Leggo un libro,
mi tuffo in una storia,
non riesco a staccarmi.
Assaporo le parole ,
le faccio mie.
Quello che ho intorno,
non esiste piú.
Catapultata in un mondo.
Costruisco luoghi ,
con la mente.
I personaggi sono cosí reali.
Li seguo nelle loro azioni,
sento le loro emozioni.
Quando arrivo alla fine,
sono soddisfatta,
o piango.
Ma provo sempre,
un grande vuoto.
Cosí,
comincio un altro libro,
con la stessa eccitazione,
perdendomi ancora una volta.
mi tuffo in una storia,
non riesco a staccarmi.
Assaporo le parole ,
le faccio mie.
Quello che ho intorno,
non esiste piú.
Catapultata in un mondo.
Costruisco luoghi ,
con la mente.
I personaggi sono cosí reali.
Li seguo nelle loro azioni,
sento le loro emozioni.
Quando arrivo alla fine,
sono soddisfatta,
o piango.
Ma provo sempre,
un grande vuoto.
Cosí,
comincio un altro libro,
con la stessa eccitazione,
perdendomi ancora una volta.
8 commenti
Se conto le parole che scrivo
se penso all’amore che ho dentro,
alle emozioni che sopprimo
e ai sorrisi che sfuggo,
la stanchezza m’assale.
E penso a dormire,
sognando di morire.
Da piccolo, ricordo,
per salvarmi m’ergevo da terra
sino a toccare il cielo.
Per poi tuffarmi sott’acqua
con la donna dei miei sogni
a esplorare, sdraiati, il profondo del mare.
se penso all’amore che ho dentro,
alle emozioni che sopprimo
e ai sorrisi che sfuggo,
la stanchezza m’assale.
E penso a dormire,
sognando di morire.
Da piccolo, ricordo,
per salvarmi m’ergevo da terra
sino a toccare il cielo.
Per poi tuffarmi sott’acqua
con la donna dei miei sogni
a esplorare, sdraiati, il profondo del mare.
Certo che quella Pietra,
tra bei Borghetti e Borgi
Verzi e incorporati Ranzi e
senza troppi canaletti,
col suo dirimpettaio,
salatamente vispo
che a riva l'onda spinge
cuore m'ha rapito e mente
graduato sole estivo
dal vento è mitigato
nel verno temperato
mi è dolce passeggiare
cauto e lieve l'autunno
che a primavera incanta
mi resta calamita
tutti i giorni dell'anno
come in cor incastonato.
tra bei Borghetti e Borgi
Verzi e incorporati Ranzi e
senza troppi canaletti,
col suo dirimpettaio,
salatamente vispo
che a riva l'onda spinge
cuore m'ha rapito e mente
graduato sole estivo
dal vento è mitigato
nel verno temperato
mi è dolce passeggiare
cauto e lieve l'autunno
che a primavera incanta
mi resta calamita
tutti i giorni dell'anno
come in cor incastonato.
Cerniera scorri e chiudi,
Serra la bocca, falla tacere
Annienta il sole sotto nuvole di parole
Assordano, confondono, ricoprono,
La mente si fa meno lucida, vacilla
Sotto questa cascata
Che rumoreggia.
Parole vane come sterili bugie
Senza fondamento,
Cercano di plasmare uno spirito
Che non ha più voglie.
Soldati alla ventura senza guerre da combattere
Siamo adesso, come fragile vetro
Ti scheggi contro pietre nell'indifferenza
Senza visioni rimani
Ferma sulla strada ..Con gli occhi perduti.
Serra la bocca, falla tacere
Annienta il sole sotto nuvole di parole
Assordano, confondono, ricoprono,
La mente si fa meno lucida, vacilla
Sotto questa cascata
Che rumoreggia.
Parole vane come sterili bugie
Senza fondamento,
Cercano di plasmare uno spirito
Che non ha più voglie.
Soldati alla ventura senza guerre da combattere
Siamo adesso, come fragile vetro
Ti scheggi contro pietre nell'indifferenza
Senza visioni rimani
Ferma sulla strada ..Con gli occhi perduti.
La Bora a fine estate
soffia sul Carso
come il contadino
d'inverno sulla brace.
Da fulvo si ravviva
allora improvviso
rosso scarlatto.
Lo vedo amante nuda
distesa, rossa di pelo
sempre in attesa.
Io sono per l'esser suo
l'amante virtuale eletto.
Amo camminarci dentro
e respirare come un lupo
respira un altro pelo.
Più tardi sarò a San Martino.
Dolcemente spossato.
soffia sul Carso
come il contadino
d'inverno sulla brace.
Da fulvo si ravviva
allora improvviso
rosso scarlatto.
Lo vedo amante nuda
distesa, rossa di pelo
sempre in attesa.
Io sono per l'esser suo
l'amante virtuale eletto.
Amo camminarci dentro
e respirare come un lupo
respira un altro pelo.
Più tardi sarò a San Martino.
Dolcemente spossato.
Scese al capolinea per ultima, pensò che aveva tempo,
sapeva già che non sarebbe stata l’ultima fermata.
Forse sarebbe tornata indietro oppure avrebbe deciso
di varcare il confine, dopo la fine delle riflessioni.
L’aroma del caffè, il gusto di un bignè, piaceri
che accarezzano i sensi per un momento. E il sentiero
dei ricordi che s’espande è un gancio al mento,
un flash che immortala una via crucis, per corona di spine
l’amplesso perfetto nella notte dei candelabri accesi.
