quel lieve tremolare è fascio d’ambra non altro
Si spiega così una luna ferma ed i pini
uno sopra l’altro e poi il ghigno non disgiunto dalla persiana
-di vipera credo in formalina-
C’è la mia orchidea inorridita dalla notte.
Tutto quel luccichio di stelle, ammassata sulla statale
e nella via rumore di lucciole.
Danzano?
Fanno l’amore ma non si liberano dalla tormenta
che mena la sua coda sulla zanzariera.
Poi la apro, entra qualcosa che mi avvolge
sono le luci dell’alba, singoli raggi simili a capestri
stufi di scaldare, pronti a schizzare nero e scappare come polpi.
Agosto agita pinne dorsali senza accorgersi
che il suo delirio mi è visibile e schiumeggia tra un filo d’erba
e una colomba che azzarda voli nel bagnato di pece universale.
Ed è incredibile come il tempo non si liberi ancora
e sappia di sangue e polvere e binari e ombre impenetrabili.
-Si era giovani allora.
È l’unica banalità che s’intravvede in un angolo remoto del Sud.
Italia, la stessa credo.-
Siamo stati noi
i primi a fingere
protagonisti della vita
che toglie fiato, toglie colore
che strappa amore.
quale sia il vero scopo
non lo sapremo mai
eppure guardiamo con occhi diversi
lo scorrere incompreso
di pensieri senza costrutto
e prevale l'impotenza
di poter risentire dentro
l'innocenza di un amore
sconfinato e proletario.
così restiamo senza respiro
incapaci di connetterci al momento
e al vero scopo di questo nostro andare.
zombie su i passi
che come orologio che batte
segna i minuti senza fermare
l'attimo per respirarci.
oro rovente,
Sensi fruttati
Invitante!
per la vastità dei campi
per fuggevoli amanti
E l'uva grondante?
Come grappolo antico
s’accumula,

C’è rimasta la polvere delle galassie
di cui siamo fatti, la lingua ad uncino
per agganciare i sapori della terra
la guerra delle diverse opinioni
l’ ondata d’amore al tempo della bassa marea
la dea che ci guarda con sussiego
sorride di sbieco. Cieco è questo frullare
pensieri, se i sentieri della verità
sono sconosciuti, riguardo le foto
e ritrovo la memoria, sarà il fato
a decidere la nostra sorte, o almeno la metà
del nostro percorso. Perché l’altare
dell’altra è già addobbato, dal giogo
del nostro fiato a scomparsa. Vedi la boa
non è lontana, la doppieremo con i cloni
delle parole chiuse a chiave nella serra
baciata dal sole del nostro giardino.
Finalmente briciole di stelle senza ansie.
un pò di quello che avrei potuto essere,
ma sfuggo dalle loro esistenze stasera,
li vedo muoversi dall'alto,
da qui senbra che non siano loro a decidere dove andare.
Li vedo confondersi l'uno nell'altro,
tra le luci,
i fumi di sigarette,
fiumi urbani.
Ho chiuso la porta girando la chiave stasera,
il giro antiorario che chiude fuori lo scorrere del tempo.
Ovatta di spazio,
senza ticchettio,
senza scadenze che fanno andare a male il genio.
Il mio lo accendo nel mio,
anche in mezzo agli altri.
Condivido meno gelosamente che posso.
Voglio che tu mi venga a cercare stasera,
anche se siamo nella stessa stanza.
Voglio che tu mi voglia,
senza che io sia nulla di diverso da ciò che sono.
Le anime si cercano nei silenzi,
quando l'ego vive, si ,
ma tace, non disturba.
Il velo sulla lampada,
atmosfere di luci,
ombre,
elettricità,
contatto,
dentro l'atmosfera.
Essere.
dentro.
E' ciò che siamo,
fin da quando siamo.
Stasera non usciamo fuori,
scaldiamoci all'interno.
giorni passati ad ascoltare la sua voce,
le onde che mi stavano a narrare.
Uno scoglio, uno sguardo all’orizzonte,
il cielo che con esso si fonde.
Spuma bagna i miei piedi, accarezzati dalla sabbia.
Il rollio di una barca si dondola nel suo vagabondare,
cerca un porto dove approdare.
La luna di notte si specchia nei miei occhi colore del cielo,
quando il mare diventa tutto nero,
uno spiraglio e il blu ritorna a imperversare.
Io, il mare e le sue onde,
il canto di mille balene echeggiano nel mio cuore,
le sue acque non potranno mai dissetare la mia sete,
ma sapranno sempre alimentare la mia fantasia spingendomi a sognare.
Vale quanto un'onda
che s'infrange su uno scoglio.
Oppure vale
quanto un raggio di sole
che non riesci ad afferrare.
O quanto uno sbadiglio...
Quanto vale una vita,
qual è il suo valore
per chi non sa parole
come libertà e amore?
Quanti Euro devi dare
al tuo caporale
per spezzar le catene,
per lasciare la strada
e poterti riscattare?
Quanto tempo è passato
senza più un sorriso
ricoprendoti il corpo
d'insulti e veleno...
Quanto vale il tuo sogno,
quanto vale fuggir via?
Nel listino non è scritto
il tuo vero valore!
Quanto vale fuggire
dalla tua terra,
quanto vale un sospiro?
Trattieni il respiro
e non buttarlo mai via...
(ordinati, composti)
Chiazze d'assorbito vissuto impresso al tronco
tra baffi di sferzate in tela (taglio netto)
nell'intravedere squagliarsi di neve
sullo scorrere il verticale muro
Indossati
Ogni giorno gli stessi
Con lunghe lingue d’acqua
Dal sapore ultramarino, mi chiedevi:
Vieni con me
Dalle strade verso il mare…
Saremo sempre vivi
Naviganti!
Con i flutti dentro il vino
Scrupolosi, semplici e caparbi
Come i dubbiosi e rossi pentimenti.
Gli Amanti di: Gustave Courbet.

Frinir di cicale
nella canicola del giorno
e' canto d'estate
che profuma di mare
e pelle salata.
gridi di gabbiani
fanno da coro
sul fruscio della calma onda
rarefatta l'aria
miraggio di luce
confonde gli occhi
e l'arsura si pone tra le labbra.
aspetti la sera
foriera di refoli
a rinfrescare il rovente asfalto
e i sogni a cavallo di una stella
si fanno piu' dolci
salendo più in alto.
« Noi tutti dovremmo cominciare a vivere prima di diventare troppo vecchi. La paura è stupida. E' così che nascono i rimpianti. »
(Marilyn Monroe)
Avanza,
lento ma avanza.
È il binario su cui viaggia
(ai bordi di una pozzanghera)
la nostra umanità indolente.
È il treno che non ferma,
che non cambia rotta,
che però ci offre
la vana illusione
del campo lungo,
di scorci e panorami
che mozzano il fiato.
Lo avevi detto tu
che viaggiare
era bello,
e
che
gli occhi,
non il pensiero,
ci avrebbero portati
davvero lontano,
in un attimo.
Forse
avevi
ragione
o forse no,
ma eccoci qua,
ancora assieme, tu ed io,
sulla via dolorosa del ritorno.
È volata via così, per noi, la vita:
si è presentata coi suoi rimpianti,
ci ha attanagliati coi suoi rimorsi,
e ora ci uccide come un ricordo.
Non ci sono altri viaggi, sai?
Solo questo. Solo questo
incomprensibile,
seducente,
effimero
amore
.
.
« Let the dead bury their dead and mourn them. On the other hand, it is enviable to be the first to enter the new life alive; that is to be our lot. »
(Karl Marx)












