su quell’altura che guarda il mare!
dove soltanto s’accende la passione!
dove la natura ogni giorno
il maestrale a casa
e al tuo ritorno sarà
una polveriera di sogni
inesplosi ad accoglierti
s'infilan nei condotti auricolari
per divenire alati e bombardare
paesaggi interiori
agresti quanto basta
che paiono dall'alto margini
di scarabocchi senza sbocchi.
Poi metti il caso di posare
la pianta del piede sull'assenza di un orlo
e di cadere giù a crollo
per concessione gravitazionale
saltelli rotoli rimbalzi ondeggi corri
lungo pendii arrossati
roseti con sopra cirri
borbottando che non c'è nessuno in giro
nessun ardente spasimante
ma solo maschi ruminanti
con quel certo nonsochè di primitivo negli sguardi
testosteroneggianti
con vistosa schiuma
colante alle beltà della passante.
E vorresti ma non ti muovi,
essendo già altrove.
Son scherzi del poeta che abita l'amare
tra lenzuola a spigoli e scheggie a legno il letto
Voglio la trapunta rosa e sotto gambe
che taglino via il loro sfregarsi di carezze
che al virgolar del giorno si stendano a riposo
senza curarsi in vaghe tristezze e miserie
Ti trovo fra le foglie del verbo d'infinito
in torbidi ritagli di stagione
fra calici a coprire un tondo in tela
in schiena all'orbita d'onirico pensiero
a capolinea d'esilio
Mentre cerchi cerchi nel mare
E la mia vita affonda
sei venuto a me.
Ti sei spogliato di ogni tuo difetto.
E ti ho amato.
Indicibilmente...
Docile maestro di carezze
che sai portarmi allo zenit
di ogni cosa.
Mai vorrei venisse giorno!
Quando un sole beffardo
ti riporta alla mia vista,
e nel mentre, ti cancella.
Genitori-operai dall'anima raggelata
Non che siano tutte così eh capiamoci
Ma alla fine
Né invito al male
Briciole di tempo
perse in uno
spazio infinito.
Rubate all'orologio
eterno o come
lacrime nascoste
dentro l'oceano.
Sono:
Attimi di vita,
un attimo prima
di morire.
Attimi d'amore,
confusi tra
momenti di dolore.
Attimi di gioia,
con mani al cielo
a supplicarne altri.
Attimi di sofferenza,
con mani giunte
a supplicarne...
l'ultimo.
Attimi di violenza,
lunghi come
una guerra.
Attimi di preghiera,
con occhi al cielo
a cercare aiuto.
Attimi di follia,
per vivere tutto
dentro quell'attimo.
Attimi:
Che non vuoi
che non sai
che non dici.
Sono gli attimi
di una vita che passa
e non ti accorgi
della bellezza
dell'attimo...
che stai vivendo!
Non sarai un attimo fuggente,
o l'alba del mattino,
la fresca brezza di primavera
o una calda giornata d'estate.
Non sarai il crepuscolare,
che, nella notte, si va ad immolare.
Tu sei nel mio destino
e la tua bellezza s'accende,
come un sorriso di un bambino.
Labbra dissetanti di baci,
tu, mia passione,
non solo sei entrata nel mio cuore,
ma anche nella mia anima,
riempiendola di amore.
Dimmi che ho finalmente espiato la sulfurea colpa
e posso splendere nella calda luce di occhi divini
sovvertendo inferni in paradisi
ora che la cera nera del cuore è colata tutta
sciogliendo il cancro dentro lo spirito
il pegno è stato pagato con il giusto sangue
non mi vergogno a sorriderti con labbra bambine
e a porgerti mani spogliate da cattivi artigli
l'innocenza veste sublimi carezze
la fonte è ritornata pura, in lei mi bagno e ristoro
le membra immerse in pacifico fiume
ed ora se puoi amami sul ventre perfetto degli dei
E ti ascolto sempre, voce su voce
silenzio su silenzio, talora sono altri
a parlarti, del tutto e del niente
che ti riguarda. Il picco del destino
della ruota celeste che deve arrivare
non ci troverà fermi ad aspettare
siamo in cammino, il volantino del giorno
dice che non ci sarà il ritorno all’ovile
ora che il confine è stato varcato.
E’ domenica, dicono, giorno di mercato
hai sistemato le tende per le foto nel cortile
della casa sul lago. Il mago ha un corno
rosso in tasca, la pesca è da valutare
con i balocchi in cantina, per amare
per amarti tutta la vita serve che il lino
della tovaglia porti le tue iniziali. E alla gente
cui mentiamo ogni giorno, diremo che siamo coltri
di foglie cadute ai piedi dell’albero di noce.
Il letargo e' finito...
ora torno alla vita
l'aspiro profonda
la tengo tra le dita
m'imbevo di gioia
mi esalto nel cuore
aspiro parole
che piano lavano via
ciò che rimane
forse e' solo un ricordo
e neppure troppo bello
ma chi se ne importa...
apriamo la porta
sopra orizzonti infiniti
cieli stellati
notti di luna
e aghi senza cruna.
dopotutto sono io che decido
me ne faccio un baffo.... E rido.










