Ci sono vite che null'altro scopo hanno

se non finire!

La natura le ha volute prede

Cosi, non consce, aspettano...

Intanto, brucano al tuo stesso prato.
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Profilo Autore: Ibla  

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Animo mio travagliato
dalla rabbia funesta
mista di delusioni,
illusioni e amarezza

Avvolto nella trappola
dell'odio reattivo,
incapace di liberarmi
cado silenziosamente

Attirato dalla negatività
impotente ad ogni felicità
oramai mi rassegno
a questo destino crudele

Nessuna abilità innata
infelice di professione
ripercuoto il mio tragitto
in questa bipolare vita
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Profilo Autore: Vincenzo98  

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Intorno è natura aspra...
fenicotteri rosa danzano
intrecciando cuori,
dolci melodie accompagnano...
momenti sereni!
In un cielo ancora nascente
la natura si ricompone solerte
quasi che un richiamo ancestrale
indichi momenti e colori diversi!
I colori si mescolano sapientemente
nell'incontaminata vegetazione.
Rigoglioso il bosco sonnecchia
e vallate si rincorrono
attraversate da fiumi di tranquille acque.
Si odono là verso i monti,
ancora ricoperti dalla polvere di stelle,
i melodiosi e stupendi canti
della dolce e cara Sardegna...
terra baciata dal mare che il buon Dio
ha concesso, per la sua bellezza,
una carezza per un sereno vivere!
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Profilo Autore: franco  

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Che bella sei tu, notte
che le stelle, in te, fai brillare,
al pari degli occhi dell'amore.
Notte, che dalla luna,
tua figlia prediletta ti fai illuminare.
Notte, che tutto rendi uguale,
come i mari nei quali navigare.
Notte, io mi perdo in te,
nell'ammirare il tuo cielo,
intriso di tutto il tuo mistero.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Mi avvolse quel silenzio
guardando la mia stella
scegliendo nei cieli miei

splende sempre quella luce
che consuma i giorni miei
solo per noi due
raccontando la vita è credere
in un idea ed il mio sorriso non si spegnerà mai 

Mentre il destino ci accompagnerà dove vivere 
per sempre io sarò presente e risplendera nell' alba incoronata in noi

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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Il sorriso abbonda
nel viso degli sceicchi
dai denti luccicanti,
 le pupille in filigrana
in turbanti mai turbati,
con i papillon ai carri armati
e l’argento vivo del mare di Dubai.
 
L’oro nero e noi al verde
come la speranza che dispera,
lo stridor di denti
e le pupille in fiamme,
invasi da turbanti turbolenti
e i carri armati sull’attenti
nella guerra per il rame dei centesimi …
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Profilo Autore: emanuele  

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La notte che creò

anche la poltrona di pelle fu creata

 

La notte del quarto movimento*

anche il fico fu creato

Il fico nano a cui doveva l’ombra

la poltrona a cui doveva una puttana

 

Anche le labbra creò e allargò le gambe

perché bevessero le spine d’uomo

e nascessero le ortiche dallo sputo d’uomo

e mise cartone dove era carne

coltelli nelle tasche degli agnelli

e li chiamò magnaccia

per quel che doveva al viaggio

 

Il primo violoncello nel ciliegio

il terzo movimento* nel trifoglio

durò tutto gennaio

perché solo l’inverno era creato

 

E mise paglia sul cranio nero

perché doveva oro al collo di farfalla

e la volle donna per la rotatoria

perché doveva un corvo al canto d’usignolo

un solo istante al terzo movimento

per quanto si poteva stare

accavallando gambe

per quanto si poteva

mischiare al cardo

il viola della passione

il viola delle calze sulla poltrona

 

creò queste cose perchè c'era lì uno

che doveva un topo a un cassonetto

e bisognava rosicchiare foto

cuscini

lenzuola:

 

"c'è del rifiuto prezioso nei cassonetti

se ci sono impressi lo sposo la sposa siano benedetti

non sia perso il lenzuolo d’amore

il sudore

il calore del pube

se scivolano carezze ancora l’una sull’altra

e se i baci hanno generato siano benedetti e conservati

il distruttibile abita in loro"

 

perché doveva sale ai cristi sulla terra

come fosse luce nelle trombe dei cipressi

e doveva un grido al giallo del trifoglio

 
* V Sinfonia di L.Van Beethoven
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Profilo Autore: fintipa2  

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Con facilità mentre s'appoggia
la gamba sull'altro ginocchio
in un movimento che si fa spesso
sul treno o nelle sale d'aspetto

seduto raccogliere le pesche e le albicocche
e voler piangere, ma invece rallegrarmi

in un movimento di lacrima e secchezza

in una stagione a venire - si pensava -
di chissà quale increspatura fresca
di un dimenticato frizzare di greca menta.





