“Ciao…” – chi sei?-
“Ho freddo” – Anch’ io –
“Hai fretta?” – Un po’-
“C’è chi mi chiama Dio…”
- Smettila, non prendermi in
giro... dacci un taglio –
“Come sta lei, era la tua
vita o sbaglio…”
-Non sbagli... perché non sei
venuto quando ti ho pregato? –
“ La fede… eri
solo disperato!”
-La fede!?-“ Avevi la ragazza che
volevi, o era forse quella sbagliata…”
-Già... mi sento solo, niente auto che
almeno mi abbandoni sulla carreggiata-
“ Ti allevio l’angoscia: vieni con me, e
sentirai quel nodo che piano si allenta”
L’orecchio abbassa il silenzio
assordante della radio spenta…

Divampa il silenzio nel mio cuor ferito
mentre coltivo attese
nel mutar delle stagioni.
Se solo potessi liberarmi
dall’acredine di questa solitudine,
se solo potessi, se solo...
Inutile dirti che mi manchi,
tutti i giorni vengo a cercarti,
l’unico mio desiderio è riabbracciarti.
Non so se sei una donna o una strega,
ma ovunque tu sia,
sarai per sempre mia...
Voi
muti
disertori
di terre inaridite
colpevoli del gelo sofferto
Voi, che per primi tirate indietro le mani
scarne di ciò che andate lamentando e cariche d’indifferenza
Ditemi, ora: - Qual è la differenza tra narcisismo e/o smania di sopravvivenza?
- Apparente appariscenza! Ohhh… questa scienza giammai occulta ma esilarante effervescenza -
Voi
che immobili
piangete disattenzione
ma
sapete
che la morte
sarà l’ultimo sacrificio?
“Morire, dormire. Dormire, forse sognare.”
(William Shakespeare)
Fin
che puoi,
sogna forte.
Pensa ai pensieri
privi di traiettoria,
così immateriali
ed elementari
da non aver
colore,
e
mi
troverai
al giro di boa
dell’ultima onda
che aspetto il buio,
vicino alla somma
delle percezioni.
Ti mostrerò
la causa
ultima
della
materia,
il crocevia
dove il sonno
si fa profondo
e il contenuto
è manifesto.
Decidi tu,
se vorrai
imboccare
il breve percorso
che porterà al cibo,
o il cammino impervio
dell’immaginazione,
della casualità.
Non esiste
oggetto
che perduri
alla spazialità
di un simbolo,
né un occhio
del tutto
cieco:
ci sono
tanti disegni
quante possibili
variazioni di forma,
ma una sola latente
visione d’insieme.
È insufficiente
la vita,
per chi
aspetta
la notte
per farsi guidare
dall’ammaliante
rumore di fondo
della solitudine.
“È rimasto immobile per 24 ore prima di morire e non rispondeva più a nessuna sollecitazione... era molto lontano ormai. I suoi ultimi respiri erano così meravigliosi e liberi che non c'era spazio nel mio cuore per la tristezza. Un quarto d'ora dopo la sua morte, con un boato spaventoso, un fulmine a ciel sereno ha lacerato per tutta la sua lunghezza uno dei pioppi del giardino.”
(Gret Jung)

Nel crepuscolo dei silenzi,
struggimento e nostalgia
dimorano nel torpore dell’anima.
Respiro adagio
l’ansia invasiva che mi accerchia
e mi sbalza nella vastità dell’infinito,
verso qualcosa di amorfo, indefinito.
Ascolto l’ira del vento
nei meandri del subconscio
e capto costanti sensazioni di invadenza,
di forte precarietà dell’esistenza.
Non capisco questo frustrante patire,
questo angosciante mal di vivere
che mi attanaglia con stati d’animo
che si scontrano e si perdono...
Si perdono su strade mai esplorate,
buie, indefinite.
Nell'imbrunire che arriva a coprire,
Sei scintilla che vibra, sei clamore e parole.
Sei il vento che solleva
Cristalli di neve e canta,
Tra le fronde il tuo nome.
Come leggero sussurro impastato d'amore,
Si sente come eco nella valle chiara,
Risuona sopra rocce e crepacci,
Sale su a toccare il cielo
E poi ridiscende come frivolo amore,
Ti circonda.
E nell'animo grigio dilata la tua mancanza,
Tenero come bucaneve vuol rifiorire in me,
Sotto un sole pallido e sfocato,
Mi ritrovo tra le mani...brina e ghiaccio.

