dimmi cosa senti
quando avvicini la tua bocca alla mia.
Tiamo profondamente
mi appoggio sul tuo cuore,
mi abbracci
mi baci con dolcezza.
Dimmi che sono la tua vita,
il tuo cuore batte insieme al mio.
Quanta gioia e quanta felicità,
si sente in questa nostra vita
in questo palpito di cuore
il sole ci scalda,
ci dona un nuovo tepore.
Anima mia mi hai ridato
quella gioia
quell' emozione
che mi rende radiosa e preziosa
come una rosa sbocciata
per questa passione ritrovata.
Vorrei controllare le emozioni
che esplodono
vorrei che i sogni si avverassero.
Quel fiore che nasce,
cresce,
sboccia
incondizionatamente alla vita.
Pensieri e emozioni
misti a dolore
e rabbia,
ma vince la dolcezza
del cuore che palpita
e del sole che sorge
della vita che ricomincia.

del Signore
ti portano dove il vento
cerca di donarti
una speranza
che tu insegui
e la vorresti
catturare
con tutta la forza
che ti resta
in dolori insopportabili
alle quali dai una spiegazione
ma non basta, per placarli
quando quelle giustificazioni
le vedi come scuse
Nessuna giustificazione
esiste, se si mette in gioco l'amore
puoi accoglierla all'inizio
dopo, con il trascorrere del tempo
non più
L'egoismo non si accetta
soltanto le rinunce, di chi
accetta quello che non vorrebbe
per non far nascere, distruggere una vita
che colpe mai avrà
perchè il tuo destino l'ha scritto
una stella del tuo cielo
scritto tutto con la mancina
continuerai a crederlo
fino al prossimo weekend
vedrai scarabocchi
spirali ,freccette o rotondi
con la testa ancora
sul treno ,la buca in pieno
proprio sull'assolo
fine Dani California,
che sbornia smaltiremo
in silenzio,acida
la pernacchia di una sedia
al piano sotto
quando Geova busserà
al citofono
mi dirai: il barbiere
poteva ferirti la gola
senza alcun sospetto
o solo perché quel giorno
non avevi salutato sua nipote.
Da natia sorgente, sgorghi,
fr'anfratti di roccia scalfiti, scrosci,
di artico fluido, ti vesti.
Spandendo invitanti fruscii,
che ad argentine e antiche risa
di giubilanti pargoli
riportano...
Verso te... Inchinata...
Invoco...
Per grazia...
Riempi l'immacolate mani,
che devastante dolor mai arrecarono,
racchiuse, or ora,
come caldo, concavo scrigno
e compiaci
l'assetata mia bocca
di voluttuosi baci anelante,
che di te si sollazza.
Fitta cascata, irrompi,
tra rocce e sassi tuffasi,
come vitale fonte,
con zampillante balzo
in suggestiva pozza, da leggiadre ninfe abitata,
che tu medesima hai plasmato.
Di cristallino manto, ti vesti.
Ignuda... A te, protesa...
Invoco...
Per grazia...
Purifica, con salubre dolcezza,
il languido mio corpo,
come pietosa, laveresti via mortal peccato,
se di Divino Assenso fossi rivestita
e carezzane l'infuocate membra
d'ardente desiderio possedute,
cosicché spegnerne il tormento
come spegneresti fuoco divampante.
Turchese mare, ti riveli,
tra cielo e Terra pulsante e vivo,
di salina e amara linfa intriso,
seppur con carisma generato.
Nel tuo sconfinato impero,
che, ognor dominante, invincibile, si erge,
di bramante trionfo, ti vesti.
Sconfitta... A te, arrendevole...
Invoco...
Per grazia...
Conducimi con te. per il sommerso spazio,
tra varia e variopinta fauna,
vermigli coralli e di alghe distese,
onde alla chimerica Atlantide approdare,
di aitanti fauni e lusinghiere sirene
segrete parvenze scoprire,
acciocché, dallo straziante vivere
sull'effimera terra,
fattosi anzitempo mesto sopravvivere,
fuggir e cercar rifugio.
Oscuro è il messaggio dell’uomo che porta la croce,
quando tinge il giglio di nero peccato,
l’anima del debole viene trafitta dalla spada di fuoco.
Brucia nelle fiamme dell’inferno il gran sacerdote,
se non sa alimentar la rosa che profuma di vento
e lascia spegner gli eterni candelabri d’argento
si disperderà sul mondo l’acre odore della morte.
Si liberan dalla schiavitù gli antichi cavalieri
che con il loro sangue avean dato vita ai figli della notte,
illuminati maestri, seguaci della dea Lilith
incontrastata signora dominatrice della notte.
Il male s’inginocchia davanti al bene, sol quando gli conviene,
essendo lesto, sa giocar l’altezzoso con l’inganno,
imprigionandolo con invisibili catene.