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Profilo Autore: Alberto Automa  

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La città è una cosa assurda
Con i suoi fetori e le voci assordanti
Lanciati
Da balconi ed edifici sempregrigi 
Da auto e moto e velivoli simil-giapponesi
Da bambini e carrozzini ibridi uomo-astronave.
Ma
Dalle città provengono luci
Veloci
Scattanti
Altro che fulmini
Sono i NEGOZI
Riempiti di schifezze e opere d'arte
Colmi di gente tra cui puoi trovare
Poeti
Puttane
Artisti
Doppiogiochisti
Squallore
E altra bella gente.
Avete mai provato a guardare
A girarvi se siete in auto
Verso la città che vi si staglia dietro
E
Coprirvi gli occhi
Per le milioni di luci
Che vi accecano
Vi bruciano le pupille?
N O N F A T E L O
Dove sarebbe il divertimento dell'abbandono altrimenti
  Dove sarebbe il gusto del lasciare
    Dove sarebbe quella magnifica sensazione
Come Si Chiama...
Ah
Nostalgia
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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La migliore delle cose
innalzata
a calmare le facce
a coprire le fessure
abbattere le alture
permalosa
esagerata
da creare pianti
fino a sentirsi alti
poi scomparire
promesse zittite
eco di parole
sentite e ritrite
plagi o accomodate

sentimenti smemorati
seppur d'interiore forza
allontanati
felicità blanda
diradata
dal poco nervo
di pochi istanti
una manciata
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Eppure guardo ancora li
dove ogni passo
mi ricorda il tuo, 
dove il muretto siede la tua ombra .

Mi soffermo
e abbasso gli occhi
 lasciando al vento
la carezza più dolce.

Quel soffio 
è l'unico rumore rimasto 
del tuo andare...

A piccoli passi .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Guardo il calendario: oggi è il 30 di dicembre

lo guardo ancora e ci vedo l'estate

Vedo il colore di un verde che si spegne

vedo occhi tristi riflessi in uno specchio




Vedo tanti fiori tante nuvole di fumo

tanti colori in quest'immenso cielo

tante luci che si spengono al mio passare

Vedo tante cose da raccontare




L'aria si fa pesante il poco cielo grigio

tante gocce gelate sono a terra

e bagnano i colori di un nero

che non va più via




Bolle di sapone color vermiglione

verde speranza e rosso amore

bolle che ti scoppiano sotto gli occhi

accecati ormai




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Divagazioni aritmetiche
spalancano angoli smussi
d'entrate secondarie
dalle sensazioni primordiali
sui guangiali precotti
appoggiati ai lati del cuscino
e i capelli arruffati disciolti
pettinati con corde d'avorio
dei tappewere reconditi
ultrasuoni le mani
poi brame artigliose
graffiano schiene gia ruvide
appoggiate a fili spinati delimitanti
amore ed odio
e conditi con lame di limone
a caratteri insinuati
sperduti nelle parole
groviglio solo di lettere
messe a caso per costruire parole
inutili
e divergenti
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


C'era solo una strada

di fronte a me

e con lo sguardo, la seguivo,

come ogni giorno,

camminando tra molta gente che,

come me, ciechi,

si muovevano in tutta fretta,

come formiche indaffarate,

in scatole chiamate città.

Casualmente mi trovai

a distogliere lo sguardo dalla via,

dove eravamo tutte marionette.

Svoltai ad un incrocio della vita.

Mi accorsi che i miei occhi vedevano,

per la prima volta,

cose nuove e non ero cieco.

Vedevo che, oltre le consuetudini,

esisteva un nuovo vivere.

Vidi che, oltre il grigio e il fumo,

c'era l'azzurro del cielo infinito,

dove i sogni volavano liberi

e non confezionati dai media

o arrotolati sui giornali.

Assaporai l'aria della libertà,

liberandomi da tutti i mali

che ci avevano dato in dotazione,

per restare schiavi di noi stessi,

perché non c'è miglior servo

di colui che vuole rimanere servitore,

per paura di volare.

Quel giorno incontrai te, libertà e,

con te, portavi un grande dono,

l'amore e il perdono.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Piccola e tremante ti vidi il giorno
che bussasti alla mia casa.
Coi capelli tuoi arruffati
i piedi scalzi e infreddoliti,
mi tendevi la manina
ed in bocca: un'amara filastrocca.

<<Ti prego signora, ti prego!
Fai la carità a una poverella
di fame e di freddo sto morendo.
Dai qualcosa a chi non ha fortuna
e la tua, più grande diventerà>>.

Povera, tenera bambina!
Non è molto che sei nata
ma già fuori sei dal gioco.
I tuoi occhi azzurro mare
non ti possono aiutare.

Io ti diedi un eurino
di mia figlia, un abitino
ed un paio di scarpine.
Poi ti diedi un biscottino
e richiusi la mia porta.

L'indomani ch'ero uscita,
ti rividi in una strada.
Eri scalza e infreddolita.
Ti guardava una signora
a cui tendevi la manina
e di nuovo avevi in bocca
la tua amara filastrocca.
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Profilo Autore: Ibla  

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