con un caffè corretto
e il Zanardelli bianco
strapieno di turisti
che canta in mezzo al lago.
Mi intriga il danke di un bambino
biondo come il grano al gelataio
per un gelato verde arancio
più grosso della mano.
Dalla terrazza il fox terrier
della contessa domina la piazza
e fissa il cane senza petigrì
della Valeria e un vagabondo
con l'ocarina in bocca.
Ho tanto sole addosso
e tanta gente intorno che quasi
chi aspetto me la scordo
ma appena che la vedo la rivoglio.
E allora vado a perdermi
nel lago con la barca
tra boschi profumati, piercing
farfalle e coppe di gelato.
Nei tuoi occhi felini si nasconde a stento
la tua voglia di libertà,
sorridi e a fatica trattieni la tua natura.
Sotto la pelle
la tua Anima inarrestabile guizza e scatta
fremendo nell’attesa
che tu la lasci andare verso luoghi a tutti ignoti.
Ti sento forte durante la mia attesa,
non ti vedo, ma so che ci sei;
sei tutt’intorno a Me.
Mi guardi
come farebbe un Predatore con la preda,
da immaginari anfratti di un’ipotetica foresta.
Ma Io no ti temo
e non ho paura dei tuoi artigli e delle tue zanne;
non mi farai del male,
ti avvicinerai,
mi annuserai,
farai qualche ruggito sommesso
e dopo esserti strofinata,
te ne andrai lasciandomi
in mezzo al Niente delle cose del Mondo,
inebetito ed estasiato
dal valore stesso dell’incontro.
Sei una Chimera,
e come tale puoi esistere in mille realtà,
compresa la mia, certo,
ma non in questa.
Sei un Sogno vivente,
che non muore quando nasce il giorno.
lungo fiume di perle del passato
riemergono in silenzio,
taciturne come le valli alpine.
Mi rimandano in quel tempo vistoso
dove la gaiezza regnava l'odio,
assaporo questi vecchi ricordi
prima di tornare al triste presente.
fra i miei sensi,
garofani sul cuor,
abbraccio di bocca,
nuda luce d’auror.
Parole d’anima
fra giorni di sole,
neve di nuvola a sera,
fieno d’azzurro astrale,
pane del grembo lacrimale.
Lo sguardo s’abbottona
alla danza di una vela,
l’amaca del tuo ricordo
è un battito a primavera.
Possa correre un rivolo
giù per vetrate d’occhi
perché non fugga ossigeno in maree
oscure. E che la terra si ravvivi
- la fonte cresce in ombra e il nocciolo
è cieco bulbo. Quale sorso
perenne al sorriso trabocca
soffocato sulla clessidra immota.
Sono parole d’ocra. Si dipanano
in spine di tramonto, l’ora gela.
Di grande impatto sociale e politico
Che faccia così
O Signore, perché non mi compri una Bicicletta
I miei amici guidano tutti le Porsche, devo fare ammenda
Ho lavorato duro per tutta la mia vita, nessun aiuto dai miei amici
Quindi Signore, perché non mi compri una Bicicletta
O Signore , perché non mi compri una TV a colori
di quelle grandi che arredano la parete, li nella sala grande
una TV al PLASMA, schermo piatto, piatto come il mondo
"grande stronzata reality" sta cercando di contattarmi
Aspetto per la consegna ogni giorno fino alle tre
Quindi o Signore, perché non mi compri una TV a colori
O Signore, perché non mi compri una serata in città
in questa città dei balocchi, dove polvere e vento
li tocchi e li baci, dove gli amici e gli amori ho incontrato
dove un giorno d'autunno sono nato.
Signore, perchè questa città non la rendi d'oro
dove posso guardare e disprezzare loro
quegli in giacca e cravatta che salgono le scale
che hanno tutti una Porsche...
Conto su di te, Signore , per favore non mi deludere
Prova che mi ami, e offri il prossimo giro
poi ti porto con me a cena...in quel campo di cipressi
O Signore , perché non mi compri una serata in città
tu che puoi, che sei venuto a salvarci e t'hanno ammazzato
O Signore, perchè non mi compri i miei consensi
bastano poche centinaia di Euro
so che mi vuoi al tuo fianco alla tua destra, della tua destra
ma perchè non mi compri questa città
Squinzano non vale i soldi, vale una bici,
vale la solitudine dei miei migliori amici
col suo diario vola solitario.
