Quest’anima amata della mia amata donna
è l’allungamento dell’alba dopo la scompiglio del cielo.
E’ il tramonto dopo la confusione della parte superiore.
E’ quel cerchio infuocato che incalza il cielo e da colore
alle sue vesti.
E’ la lampada posta nello spazio più alto
che da affanno al denso buio
affinché non avvilisca la luce.
E’ avidità
ingordigia di tutte le forme,
di tutte le inclinazioni,
che eccita la pioggia quando scende
dai gradini del cielo.
E’ il conto alla rovescia
quando sta per giungere la primavera
con boato di colori e profumi...
di ogni grandezza e di ogni forma.
E’ il maggior slancio del girasole
che ogni giorno
senza affanno
insegue il sole.
Questa anima amata della mia amata donna
e lo sguardo che sconfina oltre il creato
e la mia orma accostata all’ orma di Dio
e il mio respiro che trova rifugio nel recito del tuo cuore
quando mi addormento accanto a te.
è l’allungamento dell’alba dopo la scompiglio del cielo.
E’ il tramonto dopo la confusione della parte superiore.
E’ quel cerchio infuocato che incalza il cielo e da colore
alle sue vesti.
E’ la lampada posta nello spazio più alto
che da affanno al denso buio
affinché non avvilisca la luce.
E’ avidità
ingordigia di tutte le forme,
di tutte le inclinazioni,
che eccita la pioggia quando scende
dai gradini del cielo.
E’ il conto alla rovescia
quando sta per giungere la primavera
con boato di colori e profumi...
di ogni grandezza e di ogni forma.
E’ il maggior slancio del girasole
che ogni giorno
senza affanno
insegue il sole.
Questa anima amata della mia amata donna
e lo sguardo che sconfina oltre il creato
e la mia orma accostata all’ orma di Dio
e il mio respiro che trova rifugio nel recito del tuo cuore
quando mi addormento accanto a te.
1 commento
Delle mie certezze
Si è fatto buio
Spargono caffè nero
Confondendo lo sguardo.
Scaldano come languori
Ma insicure escono fuori.
Eppure nonostante la vita
Mi riempie gli occhi di colori
Spingendomi verso antichi luoghi
Il mio cuore rimane statico
E non sa più seguire il ritmo frenetico
Del ballo del vivere
Dove io protagonista assoluta mi muovo
Senza tirarmi indietro.
Tra ventagli d'amore e svenevoli pigli
Rimane la persuasione
Che il respiro non resterà inutile , si innalzera' sotto dolci auspici
E il sorriso dell'anima sarà come dono d'amore.
Si è fatto buio
Spargono caffè nero
Confondendo lo sguardo.
Scaldano come languori
Ma insicure escono fuori.
Eppure nonostante la vita
Mi riempie gli occhi di colori
Spingendomi verso antichi luoghi
Il mio cuore rimane statico
E non sa più seguire il ritmo frenetico
Del ballo del vivere
Dove io protagonista assoluta mi muovo
Senza tirarmi indietro.
Tra ventagli d'amore e svenevoli pigli
Rimane la persuasione
Che il respiro non resterà inutile , si innalzera' sotto dolci auspici
E il sorriso dell'anima sarà come dono d'amore.

A volte
quel lampo impazzito
che nasce dal cuore
disvela la carezza
di cento sirene
che ti hanno irretito
riportando alla luce
verità nascoste da ombre bizzarre
atte a creare amarezza
che chiude la porta del cielo
a questi occhi di sola incertezza
abbandonati alla fonda
di grevi paure…
Come nomadi o come monadi invisibili
non ci siamo cercati, solo trovati sullo sfondo
di una tela di Monet. I versi metafisici sono
stati galeotti, il nostro libro della dannazione
Paolo e Francesca stanno leggendo Platone
quando si baceranno entreranno nel cono
di luce della libertà. Lo vedi questo fondo
del pozzo? C’è l’azzurro dietro le nubi instabili.
Come Dante siamo costretti ad andare in esilio
Firenze è lontana, siamo il partito che ha perso
ma senza sconfitta non ci sarebbe stato
l’immenso fiato della Commedia e “l’amore
che muove il sole e le altre stelle”. Lo splendore
della bellezza è ciò che ci nutre, l’agitato
confine di un territorio brullo, sterile e arso
la deriva non c’è, c’è l’infinito in questo ammalio.
