
Farò un falò
di giorni persi in futili ricordi
pieni di inganno e falsi traguardi,
tra incomprensioni, discorsi spiacevoli
e sguardi ingannevoli.
Farò un falò
con finte maschere di sincerità
che han tradito e umiliato la mia onestà,
tra lunghe aspettative e giorni tristi
di amori non corrisposti.
Farò un falò
di tutta la falsa conoscenza
che ha inquinato e ostacolato
la mia adorata esistenza
con discorsi sterili pieni di incoerenza.
Farò un falò
delle mie solite incertezze
e dei tuoi umilianti pettegolezzi,
affinché io possa sottrarmi
dal peso infernale dei tuoi pregiudizi
Che ottenebrano fanne scudo,
Proteggi la tua anima fragile,
Ricoprila di foglie
E aspetta il risveglio.
Come timido germoglio
Sbocciato il tuo amore
Prenderà il tuo cuore,
Coprirà di verde muschio
E tenaci radici.
Ed io.. leggera acqua che scorre
Passerò tra le tue trame
Senza lasciare traccia,
Perché il mio animo di vapore,
Si dissolvera' nel vento.
E per te sarà pace,
Sarà ricordo senza dolore.
perché l’amai e amo ancora...
Nelle notti estive al vapore di una stanza
m’immaginavo Paris e l’assenzio e le puttane
nel dolceamaro dello spirito perduto
a misurarsi il male e trascinarlo fino in cielo
forzando resistenze di coperchi estremi
Non sapevo che così
s’intacca l’anima e non guarisce
-Quei tempi sono il vecchio che c’è in me-
Seguirono anni d’oblio
in cui l’oscuro pipistrello trovò rifugio
in un anfratto e più non disse dell’angoscia
e dell’irriverenza dell’ esprit avec Dieu
Non era ancor di là…
Così più o meno fotografando
entrai nella tua casa, portandomi dietro
l’odore del quartier latin e gli spaghetti
di contorno, e le pietrate alla Sorbonne
più o meno fotografando gli altarini
e le vetrate e la magnificenza...
Ma…che ci fai tu qui Therese
Sei pure tu francese?
Pensavo che Lisieux fosse altrove
un paradiso tutto luce in verticale
non qui di certo tra i flash ed i paparazzi
Accogli questa preghiera tutta strana
accogli il desiderio di toccarti i piedi
lisciare con la lingua dov’è scritto
“Docteur de l’Eglise”
Vedi sopra il nome di chi amo
cercalo all’inferno strappalo al demonio.
tu puoi tu che ami il poco d’un poeta
non ce n’è più strano tra gli uccelli
che vuol volare ed abbracciare
lo stesso Dio che muove l’aquila
e deboli membrane sul soffitto.
Nel fluire pallido del vento
come racchiusa dentro ombre spente,
pigra di luce ardente e di calore,
l’estate lentamente in grembo muore
Sul volto della villa addormentata,
lungo falle di muro arrampicato,
s’impallidisce il glicine e il roseto
di petali si perde in un tappeto.
Lasciano i nidi,in tetti abbandonati,
vibranti e astute rondini per mare;
mentre sui monti cupi all’orizzonte
nere nubi si vanno a riposare.
Anche l’animo coglie la tristezza
che si perde nel volto della sera;
si chiude nel cuore del silenzio,
come se attorno tutto fosse spento.
Solo il passero corre a pigolare
sovra i rami del pesco accartocciati,
ed il fluire lento di lumache
si perde nel groviglio dei fossati:
c’è ancora sulla vetta di alti pini
il solitario frinire verso il mare
della cicala,che ancora vuol cantare:
ma nella quiete della notte muore.

luccica in ghiaccio appena sciolto
lo sguardo di velluto chiaro
che m’avvolge
e io fantastico d’essere con te
almeno la Karenina
nell’ipotetico nostro segreto giardino
seppur d’inverno.
Ma tutto questo è intriso
di rimpianto congelato
e il mio cuore si gretola,
se mai ne avessi avuto uno.
Fu sulla prospettiva Nevsky
che si ghiacciarono gli entusiasmi
e decidemmo allora
quello che era giusto.
Ma il giusto non coincide
necessariamente con il bene
e la storia ad usum delphini
s’affianca sempre a quella dolorosa, nascosta.
Ti dipinsi così in spazi convessi senza fine
altrimenti detti cieli,
ma giammai riuscii, riesco e riuscirò
a immortalare con nessun colore
denso o trasparente
il tuo sguardo implorante e sulfureo
che si posa su di me,
carico di biasimo e desiderio
in un viale rettilineo
senza un dove.
Quello spazio infinito , in continuo movimento , mi somiglia .
Quando è azzurro , senza un filo di vento , disteso, pacifico ,
quando graffia, incute , minaccia tempesta.
