Nel fluire pallido del vento
come racchiusa dentro ombre spente,
pigra di luce ardente e di calore,
l’estate lentamente in grembo muore
Sul volto della villa addormentata,
lungo falle di muro arrampicato,
s’impallidisce il glicine e il roseto
di petali si perde in un tappeto.
Lasciano i nidi,in tetti abbandonati,
vibranti e astute rondini per mare;
mentre sui monti cupi all’orizzonte
nere nubi si vanno a riposare.
Anche l’animo coglie la tristezza
che si perde nel volto della sera;
si chiude nel cuore del silenzio,
come se attorno tutto fosse spento.
Solo il passero corre a pigolare
sovra i rami del pesco accartocciati,
ed il fluire lento di lumache
si perde nel groviglio dei fossati:
c’è ancora sulla vetta di alti pini
il solitario frinire verso il mare
della cicala,che ancora vuol cantare:
ma nella quiete della notte muore.