Il corso degli eventi è ignoto, ma l’improbabile
è già accaduto e le sorprese sono il sale della vita.
Le coincidenze hanno parlato, la colomba
ha i colori del cielo, ma il mare è in tempesta
tornerà il sereno e si potrà fare finalmente festa
in questo spazio chiuso. L’angelo ha una tromba
per annunciare la pace, se la terra è ferita
sarà necessario cambiare. Nulla può essere immobile.
Te ne sei andata
lasciandomi solo,
senza dirmi una parola,
restando nei tuoi silenzi
che, come muri,
non lasciavano vedere
la sofferenza
che c’era nel tuo cuore.
Ora che sono qui, da solo,
cerco di abbattere
quei muri che avevi eretto
e che nascondevano a me
il tuo dolore.
Solo adesso, senza di te ,
sto imparando,
nella solitudine
e nel silenzio, a guardare dentro di me
e a vedere cosa c'è nel mio cuore.
Ora che sono solo, capisco i tuoi silenzi,
mi hanno insegnato a capire me stesso.
lasciandomi solo,
senza dirmi una parola,
restando nei tuoi silenzi
che, come muri,
non lasciavano vedere
la sofferenza
che c’era nel tuo cuore.
Ora che sono qui, da solo,
cerco di abbattere
quei muri che avevi eretto
e che nascondevano a me
il tuo dolore.
Solo adesso, senza di te ,
sto imparando,
nella solitudine
e nel silenzio, a guardare dentro di me
e a vedere cosa c'è nel mio cuore.
Ora che sono solo, capisco i tuoi silenzi,
mi hanno insegnato a capire me stesso.
Magica felicità sta sorgendo
come luminoso sole al mattino
di bene,il mio cuore,sta nutrendo
guarendolo dal male mastino
Varie emozioni stanno riemergendo
stilose come stoffe di lino
nell'animo pian piano stan salendo
mutandolo in un fiume cristallino
come luminoso sole al mattino
di bene,il mio cuore,sta nutrendo
guarendolo dal male mastino
Varie emozioni stanno riemergendo
stilose come stoffe di lino
nell'animo pian piano stan salendo
mutandolo in un fiume cristallino
A dire al cappello delle lampade accese,
di ogni ordine e rango, della mia stanza, o del teatro,
che non è proprio così la vita dell'aria fresca,
non è in questo rosso di ciclamino in vendita,
labbra vecchie che sorreggono sigarette
E il giorno trattiene a sè più che può
la propria unica sera
e la sera pensa al giorno di cui è stata figlia -
disegnò forse fin dal principio sagome cinesi che aspettano
da brune allodole
un bacio
Criminale ogni uomo che uccide una gallina
maledetto il macellaio che scuoia gli agnellini
che farsene del gracile pellame?
cosa dei teneri ossicini?
E perchè no?
perchè non c'è pietà verso le ortiche?
falcidiate come ad Auschwitz
da macchine tagliatrici e tagliagole
tutto quel sangue verde che cola nelle strade
io li conosco i suoi pulcini -dei cordoli porto memoria-
pulcini verdi che pigolano per me
s'arrampicano dove possono a mani nude fino al cielo
figli di Dio o no?
Ed è sacra la vita del DNA
ovunque il seme che promette
un giorno contro la morte
Sai?
Io non credo che ci siano tre regni ma uno solo
d' inganno e distruzione
e la vita è una battaglia
senza via di scampo
nemmeno una finestra tra luna e stelle
un conforto da qualche parte
Il gallo canta perchè chiama alla battaglia
Ovunque vedo alzarsi i figli d'erba
ovunque c'è un esercito di greci e persiani
in ogni angolo l' ailanto combatte guerre perse
persino la zanzara è figlia del suo Dio
-che succhi sangue gli fu detto
e perchè no?
Anche il ratto è figlio del padreterno
concepito nella stessa stanza
gli son fratelli blatte e sanguisughe
vipere e maiali, vermi e pidocchi
Che fai arretri dal disgusto?
Non vuoi allo stesso tavolo
chi grugnisce invece di osannare
Non ha un bell' aspetto
nè angeli in paradiso
sai cos'è?
