C'era un tempo in cui non ti sosteneva nessuno.
La vita ti prendeva cosi come arrivavi
e la pietà aveva poco tempo per insegnare.
Talvolta mi piangeva sul palmo della mano,
tutto rosso,come fosse già nel sogno
aspirando le lacrime dalle labbra incerte.
Sei rimasto tra le braccia di una strofa natalizia
aspettando che la natura ricominciasse da capo.
E leggiadro è l'intelletto che arrivò per primo
a giocare con un giocattolo caduto nella polvere.
Tu non sai neppure che tua madre trattava meglio
il suo cane,e meglio morì lì sotto al televisore.
Dalla cattedra si cominciò ad urlare,
e Mattia dal giorno dopo al primo
non venne più a scuola.
Troppo permalosi questi normali.
La vita ti prendeva cosi come arrivavi
e la pietà aveva poco tempo per insegnare.
Talvolta mi piangeva sul palmo della mano,
tutto rosso,come fosse già nel sogno
aspirando le lacrime dalle labbra incerte.
Sei rimasto tra le braccia di una strofa natalizia
aspettando che la natura ricominciasse da capo.
E leggiadro è l'intelletto che arrivò per primo
a giocare con un giocattolo caduto nella polvere.
Tu non sai neppure che tua madre trattava meglio
il suo cane,e meglio morì lì sotto al televisore.
Dalla cattedra si cominciò ad urlare,
e Mattia dal giorno dopo al primo
non venne più a scuola.
Troppo permalosi questi normali.
Brina di papavero,
lacrime di sole scalzo
sulle terrazze dell’animo.
Cercami
in questo inciampo di luna
fra carezze e meridiani,
viaggia
fra i crini del silenzio
mordendone del cuore i battiti,
aspettami
sull’uscio apostrofato del dolore
in questo nudo temporale:
siam neve in un abbraccio di mare.
lacrime di sole scalzo
sulle terrazze dell’animo.
Cercami
in questo inciampo di luna
fra carezze e meridiani,
viaggia
fra i crini del silenzio
mordendone del cuore i battiti,
aspettami
sull’uscio apostrofato del dolore
in questo nudo temporale:
siam neve in un abbraccio di mare.
Se la vita è amore
il paradiso attraversa mondi infiniti
e non s’incanta a guardar le colorate luci....
Lo cercherà ogni volta che lo perderà,
perché in esso sono impressi i colori degli occhi.
Ogni giorno sarà come vivere un nuovo desiderio,
la storia fattasi memoria cantata in una canzone.
La voglia di vivere si fa riva del mare
e l’amore gioioso come un’onda andrà a giocare.
La casa dei sogni sarà la pistola fumante
che spara la pallottola che colpisce il cuore
e sanguinante insegue i respiri,
danzanti come petali mossi dal vento,
dove la neve copre le foglie morte,
affoga la tristezza,
ridesta la costanza d’esser forte.
Se l’amore fosse vittima d’un incantesimo,
cercherebbe la strega per chiederle perdono
perché lo liberi da ogni sortilegio.
Di rose cospargerebbe dinanzi il cammino,
la vita diverrebbe un anelito divino,
la pazzia spronerebbe ogni momento a restar vicino,
perché sol così l’amore sa esser vivo.
il paradiso attraversa mondi infiniti
e non s’incanta a guardar le colorate luci....
Lo cercherà ogni volta che lo perderà,
perché in esso sono impressi i colori degli occhi.
Ogni giorno sarà come vivere un nuovo desiderio,
la storia fattasi memoria cantata in una canzone.
La voglia di vivere si fa riva del mare
e l’amore gioioso come un’onda andrà a giocare.
La casa dei sogni sarà la pistola fumante
che spara la pallottola che colpisce il cuore
e sanguinante insegue i respiri,
danzanti come petali mossi dal vento,
dove la neve copre le foglie morte,
affoga la tristezza,
ridesta la costanza d’esser forte.
Se l’amore fosse vittima d’un incantesimo,
cercherebbe la strega per chiederle perdono
perché lo liberi da ogni sortilegio.
