
Oggi ho pianto
il tempo che fu
amico,
giocoso,
allegro.
Oggi ho pianto
il passato,
gli anni migliori,
unici,
grati.
Oggi ho pianto.
A la nostalgia
la sola gioia
per quel che non torna.
Oggi ho pianto
il tempo che fu
Nient’altro
ho in mano
da giocare.
A la nostalgia
il tempo che fu,
che non trovo.
Ov’è il grato?
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Che lo sappia tu o che lo riconosca
io, cambia poco, se le antenne sono dritte,
scopriremo la direzione del vento
alla prima folata, la data è l’enigma,
solo quella c’è da scoprire, qui il dogma
non esiste, si gioca tutta sul talento
la partita in corso. E stanno zitte
le matriosche dell’amore, alla pesca
di Natale, ricoperte di fine sabbia
nelle intercapedini, i confini con sfumature
di cielo e le fondamenta piantate sul mare
come palafitte. La stella che oggi è nata
si vedrà tra milioni di anni, in differita
sui fianchi della notte, in attesa di colmare
un vuoto di senso. E poi, le incrinature
che più non ci sono, qui… fuori dalla gabbia.

Se cerchi il mare,
prendi l’auto e ci puoi andare!
Se cerchi i fiori,
vai nei campi o dal fioraio!
Se cerchi il cielo,
alza gli occhi e lo puoi guardare!
Se cerchi di volare,
lo puoi solo sognare!
Se cerchi l’amore,
cercalo prima in te stesso!
Se cerchi una donna,
la devi conquistare!
Se cerchi in lei le forme,
compra una bambola!
Se cerchi in lei l’amore,
donale quello che è in te!
E’ solo lei che può donarti
il mare senza prendere l’auto,
i fiori senza andare nei campi,
il cielo senza alzare gli occhi!
E’ solo lei che può darti tutto!
E’ solo lei che ti può amare!
E’ solo lei che può farti volare…
…senza sognare!

riparto,dopo mesi d'assenza
come un panettiere piaceri sforno
delle rime non potevo starne senza
volo come un uccello in uno stormo
accompagnato da dolci parole
davanti il sole, alle spalle un cielo torvo
rondine che accudisce la sua prole
la passione dev'essere curata;
accudita come un bimbo appena nato
viva per mangiar ciò che gli hai dato
ricca come una pianta concimata
è difficile, bisogna aver pazienza
un viaggio forse senza ritorno
l'importante resta la partenza.
come un panettiere piaceri sforno
delle rime non potevo starne senza
volo come un uccello in uno stormo
accompagnato da dolci parole
davanti il sole, alle spalle un cielo torvo
rondine che accudisce la sua prole
la passione dev'essere curata;
accudita come un bimbo appena nato
viva per mangiar ciò che gli hai dato
ricca come una pianta concimata
è difficile, bisogna aver pazienza
un viaggio forse senza ritorno
l'importante resta la partenza.
Ti siedo accanto
e mastico le nuvole
in questo graffio d'uragano
e come fuoco di luce
m'infrango gelosa,
onda solitaria,
stelo d'abbraccio.
Se questo cielo cadesse
come perla da una collana
tu siedimi accanto
e lacrima sul mio cuore
come sangue d'un tramonto
ad una trasfusione di stelle.
T'amo.
e mastico le nuvole
in questo graffio d'uragano
e come fuoco di luce
m'infrango gelosa,
onda solitaria,
stelo d'abbraccio.
Se questo cielo cadesse
come perla da una collana
tu siedimi accanto
e lacrima sul mio cuore
come sangue d'un tramonto
ad una trasfusione di stelle.
T'amo.