E' vita questa e dentro al fico scorre sangue greco
Bianco e puro nella battaglia è l'eroe del marciapiede
sulla faccia del tagliatore lo sguardo bieco di Efialte
dietro ogni ordinanza una volontà di morte.
Che il gallo canti dunque e annunci la battaglia
morire con dignità è sempre un grande onore
-come mangiare senza disprezzo e per necessità-
Piccoli Leonida sono i fili d'erba
tutti ci accomuna la stessa sorte
soltanto gli uomini si credono immortali
molti si arrogano padroni
i peggiori li rimpingua il fanatismo
maledetto il macellaio che scuoia gli agnellini
che farsene del gracile pellame?
cosa dei teneri ossicini?
E perchè no?
perchè non c'è pietà verso le ortiche?
falcidiate come ad Auschwitz
da macchine tagliatrici e tagliagole
tutto quel sangue verde che cola nelle strade
io li conosco i suoi pulcini -dei cordoli porto memoria-
pulcini verdi che pigolano per me
s'arrampicano dove possono a mani nude fino al cielo
figli di Dio o no?
Ed è sacra la vita del DNA
ovunque il seme che promette
un giorno contro la morte
Sai?
Io non credo che ci siano tre regni ma uno solo
d' inganno e distruzione
e la vita è una battaglia
senza via di scampo
nemmeno una finestra tra luna e stelle
un conforto da qualche parte
Il gallo canta perchè chiama alla battaglia
Ovunque vedo alzarsi i figli d'erba
ovunque c'è un esercito di greci e persiani
in ogni angolo l' ailanto combatte guerre perse
persino la zanzara è figlia del suo Dio
-che succhi sangue gli fu detto
e perchè no?
Anche il ratto è figlio del padreterno
concepito nella stessa stanza
gli son fratelli blatte e sanguisughe
vipere e maiali, vermi e pidocchi
Che fai arretri dal disgusto?
Non vuoi allo stesso tavolo
chi grugnisce invece di osannare
Non ha un bell' aspetto
nè angeli in paradiso
sai cos'è?
E' vita questa e dentro al fico scorre sangue greco
Bianco e puro nella battaglia è l'eroe del marciapiede
sulla faccia del tagliatore lo sguardo bieco di Efialte
dietro ogni ordinanza una volontà di morte.
Che il gallo canti dunque e annunci la battaglia
morire con dignità è sempre un grande onore
-come mangiare senza disprezzo e per necessità-
Piccoli Leonida sono i fili d'erba
tutti ci accomuna la stessa sorte
soltanto gli uomini si credono immortali
molti si arrogano padroni
i peggiori li rimpingua il fanatismo
Bambini in cerca d’amore
Abbandonati in spogli internati
Mostrano negli occhi tanto dolore
Bambini tristi impauriti travagliati.
Ignudo il loro animo ferito
Non un sorriso sui loro volti
Intrisi d’angoscia logoro il vestito
Una vita segnata dal destino travolti.
Come alberi mossi dal vento impazzito
Restano a guardare il prato e il giardino
Ammirano il cielo e il pero fiorito
Intorno lo sciabordìo del fiume vicino.
Nell’androne buio lo sguardo smarrito
Intenso penetra lo spazio infinito.
Abbandonati in spogli internati
Mostrano negli occhi tanto dolore
Bambini tristi impauriti travagliati.
Ignudo il loro animo ferito
Non un sorriso sui loro volti
Intrisi d’angoscia logoro il vestito
Una vita segnata dal destino travolti.
Come alberi mossi dal vento impazzito
Restano a guardare il prato e il giardino
Ammirano il cielo e il pero fiorito
Intorno lo sciabordìo del fiume vicino.
Nell’androne buio lo sguardo smarrito
Intenso penetra lo spazio infinito.
Lacrime sparse
Tra cuori tachicardici
Mi rimandano a vuoti
Di memoria
Di stelle mai cadute .
E se il cielo potesse parlare
Grandinerebbe desideri
Di inconsci irrisolti
E dimentico del passato
Suonerebbe un racconto di vita ,
Fatta di scorie di cielo e terra
E di echi di profondi perdoni
Gravitanti in un cuore
Salato come il mare .
Tra cuori tachicardici
Mi rimandano a vuoti
Di memoria
Di stelle mai cadute .
