Ho esaminato bene il tuo indirizzo,
abitavi in un posto bellissimo
adiacente ai binari del cuore
quelli che, se non arrivi troppo in ritardo
conducono sempre alla destinazione voluta.
Amavi le matrioske, la più grande e
la più piccola, al centro io -le tue falangi
a scompormi, perdere, colorare, tessere
per poi disfare, e ricomporre sempre
dalle rovine sotto perturbazioni atlantiche.
Di tutti i sinonimi che ti diedi
amore mi parve il più bello e
nessun contrario, tranne l'indifferenza,
ci affibbiò la sorte in cambio dell'euforia
rapita alle improvvisazioni delle nuvole.
Solo da parte nostra, a volte, la codarda
incertezza sul treno da prendere al ritorno.
abitavi in un posto bellissimo
adiacente ai binari del cuore
quelli che, se non arrivi troppo in ritardo
conducono sempre alla destinazione voluta.
Amavi le matrioske, la più grande e
la più piccola, al centro io -le tue falangi
a scompormi, perdere, colorare, tessere
per poi disfare, e ricomporre sempre
dalle rovine sotto perturbazioni atlantiche.
Di tutti i sinonimi che ti diedi
amore mi parve il più bello e
nessun contrario, tranne l'indifferenza,
ci affibbiò la sorte in cambio dell'euforia
rapita alle improvvisazioni delle nuvole.
Solo da parte nostra, a volte, la codarda
incertezza sul treno da prendere al ritorno.
3 commenti
Sono state tante le cose da dire
che non hai detto
o che dovevi raccontarmi.
Non volevi farmi conoscere ogni tuo pensiero,
qualche volta avresti dovuto ringraziarmi,
ho saputo trovare ogni volta la ragione
dei tuoi comportamenti irragionevoli.
Riuscivo a capire la tua fragilità
perché sapevo apprezzarla per quello che era,
volevo dirti grazie, perché esisto.
Ora sono stancoper le mille cose che non hai saputo dirmi
e non hai voluto raccontarmi.
Vorrei non pensarti perché non ci sei,
pensarti così risveglia rimpianto e dolore,
vorrei non pensare a ciò che non accadrà più,
pensare al futuro che non esiste mi intristisce.
Le ombre non svaniscono se non per divenire
pensieri distorti e ferite sanguinanti,
lasciando una traccia che non mancherà di riemergere,
ricomparire, andare e poi ritornare.
Incoraggiato da altri umori
e nostalgie poco felici,
mi rassegnerò a non sentirmi speciale.
che non hai detto
o che dovevi raccontarmi.
Non volevi farmi conoscere ogni tuo pensiero,
qualche volta avresti dovuto ringraziarmi,
ho saputo trovare ogni volta la ragione
dei tuoi comportamenti irragionevoli.
Riuscivo a capire la tua fragilità
perché sapevo apprezzarla per quello che era,
volevo dirti grazie, perché esisto.
Ora sono stancoper le mille cose che non hai saputo dirmi
e non hai voluto raccontarmi.
Vorrei non pensarti perché non ci sei,
pensarti così risveglia rimpianto e dolore,
vorrei non pensare a ciò che non accadrà più,
pensare al futuro che non esiste mi intristisce.
Le ombre non svaniscono se non per divenire
pensieri distorti e ferite sanguinanti,
lasciando una traccia che non mancherà di riemergere,
ricomparire, andare e poi ritornare.
Incoraggiato da altri umori
e nostalgie poco felici,
mi rassegnerò a non sentirmi speciale.

rimasi lì a guardarti imbambolato,
tremavo tutto da capo a piedi,
un brivido lambiva la mia schiena!
Io non so ben ridir cos’ho provato,
dinanzi al tuo corpo mozzafiato,
la mia non era paura, solo timoredi sciupare chi m’ha preso il cuore!
Fra noi, non un gesto né parola,
solo la voglia matta del contatto,
sguardi profondi e penetranti,
di occhi azzurri grandi e luccicanti!
