Strana è nel secolo la mano d'autore
che diceano celasse il segreto del volgo
quand'anche le piume ataviche ai grandi
rubavan parole ed il callo non v'era
Che la piuma sol fosse a scrivani devota
lasciando tormento inespresso al mezzadro?
Intorno a un tavolo tondo indiscusse
parvero tesi d'alta saccenza:
-ponete la mano in dorso e si osservi
se candida e morbida al tatto essa appare-
Quanti calli
a fatica di guerra
raccolto e semina
difesero il verbo allo spremersi d'estro
Da quel giorno decise solo l'inchiostro
chi ridondare a rose bianche lo scritto
6 commenti
Ci sarà il giorno del sole tutto l'anno,
giorno dell'eterna ignoranza
o della presa di coscienza.
Finirà il gioco e il dado un buco nero segnerà
Cadranno le armi
e sguardi attoniti di mani vuote
bambini scarni abbraccerà.
Verrà il giorno già non lontano
che tutto niente ci sembrerà.
Giochiamo ai grandi
come se il mondo davvero nostro sempre sarà.
Ma il sole sorge di giorno in giorno
e lui la regola detterà.
Noi siamo niente
e non lo sappiamo
e della fine non ci accorgiamo.
Già sorge il sole ormai ogni giorno
E noi giochiamo ...giochiamo...
giorno dell'eterna ignoranza
o della presa di coscienza.
Finirà il gioco e il dado un buco nero segnerà
Cadranno le armi
e sguardi attoniti di mani vuote
bambini scarni abbraccerà.
Verrà il giorno già non lontano
che tutto niente ci sembrerà.
Giochiamo ai grandi
come se il mondo davvero nostro sempre sarà.
Ma il sole sorge di giorno in giorno
e lui la regola detterà.
Noi siamo niente
e non lo sappiamo
e della fine non ci accorgiamo.
Già sorge il sole ormai ogni giorno
E noi giochiamo ...giochiamo...
Scampata al tempo,
stinta la targa e scolorita,
a stento s’evince “Trattoria”.
L’insegna sbatte,
fatica per opporsi al vento.
Quinta della vecchia via,
tien duro, parente del passato
sembra esiga un posto nel futuro.
Sbatacchia, stride e si dibatte,
mostra il rovescio che rimembra
oltre trattoria fui<Locanda>.
Imposte semichiuse, vetri rotti,
mi sembrava percepire nella via
il dì che fu e quello ch’era stato.
Schiamazzi, insulti, grida d’allegria:
per un momento ecco tanta gente,
un avanzo di tempo lì fermato.
Profumate donnine col cliente
mercenarie di precari amori,
nel confuso viavai d’avventori.
Mischiar di carte, trillare di posate,
tra il puzzo di vivande riscaldate,
bestemmie e tuonar di buzzo
l’ingresso semichiuso spande.
Chi entra e chiede una bevanda,
chi certo di se recita e canta.
Sulla soglia fa la chiacchierata
chi dell’ora passata in compagnia,
si vanta di non saper chi sia
colei che per una bicchierata
gli concesse tutta la nottata.
In una vecchia locanda trattoria
queste cose e molte altre ancora
svanendo mi passavano per mente,
un rimpianto che non mi riguardava
ma che non m’ha lasciato indifferente.
stinta la targa e scolorita,
a stento s’evince “Trattoria”.
L’insegna sbatte,
fatica per opporsi al vento.
Quinta della vecchia via,
tien duro, parente del passato
sembra esiga un posto nel futuro.
Sbatacchia, stride e si dibatte,
mostra il rovescio che rimembra
oltre trattoria fui<Locanda>.
Imposte semichiuse, vetri rotti,
mi sembrava percepire nella via
il dì che fu e quello ch’era stato.
Schiamazzi, insulti, grida d’allegria:
per un momento ecco tanta gente,
un avanzo di tempo lì fermato.
Profumate donnine col cliente
mercenarie di precari amori,
nel confuso viavai d’avventori.
Mischiar di carte, trillare di posate,
tra il puzzo di vivande riscaldate,
bestemmie e tuonar di buzzo
l’ingresso semichiuso spande.
Chi entra e chiede una bevanda,
chi certo di se recita e canta.
Sulla soglia fa la chiacchierata
chi dell’ora passata in compagnia,
si vanta di non saper chi sia
colei che per una bicchierata
gli concesse tutta la nottata.
In una vecchia locanda trattoria
queste cose e molte altre ancora
svanendo mi passavano per mente,
un rimpianto che non mi riguardava
ma che non m’ha lasciato indifferente.
Nodo in gola blocca il respiro
Si fa' leggero come un sospiro
Solleva il petto
Le tue mani morbidi fiori
Accarezzano il viso danno pace,
Danno voce, raccogli le tue certezze
E falle mie
Dividi lo stupore di un sorriso
Che nasce come luce
E mi accompagna su le mie altezze.
