Una nuvola è nel cielo, a forma di cuore, il simbolo del nostro amore.
Tu sei il mio tesoro, il mio raggio di sole la mia stella.
La mia emozione più bella, quella da conservare .
Per tutta la vita sei la mia gioia infinita.
infondo cos’è il tempo
se non l'unità di misura alla quale noi ci rapportiamo
e regoliamo ogni nostra azione......
da dove arriva questo tempo realmente non si sa
se ne dicono tante.......
ma la realtà e che a qualsiasi tempo tu ti riferisca
dal momento che uno prende in considerazione il tempo
l'unica cosa certa é che quel momento é il presente......
IL QUI E ORA
se si ragiona in questi termini il passato serve relativamente......
il futuro, beh il futuro te lo crei col presente.....
quello di realmente importante é ciò che fai e sei ora......
ogni persona evolverà istantaneamente se prende coscienza
di questi apparenti ma vitali dettagli......
quindi vola o giovane essere e sii libero nel qui e ora
con amore affronta la realtà, non realtà
perché è l'unica reale arma, non arma che nessuno potrà mai eguagliare
o traviare.......
potranno storpiare il tuo corpo, ingolfare la tua mente, cercare di sopprimere
la voce della tua esistenza......
ma l'amore in essere sarà per sempre
vibrazione divina senza tempo......
sii il tuo vero e unico dio......
e crea il tuo domani a partire da ORA!
BUONA VITA......
.
Attraverso due mancate nevicate
le sono stato vicino, tutto qui.
Troppo vicino, come lui che per andare
al lavoro ogni santo giorno passava di lì…
Quasi non contino le volte che ho
stondato le spine, e ho tolto e poi
rimesso il cuore dentro la stagnola.
Con l’anima sul vetro fino
a tardi, e i pugni chiusi vuoti
come la carta di gelato lasciata nell’aiola.
Un passatempo… come il negozio
che mi noleggia i films di cassetta;
allo stesso modo che per il ragazzo della
pizza, che arriva calda e che va di fretta.
Raccogliere immondizia e portarmela
a casa non è ciò che sogno… ma non
mi sento carne, o pesce tutto a un tratto.
Attraverso un mancato amore vorrei
innamorarmi ancora, e non avere solo
il padrone di casa con l’avviso di sfratto.
come il tempo perso,
i giorni mancanti,
gli appuntamenti perduti,
le ore infinite
a cercarti dentro i miei sogni.
Mi manchi come i ricordi
tanto desiderati,
che avrei voluto vivere,
ma non li ho mai vissuti.
Mi manchi come il sole dopo la notte,
l’aria che respiro,
il paradiso acquisito
dopo aver vissuto un inferno di vita.
E tu mi manchi in questi giorni
di malinconica solitudine,
dove il tempo non passa
e le ore vanno ad infrangersi nei desideri
di averti qui con me.
Invece mi ritrovo qui da solo
a pensare quanto mi manchi,
tra le lacrime... non lasciarmi morire, amore.
Sono premesse, attimi
di suoni a frugare fiati, in una scena
si fa basso il meriggio con il ronzio del vento
lascia un campo indifeso, a lame.
Zitti, nel nostro farci in parti.
E presi: la scena e l’invisibile tutt’uno
e giù: la terra ha un limite
che esala dalle pozze.
E tu: guardiano d’erba
stendi le mani
ritagli un lago disgelato
un pensiero ultimo, compiuto
migrante dove
se non lo impunti, tattile
ancora molle - oh sì la neve che si scioglie
sui rododendri alla finestra
evapora perfino
e tu sei il vetro, il dito che vi scrive
la visione.
dolce frutto del mio presente,
sei il solo pensiero che oggi
si ripete continuamente;
non sono io che ti penso
ma sei tu che mi vieni in mente.
Paky! Mi senti? Sei forse stanca?
Ci credo sai, è da mesi che cammini
nei miei pensieri a ritmo di danza,
giorno e notte, mattina e sera
e il mio cuore si dispera!
Ma come faccio a riposare
se ho una Donna fantastica
a cui pensare?
Il vento che senti soffiare
è il mio disperato pensiero
che cerca di entrare.
Quel brivido che spesso senti
è il mio bacio che ti vuole
e aspira a lambire il tuo dolce cuore.

Più di cent’anni son passati
dall’epica scommessa di Muggiani;
e ancor brillante stai,
stella coperta d’oro tra le stelle
che sfolgoranti fanno da corona
al nero ed all'azzurro.
Quanti campioni han vestito i tuoi colori
e non c’è spazio per citarli tutti:
dal Meazza Peppin al buon Giacinto
che sorride dai pascoli del cielo,
da Picchi, capitan senza paura,
al fenomeno Ronaldo senza eguali,
all'eterno Javier, hombre vertical,
uomo ed atleta diritto come un fuso.
Pazienza noi tifosi abbiamo avuto,
scherniti e poi derisi,
ma la B mai abbiamo conosciuto
come invece altre squadre blasonate
che sparano sentenze
sul niente, è dimostrato.
Internazionale, che bel nome…
richiama fratellanza, odio al razzismo;
troppi stranieri? che importa:
il mondo è ormai globale,
e per altri cent’anni tiferemo.
