Spettro è l'attimo e nell'anima si fonde
oltre fiati tipizzanti e fari al molo
i latrati che falcidiano l'erba del mio essere
e il respiro, lievità, la sinusite vince
e destrezza normale soffoca
il dolce mio ronfare
di brume e pallore di presenze
in fumosi disastri brevi; Lievi cieli
e grevi ampiezze di spazi misurati
mentre giocano ad amamzzarsi
i sentimenti più sghembi
spazio corazza tu,
essenza sopraffino, mio me stesso
che vivi in me nell'alto profondo abisso
nel giardino del dolore gioioso
nel vetusto, logoro abisso, nella penombra alla luce del sole
per cui muovi il metro più nudo
o la fuga al punto del mio continente.
Eburnea crostale, verso i fiumi che sfociano all'oceano
su ebbrezze tavole da cavalcare l'onde
rapida in febbrile duranza , m'abito in fretta in me
m'offro da bere e fumare
come chiostri e limiti scapolari di nero.
Nero come l'eclissi della luna, del sole, della mia vaga atrocità
dal toracale al senno, al folle sentimento nuovo
di noi vita d'attimo, noi esiziale affondo
nel guasto d'apogei in maceria infinita, tra banchi di lavoro
e disossati amori imprevisti
o pionieri d'un denso liquore di me stesso divenire o
essere solido,
endemico buio siderale.
Tra galassie sconosciute che non s'attraversano
mi inebri di silenzio razionale
che sa urlare nelle mie
ore di vita. Circa 25 al giorno
per passare ad essere poi
tenera
cenere
rovente
1 commento
Corteggia il tramonto
arpeggio d’anima mia,
la curva del silenzio
s’inclina di luce e poesia
fra zagare di tempo acceso
da autografi di cosmo e melodia.
Comete di grano
m’abbigliano le labbra stanche
ed un ricamo d’erba
scintilla sui miei fianchi
come fiammifero di carezza
perduto nell’alba dei campi
ma tu ricordati di me
e d’amor perduto scrivi e rivivi
la cicatrice dei miei istanti.
arpeggio d’anima mia,
la curva del silenzio
s’inclina di luce e poesia
fra zagare di tempo acceso
da autografi di cosmo e melodia.
Comete di grano
m’abbigliano le labbra stanche
ed un ricamo d’erba
scintilla sui miei fianchi
come fiammifero di carezza
perduto nell’alba dei campi
ma tu ricordati di me
e d’amor perduto scrivi e rivivi
la cicatrice dei miei istanti.
Però
ora
vestiti di verde
Allarga verso il nord
le braccia d’aghi e inverno
per non lasciare in secca
i pianti
tuoi
d’argento
Rifiorirai di bianco
in sere fredde
e stinte
e quando la stagione ti vieterà germogli
avrai
lungo i tuoi fianchi
lune da imparare
ora
vestiti di verde
Allarga verso il nord
le braccia d’aghi e inverno
per non lasciare in secca
i pianti
tuoi
d’argento
Rifiorirai di bianco
in sere fredde
e stinte
e quando la stagione ti vieterà germogli
avrai
lungo i tuoi fianchi
lune da imparare
Al di qua dello steccato
il fianco s'appoggia
sul bracciolo di sinistra
per una scoliosi che pare di un albero
con ristagni di parole ai piedi
o cancro di reumatismi alle vocali
l'occhiale scivola sull'acero
lungo il naso grasso
ma poi una ventata fila un po'
di felicità per i gladioli rossi
e per il vicino che avvia la macchina
- forse
si va verso il lago.
Vorrei dire basta alle parole che martellano in testa.
Vorrei dire basta alle domande senza risposte.
Vorrei strapparmi il cuore, gli occhi.
Vorrei strapparmi l'anima.
Vorrei smettere di combattere.
Vorrei dire basta a questa vita,
Fatta di errori e sofferenze.
Vorrei farla finita.
Vorrei dire basta a questa vita,
Fatta di errori e sofferenze.
Vorrei farla finita.
Oh tu madre degli antichi tempi,
fosti sol donna,
timida e sincera ...
che sol di nascosto
poteva baciar il virgulto figlio
quando egli dormiva.
Con un tremolante sorriso gli accarezzavi il viso,
come avresti fatto con un angioletto,
per non destar i sogni
del biondo pargoletto.
Manifestar il tuo amor non t’era concesso,
dovevi forgiar un uomo forte
che un giorno della famiglia
prender in mano dovea la sorte.
Così eri costretta sia nel gioir che nel dolor
a conservar le lacrime tra le mani
per il tuo uomo che più ami.
fosti sol donna,
timida e sincera ...
che sol di nascosto
poteva baciar il virgulto figlio
quando egli dormiva.
Con un tremolante sorriso gli accarezzavi il viso,
come avresti fatto con un angioletto,
per non destar i sogni
del biondo pargoletto.