E tutti i vocaboli spesi per dare un senso all’errore
d’aver amato tra sotterfugi, quando ancora il colore
dell’alba era il rosa. Ora che avverte i muscoli tesi
e gli spasmi allo stomaco, il rimpianto per la fine
dell’amore è struggente. Al dio nascosto dietro il vento
della notte può chiedere ragione del fratto e dell’intero,
del veliero in porto, delle voragini della terra di ieri,
degli echi delle montagne e delle parole delle canzoni
d’amore ascoltate. D’impulso, la decisione, dopo l’andata,
il ritorno, scalando di nuovo le pareti dell’Olimpo.

In quel vialetto buio di luna piena
tra foglie e brina
camminavo a passo di marcia
col tuo profumo nell'aria.
La tua ombra mi inseguiva
danzando come una diva;
era un sogno d'aprile che man mano svaniva
nella misteriosa incertezza che qualcuno mi spiava.
La tua ombra saltellava,
la luna dall'alto mi guardava,
il tuo profumo dolce nell'aria mi confondeva.
La tua ombra mi inseguiva
e la luna mi fissava,
la tua presenza nell'aria mi inebriava.
Paky, vieni fuori,
muoio dalla voglia di vederti...
Paky, svelati,
darei l'anima pur di non perderti.
Avventura dall'esito incognito
spegne la quiete del momento
e nel viverla,dentro di me,regna
un contrasto di paura e di audacia
Nell'incerto cammino che mi attende
con me porto una lucente speranza
fissata nel cuore del mio animo
che brilla come il sole al mattino
spegne la quiete del momento
e nel viverla,dentro di me,regna
un contrasto di paura e di audacia
Nell'incerto cammino che mi attende
con me porto una lucente speranza
fissata nel cuore del mio animo
che brilla come il sole al mattino
Non voglio più guardare facce
che ingollano paure
che sputano livore,
né sguardi che non vedono
e voci che non parlano
e mani che non curano.
Negli occhi che non piangono
non fisserò pupille
su bocche che non ridono
non deporrò carezze
a gesti che non sciolgono
aprirò solo il buio.
Non voglio più guardare facce
curve quando cammino strade
che odorano di pioggia:
basterà il cielo
dipinto in una pozza
che stagna di stupore.
che ingollano paure
che sputano livore,
né sguardi che non vedono
e voci che non parlano
e mani che non curano.
Negli occhi che non piangono
non fisserò pupille
su bocche che non ridono
non deporrò carezze
a gesti che non sciolgono
aprirò solo il buio.
Non voglio più guardare facce
curve quando cammino strade
che odorano di pioggia:
basterà il cielo
dipinto in una pozza
che stagna di stupore.
Parole scritte in fretta
e non pensate,
parole scritte di getto...
e su un foglio fissate,
scritte per diventare poesie dedicate,
che saranno lette
solo dalle persone amate,
scrivo con parole semplici
non ricercate,
donna amante mio amore,
con te ho messo in gioco il mio cuore,
quante cose ho sempre da dirti
e raccontare e,
quanto fa male il silenzio
quando non lo posso fare.
Come poesia non sarà un gran che,
ma è un messaggio
d’amore che dedico a te,
per dirti amore mio quanto mi manchi
quando non sei con me.
e non pensate,
parole scritte di getto...
e su un foglio fissate,
scritte per diventare poesie dedicate,
che saranno lette
solo dalle persone amate,
scrivo con parole semplici
non ricercate,
donna amante mio amore,
con te ho messo in gioco il mio cuore,
quante cose ho sempre da dirti
e raccontare e,
quanto fa male il silenzio
quando non lo posso fare.
Come poesia non sarà un gran che,
ma è un messaggio
d’amore che dedico a te,
per dirti amore mio quanto mi manchi
quando non sei con me.
E’ prova ardua
il tuo volerti elevare
verso alti cieli
ambendo
quella libertà dell’anima
che da tanto tempo aneli.
Ma le tue ali di carta
sono troppo deboli
per innalzarti in alto
verso la volta celeste.
Ti dibatti costantemente
in un buio arcano
che affligge i passi dei giorni
catapultandoti
nel mediatico trambusto
insulso dell’esistenza.
Ad ogni respiro speri
di riuscire a ribaltare
quel masso in fondo al cuore
che angoscia e opprime
ledendo il fiato
come per dire addio
al mondo.
Un sole limpido e ardente ti attende
Sui gradini dell’alba. Nella luce bianca
Un candido accompagnatore ti è accanto.
Porta un vestito d’amore e il suo sguardo
Su di te si posa, come acqua di fonte
È il tuo viso, e lui se ne abbevera.
Tu, stordita dalla luce non parli, ma tremano
I tuoi occhi di mandorlo. La sua mano giace
Forte sul tuo fianco dolce. E l’anima della natura
Ai tuoi piedi giace, come colomba. Bella
Creatura dell’alba, il sole non più si trattiene.
Ogni suo raggio ti attraversa, non vuole cessare
Di splendere per te. Né l’accompagnatore
Il suo braccio da te staccare. Un nuovo giorno
È nato. Due anime nude attraversano il sentiero.
Sui gradini dell’alba. Nella luce bianca
Un candido accompagnatore ti è accanto.
Porta un vestito d’amore e il suo sguardo
Su di te si posa, come acqua di fonte
È il tuo viso, e lui se ne abbevera.
Tu, stordita dalla luce non parli, ma tremano
I tuoi occhi di mandorlo. La sua mano giace
Forte sul tuo fianco dolce. E l’anima della natura
Ai tuoi piedi giace, come colomba. Bella
Creatura dell’alba, il sole non più si trattiene.
Ogni suo raggio ti attraversa, non vuole cessare
Di splendere per te. Né l’accompagnatore
Il suo braccio da te staccare. Un nuovo giorno
È nato. Due anime nude attraversano il sentiero.










