Lo sguardo si riposa entro una cresta

in bagno d'aria, ove arde triste il pianto

d’ultimo raggio torvo che ti desta

e si nasconde. Sulla mano ranto-

lo estatico di un cenno soffocato.

Pulsano vene al collo perché s'oda 

il tremito lontano -  un verso lato -

come mozzata s'agita una coda.

Di là s’attende in fremito la terra

e frana che disciolga l’oasi al nulla.

Ma tutto è lento andare e appena un fiato

dichiara a lunga notte la sua guerra

ogni legaccio sradica alla culla

e dà sollievo al sangue del dannato.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Marinella Brandinali
+1 # Marinella Brandinali 11-08-2017 20:30
Molto bella mi ha colpito ...un saluto
Aita Carla
+1 # Aita Carla 11-08-2017 22:16
Una poesia d'amore ben celata da metafore, figure insinuate nei vocaboli accuratamente scelti a serbare l'incognita che ogni poesia lascia e con delicatezza e passione ci lasci alle curve della notte.
Concentrata sulle parole non ho subito notato la successione delle rime. Un bel lavoro.

Grazie!

Carla
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 12-08-2017 08:14
Si sentono "ambirsi" in quello spazio il raggio e la terra, il rantolo e il fremito, il sangue e la culla. Gran bel testo, Poeta!

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