lascerò aperta un'ampia crepa
ché si bagni di luna
intinta nel cristallo d'occhi tuoi
che è mare che riposa
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Saprò accarezzare col tempo
I remoti ricordi sbiaditi
E renderli vividi e vicini
E Saprò posarli leggeri sul cuore .

E Come la risacca che accarezza dolcemente la riva ,
Saprò renderli parte di me ,
Liberi d' essere .

E in questa eco
Che richiama costante il tuo nome
Saprò giocare con la verità,
Vestita di terra e di sole ,
Mentre il vento risuona
In cori di stelle .
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Profilo Autore: Federica Turchi  

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L’alba rosseggia

al di là dei confini

il sole passeggia

tra ombre di pini.

Si svegliano i fiori

tra roseti e viole

dintorno colori

sussurri parole.

Azzurri lontani

chiari splendenti

un insieme di mani

e di bimbi gaudenti.

Vaste verdi distese

caldi intensi profumi

turbinio di braccia protese

sonoro gorgoglio di fiumi.

Alberi popolati di bugni

pieni carichi di miele

dalle tane sordi mugugni

nell’acqua si dispiegan le vele.

Bianche rigogliose colline

la neve bambagia celeste

cavalli dal folto crine

foto di natura albestre.

I colori del giorno

in un susseguirsi d’azioni

nel loro eterno ritorno:

passioni sensazioni emozioni.
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Profilo Autore: Donato Caione  

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Quando il verso brucia nelle vene
ogni parola si scioglie nel sangue

- attendendo un bacio di inchiostro -

lo capiscono bene i poeti e i pazzi
che le passioni sono calde

- divampa l'incendio emozionale -

La poesia è un fuoco
uno di quelli che tardano a spegnersi

-solo lo doma l'acqua di una lacrima-

al bagnarsi del foglio bollente
dove trascrivi il cuore

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Profilo Autore: Sabyr  

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Abbozzo d'incerto sorriso
sulle labbra leggermente socchiuse,
la tua giovane età

sa' di polvere di fata
e t'atteggi come donna navigata.
sai di voglie e pesche rosa
cerchi nuove strade
e facili cammini
da percorrere in fretta.
sei crisalide in boccio
sotto un cielo che ti accoglie.
odi parole dove i sogni si fan veri
e la musica ti prende e ti porta
nell'azzurro che avvolge
senza pesi e paure.
giovane vita, osservi, respiri
senza mai aver sospiri

nella notte più buia brillerai
e il futuro avrà anche il tuo nome
scritto sopra una stella.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Rossetto al morso di cuor,

sottoveste d’anima

naufragata nei silenzi,

crine d’amor spento tu sei

e vestita di spiccioli di mar

t’inalbi cheta come sera,

t’accoccoli fra i vespri del pensiero

come quel nastro rosso

prigioniero d’amor vero.

 

Sguardi come arnie di cielo,

radice d’uomo ti calpesta,

sverna poesia d’intelletto,

avvelena il tuo sentimento,

pelle di labbra e tempesta,

trema cicatrice d’inferno

come quel nastro rosso

spettinato d’odio eterno.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1061 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Evanescenza di calici
vino o spumante
tavola di cristallo e musica da piano bar
mentre il disco cantava
t'ho arruginita fino a sentirti
sfinita
e le forchette per il riso
e le parole a bocca piena
bottiglie stappate
tovaglioli volanti
e tu con la testa che ti gira
ti stendi.
Mi son chiesto:
Sarai mai 
più che possessione
e altro spreco di carne,
annuso te 
come docce e vagine calde
per farne mia tortura, da quel mare tuo più acerbo
falcidiato dai deserti, senza saper nuotare
m'affogo con piacere, tra i tuoi seni
i tuoi sensi.
salendo umida la mia quota più dura,
Poi restai a guardarti sorridere e bere
bevvi anche io, sorsi di tua passione
e schizzi di peccato
T'ammirai mentre discorrevi il tuo sonno
afferrai il tuo respiro
senza mai innamorarmi
m'alzai timido ti guardai
e i bicchieri ricolmi
e le bottiglie ormai calde
ma bevvi d'acqua e mangiai di carne
mentre pensieri fissavano il tuo ricordo banale
non ci dicemmo mai i nomi
salutai la mia stanza
non volli più rivederti
nel peccato ma i tuoi seni
sudati
s'appisolarono poi, per una notte
tra le mie labbra


