Se per un attimo 
mi tornassi  accanto 
basterebbe
una  carezza  delicata sulle guance
a rompere l'attesa e  
una finestra di stelle  
a camminare 
sui miei  passi . 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Mi piace ora

la voce del vento, un impeto

iniziato in un minuscolo

suono di vicinanza


risalito per le cime del mare

per le rocce e i dirupi.


È alto su artigli protesi

al dono del fiore


sta costruendo un giglio

al margine del tuono,

il bianco e l’oro

di un sussulto ritrovato

piccoli segni

tornati da correnti millenarie.


C’è vento in trama, e il verde

tace gli schemi.

Non siamo soli.





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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Affogo sott'acqua 
forse 
per placare la solitudine.
Affondo nella poesia 
unica e vera emozione.
Affogo 
nella solitudine del silenzio
a volte portatore di saggezza.
Affogo nei prati in fiore
che salutano la primavera.
Mentre sulla vetta della montagna
brilla ancora la candida neve.
Affogo 
nella voglia di ripartire
ogni singolo giorno. 
Ad ogni alba 
che la vita mi regala.


Ogni alba 
mi ridà forza, 
mi aiuta 
a riprendere coraggio . 
Il sole
mi dona l'energia 
che credevo 
di aver smarrito 
e mi sento di nuovo pronta a 
ricominciare 
da questa nuova energia. 
Mentre quell' alba 
mi penetra nel cuore 
e fa luccicare i prati 
che brillano 
in questo inizio 
di speranza 
che mi avvolge.
L'immagine può contenere: spazio all'aperto
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Pianto lunare naufraga

su steli d’abbraccio,

narrazioni sartoriali

d’un battito d’ali.

 

Cenerò col mio cuore

ed un dipinto di mare

rubato al teatro degli addii,

spiccioli d’anima rammendo,

son io,

rosa apostrofata d’inverno.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Rumoreggia 'l silenzio, nella coscienza attenta.

Grovigli di pensieri intersecati come fili,

tentacoli, nella mente radicati.

Chiazze d'oblio, lapsus di remoti eventi,

scaglie di vita passata, sprazzi di visi improvvisi,

lampi affioranti dall'io profondo, nel lor scavar intra memorie antiche,

le qual, sapienti,

vorrebber ricondurre ricordi appartenenti all'anima immortale.

Effimera vita, vissuta quanto un battito d'ali.

Realtà irreale...

Materia insulsa,

disgregantesi parimenti a nuvola sotto sferza ventosa,

sottomessa all'inverecondo influsso d'un fuggente presente,

che lo spirito non teme,

bensì, nutrendosi di fasci d'ore e di minuti, divora,

ond'approdar all'esistenza muta, in una dimensione ancora pura,

nel suo tempo non tempo eterno e assoluto.

All'uopo, a sguardo tuo vorrei sottrarmi,

nascondermi negli angoli più bui,

sfuggire agli occhi tuoi,

ché tu non possa più vedermi.

Tornar piccina, riviver quel ch’è stato,

legar a doppio filo rimembranze del passato,

sottratte da ogni ruga che regali,

svanenti come sogni che par d’aver vissuto,

di cui non resta nulla, nel risveglio.

Priva d’esse, dimentico chi sono,

crolla 'l castello, schiacciato dall’oblio,

dove regnavo nel guscio del mio trono.

Gravante sulle spalle, getto 'l fardello,

scorgendo nello specchio l’impronta di nessuno.

Profondi solch’impressi al tuo passaggio,

miseramente, ‘l volto intaccan senza licenza alcuna,

in cui 'l mio pianto, asperso in ogni lacrima, s’addentra,

benché tu non baratti bellezza con saggezza,

talune volte, nella realtà fittizia.

Scandendo l'ore, ch'annuncian l’imbrunire,

tuo mero intento, l’affievolir barlume d’avvenire.

Hai ali come 'l vento e, come tale, voli.

Tu non indugi, tempo e non ti volti,

donando sol miraggio d’arrestarti.