Lasciatemi sognare, in libertà lasciatemi realizzare quella fantasia quella magia.
Lasciatemi dormire in questa notte di stelle in cui vivo le emozioni piu' belle.
Io eterna dea di luna e sole, io eterna musa di tante parole in cui mi rifugio.
Senza indugio non mi voglio svegliare, è tempo di cercare un nuovo sogno da realizzare.
si distingue per la sua gentilezza
vivendo una vita piena
di soddisfazioni,
conquistando tutti,
con la sua dolcezza.
Un Angelo che non si risparmia,
nel lavoro,
nell'amare le persone
che la buona sorte
gli ha donato.
Cresce,
lascia un segno d'amore,
di rispetto.
Lo conoscono tutti
é famoso
ma mai arrogante,
mai presuntuoso.
Contribuisce a creare una stella,
che illumina la sua vita.
Poi un triste giorno
si addormenta
per non svegliarsi più.
Così ritorna in cielo
da dove era venuto.
Lasciando il mondo,
distrutto dal dolore.
Il destino degli Angeli
é tornare in cielo,
purtroppo troppo presto.
Ora seduto sulla luna,
sorridendo,
veglierà sui suoi
amori più cari.
sono vibrazione, l'energia che tutto permea.......
sono intenzione, che tutto crea e ama.....
sono il pieno nel vuoto, colui che è e rimane.
sento odore di cambiamento.....
la voce mia ha un suono differente
più ricco, più saggio......
l'erba non è la stessa di ieri
la trovo più ricettiva e gli parlo volentieri......
la musica ooo la musica.......
tutto intona la sua nota da sempre
ma ora la sento diversa......
è probabile che sia io ha essere più connesso......
anche se eterno
mi sto risvegliando da strati di sonno senza tempo.......
forse amo più la libertà.......
ne sono sicuro.......
la parte immortale di noi chiede considerazione immediata.......
tutto squilla e vibra più intensamente......
anche la sinfonia in opera parla di noi......
dice che sappiamo tutto
che abbiamo creato lei stessa e il resto nell'universo.......
dice che dobbiamo essere più consapevoli.....
consapevoli di non cercare fuori
ma nel nucleo del nostro profondo......
il cuore, oracolo dei tempi
unico mentore da ascoltare.......
io sono tutto.....
sopra e sotto, dentro e fuori.......
sono il quinto elemento che li comprende tutti in uno......
sono unità senza divisioni.......
resterò qualsiasi cosa succeda......
io sono.
.
Quel battito scomposto, il respiro
veloce e il fiato corrisposto.
E m’attraversi a ondate, con lo sguardo
dall’alto di colline in fiore, il grigio
scompare per far spazio al colore
di una notte stellata con fuochi
artificiali. I guanciali del letto
intatti e le coperte storte, il tetto
è il contatto con l’infinito a giochi
non ancora ultimati, col calore
della pelle omaggio al paradiso, fregio
sul calendario che recita il ricordo
di una canzone amata. Puoi vederlo il posto
delle aurore e la sua bellezza da capogiro.
Potessi fuggir, ma non posso,
far del cammino un paradosso,
costeggiando la via senza cader nel fosso.
Correr o andar piano,
passo dopo passo per andar lontano,
da un passato strano.
Restassi seduto a guardare
chi come me non sa dove andare,
si fermasse a chiacchierare.
L’ascolterei senza dire niente,
tanto molti parlano solo con la mente,
avendo un cuore inesistente.
Eppur avrei tante cose da dire,
ma me ne taccio per non avere nulla da ridire,
così resto a leggere l’altrui narrare.
cordoncine per vagoni
giallo limone
lingua,dita e penna
blu,ailoviu
la freccia infilata
nel cuore.
Sul tronco d'eucaliptus
la tua schiena
disegnavi gli arabeschi
a squarciagola
il Liga o i Sepultura
al semaforo già verde
d'imbarazzo
quanti piani di Escher,
quali rebus.
Mi dicevi:ricorderai
le nostre mani
un tempo?
a spingere la terra
sulle scale
accarezzare timori
di cadere oltre
l'occhio del ciclone,
la salvezza sarà
intrecciarle come rami ,
in controluce.
Arriva il giorno in cui diventi forte,
Si rimarginano le cicatrici.
Rinascerò il passato non mi farà più male.
La forza di volontà l'arma più potente che possiedo,
Libera dal dolore dalle ferite di questa vita ,
Il mio coraggio e il sorriso lascio defluire
Ora mi sento libera finalmente

Mi ritrovo qui , tra una tempesta di pensieri e i miei desideri, una nuova delusione devo cancellare.
Tu che dicevi di amarmi, mi corteggiavi ed intanto nel mio cuore entravi.
Ora sei solo una tempesta di collera, rabbia e dolore, sei l' ennesimo rancore.
Io che voglio ricominciare, a non soffrire, a definire me stessa e le mie priorità.
Ritrovero' la mia serenità.











