Ero solo un bambino che sognava
di somigliare al suo idolo, Gianni Bugno
quando ti chiesi di andare in bicicletta
insieme… ricordi, una domenica di giugno.
“Ho una riparazione da finire” ti affrettasti
a dirmi “e il cliente mi deve pagare”.
Ero solo un ragazzino sui gradini della
scuola, di sabato pomeriggio ad aspettare
che come tanti altri padri mi venissi a prendere
con l’auto: “In cantiere hanno bisogno ci sia io”
ti preoccupasti di spiegarmi; ero solo
un uomo allorchè disdegnasti la mano di Dio.
Sono ancora solo in questo 8 maggio con
un tulipano per mamma, per mia sorella un giglio.
Dovevi occuparti tu di loro, non avresti dovuto
lasciarmi, egoista, anzitempo: ero solo tuo figlio.

Ritorna la tempesta
Sospiri e dolori caduti
Avvicinati a me stanotte
e baciami sotto le stelle,
baciami
assieme ai nostri sogni infiniti.
Ci perderemo dentro una poesia
tutta da scoprire,
nel vento freddo
che in un nostro abbraccio,
diventerà sole.
I nostri occhi saranno
un' unico sguardo,
un' unica ragione,
mentre le nostre labbra,
desiderose di folli baci,
si sfioreranno
nel vero amore!
Una donna
in bianco e nero
con i capelli di una vita
al vento gonfio
a ogni primavera più sottile
la vedi, è lei
madre di madre
e di altra madre, un’antica te
muove le mani
a far trecce dei seni,
come un’eredità a perpetrare
il latte delle coppe
dove ti nutri e nutri
tutto il giardino di una mela
colpevole di tronchi scorticati,
di angeli cacciati.
Tanto resistere ch’è stato e sempre
che ancora soli sveli
da cieli impalliditi.
e il vento vorrebbe cessare
conquistare serenità
far spazio alla chiarezza
nelle cure fallite
Non riesce, pochi sono gli indizi
trapela solamente un groviglio
di ansie ed emozioni
che non ci sono
e si riveste complicandosi
la vita proseguendo
Albe attendono
nuovi quesiti
nuove risposte
senza timori
mentre lei non vive
e più il tempo passa
e più mi chiedo
dove questa strada, ci porterà
Sulle sabbie del tempo,
E della bellezza delle dee
Puoi farne parte.
Ma tra quel sapore antico
Racchiuso nei vasi canopi,
Ritroverai il sapore delle immortali.
Sequenze di principesse senza veli e pudori,
Tra fremiti e amori,
Il lento scorrere del Nilo
Tra le limacciose sponde,
Nasconde la tua fervente anima,
Che scompare sotto fiori d'acacia.
E nulla può il tuo giovane cuore,
Che nell'assurdo ruolo,
Resterà come fulgente stella,
A illuminare il cielo d'Egitto.
Trova quiete in te stesso e la troverai ovunque tu vada……
Lascia che a guidar sia l’amore non sbaglierai strada…..
Non con ossesso ma con pura passione
Doma te stesso, ritorna leone…..
Ora sei pecora, succube in ogni espressione
Contempla e bilancia ogni tua azione
Che tutto sommato ho forse ragione……
Se a condur non è il cuore ma ogni vile emozione
Non hai tu le redini della tua vita
È ora il momento di farla finita……
sacrifica l’ego e ogni io che traspare
poni questi ultimi sull’altare del cuore……
invoca il fuoco sacro della tua volontà
non buttare la cenere ti servirà…….
Ritrovato il bimbo, il puro, il mai morto e il mai nato
Percepirai che tutto è e è sempre stato……
Reintegrato all’insieme troverai pace
Come individuo rimarrai loquace, sereno e fedele……
A te stesso, al micro e a tutto ciò che è…….
Leone consacrato dal lavoro sul sè
Hai appreso il trasmutar……….
Di una pecora un re.
Su di una cima
immacolata,
tra le vette inviolate
si fa luce, sommi poeti
scapigliati,
così tenace
una fonte ancor più arrogante
del mio lussurioso demone.
Come ne fosse la cura
incurante dei ghiacci eterni,
dalla quale sgorga
perenne acqua gelida e pura.
I suoi zampilli nell’aria,
pungente come Lambrate
al crepuscolo per un forestiero,
tracciano, come l’impulso
che è in me, nella candida
neve un sentiero...
inesorabilmente il tempo,
con dovizia e precisione.
Imperterrito,
fa sempre il suo dovere
e tu, povero mortale,
l'insegui continuando
a farti del male,
pensando di poterlo usare
come ti pare.
Trovandoti così tu schiavo
e lui padrone.
Il tempo si perpetua
nel suo continuo scandire,
anche quando non ci sarai più,
poiché dovrai morire,
mentre esso, viceversa,
continuerà a volare,
in quanto è immortale.
come un suono che si perde
dove
il sole si ripara.
L’anima buia indovina
sequenze di pagine.
D’isola in isola
vivo cornici
di mogano liscio
tocco l’impronta
sul vetro, stringo
la luce che mi placa
di foglie dentro il nero.
Sotto la rosa di velluto
si schiude un fiore
eterno che vi dono.
Vino mare e poesia
luccicanti parole al sapore d’ebbrezza
miele vagante che accoglie miscele di grandezza
occhi adornati di meraviglia
sentenze di fuoco
cristalli di terre antichissime
sangue immortale di mille spade
labbra e voci che cantano epiche battaglie
alberi eterni che accolgono l’azzurra quiete
angelici capelli al vento che sono echi di speranza
per chi ha fatto da sfondo a tutto questo.
Rubami pure il sole
come un inchino di papaveri
sulle domeniche del cuore,
naufraga nel mio destino,
spezza la mia anima muta
in un pasto d’iris stellati.
Fotografo i tuoi occhi,
ciliegi ritratti dal vento
su un palcoscenico di nuvole
e tu, rubami pure il sole,
il tuo amore è luce che si specchia
su questa mia camicia di parole.
Questa è solo per te,