Alito che libera il fiato
Riempie respirando
Il sereno dei tuoi occhi
Fragili laghi dove i riflessi
Sono sogni senza me
E della certezza della mia pelle fresca
Resta solo il profumo da ricordare
Sottile sogno che riempie l'aria
Arrivo nella notte e mi corico vicino a te
Stesa tra le braccia riprendo sonno
Con la mia l'anima bianca senza peso
Sul tuo petto riposo.
Si fa' leggero come un sospiro
Solleva il petto
Le tue mani morbidi fiori
Accarezzano il viso danno pace,
Danno voce, raccogli le tue certezze
E falle mie
Dividi lo stupore di un sorriso
Che nasce come luce
E mi accompagna su le mie altezze.
Alito che libera il fiato
Riempie respirando
Il sereno dei tuoi occhi
Fragili laghi dove i riflessi
Sono sogni senza me
E della certezza della mia pelle fresca
Resta solo il profumo da ricordare
Sottile sogno che riempie l'aria
Arrivo nella notte e mi corico vicino a te
Stesa tra le braccia riprendo sonno
Con la mia l'anima bianca senza peso
Sul tuo petto riposo.
Poesia d'Amore:
Nasce come il sole
infonde calore.
Sgorga leggera
da animi gentili.
Inebria i cuori
sveglia le passioni,
cavalca l'onde
di tenere emozioni.
S'adagia dolce
su fogli immacolati,
si libra nei sogni
degli innamorati.
Sconvolge il respiro
nei giovani amori.
Esce solo di notte
con Poeti e Scrittori.
Nasce come il sole
infonde calore.
Sgorga leggera
da animi gentili.
Inebria i cuori
sveglia le passioni,
cavalca l'onde
di tenere emozioni.
S'adagia dolce
su fogli immacolati,
si libra nei sogni
degli innamorati.
Sconvolge il respiro
nei giovani amori.
Esce solo di notte
con Poeti e Scrittori.
C’è chi fa il modello per i versi
della poetessa dei fiumi neri
come me, ieri c’eri, ci sarai domani
sto zitto per non disturbare
l’ispirazione, un po’ cialtrone
anzi mentitore, pesante il giusto
questione di gusto, di sfizio
natalizio, ora a Ferragosto
è più dura indossare il cappotto
e la nebbia c’è solo in salotto
quando l’umidità è al diapason
cerco i tuoi occhi, mentre il clacson
non suona, ti abbraccio e ti sfotto
tra un bacio e l’altro, poi dirotto
l’attenzione sul solito posto
l’anfiteatro ci aspetta, è stato l’inizio
solo quello. Può ancora sembrarti angusto
questo spazio, ma se suona la nostra canzone
puoi vederci l’infinità del mare
e l’amare a scatola aperta. E quelle mani
appoggiate al mento-già sono fuori
dal sogno- nel countdown dell’amarsi.
Suor Anatecla all'asilo
mi diceva impara:
la mano destra è quella
del segno della croce!
Mi parve giusto allora
svelare il trucco
a Riccardo il nipotino.
- Ma quale segno -
mi rispose un pò seccato.
- La mano destra è quella
del cucchiaio per mangiare! -
Adesso voi pensate pure
quello che vi pare, ma io
metafisicamente parlando
ci son rimasto male.
mi diceva impara:
la mano destra è quella
del segno della croce!
Mi parve giusto allora
svelare il trucco
a Riccardo il nipotino.
- Ma quale segno -
mi rispose un pò seccato.
- La mano destra è quella
del cucchiaio per mangiare! -
Adesso voi pensate pure
quello che vi pare, ma io
metafisicamente parlando
ci son rimasto male.
I poeti scrivono di notte,
trovando la forza nel silenzio
e le parole tra le stelle.
Con la penna san fare una magia,
di una lacrima una poesia.
Il cuore ti san rubare
e gli occhi far sognare,
con la notte loro amica.
Ringrazian spesso Dio,
chiedendo che li benedica,
affinché col loro cuore
possan sempre trovare la forza
di scrivere poesie d’amore.
trovando la forza nel silenzio
e le parole tra le stelle.
Con la penna san fare una magia,
di una lacrima una poesia.
Il cuore ti san rubare
e gli occhi far sognare,
con la notte loro amica.
Ringrazian spesso Dio,
chiedendo che li benedica,
affinché col loro cuore
possan sempre trovare la forza
di scrivere poesie d’amore.
Stanotte non si dorme,
gli occhi rifiutano
la barriera delle palpebre,
eppur sapendo che fuori è buio
vogliono comunque guardare.