Manifestar il tuo amor non t’era concesso,
dovevi forgiar un uomo forte
che un giorno della famiglia
prender in mano dovea la sorte.
Così eri costretta sia nel gioir che nel dolor
a conservar le lacrime tra le mani
per il tuo uomo che più ami.
Anime ascendono al cielo
innocenti sacrifici immolati
in nome di un dio che non è Dio,
nella sua immensa bontà deplora
codesti gesti d'orrore disumano
Non fermò Egli la mano di Abramo
nel sacrificare il figlio Isacco ?
Sull'altare sacrificale andranno coloro
intrisi di innocente sangue innocente
nel tempo in cui il giudizio verrà
avran si da temere Allah …
L'ira sua sarà peggio di un fuoco ardente
sarà più doloroso di un marchio
di ferro rovente sulla carne viva
di una deflagrazione in una città
Svanirà dai cuori l'arroganza
di essere giusti, veri adoratori di Dio,
che precoce morte han dato
a uomini, donne e bambini …
Non abbassiamo il capo alla paura
continiamo a vivere nella fede,
solo il Signore giudicherà
ad Armaghedon la battaglia finale ….
Daniele 2:44 “E ai giorni di quei re, l'Iddio del cielo
stabilirà un regno che non sarà mai
ridotto in rovina. E il regno stesso
non passerà ad alcun altro popolo
Esso stesso stritolerà tutti ques
e porrà loro fine ed esso
Sussisterà a tempi indefiniti “
Sento,dentro il mio cuore,un fuoco ardere
brucia intensamente senza far sosta
non vi è acqua che lo possa spegnere
ne un soffio di vento che lo sposta
Io vedo questa rossa fiamma emergere
incendia la desolazione imposta
dalla realtà che mi vuol far cedere,
colpirmi con un ultima batosta
Simboleggia una robusta speranza,
una valida accompagnatrice
in un futuro pieno di piaceri
e ora che dal male sono a distanza
resuscito come araba fenice
dalle mie veterane ceneri
brucia intensamente senza far sosta
non vi è acqua che lo possa spegnere
ne un soffio di vento che lo sposta
Io vedo questa rossa fiamma emergere
incendia la desolazione imposta
dalla realtà che mi vuol far cedere,
colpirmi con un ultima batosta
Simboleggia una robusta speranza,
una valida accompagnatrice
in un futuro pieno di piaceri
e ora che dal male sono a distanza
resuscito come araba fenice
dalle mie veterane ceneri
Nessuna impronta lascerà segno
Su questa tela da completare
Spazi liberi e colori intensi
Non basteranno a colorare
Cieli e nuvole,
Ma l'orizzonte è là..
E ti aspetta.
Granchio e ragno
Vivono lo stesso quadro
E non s'incontrano.
Solleva polvere che possa aderire
Su le immagini sfuocandole
Ma senza cancellare
Le pennellate di un amore fragile
Che cerca spazio ma non lo trova
Rimangono sbavature come rossetto
Sul solco del viso.
Su questa tela da completare
Spazi liberi e colori intensi
Non basteranno a colorare
Cieli e nuvole,
Ma l'orizzonte è là..
E ti aspetta.
Granchio e ragno
Vivono lo stesso quadro
E non s'incontrano.
Solleva polvere che possa aderire
Su le immagini sfuocandole
Ma senza cancellare
Le pennellate di un amore fragile
Che cerca spazio ma non lo trova
Rimangono sbavature come rossetto
Sul solco del viso.
Eroe,
chi si alza alle cinque del mattino e va a lavorare.
Chi ogni giorno fa il pendolare.
Eroe,
chi deve far quadrare i conti a fine mese.
Chi piuttosto non mangia ma paga le sue spese.
Eroe,
chi assiste con dolcezza gli anziani.
Chi ascolta e sostiene chi ha pensieri strani.
Eroe,
é la mamma che va a dormire a notte inoltrata,
solo dopo che la biancheria é stata stirata.
Eroe,
chi si ama da decenni facendo funzionare ogni cosa.
Chi nonostante tutti i matrimoni falliti ancora si sposa.
Eroe,
chi pensa che i bambini sono il nostro futuro,
li cresce e li educa donandogli un amore puro.
Eroe,
chi ha ancora rispetto ed educazione.
Chi usa il dialogo per far capire la propria posizione.
Eroe,
chi protegge la terra che é la nostra casa.
Chi ama la giustizia sopra ogni cosa.
Chi vuole la pace é il vero eroe .
Chi si sente felice se splende il sole.
chi si alza alle cinque del mattino e va a lavorare.
Chi ogni giorno fa il pendolare.
Eroe,
chi deve far quadrare i conti a fine mese.
Chi piuttosto non mangia ma paga le sue spese.
Eroe,
chi assiste con dolcezza gli anziani.
