulcano
t'amo come la tramontana che ripara il cuore e il respiro
t'amo ogni giorno di ieri
t'amo ogni ieri d'oggi e ogni domani
ogni parola sospirata e viva che sussurro
ad orecchi mai stanchi
a mani calde e agli abbracci d'ogni ora
t'amo come la fretta che ho sempre nella mia pazienza
t'amo come fossi urgenza urbana,
una corsa al mare, d'improvviso e poi piove
t'amo e più so darti emozioni
che più t'angolano dal verso
lungo destrezze rapide d'ogni premura.
Sogno destarti l'intenso in ogni tuo breve,
e la voluta che salga pure a norme di fumi
più a valle e scarica al mare , del luogo permeato
a valide rese, sconnesse le mie ragioni per te
t'amo a ragione d'esser folle e alla follia razionale
per ogni alto piano, per ogni irta pianura Quinziana che sfocia dominanze del fastidio
nei caldi segmenti nutriti di carne e marlboro.
Eppure non cessi d'esistere nel mio andare
li, verso, al tuo lato cadente,
come distratto retaggio , nel permeante più greve ,
la strage di carne in attesa. D'amore e piaghe di piacere
di solite partite pareggiate al meridiare d'estate
ti conobbi al sipario d'agosto
a settembre stappammo bottiglie d'amore.
T'amo come fossi l'amore
nel breve tragitto che distacca
il tuo core col mio.
T'amo chiaro ancora perenne
il silenzio m'avvolge le gote del tuo lieve star qui
sei sostegno e futuro dei miei avvenire
del mio affluire nel tuo mare.
T'amo

Una goccia è una goccia
che fugge dal cielo
e non lascia traccia, rotolando via
muore da sola ed il vento la scaccia.
Così sarebbe la mia vita
se fosse vissuta solo per me
senza finestre spalancate
sulla tua…
se fossi senza
di te…
e invece la nostra vita
è pioggia dal dolce mormorio
che scivola a dilavare
e danzando rigenera l’esistenza
dei giorni a venire.
Quello di conoscere la vita
come quando, da bambini,
avevamo progettato di fare la strada insieme,
quella che porta a conoscere il paradiso dei sogni desiderati.
Sai Joe, io ci credo ancora,
e i miei sogni voglio ancora realizzare
e, se ci credi anche tu,
con i tuoi lo puoi sempre fare.
Sono molte le scale che puntano dritte al cielo,
anche quando esso è nero e,
se non ci fermeremo, gradino dopo gradino,
potremmo sempre raggiungere il sole.
Ehi, lo so amico,
ma tu credi ancora che l’amicizia sia una cosa vera,
oppure ti sei lasciato forviare dal mare di soldi
che comprano il cuore e abbandonano l’anima senza amore?
Sai, amico,
abbandonare la speranza è facile, quando la vita è dura,
come stai facendo tu ora con i tuoi sogni che mi raccontavi,
viaggi per non morire sulla strada delle abitudini,
circondato di uomini ciechi
che, il loro futuro, non lo sanno più vedere.
odore acre si insinua nel vento.
Fiamme ipnotiche corrono .
Bruciano,rifiuti,colline rigogliose,
alberi secolari e case.
Il fuoco e' cieco,insensibile,prepotente.
Pioggia latitante tarda ad arrivare.
Umanità smarrita limita come puo',
lo scempio.
Animali impauriti cercano salvezza.
Brucia ,brucia tutto.
Speranze,certezze,coscienze.
Tutto in fumo,
resta solo cenere.
Mai uno schiaffo
è quello di lingua a mordermi il labbro
E' pioggia che piove nel verso del tango
in senso contrario
e a regola d'ora
Vorrei fosse il tempo ad essere morso
oppure la viola ad assumere spine
ma il ritmo procede ansimandomi un “forse”
ed io torno ad essere ruota dei sensi
i sensi persi.
Anche un solo gesto
Forse,
era solo un mese eccellente
col suo diffuso luccicore metallico
e il suo prezioso verde malachite;
le piccole vele,
e una tempesta di rubini
come ciliegie rosse appese.
L’aria di minerali siderei,
immobile
come Lastra di diamante
in quel profumo,
cosicchè i pensieri
potessero legare l’anima e ciascuno.
E intanto cantavo, cantavo,
ascoltando
il violino di Chagall;
danzavo, danzavo,
guardando l’originario di Matisse
e scoprivo
di poter ridiventare
comee io volevo.
Danzavo.
Al chiaro di luna con un nuovo sfondo
nel deserto Mayenne
ora cuore innamorato,
con il cappello contornato di candele
di Vincent ,
ad Auverse- sur -Oise-
domenica 28 luglio e suoi ultimi fuochi nelle sere.
Cantavo!
L’amore è come una preghiera:
va canzone, vola rapida,
prima che tu te ne vada
nell’ombra interminabile a perire,
da sola.
Non importa dove andrai,
vola,
purchè sia altrove.
Se la vita è solo un ‘eco
basta riprendere fiato
e danzar di gioventù nuove.
Sui campi verticali:
grano- corse- gioia;
in strisce orizzontali:
letto – pace- amore-.
Ora.
Bisogna vegliare!
Nella notte scrivere pagine d’orgasmo,
colloquiare col silenzio.
Che accadano belli
i giorni,
come fanciulli nell’aurora;
che con pienezza vadano
mentre qui ,noi,
come Mistero Arcaico
e Padre eterno,
restiamo.
Ancora.