Le dita già scorrevano sul tuo corpo
e niente più frenava il mio impulso,
la pelle morbida con il suo profumo
era ormai il mio tappeto di velluto! Due le tue parole che ho udito:
“ti voglio” sussurrate dolcemente,
da lì non più parole né più respiri,
i nostri corpi erano uno solo!

So che tra poco busserai rigoglioso
al vecchio calendario,
con ali stropicciate sbarchera'
l'ormai fatidico lunario,
cosa mi ha lasciato lungo il viale dell'ispirazione,
attimi seminati di saggezza e umilta',
raccogliendo tutti i mesi un briciolo
di pacata serenita',
un mite inverno al calore di un vago pensiero,
come foglia arricciolata, rincorrevo
l'unica primula sotto al gelo infreddolita,
con l'essenza primaverile, drappeggiava offuscato
anche l'ottusi angoli del mio cortile,
l'estate rovente si adagiava verso capricciose onde
della mente, al varco melodioso autunnale
lento scorre e và, barcollando con inverno
lascia il timone al nuovo anno e di me
non so che ne sarà.
al vecchio calendario,
con ali stropicciate sbarchera'
l'ormai fatidico lunario,
cosa mi ha lasciato lungo il viale dell'ispirazione,
attimi seminati di saggezza e umilta',
raccogliendo tutti i mesi un briciolo
di pacata serenita',
un mite inverno al calore di un vago pensiero,
come foglia arricciolata, rincorrevo
l'unica primula sotto al gelo infreddolita,
con l'essenza primaverile, drappeggiava offuscato
anche l'ottusi angoli del mio cortile,
l'estate rovente si adagiava verso capricciose onde
della mente, al varco melodioso autunnale
lento scorre e và, barcollando con inverno
lascia il timone al nuovo anno e di me
non so che ne sarà.
Discese
ascose
r
i
p
i
d
e
fino a toccare il fondo
tondo, circoscritto da mura
possenti, com’è scritto sul libro - che sai -
dove la verità risalta
e risulta più vera che mai
alla ribalta
Brividoso alterco di antipodi
Vincente, ho piume colorate in dono
e vistosi ranuncoli in braccio
Restano sospesi apostrofi
ignari d’esser di troppo
Parentesi sfrontate
sono il tuo marchio
ascose
r
i
p
i
d
e
fino a toccare il fondo
tondo, circoscritto da mura
possenti, com’è scritto sul libro - che sai -
dove la verità risalta
e risulta più vera che mai
alla ribalta
Brividoso alterco di antipodi
Vincente, ho piume colorate in dono
e vistosi ranuncoli in braccio
Restano sospesi apostrofi
ignari d’esser di troppo
Parentesi sfrontate
sono il tuo marchio
angeli protetti dal vincolo sacro
pregano
nel sottopassaggio del ponte di pietre
con la mia carta di credito
potrei comperare
aghi che pungono senza dolore
ma io non voglio provare
voglio comperare
solo quello che mi serve
non pagherò l’aria
che respiro
per la nostra festa
voglio essere elegante
indosserò il mio abito bleu
era con me
davanti alle rose bianche
ho lasciato sulla quercia
il mio rancore
nella nostra nuova casa
non ci servirà
un piccolo Dio
concimerà il nostro prato
pregano
nel sottopassaggio del ponte di pietre
con la mia carta di credito
potrei comperare
aghi che pungono senza dolore
ma io non voglio provare
voglio comperare
solo quello che mi serve
non pagherò l’aria
che respiro
per la nostra festa
voglio essere elegante
indosserò il mio abito bleu
era con me
davanti alle rose bianche
ho lasciato sulla quercia
il mio rancore
nella nostra nuova casa
non ci servirà
un piccolo Dio
concimerà il nostro prato
Raccolgo margherite,
abat-jour di cielo
in un soffio di vite.
Colazione di stelle
migra sulla pelle
come ritornello di brina
in un silenzio di cuore e magia
ed il crepuscolo di maggio
sciama di luce celeste,
piume di sole raccolte
in un bouquet di storie nascoste.