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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
       Oh, dolcezza straziante, di un estate ridente
Amami!
Sei icona vivente dei  miei anni
Amami! 
Prima che tu muoia
nel sole ricurvo e declinante,
nei nascosti barlumi tralucenti.
Nelle  tue sere cocenti
Amami!
Ricordami l’amore 
e il suo magnifico tepore.



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Profilo Autore: Hera  

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Calamitata in un mare tormentato,
spingo le mie braccia su di te.
Mi aggrappo ai tuoi baci, alla tua pelle,
alla tua passione.
Mi aggrappo ai tuoi brividi,
li brucio e li faccio diventare
fiamma di me.
Brucio della tua essenza
e della tua dannazione.
Brucio assieme alla tua follia.
Ti guardo e divento il tuo inferno.
Tra le fiamme aumenta
l' ossessione di averti.
Come anime dannate
traghettiamo il nostro amore
su acque incandescenti.
I nostri corpi,
dilaniati dal tormento,
fremono alla vista
d' uno scoglio,
mentre tutt'intorno
il cielo si oscura.
Un raggio dorato
squarcia il cielo,
la pelle vibra,
i sensi si attraggono,
onde magnetiche
ci legano...
lo scoglio brucia!

 

 

 
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Profilo Autore: Passione infinita  

Questo autore ha pubblicato 181 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

È passato il tempo
delle risposte...
nel vento.
È passato
e non torna.
È tutto cambiato!
Le persone
erano uguali
al loro riflesso.
Ora no!
Ci sono cose
che anche gli specchi
non sanno più...
riflettere.
A costanti domande, 
immediate risposte.
Talvolta approssimate,
travisate...
Però, lo stesso,
vengono date!
Soffia un vento
diverso.
Il mondo... in meglio
è cambiato!
Le persone no!
Cavalcano onde
cercando gloria
e si illudono,
ogniuna per sé...
d'inventare la storia.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

Questo autore ha pubblicato 214 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Chissà se è il cervello che parla

chissà, se è la coscienza

oppure l’anima, invenzione divina

benefattrice di ogni clemenza.

Sono stato sposato

venerai una donna per anni,

la fede lo permetteva!

offrivo messa ogni giorno

e coccolavo i figli,

quando il paese dormiva.

Il Nuovo Mondo: immense praterie

dimoravo nel secolo ventuno

ma in quel posto c’era una chiesa

trasferita da un tempo lontano.

Tra umili mura vivevo,

mentre l’alba bussava alla porta

svegliavo mia moglie

e scendevamo dal letto

il suo sorriso: quanto splendore!

vestivamo i figli assonnati

ma non erano gli unici

a cui portavo rispetto.

Proprio lì, nella casa del Signore

predicavo le gesta di uomini giusti,

dove un tizio in fondo ascoltava

tra occhi fedeli, districati nei posti.

Con aria balorda sorrideva

denti marci e un abito sgualcito

il sole entrava dalle vetrate

ma aveva paura del suo vestito.

Avvolto nell’ombra egli si alzò

la mia bocca soleva parlare

e i tre angeli a cui badavo

sedevano davanti, ad ascoltare.

La mia consorte suggeriva

i versi dei salmi che dimenticavo

la prole rideva sulle parole

che saltuariamente incespicavo.

E proprio l’uomo nero

col suo passo sinistro

avanzò da solo, senza disturbo

come un sommo ministro.

Quindi l'onnipotente

decise di poter imitare

sotto il pastrano teneva una cosa,

Il fucile d’assalto volle scoprire!

