Calpestata da vacche e buoi che fuggono da stalle.
Sono figlio di terra ove non vi sono
inchiodati alla croce
penzolanti cimeli su pareti da foderare.
Sono IO il crocifisso.
Il sacrificio innalzato da Abramo
Su carrette del mare
Nei dintorni di confini
che rigurgitano pane e vino
Sono il profugo della terra d’Egitto
che vide il mar rosso aprire ed inghiottire
Ora altre acque inghiottono
E da nessun tempio s'ode la voce...
Sono figlio di un Dio minore
Senza nessuno altare d’oro
Sto avvolto da bende che altri mi hanno cucito addosso
Io non sono “santificato” da nessuno ricorrenza…
I miei occhi hanno visto nascere e subito morire
Sotto martellanti colpi di popoli che portano la pace
Ma io più di altri
sono Figlio di Isacco
Fratello di Ismaele
Sangue di Abramo
Sono il "Figlio" Terra d’oriente massacrata e stuprata.
Ciò che consola il mio pianto e solo questo
- che terre d’oltre mare non conoscono
“ Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente,
così sarà la venuta del Figlio dell'uomo” *
Ancora una volta alla fine dei tempi
il Figlio di Dio sceglierà la nostra terra
*Matteo 24; v 27
con il vento di primavere,
accompagnato dal cinguettio degli uccelli
e dai canti dei bimbi festanti.
Scompiglierò i tuoi capelli,
rubandoti la tristezza,
in cambio ti donerò un sorriso,
per dipingere il sole sul tuo viso.
In un tuo bacio cercherò quel profumo,
che i fiori emanano al calare della sera.
ti stringerò forte a me,
addentrandomi con le mie mani,
nelle tue vesti di seta.
Verrò a te per amarti e viverti di giorno e sera,
verrò a te per sempre mia dolce anima, vera.
Non è facile resistere, quando tutto sfuma, quando ti senti come cera che cola su quella candela , che si consuma lentamente, tutto passa ed io ho la speranza che mi consola, l' affetto che mi circonda mentre su quell' oscurita' appare una nuova figura uno splendido uccello, che vola libero mentre etereo appare, io continuo a sperare , a sognare, in questa notte infinita mentre medito sulla mia vita!!!
Fui monte
e venni verso l'uomo.
Fui d'argilla,
fui acqua e fango
e venni verso l'uomo
lasciando
solo
l'uomo.
Fui monte
quando l'uomo non fu uomo.
Divenni uomo all'alba del monte.
Ora anima,
ora fango.
Fummo uno
in un istante.
Distante fu l'uomo
che aveva voluto quell'istante
e ancor ora son vento
nel sussurro,
son voce nella valle
son carezza perduta
dove
Longarone silente dorme.
che colse il frutto proibito
dai giardini dell'Eden.
Mia è la mano
che pende dal bianco lenzuolo
coperto di sangue.
Mia è la mano
figlia eletta di Dio che uccise il bambino.
Mia è la mano
scarna che trema in un letto d'attesa.
Dio quanto dolore ho nelle mani!
ma quanto veleno in quel frutto rubato
dai giardini dell'Eden!...
Velato e rossastro,
Ai miei occhi così bello,
Cosa c'è?
Non vi è fine, e dove
Arriva il cielo,
Sottostante alle nuvole,
Strie bianche indistinte.
Sale dentro l'angoscia che prende,
Tra le case mute e immote,
Senza suoni e persone
Resto io...sola.
Anima grigia,
Vello fragile dei miei pensieri.
Sento nascere stille
Che presto bagneranno.
Prigioniera in una gabbia, senza sbocchi
Vivo avvolta solo da rintocchi.
Suona lenta la campana...

Vola...
Schierati i cipressi
distribuiscono agli ospiti
fresche ombre.
Si snoda infinita
la serie delle tombe.
Monumentali ed eteree dimore,
si ornan di pregiati stili.
Il viandante si aggira
tra corpi giacenti;
cerca la propria fossa;
trova sterili lamenti.
sponde sicure,
volevamo attraccare
nel cuore della luce
sconfiggere le notti
e domare la luna
perchè non ci stregasse
con i suoi incanti bianchi,
e ormeggiare all'alba
alla nascita del sole
ma il porto si è rivelato
un confine di nebbia
solo una falce di fumo
a tagliare l'orizzonte
Siamo rimasti soli
prede delle onde
sogni in cenere sciolta
dentro a lacrime di sale
Vele perse in oceani impossibili
Ed è ancora scritto
Riusciamo a perdere molto in questa vita.
rivedere volentieri ciò che è scritto!


Siamo cittadini anime erranti, noi ci incontriamo e dei momenti felici condividiamo.
Povero mondo nelle mani sbagliate , troppe persone non hanno cura della natura.
Siamo noi che lo popoliamo, c' è sete dì giustizia e rispetto troppe persone non hanno più un tetto.
Anime che cercano solo chi li ascolta e da loro comprensione , non la compassione .
Tutti noi abbiamo bisogno di una parola buona , un semplice gesto spontaneo che sgorga dal cuore questo è il linguaggio universale che rende il mondo speciale.
tra gli archi in ombra
del lungo porticato:
lo scopro e lo perdo camminando.
Lontano impera la gigante mole
dell'antica torre del castello
e il vetusto orologio batte l' ore
nell'afa pigra e vuota del meriggio.
Mi fermo in fondo in ombra a riposare.
Tacciono le passioni:
ogni vicenda è spenta.
L'uomo riposa dentro stanze buie,
l'opere nel silenzio di botteghe.
La casa delle bambole, da anni, era vuota,
il tè, nella dispensa, finito troppo presto
e i sogni rimasti appiccicati ai muri dell’infanzia.
Nel cassetto, avevi libri pieni di parole
e tumultuosi silenzi infiniti.
Un orologio rotto, poggiato al comodino,
segnava perennemente la stessa ora.
Millepiedi andavano a nascondersi
tra le umide penombre di casa.
Hai scritto romanzi rosa
per scoraggiar il dolore e la violenza
d’un folle che ti prometteva, per l’eternità, il suo amore;
viceversa, ha tinto di nero ogni momento in cui gli hai creduto.
Immersa nei tuoi misteri, cercavi di sconfigger la morte
che s’è portata appresso le scarpette di vernice
che tua madre t’aveva regalato,
di colore rosso, similmente a quello vivo del tuo sangue.
Ma son rimasti unicamente i guanti
appoggiati sul letto della stanza priva d'ombre
e lo sguardo dei tuoi occhi persi nel nulla dei segreti.
Quel giorno, il tuo ardore se l'è portato via l’ultimo vento.
distruggono anime,
parole danno speranza
scaldano il cuore,
parole armi sottili
strisciando uccidono.
Parole sostegno per
deboli coscienze.
Parole,
penetrano
creando danni irreparabili.
Parole attenuano dolori,
sempre parole creano miti,
creano mostri.
Parole pesanti come macigni,
parole che fluttuano leggere.
Parole si insinuano
nelle menti deboli,
esaltano
talenti assoluti.
Parole consolano tristezze,
diffondono amore
sono le piú belle parole.
Diffidare di parole
che creano terrore.