Raccolgo margherite,
abat-jour di cielo
in un soffio di vite.
abat-jour di cielo
in un soffio di vite.
Colazione di stelle
migra sulla pelle
come ritornello di brina
in un silenzio di cuore e magia
ed il crepuscolo di maggio
sciama di luce celeste,
piume di sole raccolte
in un bouquet di storie nascoste.
Raccolgo margherite,
abat-jour di cielo
in un soffio di vite.
Le incertezze danzano
voli fragili in cieli altrettanto fragili
pronti a svanire dentro sè stessi
I sogni dei bambini sono audaci
non si pongono limiti
possono catturare la luna con uno spago
rovesciare il mondo con un sorriso
Ricordo la bellezza di quelle ali
alla conquista delle nuvole
ma arriva il giorno che le stesse
si sciolgono nel vento
e la luna torna satellite remoto
voli fragili in cieli altrettanto fragili
pronti a svanire dentro sè stessi
I sogni dei bambini sono audaci
non si pongono limiti
possono catturare la luna con uno spago
rovesciare il mondo con un sorriso
Ricordo la bellezza di quelle ali
alla conquista delle nuvole
ma arriva il giorno che le stesse
si sciolgono nel vento
e la luna torna satellite remoto
Cosa siamo noi, due amici,
due complici amanti?
Cos’è la nostra vita
senza l’uno dell’altro
un sogno non realizzato?
Eppure siamo qui
che ci raccontiamo di noi due,
delle nostre emozioni,
degli attimi che viviamo
come battiti d’ali di una farfalla,
dei colori che hanno i nostri sogni,
o della monotonia e i grigiori
della vita quotidiana,
forse non lo sappiamo quello che siamo,
so solo che ti amo.
due complici amanti?
Cos’è la nostra vita
senza l’uno dell’altro
un sogno non realizzato?
Eppure siamo qui
che ci raccontiamo di noi due,
delle nostre emozioni,
degli attimi che viviamo
come battiti d’ali di una farfalla,
dei colori che hanno i nostri sogni,
o della monotonia e i grigiori
della vita quotidiana,
forse non lo sappiamo quello che siamo,
so solo che ti amo.

Farò un falò
di giorni persi in futili ricordi
pieni di inganno e falsi traguardi,
tra incomprensioni, discorsi spiacevoli
e sguardi ingannevoli.
Farò un falò
con finte maschere di sincerità
che han tradito e umiliato la mia onestà,
tra lunghe aspettative e giorni tristi
di amori non corrisposti.
Farò un falò
di tutta la falsa conoscenza
che ha inquinato e ostacolato
la mia adorata esistenza
con discorsi sterili pieni di incoerenza.
Farò un falò
delle mie solite incertezze
e dei tuoi umilianti pettegolezzi,
affinché io possa sottrarmi
dal peso infernale dei tuoi pregiudizi
Delle tue incertezze
Che ottenebrano fanne scudo,
Proteggi la tua anima fragile,
Ricoprila di foglie
E aspetta il risveglio.
Come timido germoglio
Sbocciato il tuo amore
Prenderà il tuo cuore,
Coprirà di verde muschio
E tenaci radici.
Ed io.. leggera acqua che scorre
Passerò tra le tue trame
Senza lasciare traccia,
Perché il mio animo di vapore,
Si dissolvera' nel vento.
E per te sarà pace,
Sarà ricordo senza dolore.
Che ottenebrano fanne scudo,
Proteggi la tua anima fragile,
Ricoprila di foglie
E aspetta il risveglio.
Come timido germoglio
Sbocciato il tuo amore
Prenderà il tuo cuore,
Coprirà di verde muschio
E tenaci radici.
Ed io.. leggera acqua che scorre
Passerò tra le tue trame
Senza lasciare traccia,
Perché il mio animo di vapore,
Si dissolvera' nel vento.
E per te sarà pace,
Sarà ricordo senza dolore.
Porto sempre Baudelaire con me
perché l’amai e amo ancora...