Ti sento...
Ti sento Donna,
intensamente Donna.
Vibrano su di me i tuoi piaceri,
la tua anima, i tuoi pensieri...
Intensi attimi di respiri sospesi,
docili istanti di sussulti infuocati.
Sento il tuo travolgente piacere,
ti sento godere, sognare,
vedo i tuoi pensieri volare.
Vibrazioni, fremiti,
travolgono il mio cuore
mentre disgelo nel tuo seno,
nel tuo calore.
Arde la mia anima
nel fuoco della passione,
arde il mio desiderio
sui raggi del tuo splendore
mentre i nostri respiri
diventano un tutt’uno nel desiderio,
nella passione, nell’amore.
Non dorme il mio pensiero
egli come aria s'insinua dentro
ed incerto vestendo l'abito migliore
lascia carezze al tempo
contando gli attimi con il respiro
mentre incrocia le albe sul tuo viso.
Ogni tuo detto è un canto
un’emozione sospinta dal vento
melodia che colora le stelle
e vive in ogni angolo della mente
accompagnando i passi del mio cammino.
Sono colpevole d'amarti
e la mia pena sono i tuoi sorrisi
e ogni briciolo di tempo che mi doni
sei colei che profuma la vita
sei un sigillo impresso nel cuore.
egli come aria s'insinua dentro
ed incerto vestendo l'abito migliore
lascia carezze al tempo
contando gli attimi con il respiro
mentre incrocia le albe sul tuo viso.
Ogni tuo detto è un canto
un’emozione sospinta dal vento
melodia che colora le stelle
e vive in ogni angolo della mente
accompagnando i passi del mio cammino.
Sono colpevole d'amarti
e la mia pena sono i tuoi sorrisi
e ogni briciolo di tempo che mi doni
sei colei che profuma la vita
sei un sigillo impresso nel cuore.

Oggi l’azzurro del cielo
s’espande nell’aria come in quei giorni
in cui l'atmosfera è cristallina e gentile.
Non sembra inverno
in questa volta così scevra di nuvole
ma chiara e luminosa.
Assaporo questa tela preziosa
intessuta da fili invisibili
che vengono da lontano
donandomi emozioni e sensazioni
che fuoriescono dal mio io gioioso.
Ho le mani fredde ma rifulge il cuore
per quel flusso incessante
che come l'onda mediana
m'accompagna nel percorso dei giorni
ad affrontare il ciclo vitale
che rinnova i germogli
dai tronchi potati
riaprendo quell’uscio,
a volte socchiuso
ma mai serrato,
che come l’onda del mare
torna a lambire la battigia
in un perpetuarsi d'essenza
che può definirsi
apoteosi della bellezza.
Sotto il fiorire nuovo
Profumo di terra apre,
E il vello nebuloso scompare,
Si dirada.
Il cuore né esce pulito,
Lavato da mani come foglie.
Nessun rumore, dissolve il silenzio
Pieno di suoni, di voci che chiamano invano.
Restano corolle d'aromi
A far sorridere l'anima,
Restano raggi di luce,
A rinascere il giorno, che
Tranquillo s'avvia.
E tu, con i tuoi occhi velati
Da acqua di fonte rigeneri a vita.
Senza voltarti,
Strappando le spine d'amore
Che vogliono solo fare male.
Profumo di terra apre,
E il vello nebuloso scompare,
Si dirada.
Il cuore né esce pulito,
Lavato da mani come foglie.
Nessun rumore, dissolve il silenzio
Pieno di suoni, di voci che chiamano invano.
Restano corolle d'aromi
A far sorridere l'anima,
Restano raggi di luce,
A rinascere il giorno, che
Tranquillo s'avvia.
E tu, con i tuoi occhi velati
Da acqua di fonte rigeneri a vita.
Senza voltarti,
Strappando le spine d'amore
Che vogliono solo fare male.
Andiamo via amore
da questo luogo assordante
di auto che corrono,
uomini e donne dalla fretta posseduti
dove l'aria è pesante,
i fiori hanno i colori sbiaditi
Portami dove esiste una spiaggia
dalla bianca sabbia dove correre scalzi
e la risacca cancella le impronte posate,
il mare si sposa col cielo
e la luna è più grande
I colori della natura sono vivi
profumi inebrianti posso odorare
I nostri sorrisi hanno il colore del sole
e se qualche lacrima arriva
si fonde con gli schizzi delle onde
e non fa male ….
Portami amore dove il sonno
ci accoglie sereni
dopo una notte d'amore sotto le stelle,
dove la vita è semplice ma ricca
di semplicità, non esiste vanità
Non servono porte alla capanna
fatta di legno,
dove i nostri figli crescano puri
l'anima bianca come le nuvole
nessuna paura possa contagiarli
Se pur dovremo girare il mondo intero
per trovare una terra così
non importa …
ma di qua portami via amore ….