Ed i nostri colori, nero e azzurro,
saranno sempre là
in cielo, tra le stelle!
Alba nebbiosa
rende il suo trasparente bianco
Corro sbiadita
Divorando l'universo
Compagno della mia assenza d'esistere
Nell'angustia sensazionista di tutti i miei giorni irrequieti
Schiava di tutta la polvere di tutti i venti
Sulla vetta delle montagne
Incapace di respirare
Mi ostino a cantare con voce divina tra le rovine
Ed è questo per me l'inquietudine
Un improvviso dalla immediata e mancata visione di ogni domani
Indossando l'anima al rovescio tutti i ricordi sono lo stesso ricordo
Ogni cosa che fu è la stessa morte del farmi pacco
Di me!
Gettarmi dalla vetta di un fiume di parole che naturalmente si distaccano dall'essere me.
Voglio solo godere del riposo nelle gare dell'anima
Restando
E morendo, meno
Di un silenzio che più si acuisce meditativo
Come se fosse lo spazio,
Io stessa lo spazio di un formidabile tempo altrove di una vita.
Il mio sguardo è arrivato là,
fin dove finisce il cielo,
dove gli occhi miei hanno incontrato i tuoi,
perdendovisi dentro,
perché vi hanno visto l'universo intero.
Dal momento in cui ho scoperta,
dell'anima tua, la purezza,
il mio amore si è fermato nel tuo cuore.
Guardando nella stessa direzione
e vivendo insieme, sotto questo mirabile cielo,
la mia vita e la tua vita,
hanno riacquistato il senso perso.
Sotto il soffio del vento senza tempo,
Arriveremo alla meta.
Senza paure, sospinti come vele,
Come giunche sul mare.
E nulla strappera' questo nostro incedere,
Nulla scalfira' il nostro passo inesorabile.
Accompagnerà le anime strane,
La voce del tuono,
Sosterrà il cammino la folgore,
Posera', sopra il nostro capo la mano incerta del sole
E vegliera' la luna sorella.
Pioggia come cascata sulla pelle
Toglierà' il sonno e il dolore
Ed allora sarà luce..
Sarà pace...sara' unione.
impastato corpo di sirena che ammalia
acerbo sventurato re dell'ozio
alito sapere diversamente appreso
di colui che sa senza ricorrere a dottrine improprie
incolto arbusto con radici di quercia secolare
gioco da bambini con patente nautica
navigo emerso da nubi insostanziali
e evito al meglio gli ostacoli
d'imbarazzo volgare per altre corti
dissemino vocaboli ovunque
e semi d'aria
in posti impermeabilizzati da sperma di mastro burattinaio
certo di aver masse e cecità stabile
ma no.......
non sarà cosi
mi sbellico pensante
in coloro che inanimi controllano catrame
tutto risorge e comprende.....
tutto è libero e senza catene
ahahah
di più non oso.......
staremo a vedere......
ahahah

Erano carte e inchiostri
mesi strappati al calendario
quei messaggi in serie
-cosa farai di me
del mio covo di nervi
delirio inappagabile
-Strega perenne
preparami altre pozioni
di mandragora
che la vista raddoppi
quando passi tu
perfino il tuo nome
tanto piccolo
diventi un suono da salire;
la tromba delle scale
fino al terrazzo dei fiori inebrianti
Lì sparisce il mondo
gelosamente mi ripari
stringendomi la vita
in un seme letargico
tutto un inverno,
tutto può cambiare
Dal tuo respiro nasco
mattino di un convolvolo
Alzo i finestrini, è finita anche questa
notte … e mi sento quasi vile,
tolgo le chiavi dal quadro e non
riesco nemmeno ad alzarmi dal sedile.
Credo che la faccia distrutta,
a pezzi che vedo nel vetro
è solo uno dei tanti fantasmi
che vorrei lasciarmi dietro.
E se non cattura più il mio sguardo
la cassetta della posta
non è per come mi sento, ma
per quanto mi costa
pensare di dirti come stanno davvero le cose
-prima dovrei centrare però la serratura-
… che non riesco a guardarti in viso,
che adesso sto male e ho quasi paura.
Non delle sue lettere, poco
mi importa che arrivino o meno
ma di rendermi conto che per me
sei quel tanto nominato ultimo treno,
davanti a questi occhi, ora piccoli piccoli, che si
liberano in qualche modo delle lenti a contatto
e davanti alle scuse che mi devo per
quello che senza usare il buon senso ho fatto.
Guidando come un folle perché sono
in balia di te che mi hai appena congedato
da un’interminabile sera trascorsa a bere
pensando ad altro … ma non mi ha aiutato.
Io, l’ amico che non c’è bisogno di dirlo, che
mi vuoi bene anche se sono solo con questo caffè
… e tu, che è difficile dire che mi raggeli
i polsi, che mi sto innamorando di te.
Chissà quante notti verranno ancora, e quanto
mi potrai bastare, e i respiri interrotti.
Ora che si è chiuso il sipario su questa
notte, e chissà su quante altre notti.










