e non sapevi volare,
ma nonostante tutto dal cielo ti sei
lasciato andare.
Con la tua leggerezza il volo
hai voluto provare
e dal vento ti sei lasciato cullare
per poi a terra adagiare.
Con tanti tuoi fratelli
un mare bianco di neve sei
andato a formare.
Fiocco di neve il volo
hai voluto sperimentare
e in un attimo l’hai saputo provare,
anche se non avevi le ali per volare.
Coraggioso fiocco di neve
il tuo più bel sogno
sei andato a coronare,
quello di volare.
scritte di fretta
hanno il sapore di sigaretta
fumata solo per noia
tra gente che aspetta
un treno alla stazione.
Ed io vedo che è così
per me
quando scrivo per isolarmi
da ciò che intorno accade
senza una ragione
-o per tutte le ragioni del mondo-.
Contorni vaghi,
acquerelli
questi pensieri
che non scriverei
non avessi davanti
il mio cuore di carta.
Stillicidio perenne d’immagini
sbandierate immantinente
non allietano di certo la mente.
Da inviare al macero certamente
per ripulire liquame inquinante
che turba sentimento comune
in un tempo che tempo non è più.
Un tempo che forse mai è stato
ma ha rovinato di brutto lo stato
delle cose evidenti che sono
e che non saranno mai più.
Nel caldo ventre si sosta una volta
per non entrarci mai più.

Lo chiamano infinito, ma è solo una misura
fuori dal nostro orizzonte, un ponte
verso l’origine della vita o la sua fine,
il raccolto di sbagli casuali, di fughe
ai confini della terra senza rete di protezione.
Anche dalla nostra visuale è uguale,
accidentale quanto basta, spazio e tempo
senza frontiere, lamiere, rovine e un lampo
di gioia al dunque: se tutto vale
anche il sole al levarsi nelle zone
franche del cielo, ricoprirà le buche
del cuore di calore. Non c’è confine
tra colori diversi, solo mani giunte
in preghiera di ciò che è ignoto alla cultura.
Mi ha detto che è sincero quando scrive
che la verità che distingui tra i versi
è quella che conta
che la sua realtà non è come la tua,
che è sensibile all'angoscia e che si ammala di lei
che riceve gli schiaffi sui principi, orgoglio e anima
e non sul volto,
che vede bellezza anche in un granello di polvere
fluttuare nell'aria e che per lui quella è una danza.
Mi è stato detto che è responsabile
per lavare via i peccati del mondo,
li passa attraverso il suo
purificandole,
che guarisci dopo averlo letto,
che ti fa vedere, sentire, odorare,
ascoltare , toccare la bellezza,
improntarla come una seconda pelle e ti trasforma
in qualcosa che rimani per sempre.
Mi hanno detto che per esserci devi
passare attraverso le vite di altri,
di lasciare te, la tua vita,
di essere la concentrazione
volontaria di tutto ciò che hai mai incontrato.

Tienimi per mano sempre,
non soltanto quando ho paura!
L'altra posala sul mio petto,
sentirai i palpiti del mio cuore!
Le tue labbra posale sulle mie,
sentirai il sapore dell'amore,
brividi che ti scorrono sulla schiena,
il calore della mia pelle che ti scalda!
E dopo? Dopo più niente,
giù nell'abisso più profondo!
Nella perdizione, senza una parola,
fino all'ultimo attimo, all'ultimo respiro!

sfiorano e stupiscono
come fiammelle vive
all'assopirsi del giorno,
sentono fremere il cuore
che langue di una strana febbre
al risveglio di un ricordo,
a un profumo improvviso
scaturito da essenze antiche,
da un lontano desiderio
e una musica struggente
riempie le stanze nude
della mia anima
tradendo la finta pace
di un esteriore silenzio
Questi sensi che lascio accesi
non potendo fare altrimenti
ad essere sincera,
finchè il sonno, la rassegnazione
o la stanchezza non avranno
ragione anche di loro
vincendo la mia disperata nostalgia.
allora perché avevo le unghie nere?
Forse perché è un lerciume anche la fantasia,
o perché intinte in inchiostri di balere.
Sapevan che salutavo col cappello,
tenuto basso a mendicare gli stolti;
sapevan che non mi piaceva il bello,
il bello era negli sbagli più nascosti.
Quel che non sanno è la cosa più importante,
che sempre sfugge alle loro male lingue.
Non avrò le mani dentro le mutande,
ma una macchia d'olio: quella non si estingue.
Gocce di sale scorrono sul mio dorso
la luce del passato nei ricordi sfavilla,
percorro il sentiero della vita a ritroso.
Trema l’inconscio che forse tale non è
trappola di ricordi repressi e un fatto taciuto
le motivazioni? Non so nemmeno il perché.
Mi hanno ingozzato di menzogne con un imbuto
e fatto un buon viso, quando il gioco era cattivo:
ora mi chiedono perché sembro stanco e abbattuto,
non vedono come mi han reso apatico e passivo?
Sogno o son desto, son mie queste parole?
La musa ispira la mia povera anima terrena,
rivedo la gente i professori e le scuole
il sonno è pesante,son pronto a lasciare la scena.
Il sale masticato piacevolmente come fieno di cavallo
la spuma che lievita il sorriso come ebbrezza di ottima birra
la spensierata carezza di un giunco che addomestica le onde
la desiderata meta raggiunta con aiuti poseidonici
l’atterrare quietamente nel luogo promesso prima di nascere
etilica grammatica di cielo
in un pugno di margherite offese.
Gronda il battito del silenzio
come biglia da una tasca d’eterno
ed una valigia di luce ci stringe,
vestendo l’asola del tempo
con cocci di sguardo riflesso.
Saremo ancora noi,
bocca d’oceano celeste,
mano di parole e calende
ad affittar tramonti d’amore,
scioperi d’anima parafrasati,
taccuini di nuvole nuove?
Mi perdo nell’abbraccio del tempo,
amache di luna corteggio.
anticipando l'alba a me rara,
e nel frattempo che il dì attendo
entri senza invito nei miei pensieri.
Sei la chiave che apre la serratura
di mente mia che è sol lo scrigno
benestante di faidi complessi
che risolvi col sola tua parvenza.
Fuoriesco,vado nella terrazza
ammiro la frescura mattiniera
il lieve vento che l'accompagna
e sublime quiete che vi regna
sono in una luce fiacca
ancora il sonno mi s'adagia piano
sul lieve soffio della liseuse bianca
ma non rammento mattino alcuno
in cui nello scriverti mi sia sentita stanca.
La luce si diffonde all'improvviso
sul libro che con me reco dalla notte
tra i sospirosi fiori del balcone
m'ispira parole ed un sorriso
trafilante il foglio scritto a mano.
Quando traduco il mio animo randagio
al freddo mezzo della posta elettronica
spero ti raggiunga il passionale bacio
che il mattino a me solerte dona
insieme a quella gioia duratura
che per molte ore mi rende euforica
e sino e oltre il nostro incontro di persona
come fruscio celeste non m'abbandona.