Di rose cospargerebbe dinanzi il cammino,
la vita diverrebbe un anelito divino,
la pazzia spronerebbe ogni momento a restar vicino,
perché sol così l’amore sa esser vivo.
Gli occhi grandi
dei bambini,
guardano lontano.
Sognano prati verdi
su cui correre
dietro un aquilone.
Guardano il cielo azzurro,
si scaldano con la carezza
dei raggi del sole.
I bambini amano chi li ama,
avvolte anche chi distrattamente
gli rivolge un sorriso.
Nei bambini c'è la purezza,
la voglia di vivere
Il mondo é un parco giochi
ricco di colori
come l'arcobaleno,
pieno di zucchero filato
da mangiare,
da condividere da buoni amici.
Nei bambini non c'è malizia,
la imparano
purtroppo dai grandi.
Loro amano le stelle filanti
che cadono sulla terra
in una scia dorata.
Forse é banale
dire che i bambini
sono il futuro.
Ma senza di loro
l'orizzonte é pieno di nuvole nere.
Mentre nel sorriso di un bambino,
c'é il sole che sorge ogni mattina.
dei bambini,
guardano lontano.
Sognano prati verdi
su cui correre
dietro un aquilone.
Guardano il cielo azzurro,
si scaldano con la carezza
dei raggi del sole.
I bambini amano chi li ama,
avvolte anche chi distrattamente
gli rivolge un sorriso.
Nei bambini c'è la purezza,
la voglia di vivere
Il mondo é un parco giochi
ricco di colori
come l'arcobaleno,
pieno di zucchero filato
da mangiare,
da condividere da buoni amici.
Nei bambini non c'è malizia,
la imparano
purtroppo dai grandi.
Loro amano le stelle filanti
che cadono sulla terra
in una scia dorata.
Forse é banale
dire che i bambini
sono il futuro.
Ma senza di loro
l'orizzonte é pieno di nuvole nere.
Mentre nel sorriso di un bambino,
c'é il sole che sorge ogni mattina.
Cresceva caparbia la rosa,
nel giardino incolto
dell’angusto borgo.
Tra cardi spontanei,
spinosi, asfissianti,
costretta a convivere.
Profumava di rosa,
giustappunto,
la regina dei fiori,
connaturale era in lei
possedere ed effondere
fragranza.
Quei cardi vicini,
a cotanto olezzare,
rodevano dentro,
e legati tra loro
dal comune rancore,
guaivano in coro:
“ che tanfo nauseante,
che disgustoso odore!”.
Il Rancore di quei cardi,
par metafora plagiata,
incapaci d’essere odorosi
accusarono la circostanza.
Similare alla favola di Esopo,
quando l’uva è irraggiungibile
da cogliere e possedere,
per lo stolto è aspra e amara .
Ce so parole dorci, poco amare
dacce ‘n occhiata le potresti usare,
e poi ce so parole come er fiele
si proprio hai da essere crudele.
Er dramma ch’esse sono assai confuse
mischiate come so’, si nun bastasse.
Le poi usà a piacere, come voi
sempre a seconno de li casi tui.
Ce poi mannà a quer paese
l’omo che millanta le pretese,
oppure far rammorbidì
‘o scemo che nun te stà a sentì.
Te poi ‘ngrifà puro come ‘na gatta
e dire a ‘n’artra donna che è matta.
E’ ‘n divertimento colloquiare
quanno che sai ‘a parola che voi usare.
Co me no ! devi fa la seria
nun dirme frasi co la cattiveria
io pe te sono assai speciale,
sta attenta a nun famme der male!
Nun solo perché pe me la loquela
e come annà de notte ‘m barca a vela
ma perchè so appeso alle emozioni
che scateni in me co le tue azioni.
Ce so parole che so come macigni
che se dicono quanno tu ti impegni,
so punti fermi che mai non moriranno
so i tui principi che te distingueranno.
Dille e nun avè paura
te possano pijà contromisura.
Gridale forte, nun temere guai
…specie se dichi che sempre mi amerai.
dacce ‘n occhiata le potresti usare,
e poi ce so parole come er fiele
si proprio hai da essere crudele.
Er dramma ch’esse sono assai confuse
mischiate come so’, si nun bastasse.