Mi son sposato ed ho creduto
all'amore e una capanna!
Tutto andava bene,
tutto funzionava!
Senza figli, la capanna ci bastava!
Con l’amore, la capanna ed il lavoro,
tutto andava a gonfie vele,
tutto funzionava!
Poi però mancò il lavoro,
qualche cosa precipitava!
Non bastava più l'amore
e niente più andava bene!
A poco a poco ho capito
che l'autore della frase
forse è stato assassinato
prima di averla completata!
Io la vita ormai l'ho spesa
per capire e meditare,
vorrei dire quel che manca
per poterla completare!
L'amore e una capanna,
magari assai più grande,
però colma di denaro
per potere funzionare!

pioveva e tuonava
già dal mattino
capelli azzeccati alla fronte
allacciai le scarpe
e corsi da te
l’università era vuota
perché io non guardavo nessuno negli occhi
appena lasciati
il giorno dopo
camminai verso te
coi vestiti inzuppati
e per la prima volta
non ti baciai
ero troppo smembrato
per sopportarne il rifiuto
ma è come fosse ieri
ti diedi la mano
e tu l’afferrasti
seguivamo i corsi
e parlavamo d’altro
stavamo uccidendo l’Amore
e non era facile farlo
senza pioggia negli occhi
io volevo sparire ma non potevo
avevi ancora bisogno di me
me lo dicesti con la bocca
e te lo lessi sulle labbra
m'inventai una favola per sopravvivere
la pioggia negli occhi e il vento contrario
i nemici da battere
salvarti
la mia ragione di vita
e continuammo così per mesi
e parlavamo
sempre meno
del nostro amore
della sua fine
e il suo inizio
della sua perfezione
del destino
del precipizio
degli incubi
che mi massacravano
ogni notte
ma tu avevi bisogno di me
e ad ogni stronzata dei professori
mi stringevi più forte la mano
e piangendo:
"trova una soluzione, ti prego
uno spiraglio di luce, trovalo ti prego"
guardai dal finestrone opaco
e mi piovve dentro
"non so che fare,
a Fisciano piove sempre"
mentre la pioggia
esondò dagli occhi
fu l'ultima volta che parlammo d'Amore
quel momento
da quel momento
ne avremmo riparlato solo negli incubi
per sette anni
Che paura mi fa la notte,
riesce a capirmi nonostante
io cerchi di mentirle
nonostante, il mio cuore
batta in modo regolare,
almeno credo.
Riesce a vedere l’interno della mia anima
che non ne può più.
Non ne può più di urlare a bassa a voce
come se si potesse fare,
dico io.
Non ne può di piangere
trattenendosi,
in quale modo poi.
Non ne può più di stare in silenzio
urlando
nella notte che non ne può più
di assistere a questo strazio
che già di suo,
non ne può più.
riesce a capirmi nonostante
io cerchi di mentirle
nonostante, il mio cuore
batta in modo regolare,
almeno credo.
Riesce a vedere l’interno della mia anima
che non ne può più.
Non ne può più di urlare a bassa a voce
come se si potesse fare,
dico io.
Non ne può di piangere
trattenendosi,
in quale modo poi.
Non ne può più di stare in silenzio
urlando
nella notte che non ne può più
di assistere a questo strazio
che già di suo,
non ne può più.
Voci di sirene assorte
su chine preghiere
osservano
queste pagine chiuse
luci di Aurore appaiono
nei Cieli assolti
ora che il volere
rapisce ogni pregio
Nei milioni di anni
di questo spazio inatteso
che di vento respira la brezza
dagli sguardi di Vega
giurando derive
di ogni anima libera
dove resta inviolato
questo fragile azzurro !
su chine preghiere
osservano
queste pagine chiuse
luci di Aurore appaiono
nei Cieli assolti
ora che il volere
rapisce ogni pregio
Nei milioni di anni
di questo spazio inatteso
che di vento respira la brezza
dagli sguardi di Vega
giurando derive
di ogni anima libera
dove resta inviolato
questo fragile azzurro !













