
Sotto un quadrato di cielo scuro
senza alcuna pausa al male,
sperduta
sotto un segreto e orrido frastuono
la tua vita imprigionata
migrò lontano
oltre quell’orrida stanza
fra terrore, deficit di memoria
e gemito mortale…
ultimo fremito di vita:
scambio tra luce e buio
del tuo corpo violato e poi mutilato
ed in pezzi occultato.
Nessuna dolcezza dei tuoi cari
ti fu di conforto nella sofferenza,
né il tuo cuore colmo d’amore
ti ha potuta salvare
da mani adunche e peccaminose
che commisero questa barbarie
con l’atrocità di un’anima dannata
che spense insensibilmente
la tua stella nascente.
S’affaccia fiera e rumorosa nel blu senza orizzonti
Dakar, la tua pelle.
Guerriero nero, gocce di sale nella tua schiena cerco
E la sabbia che ti granula le dita.
Nell’aria calda del cielo rosa- il sole che si bagna-
Batti il piede a ritmo del Sabar
sdraiato sotto una palma.
Dakar
La lamina del Nord t’incrina ora le labbra
Furia nera
Nei tuoi occhi solo cemento e sbarre: uomo in gabbia.
Dov’è Dakar ti chiedi: dov’è Dakar?
Neanch’io la trovo più nei tuoi strati di pelle,
solo m’illude il suono delle tue parole.
La vedo eccola! Punta vicina
La mia speranza, la tua salvezza:
Dakar
ormai lontana dal tuo sorriso
mi s’offusca nel grigio di questi rumorosi tram.
le ore che passano .
Voglio illudermi che basti un viaggio,
avrò il coraggio di guardare il tramonto.
Ritrovero' l' estate il sole,
in riva al mare riuscirò a sperare in un nuovo amore.
Sotto al sole mi sento più' leggera ,
il tuo viso mi appare sbiadito, un vento spazza via ogni nostalgia .
Il passaggio dal dolore all' amore si è compiuto,
continuerò a viaggiare e a sognare .
tra le pieghe, gli spigoli o intercapedini dell'animo umano
trasudano le intraprese sfide fallite della vita......
una rotondità accesa e liscia, al contrario fa da garante per i successi......
ciò che è rigido dovrà ammorbidirsi e ciò che è mollo ha da indurirsi.....
molti ne parlano, ma ahimè pochi comprendono e ancora meno sono quelli che si applicano.......
a parer mio: provati e trascesi/trasformati, gli opposti andrebbero messi faccia a faccia tra loro
e poi armonizzati in un unico punto centrale, che chiaramente varia per ognuno di noi.....
non esistono nemici, perlomeno non esterni, sei tu il tuo vero nemico.....
l'avversario che tanto ti allontana da te stesso.......sei tu!!!
bisognerebbe: non cercare troppo lontano da noi e imparare a scrutarsi dentro affinché
la verità che originariamente ci appartiene verrà spontaneamente a galla....
allora la chiave che è anche la serratura serrata ermeticamente
magicamente scomparirà e li eccoci!!!! ci siamo......
ne più che meno che noi stessi, per noi stessi e di conseguenza naturale
anche per gli altri e per l'intero universo.....
l'armonia porta armonia, ma solo quando diventiamo armonia!!!
qualcuno ha detto: si il cambiamento che vuoi vedere nel mondo...... ( forse Ghandi )
beh!!! per mio modesto parere, non sbagliava.....
è nella semplicità che i segreti si celano, ma è anche vero che la conoscenza
non sarebbe un segreto se accessibile a tutti ........ mi spiego meglio....
dato l'attuale livello di attività soporifere che l'umano comune svolge
tutto ciò che naturalmente gli appartiene è stato velato/offuscato/nascosto.....
indi per cui il semplice è divenuto complesso e il complesso beh......
alla portata di tutti ahahah!!! che beffa!!!
tuttavia sono ottimista arriverà un punto ove i segreti scompariranno
e la conoscenza sarà a portata di chiunque si riconosca in essa.....
ora che ci penso bene forse quel momento è già qui..... ora....
ma me ne sono accorto solo ora!! esattamente qui!!
toglietemi una curiosità: voi dove siete???
e la conoscenza dov'è???
pel discendere della piana,
esso traversava lo soglio ch'al mar discenneva.
Solevo esser in solitudo
e del percorrere suo
m'adombravo dell'ombra mia.
Li pensamenti s'addormivano d'in fianco
ai mirti e la vista spingeva il guardo
oltre le selvagge mimose.
Preso da insana follia
m'atteggiavo a volare
e dei ripidi massi non curavo
'sì da tuffar spirito
nelle perigliose acque.
Trascorreva in tal guisa
l'andare mio lento
attraverso il sentire
che al traguardo giugneva.
Sì femmena quanno faje ll'oca giuliva.
Sì femmena quanno te vieste 'a palummella
'Nun sì maje brutta: 'a femmena è sempe bella.
Sì femmena quanno te guarde e 'nun te piace.
Quanno po' daje 'a vita sì 'na femmena verace!
Sì femmena cu 'o cazone, cu 'a maglietella astretta.
Sì femmena cu 'e bigodine e senza reggipetto.
Quanno po' sì vecchia sì chiù femmena 'e ll'ate,
mentre piense nustalgica 'e tiempe passate.
Sì bbella pure pecchè... essenno ca sì femmena,
qualsiasi cosa dice o faje, tu sì sempe femmena...

Vieni qui, avvicinati...
siedi sulla riva del fiume
accanto a me,
non andar via.
Non senti questa voce?
Non senti anche tu questa melodia?
Ascolta...
Ascolta attentamente,
sembra la mia stessa voce
e vien dal fiume
in prossimità della foce.
Non temere,
destati anima mia,
tienimi compagnia, non andar via.
Non perderti nell’oblio,
ascoltiamo insieme
questa voce, questo sibilìo.
Prendimi, anima mia,
abbracciami, stringimi!
Riprenditi il tuo corpo, prendi me,
non tollero che io sia qui...
qui da solo, senza te.
al primo grande amore,
alla prima
vera sofferenza.
Al viaggio dell'innocenza,
della gioventù.
L'amore per sempre
esiste...
Ogni volta che ci innamoriamo
ogni stramaledettissima volta.
Pronti a ricevere
a dare amore per sempre.
Inseguendo
l'amore finito
che vivrà per sempre.
Appare chiaro, ormai,
quasi avessi accesso
ai tuoi pensieri.
Come un faro taglia in due la notte
ad intermittenza:
la circostanza è questa qui.
Si prova in ogni modo
ma l’assenza è nella nostra essenza.
Si vive a maggio
quando i prati colorati
sanno di speranza
ma, nella mia esperienza,
so che finisce qui.
Tra assensi generali
come soldati i miei pensieri.
Si vivrà un altro tipo di primavera
senza contare sul calendario
i mesi che ci siamo dati.
Saltano i pensieri
divengono assurdi
tutta l'energia
assorbono
spossano
e spesso
il saldo di spirito e difese
azzerano
l'iniziativa s'ammoscia
e piano piano
muore.
Prima però ...
l'entrata in riserva
poteva esser vista
ma zona è stata fatta
di pesca e caccia
e contingentata.
Mareggiate solari
zittiscono l’ombra
dei nostri sguardi
in un souvenir di cielo
scordato fra le mani
come timido bucaneve
nel pianto degli affanni.
Marzo è radice d’amore,
confessione di cuore,
cristallo di luna
che l’anima enumera,
interroga le mie labbra
ed io morderò i tuoi silenzi,
siam souvenir di cielo
in queste mareggiate
coccolate dal desiderio.