Quel rombo fu simile al tuono

ampliato dal peso della sua frustrazione

un bagliore di morte uscì dalla canna

colpendo i fedeli, attenti al sermone.

Privò il mio cuore con il suo gesto,

due poveri anziani, amici da tempo

e prima di ingoiare la canna fumante

tuonò tre colpi verso di loro…

la sacra famiglia che avevo creato

cadde a terra, in un istante.

La perdizione bussò alla porta

l’odio sussurrava vendetta

divenni cattivo e facile all’ira

i miei seguaci guardavano il futuro

“torna tra noi, abbiamo bisogno di te”

ripetevano in coro, oltre il giardino

e io chiuso a chiave imploravo

il coraggio nell’ingoiare cianuro.

Non fu la notte a portare consiglio

ma una voce tra mille

reduce di svariati travagli

che per salvarmi la vita

azzardò una follia...

egli era il mio medico

professore di stirpe

ed eccelso chirurgo,

distrusse una barriera morale

con prorompente energia.

Un esperimento inconsueto

non invasivo e mai attuato:

dal profondo i sentimenti inibisce

eliminando ogni traccia del passato.

Comprendo il benessere

qui e ora, sdraiato in una sala

e dopo i suoi scongiuri,

l’amico dottore mi ha sorriso

opprimerà il desiderio di furia,

insito nel sistema limbico

un abominio, forse...

ma questo è ciò che ho deciso!


Aiutami Dio, reggimi forte,

la gente critica la mia decisione

le dita che puntano sono pesanti,

ho perso tutto dopo l’operazione.

Dieci Natali, senza più un albero

la casa puzza di polvere stantia

bevo un goccio ed esco solitario

complice solo la mia completa afonia.

Smarrita la voce per la vergogna

raccolsi l’abito

che mi rese famoso

volevo tornare a diffondere bene

ma esso era sporco e malconcio,

ormai in disuso.

Non c’è posto per me

questo è il fardello!

la tristezza naviga austera

e lo specchio che tronfio osservavo

davanti a me mostra l’oblio,

del karma la parte più nera.

Non trovo il coraggio di guardare

Non trovo il coraggio di vedere,

la comunità che spezzai

mi detesta, ma osa giudicare.

Ascolto i demoni che ridono

invadenti scaldano il letto

nuovamente torno allo specchio

sudato e palpitante, mi rifletto.

L'ombra di vissuto rimane dietro

somiglia a un’orribile strega

serro gli occhi, digrigno i denti

mentre l'essere, nel profondo annega.

Corro fuori, oltre il giardino

ho un compito da terminare

una gamba supera l’altra,

l’epinefrina induce a scattare.

Ecco, coloro che mi esecrano

gente di chiesa e dirimpettai:

“Hai distrutto un pilastro,

implora la remissione e ti redimerai”.

Tremo, entrando in quell’edificio

il corridoio conduce a una porta

l’infermiere recita raccomandazioni,

sparendo nel nulla come un fantasma

l’entrata dista due passi

varco la soglia nel buio più pesto

accovacciato in un angolo

egli respira, con l’affanno dell’asma.

Fosse quello il problema peggiore!

il suo volto è una camicia di forza

i connotati si stringono

in un'espressione di sofferenza.

“Sono vicino e in ginocchio

scalda il mio cuore angosciato

concedi a me la pietà,

che una volta avrei meritato”.

“Caro pastore, compagno d’infanzia

la superbia regnava sovrana

feci un errore di calcolo

ho perduto te, oltre me stesso!

il tuo sguardo si lobotomizza

e i farmaci servono a poco,

ma nel profondo lo sai…

il mio scopo non era il successo”.

“La fede avrebbe amato la scienza

guarendoti dalla sete di collera

mi accorsi però che l’organo grigio

è un complicato Universo, in miniatura”

“Lotto coi diavoli infernali

domando la tua misericordia,

l’ultimo sforzo del discepolo

che fervente, testimoniò meraviglia”.