Le poi usà a piacere, come voi
sempre a seconno de li casi tui.
Ce poi mannà a quer paese
l’omo che millanta le pretese,
oppure far rammorbidì
‘o scemo che nun te stà a sentì.
Te poi ‘ngrifà puro come ‘na gatta
e dire a ‘n’artra donna che è matta.
E’ ‘n divertimento colloquiare
quanno che sai ‘a parola che voi usare.
Co me no ! devi fa la seria
nun dirme frasi co la cattiveria
io pe te sono assai speciale,
sta attenta a nun famme der male!
Nun solo perché pe me la loquela
e come annà de notte ‘m barca a vela
ma perchè so appeso alle emozioni
che scateni in me co le tue azioni.
Ce so parole che so come macigni
che se dicono quanno tu ti impegni,
so punti fermi che mai non moriranno
so i tui principi che te distingueranno.
Dille e nun avè paura
te possano pijà contromisura.
Gridale forte, nun temere guai
…specie se dichi che sempre mi amerai.
Il falco stride sulla brulla campagna,
Con l'occhio vigile osserva.
S'alza il vento di monte
E porta odore di neve,
Sotto coltri di leggera nebbia,
Vibrano i miei pensieri
Coperti di leggera brina,
Essa si deposita anche sul cuore.
Vi pongo un mantello di feltro,
A ripararlo e custodirlo
Dalle intemperie dell'anima,
Preservando quel che resta
Di briciole d'amore...
Non basta...
Un letargo dolce può aiutare,
Parvenze di un tempo felice,
Felci chiuse e muschio nuovo
Guariranno.
Ora sono, solo sopore.
Con l'occhio vigile osserva.
S'alza il vento di monte
E porta odore di neve,
Sotto coltri di leggera nebbia,
Vibrano i miei pensieri
Coperti di leggera brina,
Essa si deposita anche sul cuore.
Vi pongo un mantello di feltro,
A ripararlo e custodirlo
Dalle intemperie dell'anima,
Preservando quel che resta
Di briciole d'amore...
Non basta...
Un letargo dolce può aiutare,
Parvenze di un tempo felice,
Felci chiuse e muschio nuovo
Guariranno.
Ora sono, solo sopore.

Schizzi di luce nella mia mente
danzano quella dolce musica del cercarsi,
la melodia dell'amplesso, del concedersi...
Quanta vita nei miei occhi nel vederti;
quante vibrazioni nel mio corpo al solo pensarti,
quando immagino il tuo docile abbraccio,
il tuo sorriso, il tuo coraggio.
Il tuo sguardo scaturisce dal mio corpo
i brividi del dolce tormento,
accende quel turbine di passione poetica;
sento nascere quell'insopprimibile pulsione erotica.
Oh Paky, quanta prepotenza
nel solo desiderio di averti,
quanta pazienza seduto qui ad aspettarti.
Il fuoco dei tuoi occhi arde soavemente
e conduce il mio corpo tra estasi e sgomento
nelle rosse fiamme del tormento;
aumenta quel folle desiderio di valicare
la tua essenza più profonda,
nei tuoi piccanti desideri,
nei tuoi reconditi sentieri
e goder nei tuoi intimi pensieri.
~È di notte che il cuore scioglie i pensieri e li adagia lentamente sul cuscino, fluttuanti e leggeri sono bolle di sapone colorate dai colori della stanza.
Un soffio e una bolla la sposti all'angolo del letto, un soffio e due bolle ... puff.... le balzi sul comò .
E' un'illusione, ma sgombra la mente, cancella ogni cosa che l' attanaglia.
Poi tendi la mano , le raccogli e le stringi in un pugno , forte cosi forte da farle scoppiare in una lacrima di schiuma.
E ti addormenti ...
Un soffio e una bolla la sposti all'angolo del letto, un soffio e due bolle ... puff.... le balzi sul comò .
E' un'illusione, ma sgombra la mente, cancella ogni cosa che l' attanaglia.
Poi tendi la mano , le raccogli e le stringi in un pugno , forte cosi forte da farle scoppiare in una lacrima di schiuma.
E ti addormenti ...