Emozioni le sue costellazioni,
propellente per la sua penna.
Traduttore simultaneo del creato
ritrae le verità nascoste,
le domande e le proposte,
non chiede né ribatte,
combatte col reato e non si espone.
Missione segreta quella del poeta,
ombra discreta dei nostri sogni,
velo di pace sulla nostra inquietudine.
Sognatore senza notte e senza giorno,
senza andata né ritorno,
dai colori intensi o sfumati,
il poeta raccoglie la sua brezza
e con delicatezza la porge a noi
che spesso lo deridiamo.
Moneta dello spirito,
atleta completo della sua missione,
forse questo il poeta.
il cortile che ci divide. La vita riempie il cemento, scorre lungo le scale
i corrimani, gli ascensori e si accumula
dentro uomini, donne, bambini ed è questo il modo di competere
con la bellezza, la simmetria, l'esistenza di ciò che invece è perennemente cristallino
o sotto l’azione del vento o della gravità
In tutti il tempo è visibile almeno finchè compare il cammino
da un punto all’altro di un colombo, tra i compagni a brucare nel prato
o agitandosi per un improvviso disappunto
nell’aria
Di tanto in tanto un piccolo stuolo verde di pappagalli sorvola
chiassoso lo stesso campo di paglia, entra nei miei istanti,
dimostra che la lotta per sopravvivere li chiama nel dove e quando
tra me ed il sole riflesso della parete bianca
Uno stesso minuscolo uragano agita l’aria intorno ad un camper
Al centro del cortile e scompone le chiome dei pini
Immagino tutto ciò che avviene nel palazzo di fronte
la piantina di basilico odorare su una finestra di cucina
un io simmetrico al mio interrogarsi, interrogare
e le forze in gioco, nella luce tra gli aghi con la stessa costanza operare
quando le stanze primas’illuminano e una dopo l’altra scompaiono
E ricompaiono in me i voli, le lotte in un lento girare senza senso
del vivere uguale a civetta, lo stesso algebrico buio di pilastri che sorreggono l’orsa
e cantine che s’inabissano tra radici di acacia che nessuno vedrà
Vita e non vita sottostanno a leggi che soddisfano loro stesse
e spingono gli elementi a combinarsi e mutare sorte
perché ci sono
e non sono il dio che li fa essere e morire
nel suo eterno rimanere uguale e mai contraddirsi
nemmeno una foglia in diritto,
movimenti preclusi, poi ...
il tuffo
nel tempo che passa
tra archetipi
e stereotipi.
Ma dalla ricerca nessun risultato
ché da gamberi abbiamo attinto
- lasciati ai Watussi i passi giganti -
Sgomento e maschere
al rientro nei ranghi
senza nemmeno girarci.
Stella ...
dai continuiamo a giocare.
le canne dell'acqua -
le sento che suonano quasi sempre
sia arrotolate che appese a un gancio di ruggine
non troverai mai posto
che non sia nel centro.
Tu, che per natura
ami stare all'ombra
che t'avvolge e ti consola.
Verde germoglio
cresciuto in un sentiero
dove ,solo, si muovono
anima e pensiero.
Vi è dentro ai tuoi occhi
una pace che turba!
Incomprensibile al ragazzo di ora.
Così per guardarti ti fanno cerchio.
Nessuno di loro vuol sfidare
il tuo sguardo da solo a solo.
Dentro ognuno v'è lo stupore
ma di più v'è la paura
di vedervi dentro
la sua stessa natura.
La mano nella mano
e' un concetto evolutivo
che non ha bisogno di parole,
spina dorsale, anima,
dal carattere intuitivo,
volo alto d'aquila
che non sa' come atterrare.
Giri concentrici e sguardo sulle alture
ma una mano
può donare il calore che s'apre.
Tace il labbro e la sensazione sale
tra il verde del bosco e il cuore.
la vita si tramanda, si trasmette,
stessi modi e stesse voglie,
sorrisi in faccia alle ragazze
del segreto dell'amore
custodi e infette,
regalo o forse dono
che nessuno può spiegare.
Nell'intatta nostra indole,
dove il cerchio della vita gira sempre,
noi protagonisti incompresi
consegnamo le nostre ali
dove piume sosterranno
quel assurdo volo
che ci rende forti e fragili.
le migliori prospettive.
al buio una poesia.