A perdifiato corri, incoscient’e irriverente,

senza pietà alcuna e senza sosta,

pel sempiterno congiungerti a sordida sorella morte.

Che resterà di me,

se celi pensieri e memorie che san d’appartenermi?

Suffraga questa mente, Imperator del cambiamento.

Scalfito, hai tu 'l mio regno e poi distrutto, ormai.

Sol vuoto dentro e fuori.

Sol spoglia... e nella mente, poi... più niente.

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Profilo Autore: IRIS VIGNOLA  

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Eppure sono qui,
rimasto da solo a lottare
contro me stesso,
tra le vie della mia città
che conosco,
nonostante oggi la senta a me lontana,
come fosse terra straniera.
Nel giardino hanno tagliato l’albero della vita,
non c’è più verde per rinfrescare
e sentir cantare gli uccelletti,
sento solo l'odore di anime morte.
Non vi sono teatri dove va in scena l’allegria,
ma solo un tetro monastero,
dove monaci intonano delle cupe litanie
intrise di malinconia,
seppur fuggire vorrei, ma non posso,
al punto di sembrare un paradosso.
Il mio cuore batte all’inverosimile,
non so fermarlo,
sa che il suo compito è quello
d’insegnarmi ad amare
e la vita riammirare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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corro, stando seduto sul mio letto…..

visito posti nuovi senza uscire di casa e quando sono fuori, dentro sono fermo e quieto

non un impeto o una carezza che sia, mi perturba……

a dire il vero sono molto forte nell’auto perturbazione ma è altrettanto forte il richiamo del centro……

un equilibrio per niente statico mi avvolge e nutre

come una stretta soave, dolce e amara che si percepisce notevolmente……

direi una calma agitazione che mi ricorda, che sono vivo da vivo

è già!!!!   Si può essere un morto pur essendo straordinariamente vivo ahahahah!!!!

credo che venga da qui, archetipicamente parlando il mito del famigerato  ZOMBIE

o per lo meno è plausibile pensarlo……

e anche qui casca l’asino che mangiava la mela, dritto sulla testa di NEWTON

a indicarci che come spesso ripeto…..

siamo noi e solo noi che scegliamo da che parte stare…….

sfighe, gioie, rabbia o dolore non sono altro che policromie sullo stesso velo

che opacizza uniformemente la nostra visione d’intero……

sta solo al singolo per se stesso e monito acritico per il resto del mondo

essere o non essere! e questo è il problema del caro AMLETO

che mentre era seduto al fianco di NEWTON salì sull’asino, gli rubò la testa e se ne andò via

sul ciuccio parlando ormai trovatosi solo

con il teschio del disgraziato mentre decapitato andava visitando i meandri di DANTE……

DANTE!!!            ah no mio caro!!!

         Questa è un'altra storia.

  


mela teschio
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Profilo Autore: luposolitario  

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Sdraiata nella penombra 

di un rosso tulipano
ti accarezzo l'anima 
con sguardo inquieto. 
Arde il mio desio 
sui petali della passione, 
ti sfiorano le labbra 
e come ali di farfalla 
vibrano ad ogni tuo sospiro. 
Nel rossore di un crescente mistero
il vento scuote il tuo fiorito sentiero;
la tua luce sexy ed austera
illumina distanze remote
e ti espandi come un'alba improvvisa. 
Nel silenzio che intona note di primavera
i miei pensieri galleggiano nell'aria;
di fronte a cotanta bellezza
un forte desiderio mi costeggia l'anima
e sboccia l'estasi del tuo fiore
nel tiepido bagliore
di un germoglio di sole.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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      A questo punto del corso

      naturale della vita,

      nel caso specifico in simbiosi con la

      nostra storia, i tratti ancora a matita

      del suo musetto sono impaziente assumano

      i contorni decisi che sapevan dare un tempo

      piuma e calamaio; l’impazienza pulita

      che avevo al castello quando il vento

      accarezzava i tuoi capelli, e io

      aspettavo il mio turno… sicuro,

      come lo ero allora, che le nostre ora tre

      vite siano destinate ad un unico futuro.