Il freddo demoniaco nelle ossa
La notte mi addenta
Il brivido condensa ghiaccio
sulla spina dorsale
Restiamo, talvolta, piccoli esseri
nudi nel buio
schiene fragili piegate
da sassi sulle spalle
con il sogno assurdo di ali
mentre si induriscono le scapole
e la stanchezza ci fa chinare
verso la pesantezza della terra
senza risorse per sollevare
corpo ed occhi al cielo
Restiamo, dunque,
bambini nudi nel buio
con la pelle indifesa
e una paura atavica dei mostri,
spiati, braccati, rapiti
da orchi senza volto
Il nostro candore spirato
in una pozza di fango
al suono del nome della morte
udito per la prima volta
in un giorno di sole
rivelazione di infiniti inverni
e tremiamo nella pioggia
temendo perfino la neve
A mani conserte serriamo il petto
nell'ennesima morsa,
figli nudi del buio
La notte mi addenta
Il brivido condensa ghiaccio
sulla spina dorsale
Restiamo, talvolta, piccoli esseri
nudi nel buio
schiene fragili piegate
da sassi sulle spalle
con il sogno assurdo di ali
mentre si induriscono le scapole
e la stanchezza ci fa chinare
verso la pesantezza della terra
senza risorse per sollevare
corpo ed occhi al cielo
Restiamo, dunque,
bambini nudi nel buio
con la pelle indifesa
e una paura atavica dei mostri,
spiati, braccati, rapiti
da orchi senza volto
Il nostro candore spirato
in una pozza di fango
al suono del nome della morte
udito per la prima volta
in un giorno di sole
rivelazione di infiniti inverni
e tremiamo nella pioggia
temendo perfino la neve
A mani conserte serriamo il petto
nell'ennesima morsa,
figli nudi del buio
Basse frequenze
del tuono,
il balzo che
mette a soqquadro
la casa del ladro
con le vibrisse
nello specchio
deformante
a scuotere onde
sotto il portone.
Scheletro paura armatura le gambe del mobile le fembot le Ore in camera mi scoppiavano le tempie quando baciavo Patrizia l'amicizia da quel libro in biblioteca per parlare sottovoce come due soldati al fronte la mente sa coprire distanze, infinite.
Ed i gomiti
a guardare oltre
il fiato sul vetro
quel pioppo
argentato
sta tornando seme,
luneditredicembremillenovecentosettantanove.
del tuono,
il balzo che
mette a soqquadro
la casa del ladro
con le vibrisse
nello specchio
deformante
a scuotere onde
sotto il portone.
Scheletro paura armatura le gambe del mobile le fembot le Ore in camera mi scoppiavano le tempie quando baciavo Patrizia l'amicizia da quel libro in biblioteca per parlare sottovoce come due soldati al fronte la mente sa coprire distanze, infinite.
Ed i gomiti
a guardare oltre
il fiato sul vetro
quel pioppo
argentato
sta tornando seme,
luneditredicembremillenovecentosettantanove.
E come si piegò
Si diradò
Si perse… disperso - l’amore!
E come caddero i suoi archi
Nel nero profondissimo
Delle sue macerie
fino in fondo.
E come mi ostino a non sentirmi triste
E come mi ostino a non sentirmi triste
-Fra ciottoli -fanghiglie -pensieri lesionati;
Fra lacerti d’amori ormai svogliati.
- E come si piegò e si perse
Disperso amore
- Che di tutte le calamità
Disperso amore
- Che di tutte le calamità
Non scorgo traccia:
-Nessun ricordo
-Nessun avanzo.
-Né lampada
- Né lampione
Nè filo elettrico strappato.
-Né vento o foglie morte;
-Nè nebbia
-Nè grigiore.
-Né vento o foglie morte;
-Nè nebbia
-Nè grigiore.
Solo il mio nartece
-Nel chiuso del suo umore.

Lo immagino un risveglio
che non somigli a niente,
solo volare sul fango soffocato
è partitura che fa musica,
come c’è danza su una tela
-è un velo le danceur, che anche
senza volto sembra esistere.
Prima di camminare
si fluttuava in acqua: già liberi
si sfumava, si riappariva.