“La tragedia tocca l’epilogo,

un gesto lucido ti muove la mano,

liberando il mio spirito

dalle catene

allora mi accarezzi la testa,

un torrente di lacrime sgorga in piena

davanti al vero e unico

uomo per bene”.


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Profilo Autore: jostance  

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Un rapido mutar di vento

e sorgesti tra ghiacci senza fine.

Si gelarono i pensieri per cercarti.

Lenta, lenta, inesorabile fu l'ibernazione.

Non sarà forse eterna

seppur la chiamo fine.

Chissà...

Forse un nuovo sole

in altra era, scioglierà ghiacciai

inabissando il mondo.

Correnti segrete muoveranno fanghi.

Si ritireranno le acque infine.

Sorgeranno paradisi

che si credevano perduti.

Rivedremo Atlantide

e i suoi abitanti.

Parleremo la loro lingua,

non ci chiameranno stranieri.

Non saremo bianchi, nemmeno neri.

Saremo di colori simili ad arcobaleni.

In cielo voleranno ali giganti,

ma non avranno artigli né appuntiti becchi.

Nessuno volerà mai in cerca di prede.

Ne camminerà tra boschi

strappando anime alle carni.

La sera ci si troverà attorno a un fuoco

che nessuno avrà rubato agli Dei.

Sarà stato recato in dono dagli stessi,

che ameranno sedersi accanto a noi.

Non più mortali; perché già morti.

Ma sempre e ovunque, tra spazio e tempo,

Anime capaci di grandi sogni.
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Profilo Autore: Ibla  

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Riconosco il mio cielo

dove sotto ogni stella

ho visto fiorire roseti

e petali cadere

 

sulla sabbia che amavo

infrangevano

le onde del mare

mentre l’albero

spandeva le sue foglie

e non facevano più ritorno

sopra i rami

 

ora

conosco il destino

delle tante stagioni

una veste gli alberi

l’altra li spoglia

 

la terra è un amore

un luogo assoluto

dove a ognuno

è dato scoprire

il suo cielo

 

allontanarmi da te

solo con il corpo non basta

non vi sarà più distanza

se il cuore resta.
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Profilo Autore: Sandrino Aquilani  

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Rimango in attesa,
tra agave ai crepacci
e oleandri fioriti,
sospesa tra l’infinito azzurro
e la brezza marina. 

Di quell’istante in cui,
l’anima ruba la mia mano,
e come violino,
detta musica in versi.

L’estate mi sussurra,
tra le dimore sulle rocce,
ed io l’ascolto.

Zinzullio di malinconiche rondini,
s’intrecciano alla pace
di tramonti silenti,
e le ali spianati
di bianchi gabbiani
infilzano un manto di stelle
sulle calme acque.

Dalla sommità del mio guardare
respiro l’immenso,
quell’afferrabile tutto,
di bene ciba il cuore,
divenendo pur mio,
e di quel tutto,
avverto farne parte.


avvertL'immagine può contenere: fiore, pianta, cielo, natura e spazio all'apertoo farne parte.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Amo levarmi presto
nelle mattine estive,
al canto degli uccelli
che arriva da sopra gli alberi,
e l'allodola canta insieme a me.

Ho il calore del tuo abbraccio
che m'infonde amore e coraggio
nel prosieguo della giornata,
è un cerchio di affetti consolidati il nostro
che raggiunge con semplicità
la fibra del cuore.

Amiamo il nostro lido,
l’unico che ambiamo abitare
dov’è piantata la nostra radice.

Osservo le tue mani lavorare
nell'umidità della nera terra,
rastrellare, scavare solchi,
piantare semi, tagliare arbusti,
strappare erbacce
perché il prato del nostro giardino
sia eden prezioso.

Un sogno vissuto ad occhi aperti
il nostro connubio,
un vivere semplice ed agreste
che ci tiene legati agli stessi desideri ed ideali
e c’invola in armonia nel nostro divenire
benedicendo il nostro risveglio.
SalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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