
Nel crepuscolo dei silenzi,
struggimento e nostalgia
dimorano nel torpore dell’anima.
Respiro adagio
l’ansia invasiva che mi accerchia
e mi sbalza nella vastità dell’infinito,
verso qualcosa di amorfo, indefinito.
Ascolto l’ira del vento
nei meandri del subconscio
e capto costanti sensazioni di invadenza,
di forte precarietà dell’esistenza.
Non capisco questo frustrante patire,
questo angosciante mal di vivere
che mi attanaglia con stati d’animo
che si scontrano e si perdono...
Si perdono su strade mai esplorate,
buie, indefinite.
