Ti sfibri sotto il peso dei tuoi pensieri,
Ti arrovelli sotto sassi pesanti,
Ma sai battere forte
Sulla via del mare d'emozioni.
Sai sorridere tra i cespugli di rose
E lentamente cercare l'amore,
Per poterti rigenerare.
Non aver paura del fuoco,
Che può far bruciare
Il tuo vestito avvizzito dai travagli.
Ardi, E crea l'incendio.
Nutriti delle fiamme,
E avvolgi altri cuori.
Nel tuo cammino d'ardore,
Divampa nel mattino
Tra le mani d'un amante.
sono tutte palesemente rivelate.
Le nascoste restino dove sono
ormai ne faccio a meno;
da mezza vita in poi
non gioco più a nascondino.
Le bugie hanno le gambe corte dicono.
Però mica tutte.
Ci sono bugie che hanno gambe lunghe
culi, schiene e tette perfette con bocche vermiglie
come ciliege appena colte e capelli rossi
come foreste in fiamme.
Queste voglio.
E per un bugiardo come me
ci sono tante, tantissime bugie

Un piccolo usignolo cantò
tra foglie brunite del bosco
struggenti note
per l’ amata
tra rovi intrappolata,
cuore ferito
spennellò verdi rovi
di rosso vermiglio:
“Non piangere mio amato
accompagnami col tuo canto
nel grande giardino del poi
t’attenderò là,
preparerò un nuovo nido per noi.
Sarò sempre tua sposa
mi troverai accanto a una rosa
la più bella di tutto il giardino
profumerà come fresco mattino,
ti disseterai tra rosse corolle
senza inganni
senza dolore.
Nel giardino del sole
sboccerà eterno canto d’amore"
Un’alba grigia e fredda
spense quell’ultimo canto,
mentre neve fioccava,
una rosa sbocciava.
impazzisce
invade
scivola sulla pelle
gemita .
Seduce una camicetta sbottonata
travolge i sensi
smorza il fiato e libra al vento
confuse lenzuola di cielo.
Un filo di perle rotola sui fianchi
illumina
percorre ombre e penombre
spoglia i silenzi .
D'ambrosia è l'abbandono
le mani si cercano
la bocca è un rivolo sulla mia .
Rosa vermiglia
come il sangue schiude .
già prese
cadute
di sabbia asfissiate
Ricordi quei giorni
quei sogni in soffitta
dove tutto guardava
e tutto tesseva?
Ricordi quei passi lontani e in assolo
e fremiti
urla
e tu che ora canti dei versi la morte
la sorte
Ma tu non allarghi più quelle braccia
e le fughe di cotto si perdono a sud
quel punto che a nord cerca virgole e sassi
e le pietre lamentano lava scordata
alla bocca
al margine della decenza
a maiuscole perse in quel letto d'ottobre.
Così, le tue spine

Forse mio Dio,
il pensiero oggi
è lento.
Seduto
ad un tavolino
nella vetrata di un bar
a guardare persone
camminare
tra calpestii di passi
su pavimenti grigi
senza memoria
nè voglia di andare oltre.
Forse
si vede
un filo di sole
sorridere
dalle pozzanghere
poco più in la...
- miraggi… come fulmini improvvisi -
- mirabili… vizi narcisistici -
Cerca.
Desidera.
Tre imperativi
Tre implorazioni
Tre appelli.
Mi piacerebbe dire:
sono illetterato
non distinguo il tempo passato dal modo presente
Ma come posso negare questi verbi?
“Ama la mia bocca”
“Cerca la mia pelle”
“Desidera il mio sorriso”
E non riuscire a sfuggire al di fuori di questi verbi.
Ah! se fosse ignorante la mia anima:
fallirei nel pronunciarli con il mio petto.
Mancherei nel dirli con la mia bocca.
Magari…non avrei più affanni quando mi dici:
“Cerca il mio respiro.
Il mio sonno.
Cerca tra i giochi di luce la mia ombra.”
Anzi me ne starei seduto senza scuotermi l’anima
per amarti
per desiderarti
per cercarti
e aspetterei l’amore ogni giorno dirmi:
“Oggi desideri iniziare ad amarla?”
un’avventura infinita;
indossavi scarpe sgualcite dai calci dati.
Avevi imparato,
che i sogni si perdono o si comprano
sui banchi delle disperazioni.
Non conoscevi alcuna lingua,
soltanto il dialetto di tua madre.
Non ti eri mai allontanato dal tuo paese
per conoscere il mondo,
solo un anno per il servizio militare.
Tra i sassi, in solitudine, hai urlato
tutto quello che in te tenevi nascosto.
Ti sei chinato al duro lavoro;
non sapevi se eri vivo oppure morto,
ma hai imparato tutto, non sapendo niente.
Su manti di luce,
Scintille pendenti
Ricoprono il buio.
Di pile e pannocchie appese
Resta il vuoto
Tra le mantidi nere spose.
Solleva ali e spicca il volo terreno
Che vibra di note nell'ascolto,
Lento, si spegne
Nel vuoto dell'assenza
Di luce di Dio.

In fondo al mare tesori da scoprire da osservare uno spettacolo naturale, una stella marina spicca e la sento vicina
In questo mare profondo mi incanto a guardare , mi rifugio a nuotare , libera e felice con un ricordo da osservare.
La stella è lì ed io la ammiro , la guardo con molta attenzione è proprio delicata .
In quel mare mi immergo e scopro, tanta bellezza che mi affascina mi lascia davvero un ricordo emozionante.
La stella marina è blu come il mare che l' accoglie , come uno scrigno che protegge e conserva.
Ecco l' immersione è terminata , ma quella stella dopo averla fotografata è il simbolo ed un dolce momento che terrò' nel cuore.
Il mare e le sue bellezze che restano impresse, come dolci carezze.
La strada più breve è accidentata,
ripida salita, l’aurora violata, il cielo,
cascata di stelle sui nostri letti.
Divisi da un segmento, una linea
interrotta in più parti. E quella luce
nel buio, occhi assonnati, rifrazioni
di raggi scomposti in piramidi
di colori. Sguardi che s’incontrano, timidi
e poi sensuali, nel fiorire d’emozioni
di notti autunnali. E se non ha più voce
lo scempio del passato, con la livrea
dell’amore lucidata, puoi vedere i tetti
per errore, poi una donna col velo
da sposa: lo dirà il tempo, se era una fata.

Si, capisco, ti senti sola e incompresa
un angolo di cielo dentro la stagione.
Confondersi
Posso solo fermarmi
frantumare le tempeste












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