Come me ha lo stesso sconvolgimento emotivo,
soffre e vive " momenti ancestrali" in cui ogni cosa ,
che sia luce, ombra, rumore , ricordo , immagine ,
produce l'effetto e sovrasta il pensiero.
Piove!
Piove sull'asfalto , inzuppa gli ombrelli che più di Natale
adorna colori scintillanti .
È una sofferenza leggera, una dolce tristezza.
Piove su ogni amarezza!
Mi rendo conto che come la pioggia
siamo una piccola goccia del cielo
quando cade con amore
disseta ma non muore.
nelle lacrime portate via dal vento,
ascoltare le tue parole di un tempo,
lasciarle andare come il fumo di una sigaretta con il vento.
Quante volte dovrò ancora piangere i nostri ricordi più belli,
lo so che è arrivato il giorno che li devo lasciare andare
è la vita che me lo chiede
quando le parole diventano un freddo vento.
Questa notte non cercare le mie lacrime,
le ho regalate al deserto insieme ai miei sogni,
questa notte resterò da solo sotto la pioggia a respirare il vento,
in compagnia del buio per dimenticare.
Qualcuno mi ha detto che tu tornerai ancora
come dopo ogni tempesta.
Vorrei sapere se tu sei amica con il vento
e se ti ha portato le mie lacrime
che per te ho versato un tempo.
che nel radioso perdersi
fai tacere ogni epoca
Nell' indelebile rapirsi
nella veglia di stelle
che al contrario
risalgono spazi
Fertili lande dolci
appaiono d'incanto
nell'eclissi stessa
che muove l'istante
Nascono vortici
e fedeli naufragano mondi
ora che di sangue e di luce
mi chiama il tuo Amore
Destina il mio Mattino...
il Tuo
oltre le sabbie sorde
nel martirio stesso
di ogni ragione !
Rivestii di rugiada
un nuovo mattino,
gocce nostalgiche
di calde notti sorseggiai
nella leggera brezza.
Bianca luce di luna riflessa
nell'incosciente sbiadita innocenza
in sensuale abbraccio
infiammò sensi e ragione
nell' illusoria via del non ritorno.
Indossai abiti di giovinezza,
spiegai ali variopinte
librandomi e nutrendomi d'amore,
crogiolandomi nell'ebbrezza del momento
tra iridi d'infinito m'assopii.
Dal torpore mi ridestai,
grigi basalti custodivano sogni infranti
plasmati tra granitici speroni rocciosi
mentre l'anima riprendeva coscienza di se
e della sua reale appartenenza.
Tempo inclemente concedi e riprendi,
attimi o giorni t' appartengono,
tutto è reale ed illusorio
come rugiada sul basalto,
ricopre scrigno di ricordi.
iniziò principio ... n
re volea divenire
avere vittorie vere
l'arco delle stagioni
per non soffrir di frecce.
S'immerse deciso
tra i filari del mare
splendidi abissi discese
ove sibilo sordo rimbalza,
vi è immane visibilio
ma tutto scorre lento
- frenesia messa al bando -
Tacito riemerse
per scalare immense vette
in neve perenne immerse,
di cielo terso a contatto
sempre più leggero
- parea quasi potersi volare
Ma ivi nemmeno
corona trovò lo scettro.
Sconsolato chiuse gli occhi
in se trascese, la realtà escluse
e in un attimo s'accorse
di ciò che contava davvero:
- realmente -
vide il proprio cuore
alla sua vista
sorridere e pulsare
a più non posso
neanche fosse
... un principino.

Eccomi qui a scrivere, quando cala la notte, inizio a pensare come poterti dimenticare, quelle come me sono spinose , anche nelle sere più uggiose, Guardo quel lampione che illumina la strada, mi hai graffiato l' anima e io l'ho messa a nudo.
Ora il mio sfogo è ancora più crudo, tu il poeta che decanti la tue inquietudine, ora meriti la tua solitudine.
Io che sono molto arrabbiata ed in questa poesia, carica di nostalgia ti strappo dall' anima mia!!
Mi sento ancora tradita, ma sei tu che sei entrato nella mia vita, con la tua abile arte di seduzione e io subito ho ritrovato la passione.
Ora che cerco di allontanare il rancore che avvolge il mio cuore, proprio a me dovevi dare questo dolore!
rafia di nuvole scomode,
masserizia di sguardi
ad una colazione di cuore.
Sposerò uno sbadiglio di luce,
sbaglio d’attimo vissuto,
compravendita di stelle
al mercato del dolore
e nulla resterà di un volo di farfalle,
sfratto poetico di nuda immagine.
Bocca d’arena e speranze,
nel bouquet dei giorni rileggo
rafia di nuvole scomode,
masserizia di sguardi
ad una colazione di cuore.












