Mi piace ora
la voce del vento, un impeto
iniziato in un minuscolo
suono di vicinanza
risalito per le cime del mare
per le rocce e i dirupi.
È alto su artigli protesi
al dono del fiore
sta costruendo un giglio
al margine del tuono,
il bianco e l’oro
di un sussulto ritrovato
piccoli segni
tornati da correnti millenarie.
C’è vento in trama, e il verde
tace gli schemi.
Non siamo soli.

Rumoreggia 'l silenzio, nella coscienza attenta.
Grovigli di pensieri intersecati come fili,
tentacoli, nella mente radicati.
Chiazze d'oblio, lapsus di remoti eventi,
scaglie di vita passata, sprazzi di visi improvvisi,
lampi affioranti dall'io profondo, nel lor scavar intra memorie antiche,
le qual, sapienti,
vorrebber ricondurre ricordi appartenenti all'anima immortale.
Effimera vita, vissuta quanto un battito d'ali.
Realtà irreale...
Materia insulsa,
disgregantesi parimenti a nuvola sotto sferza ventosa,
sottomessa all'inverecondo influsso d'un fuggente presente,
che lo spirito non teme,
bensì, nutrendosi di fasci d'ore e di minuti, divora,
ond'approdar all'esistenza muta, in una dimensione ancora pura,
nel suo tempo non tempo eterno e assoluto.
All'uopo, a sguardo tuo vorrei sottrarmi,
nascondermi negli angoli più bui,
sfuggire agli occhi tuoi,
ché tu non possa più vedermi.
Tornar piccina, riviver quel ch’è stato,
legar a doppio filo rimembranze del passato,
sottratte da ogni ruga che regali,
svanenti come sogni che par d’aver vissuto,
di cui non resta nulla, nel risveglio.
Priva d’esse, dimentico chi sono,
crolla 'l castello, schiacciato dall’oblio,
dove regnavo nel guscio del mio trono.
Gravante sulle spalle, getto 'l fardello,
scorgendo nello specchio l’impronta di nessuno.
Profondi solch’impressi al tuo passaggio,
miseramente, ‘l volto intaccan senza licenza alcuna,
in cui 'l mio pianto, asperso in ogni lacrima, s’addentra,
benché tu non baratti bellezza con saggezza,
talune volte, nella realtà fittizia.
Scandendo l'ore, ch'annuncian l’imbrunire,
tuo mero intento, l’affievolir barlume d’avvenire.
Hai ali come 'l vento e, come tale, voli.
Tu non indugi, tempo e non ti volti,
donando sol miraggio d’arrestarti.
A perdifiato corri, incoscient’e irriverente,
senza pietà alcuna e senza sosta,
pel sempiterno congiungerti a sordida sorella morte.
Che resterà di me,
se celi pensieri e memorie che san d’appartenermi?
Suffraga questa mente, Imperator del cambiamento.
Scalfito, hai tu 'l mio regno e poi distrutto, ormai.
Sol vuoto dentro e fuori.
Sol spoglia... e nella mente, poi... più niente.
rimasto da solo a lottare
contro me stesso,
tra le vie della mia città
che conosco,
nonostante oggi la senta a me lontana,
come fosse terra straniera.
Nel giardino hanno tagliato l’albero della vita,
non c’è più verde per rinfrescare
e sentir cantare gli uccelletti,
sento solo l'odore di anime morte.
Non vi sono teatri dove va in scena l’allegria,
ma solo un tetro monastero,
dove monaci intonano delle cupe litanie
intrise di malinconia,
seppur fuggire vorrei, ma non posso,
al punto di sembrare un paradosso.
Il mio cuore batte all’inverosimile,
non so fermarlo,
sa che il suo compito è quello
d’insegnarmi ad amare
e la vita riammirare.
corro, stando seduto sul mio letto…..
visito posti nuovi senza uscire di casa e quando sono fuori, dentro sono fermo e quieto
non un impeto o una carezza che sia, mi perturba……
a dire il vero sono molto forte nell’auto perturbazione ma è altrettanto forte il richiamo del centro……
un equilibrio per niente statico mi avvolge e nutre
come una stretta soave, dolce e amara che si percepisce notevolmente……
direi una calma agitazione che mi ricorda, che sono vivo da vivo
è già!!!! Si può essere un morto pur essendo straordinariamente vivo ahahahah!!!!
credo che venga da qui, archetipicamente parlando il mito del famigerato ZOMBIE
o per lo meno è plausibile pensarlo……
e anche qui casca l’asino che mangiava la mela, dritto sulla testa di NEWTON
a indicarci che come spesso ripeto…..
siamo noi e solo noi che scegliamo da che parte stare…….
sfighe, gioie, rabbia o dolore non sono altro che policromie sullo stesso velo
che opacizza uniformemente la nostra visione d’intero……
sta solo al singolo per se stesso e monito acritico per il resto del mondo
essere o non essere! e questo è il problema del caro AMLETO
che mentre era seduto al fianco di NEWTON salì sull’asino, gli rubò la testa e se ne andò via
sul ciuccio parlando ormai trovatosi solo
con il teschio del disgraziato mentre decapitato andava visitando i meandri di DANTE……
DANTE!!! ah no mio caro!!!
Questa è un'altra storia.