Le orecchie sono tese
per percepire il più tenue fruscio
come se si fosse in un agguato di caccia.
Ma qui non c'è nessuna foresta,
solo la banalità di una camera da letto.
Eppure sento intorno me
la presenza di qualcosa di eccezionale,
una fata forse volteggia invisibile sopra di me?
Oppure da lidi lontani una sirena
canta senza interruzione il mio nome?
O forse in mezzo al bosco più sperduto
una ninfa guarda il mio riflesso
sulla superficie di una stagno fatato?
Niente di tutto questo.
La causa della mia insonnia
non è fantastica,
ma tremendamente terrena.
Sei tu, nel silenzio del tuo ricordo
che mi hai tolto il sonno,
con la promessa di ridarmelo
quando avrai avuto di nuovo
le mie mani tra le tue.
I fiumi hanno visto passare città
fatte a pezzi dallo scorrere del tempo.
Il tempo ha fatto poltiglia
di ogni cosa, di ogni uomo.
Ha spezzato i fiumi, li ha nascosti affamando i mari.
Verrà anche un tempo che tutto sarà cheto;
mentre esso si riposa.
Dormirà nei millenni, rassettando la memoria
nel silenzio planetario.
Poi al suo risveglio, per primo,
un fiume scorrerà.
Aprirà il cammino di un nuovo movimento.
Intanto, l'uomo, più non sarà
nei ricordi del fiume, del tempo.
fatte a pezzi dallo scorrere del tempo.
Il tempo ha fatto poltiglia
di ogni cosa, di ogni uomo.
Ha spezzato i fiumi, li ha nascosti affamando i mari.
Verrà anche un tempo che tutto sarà cheto;
mentre esso si riposa.
Dormirà nei millenni, rassettando la memoria
nel silenzio planetario.
Poi al suo risveglio, per primo,
un fiume scorrerà.
Aprirà il cammino di un nuovo movimento.
Intanto, l'uomo, più non sarà
nei ricordi del fiume, del tempo.
Guardavi quel melograno con
Infinita tristezza e
Orribile il ricordo ti premeva
Sentendo uno strascico di doglie
Una morte prematura in
Età tenera ed il
Cuore ti grondava di dolore
Ancora immatura la pianta
Rapita dal vento e
Dante volava in cielo
Unico indifeso fiore strappato
Come in un baleno
Come un lampo veloce
Infinito unico amore.
Infinita tristezza e
Orribile il ricordo ti premeva
Sentendo uno strascico di doglie
Una morte prematura in
Età tenera ed il
Cuore ti grondava di dolore
Ancora immatura la pianta
Rapita dal vento e
Dante volava in cielo
Unico indifeso fiore strappato
Come in un baleno
Come un lampo veloce
Infinito unico amore.
Per il mio amore
tra eclissi e desideri
nei segni raccolti
per tutte le rose
nel profondo del miele
dal suono del mondo
che nasce a Settembre
nella tua luce
che sente i miei sogni
Vuole restare solo l'eterno
che ora incontra il tuo tempo
nel destino
di respirare solo di te !
tra eclissi e desideri
nei segni raccolti
per tutte le rose
nel profondo del miele
dal suono del mondo
che nasce a Settembre
nella tua luce
che sente i miei sogni
Vuole restare solo l'eterno
che ora incontra il tuo tempo
nel destino
di respirare solo di te !
Tra il torace e la maglietta
E tra questa e la camicia
Come tra nuvole incavate ed una valle delle Prealpi
E tra questa e la mulattiera
Un albore di respiro
Un respiro, oh sì, che non insudicia le acque del giovane fiume
Né le lacrime non più giovani
La cui origine ancora
La cui origine ancora
Non vi confesso
Quel pomeriggio
C'era un bel sole
E l'Ulivo giocò con me
Disegnando tra le ombre
Persone che danzavano
E parole mai dette .
Eran le danze nel tino
Con l'uva sotto i miei piccoli piedi
E tutt'intorno la gioia dei contadini
Che battevan le mani a ricrear
La musica del vento .
Eran le parole che
Avrei voluto pronunciare tra le viti
Urlando la mia libertà .
E nel ricordo
Di famigliari amori
il sentire , oggi ,
dalle radici
Rinasce .
C'era un bel sole
E l'Ulivo giocò con me
Disegnando tra le ombre
Persone che danzavano
E parole mai dette .
Eran le danze nel tino
Con l'uva sotto i miei piccoli piedi
E tutt'intorno la gioia dei contadini
Che battevan le mani a ricrear
La musica del vento .
Eran le parole che
Avrei voluto pronunciare tra le viti
Urlando la mia libertà .
E nel ricordo
Di famigliari amori
il sentire , oggi ,
dalle radici
Rinasce .