Chi ascolta e sostiene chi ha pensieri strani.
Eroe,
é la mamma che va a dormire a notte inoltrata,
solo dopo che la biancheria é stata stirata.
Eroe,
chi si ama da decenni facendo funzionare ogni cosa.
Chi nonostante tutti i matrimoni falliti ancora si sposa.
Eroe,
chi pensa che i bambini sono il nostro futuro,
li cresce e li educa donandogli un amore puro.
Eroe,
chi ha ancora rispetto ed educazione.
Chi usa il dialogo per far capire la propria posizione.
Eroe,
chi protegge la terra che é la nostra casa.
Chi ama la giustizia sopra ogni cosa.
Chi vuole la pace é il vero eroe .
Chi si sente felice se splende il sole.
Immagini sovrapposte, cambiano i luoghi
il lungomare, la rambla, il centro storico
non l’orrore abbinato al non sense
colpire a caso, la coppia che s’ama
la bimba e la sua bambola rosa, qualcosa
resterà negli occhi, sarà la via di fuga
la corsa a perdifiato verso la vita
il turbinio dell’odio per le strade di città
e quell’unico dio che, se esiste, assiste
muto e sordo all’accaduto. Preghiere miste
sull’asfalto insanguinato, dicono che è viltà
uccidere in nome di una promessa, la gita
verso la morte non era programmata, la saga
dei terroristi è appena iniziata, non rosa
sbocciata, ma stelo al gelo, che non c’è fiamma
che può scaldare, cuore di pietra, dance
funebre al tempo del freddo artico
per noi che non vogliamo più ascoltare monologhi.
Globalizzato
anche Rivera non interessa più
la divisa portata con orgoglio
il senso di appartenenza ad una squadra
Aggettivare non è più importante di sostantivare
perché non c’è ragionamento che basti per capire
dov’è il soggetto ed il complemento?
Quale il verbo?
Qui sulla scena s’alterna la cartapesta
meglio del coro è il corrispondente
meglio del tragediografo è il mezzobusto
buongustaio e assassino, destra e sinistra
simmetria dello specchio alle 20 e 30
Si scende dentro noi
nello scarlatto!
Dopo l’ultimo scalino c’è la vergogna
consiste di scheletri e muffe di guerra
Talpa o uomo che differenza c’è?
Prima o poi tornano a mucchi le distruzioni di massa
l’iprite del ‘17
io ho memoria di un Lumumba fatto a pezzi
Risaliamo pure verso lo stacchetto pubblicitario
c’è una medicina contro il cancro al cuore?
Ho bisogno di un miracolo per guarire da colpe non mie
come se Re Leopoldo appartenesse al mio sangue
e a Sabra e Chatila fossi entrato di persona
anche Rivera non interessa più
la divisa portata con orgoglio
il senso di appartenenza ad una squadra
Aggettivare non è più importante di sostantivare
perché non c’è ragionamento che basti per capire
dov’è il soggetto ed il complemento?
Quale il verbo?
Qui sulla scena s’alterna la cartapesta
meglio del coro è il corrispondente
meglio del tragediografo è il mezzobusto
buongustaio e assassino, destra e sinistra
simmetria dello specchio alle 20 e 30
Si scende dentro noi
nello scarlatto!
Dopo l’ultimo scalino c’è la vergogna
consiste di scheletri e muffe di guerra
Talpa o uomo che differenza c’è?
Prima o poi tornano a mucchi le distruzioni di massa
l’iprite del ‘17
io ho memoria di un Lumumba fatto a pezzi
Risaliamo pure verso lo stacchetto pubblicitario
c’è una medicina contro il cancro al cuore?
Ho bisogno di un miracolo per guarire da colpe non mie
come se Re Leopoldo appartenesse al mio sangue
e a Sabra e Chatila fossi entrato di persona

E' un'attesa la speranza…
a volte muta suona l'eco del cuore
ma non bisogna mai disperare:
poter vivere in un mondo
dove tutto fosse gioia ed amore
sotto un cielo limpido
in cui si possa amare tutto ciò che si può
come nel paradiso degli amori infantili
che di purezza hanno l'essenza.
Si potesse in armoniche stanze
fumare il calumet della pace
e dare nuovo equilibrio al mondo
dopo aver cancellato ogni empio impero
e le nefande supremazie
generatrici d’ombre d'eterna notte.
Poter vivere nuova rinascita
come crisalide che si toglie la veste setosa
e un'agile farfalla planasse su vigneti celesti
dove chicchi di luce
incoronassero grappoli d'amore.
in un brindisi d’eccelsa pace.
Sarà guardando con ispirazione
e puro sentimento il cielo
rispecchiandoci nel Volto Divino
che si riuscirà a prendere piena coscienza
delle virtù dell'uomo esaltandole
allora il sole risplenderà fulgido
a rischiarare il mondo.