Sdraiata nella penombra
di un rosso tulipano
ti accarezzo l'anima
con sguardo inquieto.
Arde il mio desio
sui petali della passione,
ti sfiorano le labbra
e come ali di farfalla
vibrano ad ogni tuo sospiro.
Nel rossore di un crescente mistero
il vento scuote il tuo fiorito sentiero;
la tua luce sexy ed austera
illumina distanze remote
e ti espandi come un'alba improvvisa.
Nel silenzio che intona note di primavera
i miei pensieri galleggiano nell'aria;
di fronte a cotanta bellezza
un forte desiderio mi costeggia l'anima
e sboccia l'estasi del tuo fiore
nel tiepido bagliore
di un germoglio di sole.
A questo punto del corso
naturale della vita,
nel caso specifico in simbiosi con la
nostra storia, i tratti ancora a matita
del suo musetto sono impaziente assumano
i contorni decisi che sapevan dare un tempo
piuma e calamaio; l’impazienza pulita
che avevo al castello quando il vento
accarezzava i tuoi capelli, e io
aspettavo il mio turno… sicuro,
come lo ero allora, che le nostre ora tre
vite siano destinate ad un unico futuro.
Nell’esatto frangente in cui ti poso la
mano un po’ tremante sul pancione
per non svegliarlo, e ti carezzo piano…
in questo istante medesimo sono così
curioso di stringerlo tra le braccia, insieme
a te: sarà così meravigliosamente strano.
l'inspiegabile.
Un numero,
La tristezza
A volte anche
La fila di pini
mi accarezza.
Dai rami degli alberi
Nuvole scendono dall'alto.
Paura,
Mi seguono,
A nulla serve farsi domande,
Solo brividi di confusione

“What have we here, laddie? Mysterious scribbling? A secret code? Oh, poems, no less! Poems, everybody!”
(Roger Waters)
Passeggiamo.
Tanto al corrente
dell’estemporaneità
di questi attimi irripetibili,
che un giorno qualunque
(immagino) diventeranno
una pacata e mite
foto ricordo,
quanto
mai abbastanza
sprovveduti e all’oscuro
dell’incomprensibile ovvietà
del nostro ruolo di passanti.
Siamo animali mai sazi,
quasi-poeti, morti
sottovoce.
protegge i suoi figli
é fallita!
Anche le belve
proteggono i propri cuccioli.
Bambini,bambine.
ragazzi,ragazze.
Abusati,
maltrattati,
derisi,
bullizzati,
sfruttati,
ignorati.
Vergognoso,
schifoso.
Un essere umano
che si macchia,
di un reato,
perché é un reato!
Non é umano.
su un letto d'accenti,
scenografia di cuore
ad un'interrogazione d'aurore.
Il tempo è un'ala del silenzio,
pioggia che ricama un bocciolo,
rovine di un faro a mezzogiorno.
Battito d'anima in disordine,
cocktail di nuvole sorseggio,
rossetto calligrafico del vento
in questa nuda periferia
di un morso di sguardi,
tremule stelle eclissate
al crocevia degli istanti.
Dannata civiltà occidentale
molecola grigia di putridità
frenetica e inutile corsa senza senso
assassina di menti e corpi
lurida e subdola messinscena
di artificiose esistenze
che si accendono e si spengono
come interruttori da gettare via.
Mamma dipingerà la tua
stanza con le tinte del blu,
col tuo nuovo respiro
il vento lo metterai tu.
Appiccicherò stelle adesive
per i tuoi occhioni al soffitto:
che vedano il cielo, il più vero,
non quello che Dio sembra aver sfitto.
Ti appenderò uccellini
sulla culla, proprio sopra la testa
perché ti sia dato conoscerli
prima che la terra li congeda, mesta.
Ogni notte che sonnecchierai
tua madre ed io ci confesseremo
ansie e stanchezza,
a cui per incanto di buon mattino
darai il sapore di giochi e
all’apparenza immotivata freschezza.
Nelle notti di pianti e capricci
ti guarderemo sfiniti,
pregandoti di dormire
ma per magia sul far del mattino
stremati, sorseggiando caffè
avremo comunque qualcosa da dire…
Fin dal primo giorno capiremo fin
da subito che sarai la chiave
di un meraviglioso spartito,
di quelli che nonno insegna alla scuola
e che per te forse tornerà a suonare al
pianoforte… fin dal tuo primo vagito.