Nelle notti estive al vapore di una stanza
m’immaginavo Paris e l’assenzio e le puttane
nel dolceamaro dello spirito perduto
a misurarsi il male e trascinarlo fino in cielo
forzando resistenze di coperchi estremi
Non sapevo che così
s’intacca l’anima e non guarisce
-Quei tempi sono il vecchio che c’è in me-
Seguirono anni d’oblio
in cui l’oscuro pipistrello trovò rifugio
in un anfratto e più non disse dell’angoscia
e dell’irriverenza dell’ esprit avec Dieu
Non era ancor di là…
Così più o meno fotografando
entrai nella tua casa, portandomi dietro
l’odore del quartier latin e gli spaghetti
di contorno, e le pietrate alla Sorbonne
più o meno fotografando gli altarini
e le vetrate e la magnificenza...
Ma…che ci fai tu qui Therese
Sei pure tu francese?
Pensavo che Lisieux fosse altrove
un paradiso tutto luce in verticale
non qui di certo tra i flash ed i paparazzi
Accogli questa preghiera tutta strana
accogli il desiderio di toccarti i piedi
lisciare con la lingua dov’è scritto
“Docteur de l’Eglise”
Vedi sopra il nome di chi amo
cercalo all’inferno strappalo al demonio.
tu puoi tu che ami il poco d’un poeta
non ce n’è più strano tra gli uccelli
che vuol volare ed abbracciare
lo stesso Dio che muove l’aquila
e deboli membrane sul soffitto.
perché l’amai e amo ancora...
Nelle notti estive al vapore di una stanza
m’immaginavo Paris e l’assenzio e le puttane
nel dolceamaro dello spirito perduto
a misurarsi il male e trascinarlo fino in cielo
forzando resistenze di coperchi estremi
Non sapevo che così
s’intacca l’anima e non guarisce
-Quei tempi sono il vecchio che c’è in me-
Seguirono anni d’oblio
in cui l’oscuro pipistrello trovò rifugio
in un anfratto e più non disse dell’angoscia
e dell’irriverenza dell’ esprit avec Dieu
Non era ancor di là…
Così più o meno fotografando
entrai nella tua casa, portandomi dietro
l’odore del quartier latin e gli spaghetti
di contorno, e le pietrate alla Sorbonne
più o meno fotografando gli altarini
e le vetrate e la magnificenza...
Ma…che ci fai tu qui Therese
Sei pure tu francese?
Pensavo che Lisieux fosse altrove
un paradiso tutto luce in verticale
non qui di certo tra i flash ed i paparazzi
Accogli questa preghiera tutta strana
accogli il desiderio di toccarti i piedi
lisciare con la lingua dov’è scritto
“Docteur de l’Eglise”
Vedi sopra il nome di chi amo
cercalo all’inferno strappalo al demonio.
tu puoi tu che ami il poco d’un poeta
non ce n’è più strano tra gli uccelli
che vuol volare ed abbracciare
lo stesso Dio che muove l’aquila
e deboli membrane sul soffitto.
Nel fluire pallido del vento
come racchiusa dentro ombre spente,
pigra di luce ardente e di calore,
l’estate lentamente in grembo muore
Sul volto della villa addormentata,
lungo falle di muro arrampicato,
s’impallidisce il glicine e il roseto
di petali si perde in un tappeto.
Lasciano i nidi,in tetti abbandonati,
vibranti e astute rondini per mare;
mentre sui monti cupi all’orizzonte
nere nubi si vanno a riposare.
Anche l’animo coglie la tristezza
che si perde nel volto della sera;
si chiude nel cuore del silenzio,
come se attorno tutto fosse spento.
Solo il passero corre a pigolare
sovra i rami del pesco accartocciati,
ed il fluire lento di lumache
si perde nel groviglio dei fossati:
c’è ancora sulla vetta di alti pini
il solitario frinire verso il mare
della cicala,che ancora vuol cantare:
ma nella quiete della notte muore.