E se il cielo potesse parlare
Grandinerebbe desideri
Di inconsci irrisolti
E dimentico del passato
Suonerebbe un racconto di vita ,
Fatta di scorie di cielo e terra
E di echi di profondi perdoni
Gravitanti in un cuore
Salato come il mare .
Sordo,
piccolo ritaglio di mondo,
piccolo ritaglio di mondo,
ingorgo di luci, spesso senza senza cuore.
Strana fiera vivente
di passanti stanchi,
sfuggenti,
come fossero strani migranti,
distanti.
Nei quartieri soli, si ritrovano
assottigliati, rarefatti,
come fossero strani migranti,
distanti.
Nei quartieri soli, si ritrovano
assottigliati, rarefatti,
quasi estinti.
Dentro fiumi lunari, vagano
senza trovare;
senza trovare;
senza semi da trapiantare.
La Pioggia amniotica piove,
piove sulla testa,
piove sulle spalle,
scivola sull’arcano
che vorrebbe volentieri ritornare
un ultimo volo d'amore, spiccare.
Ricordo di Me...
Ero, davvero!
Poi mi sono perso
dentro un selfie veloce e prodigioso.
Meglio,
Meglio il panico che nutre l’attesa!
L’Apocalisse?
Cosa?
Forse il mare perirà
le stelle non avranno più prati da guardare;
annegheranno anche i pesci
nell’onda minimale del disgusto.
Meglio ancora un'altro selfie,
un soffio,
come un solo attimo senza capirsi
cioè…
–Sparirsi-
E’ meglio!
Meglio un’ombra dal vento flebile
che un incontro dal vento fatale;
meglio il panico d'attesa,
l'Apocalise
e svenire.
meglio il panico d'attesa,
l'Apocalise
e svenire.
Il mare si sposterà su Marte
le stelle non sapranno
più cadere
e non c’è ancora un Santo.
Dicono, (le voci al vertice),
che si stia tirando a sorte
per chi scriverà il romanzo.

Le feste dovrebbero essere solenni e rare, altrimenti cessano di essere feste. (Aldous Huxley)
La stanca estate
vorrebbe tramontare
nella noia albescente
di un deja vu ritorto.
Le espressioni sguarnite
da ballatoi alieni
incartano la luce
-lanciano guizzi poveri di vento.
Una musica sorda, va girando le schiene
verso geminidi di polvere
euforie raggrumite in cocci d’anime
siamo
dentro spigoli spenti
con insetti nei pugni
e ragnatele delle feste
che inerti ci finiscono
come gli amori
in fila, nel passato.
La stanca estate
vorrebbe tramontare
nella noia albescente
di un deja vu ritorto.
Le espressioni sguarnite
da ballatoi alieni
incartano la luce
-lanciano guizzi poveri di vento.
Una musica sorda, va girando le schiene
verso geminidi di polvere
euforie raggrumite in cocci d’anime
siamo
dentro spigoli spenti
con insetti nei pugni
e ragnatele delle feste
che inerti ci finiscono
come gli amori
in fila, nel passato.
Avrei potuto dirti
mille e mille volte
ancora ti amo
se pur mille e mille volte
lo dissi sussurrato
sulle tue labbra
Avrei potuto stringermi a te ancor di più
come l'edera al tronco dell'albero
gurdandoti negli occhi
folgorandoti d'amore
Vorrei avere stretto le tue mani
più di quel che ho fatto
per sentire il tuo calore
scaldarmi nelle notti fredde
Avrei voluto sciogliermi
nel tuo sguardo
ancora ed ancora
bastava quel piccolo intenso gesto
ad accendere il desiderio
dal ventre fino al cuore
Lo spegnevamo in raporti d'amore
passione ed emozione
raggiungendo orgasmi
di corpo e d'anima
che una stella in più
accendavamo in cielo ogni volta
come fosse sempre la prima
Noi di mezza età ma spiriti giovani
vivevamo in una simbiosi
senza eguali, i nostri pensieri
un solo pensiero
i nostri sogni un solo sogno
Avrei voluto urlare
quella maledetta notte,
nei tuoi occhi lessi la tua fine
tu sorridesti, ti strinsi la mano
una parte di me se ne andò con te
come fu per tutta la vita … insieme













