“ Francamente me ne infischio”, il rischio
non è calcolato, non ho sposato la fretta
o chiesto la luna, guardatemi storto
non cambio idea, è il cuore a comandare
l’unico che vale la pena seguire. Col mare
di Agosto e le distanze accorciate, il porto
non sembra più lontano. E se ti ho stretta
alle mie braccia dinanzi a uno spicchio
di luna ruffiana, nella notte dei poeti
in calzamaglia, ladri d’emozioni, il verso
spiegato verso l’alba, scritto a quattro mani
il domani puoi scrutarlo dal raggio che filtra
dalla finestra e se la luce non è più sinistra
e se puoi ancora vedere i gabbiani
in volo sulle acque, è perché ci è concesso
ancora sperare dal percorso amico dei pianeti.
I tuoi cateti, le diagonali, la geometria
Euclidea ed Eraclito che ci spiega il cambiamento
siamo figure nello spazio e anime nel tempo
di un soffio di vento, ti ascolto e ti vedo
quando è buio, il sorriso sempre a corredo
del viso, simile a un fiore o a un lampo
l’assenza di suono solo per un momento
una frazione, un’equazione dell’empatia.
3 commenti
Più sincera di ogni specchio,
mi descrivi senza vergogna o pregiudizio,
mi accarezzi come la lama di un rasoio
mossa da una mano esperta.
E la tua vita, simmetrica alla mia,
mi dà la certezza
che niente è davvero impossibile
in questa realtà,
troppo spesso fatta di illusioni ed inganni.
Al contrario del corvo di Poe
è “per sempre” il verdetto
che tu esprimi ogni volta che parlo
del sentimento che
ci lega e ci annega,
ci rischiara e ci migliora,
ci delinea e ci confonde
in una sola figura.
Sei qualcosa che va ben oltre l'ordinario
ed è per questo che
l'ordinarietà della vita con te,
per me è un'eterna e continua
straordinaria scoperta.
Riposa nel cuore
Questo amore liquido
Che profuma di te .
E nascono fiori .
E si fanno vendemmie .
E mentre il cielo mi guarda ,
Ariosi ed esotici canti
Mi accompagnano
A odorar il vento ,
Ove racchiusa
Giace
La nostra verità .
E nel profumo del vino
Ti assaporo .
Questo amore liquido
Che profuma di te .
E nascono fiori .
E si fanno vendemmie .
E mentre il cielo mi guarda ,
Ariosi ed esotici canti
Mi accompagnano
A odorar il vento ,
Ove racchiusa
Giace
La nostra verità .
E nel profumo del vino
Ti assaporo .
Togli a me le mani ma non la carne
Piccola fui ed ora sono
Creerò negli intarsi a legno levigati
la malattia dell'amore
Non esistesse
lo creerò
e con pelo a bambagia di gatto
lo coccolerò
Sussurrerò suono alle fini orecchie
la mia storia di gatta rapita
e tu non resistermi
e cercami
inondami del tuo
e non fare nome
che il nome fa di me ciò che non sono
Piccola fui ed ora sono
Creerò negli intarsi a legno levigati
la malattia dell'amore
Non esistesse
lo creerò
e con pelo a bambagia di gatto
lo coccolerò
Sussurrerò suono alle fini orecchie
la mia storia di gatta rapita
e tu non resistermi
e cercami
inondami del tuo
e non fare nome
che il nome fa di me ciò che non sono
A volte è tardi per tornare indietro,
a volte è meglio così
se il limite dei sogni
è il non avere limiti
e solo l’illusione allunga la vita …
Ignaro e ignavo
all’indomani di un ricordo,
un rimorso:
“l’amarsi a morsi
negli angoli remoti
delle ville comunali”.
Talmente semplice
da sembrare impossibile
adesso che
l’ascia lascia la scia
delle tue, le mie carezze,
talmente impossibile
da sembrare semplice
adesso che
siamo parole che stringono i denti.
Marosi sul filo di lama
prendono i polsi
e il deserto dei tendini.
È uno spaccato, metà viaggio
metà stasi. Forse dovrò abbracciare
intere foreste di posidonie
prima di averti alla curva del fiato.
Forse non è innaturale che il mare
sia la nuca e la gola.
Solstizio d'estate sul tempo che scorre
Sabbia cade e segna attimi,
Istanti vuoti, privi di pensieri,
Vaga lo spirito leso.
Restano come nucleo
Effimere ragioni a scudo
Di un petto che sa ascoltare,
Crolla la torre sotto l'assedio del dolore
E tace.
Il suono delle voci rincorre un'eco
Che si fa' distante,
Si annientano parole,
Il sole dei bambini è ora un ricordo delirante.
Strette di mano, e sensazioni di una educazione parallela.
Modi diversi di dirsi addio.
Il futuro ha un sapore strano,
Il nostro incedere non cede.
Si può camminare ancora.
Si deve.
Sabbia cade e segna attimi,
Istanti vuoti, privi di pensieri,
Vaga lo spirito leso.
Restano come nucleo
Effimere ragioni a scudo
Di un petto che sa ascoltare,
Crolla la torre sotto l'assedio del dolore
E tace.
Il suono delle voci rincorre un'eco
Che si fa' distante,
Si annientano parole,
Il sole dei bambini è ora un ricordo delirante.
Strette di mano, e sensazioni di una educazione parallela.
Modi diversi di dirsi addio.
Il futuro ha un sapore strano,
Il nostro incedere non cede.
Si può camminare ancora.
Si deve.
Ogni tanto vado a trovare
per avere compagnia
una vecchia signora
ex maestra elementare
che vive tutta sola.
Giusto ieri sera
nel far conversazione
seguivo con lo sguardo
il volo bizzarro
di una mosca in casa sua.
- Ah, quella!... -
sorrise la signora.
- Non ci faccia caso
da ieri sera è ospite mia... -
E sempre parlando
della sua nuova compagnia
pose sul tavolo
una briciola di pane
con non saprei cos'altro.
Sospeso nell’immensità di un momento
aggrappato ad un vacillante appiglio
sta il mio Cuore.
In balia di una corrente emozionale instabile,
causata dalle oscillazioni
di questo Amore asimmetrico
curvando lo Spazio-Tempo
nella speranza di deviare il colpo
che potrebbe arrivare.
Incassarlo sarebbe impossibile.
Porterebbe alla rottura dell’equilibrio interiore,
il sistema nervoso detonerebbe
aggrovigliando nel calore dell’esplosione
le sinapsi mentali,
conducendo lo Spirito e l’anima
ad un inevitabile impatto contro la fredda Realtà.
Per questo il mio essere
fragile insieme di infinitesimali frammenti,
si muove cautamente in questa nuova dimensione,
con piedi di piombo,
seguendo la fugace Melodia
sussurrata dagli oggetti che ha intorno
nella speranza di essere e di restare in sincronia
con la tua Anima ed il tuo Cuore.
Non verserò lacrime, te lo prometto.
Non chiamerò il tuo nome sotto la piccola Luna d’agosto,
mentre il Rimorso dilanierà il mio petto,
facendo nascere piccoli fiori Rossi sull’asfalto Nero.
Resterò nel silenzio del buio,
immobile ed eterno come un istante.
Ma tu non sparire.
Ti chiedo solo questo.










