Se me l'avessero narrato
di una notte insonne
di questi occhi sconosciuti
che mi avrebbero inondato l'anima di fiori
e raggiunta alla foce del desiderio
se mi avessero raccontato questa favola e i suoi intenti
la sua morale indistinta
il suo corpo e la stola con cui mi ricopre
tela e fondo di un cobalto immemore
non avrei creduto al suo nero sfondo
occhi che di madreperla mi vestono
e m'intonano i loro segreti
nella benedizione della carne e dei seni
perpetuo moto del tuo corpo nel mio
in cerca dell’ignoto e dei suoi segni,
del brodo dell’origine, dell’argine celeste,
della lettura telepatica dell’anima
nella distensione dei sensi. E i quadrati
dei cateti uguali a quello dell’ipotenusa,
-geometrie triangolari a rischio implosione-
i lati della realtà, ogni nucleo è denso
prima della sottrazione d’energia. Corpi
a contatto come torce, l’incandescenza
è il reato, la macchia sullo stato di quiete.
Perché chi ha sete deve bere alla fonte
dell’acqua del piacere, delle sere nel peccato
della trasparenza, fuochi che cambiano colore
all’esistenza, giochi d’amore nella vasca
con l’acqua ad amplificare le vibrazioni della pelle.
E stelle sul cruscotto del cielo, anni luce
distanti da ogni palpito, eternità in un bagliore.

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Ingredienti per una poesia al top che a leggerla sembra nasca in un niente, in un lampo
ma piena di sfumature che la rendono ricercata.
Complimenti... Myb-An
Ciao... ^.^