      Nell’esatto frangente in cui ti poso la

      mano un po’ tremante sul pancione

      per non svegliarlo, e ti carezzo piano…

      in questo istante medesimo sono così

      curioso di stringerlo tra le braccia, insieme

      a te: sarà così meravigliosamente strano.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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l'inspiegabile. 

l'inspiegabile. 

Un numero, 
un giorno che fa parte di me, 
della mia vita. 

La tristezza
lascia spazio 
a desideri da realizzare. 

A volte anche
paura per ciò che accade,
per ciò che si materializza. 

La fila di pini  
la mattina presto 
il silenzio della campagna 
mi accarezza. 

Dai rami degli alberi 
forme strane si manifestano. 

Nuvole scendono dall'alto. 

Paura, 
senso di smarrimento 
mi mandano in confusione. 

Mi seguono, 
mi osservano. 

A nulla serve farsi domande, 
cercare spiegazioni. 

Solo brividi di confusione 
nel sentire 
presenze che proteggono.
L'immagine può contenere: albero, cielo, nuvola, pianta, spazio all'aperto e natura
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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“What have we here, laddie? Mysterious scribbling? A secret code? Oh, poems, no less! Poems, everybody!”
(Roger Waters)

Passeggiamo.
Tanto al corrente
dell’estemporaneità
di questi attimi irripetibili,
che un giorno qualunque
(immagino) diventeranno
una pacata e mite
foto ricordo,
quanto
mai abbastanza
sprovveduti e all’oscuro
dell’incomprensibile ovvietà
del nostro ruolo di passanti.
Siamo animali mai sazi,
quasi-poeti, morti
sottovoce.


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Profilo Autore: Charlie  

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L'umanità che non 
protegge i suoi figli
é fallita!
Anche le belve
proteggono i propri cuccioli.
Bambini,bambine.
ragazzi,ragazze.
Abusati,
maltrattati,
derisi,
bullizzati,
sfruttati,
ignorati.
Vergognoso,
schifoso.
Un essere umano
che si macchia,
di un reato,
perché é un reato!
Non é umano.
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Profilo Autore: Michelina  

Questo autore ha pubblicato 209 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E son acrobata 
su un letto d'accenti,
scenografia di cuore
ad un'interrogazione d'aurore.

Il tempo è un'ala del silenzio,
pioggia che ricama un bocciolo,
rovine di un faro a mezzogiorno.

Battito d'anima in disordine,
cocktail di nuvole sorseggio,
rossetto calligrafico del vento
in questa nuda periferia
di un morso di sguardi,
tremule stelle eclissate
al crocevia degli istanti.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1061 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

 

Dannata civiltà occidentale

molecola grigia di putridità

frenetica e inutile corsa senza senso

assassina di menti e corpi

lurida e subdola messinscena

di artificiose esistenze

che si accendono e si spengono

come interruttori da gettare via.

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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Mamma dipingerà la tua

stanza con le tinte del blu,

col tuo nuovo respiro

il vento lo metterai tu.

Appiccicherò stelle adesive

per i tuoi occhioni al soffitto:

che vedano il cielo, il più vero,

non quello che Dio sembra aver sfitto.

Ti appenderò uccellini

sulla culla, proprio sopra la testa

perché ti sia dato conoscerli

prima che la terra li congeda, mesta.

Ogni notte che sonnecchierai

tua madre ed io ci confesseremo

ansie e stanchezza,

a cui per incanto di buon mattino

darai il sapore di giochi e

all’apparenza immotivata freschezza.

Nelle notti di pianti e capricci

ti guarderemo sfiniti,

pregandoti di dormire

ma per magia sul far del mattino

stremati, sorseggiando caffè

avremo comunque qualcosa da dire…

Fin dal primo giorno capiremo fin

da subito che sarai la chiave

di un meraviglioso spartito,

di quelli che nonno insegna alla scuola

e che per te forse tornerà a suonare al

pianoforte… fin dal tuo primo vagito.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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