Brindo alla vita per ogni attimo vissuto,
Noi si viaggia in senso contrario,
piegati dal peso della gravità
e delle continue astinenze.
Come pioggia in caduta
su un lago,
noi
non
lo sappiamo
se siamo felici.
A me sembriamo
nient’altro che
un peccato,
sporco,
quasi
perfetto.
Se non fosse
per l’odiosa e straziante
voce delle nostre coscienze.
Ti scrivo perché prima
di conoscerti
eri il mio ripetuto tentativo
di descriverti,
eri quella che l’inconscio
mi suggeriva di cercare…
Il sottile filo che intercorre
tra amare l’amore, ed amare.
Eri la stanchezza
di evadere,
l’impercettibile linea tra
vivere e sopravvivere.
Ti scrivo perché in questo tempo
il mondo non ha molto da offrire,
e alla poesia
è rimasto ancora qualcosa da dire.
Indi per cui ti scrivo, memore
che non c’è mistero più grande
di quel che porti in grembo.
E di quelle che saranno le sue domande…
Ti sei mai soffermata a pensare che
gli uomini potrebbero smettere di soffrire!
Se solo Dio smettesse
di morire…
Quando hai paura che io possa
smettere di amarti, che tra noi possa finire
…pensa che ti amerò finchè
la mattina avrà la forza di venire…
sono qui......
erede del tempo......
immemore di molte battaglie che tuttavia segnano ciò che è la mia persona....
tratti caratteriali ereditati da eoni
che se pur ignorati, denotano trascendentalmente ogni azione o gesto.....
sono volto verso il centro, vivo l'ombra e la luce cercando che l'alchimia suprema avvenga
il connubio perfetto tra i massimi e complementari opposti.......
tutto questo avviene in me e per quanto mi è possibile avere esperienza di ciò
credo sia la partenza e l'arrivo...... lo zenit dell'essere......
trovare senza cercare, agire senza agire, essere per essere......
un fuoco che non brucia, un acqua che non fugga via dimentica di se stessa
una terra rigogliosa che non si cibi di se ma che sia perpetua
e infine un aria che non spazzi via le cose ma che le vivifichi.......
forse questi sono pensieri a caso o forse.....
dal momento che prendono materia solida sotto la mia mano imprintati su questa pagina
da nero e piomboso inchiostro, si fissano nella realtà storica di questo istante
come delle note che già esistono nel non tempo prese da un autentico musicista creatore
che le muta in sinfonia......
una non caducità che non vuole oltrepassare la morte
ma che semplicemente, non la conosce o meglio
dopo averla sperimentata miliardi di volte e in tutte le sue sfaccettature
( perdonate se ripeto le parole ) la trascende conservandone la lezione appresa......
forse questo già avviene a livello di unità atemporale chiamata dio o in mille e altri modi
l'uno che si esprime nei molti e questo va bene.....
ma io vorrei anche che i molti si esprimessero in dio si in D'IO!!!
e ne conservassero coscienza e ricordo......
non è che non voglia morire sia chiaro è che come pocanzi ho detto
vorrei trascendere certe cose per sperimentare attivamente dell'altro......
chiaro è un lavoraccio e non lo consiglierei a nessuno sano di mente.....
ma io non sono sano, sono un folle!!!
si un folle che è consapevole di esserlo ahahah!!!
magari sarò punito per questo e me ne assumo totale responsabilità, o forse......
perchè sia chiaro potrei aver sparato una miriade di caprate
nascondendomi sotto il velo della follia.......
andare oltre certi meccanismi quantistici "obbligati" e perchè no.......
essere per essere.

ho incontrato te.
Un tuo abbraccio
mi ha fatto venire i brividi,
mentre le tue labbra,
mi hanno regalato
il bacio più dolce che mai.
I tuoi occhi hanno colto
ogni mio movimento
e sorridendomi,
mi hanno fatto riscoprire l' amore!
Ed ecco che un sorriso,
come una carezza,
la nostra carezza,
ci scalda con tepore.
Stretti sempre più,
assaporiamo questo sogno,
diventato magica realtà.
Sfioriamo ogni nostra curva,
togliendoci i vestiti.
La nostra pelle,
desiderosa di farsi scoprire,
mostra il suo sole caldo,
raggi infiniti
di tanta meravigliosa passione.
Dentro un vortice,
facciamo l' amore,
assaporando
ogni intensa emozione
e tocco di follia,
che ci ha conquistati
con la sua profondità,
portandoci a delirare
su una spiaggia segreta
e calda,
assieme all' eros puro,
tormento di un' onda maledetta,
pronta a bagnare il nostro corpo
assieme ai nostri sensi,
facendoci amare alla follia!
Tiepide gocce calde,
rincorrendosi sulle guance,
lasciano rivoli di sale.
Non più nascondo amare lacrime versate,
ben conscia che la penombra
non permetta loro di riflettersi allo specchio,
dacché non noti il viso segnato dal pianto;
viceversa, scruti l'ombra di ciò che sono adesso.
Mai s'impone il silenzio,
favorendo il chiasso e l'umore;
con sussiego,
la sua ridondante presenza m'incatena,
mormorandomi inarticolate parole,
a marchio dell'attesa
per una realtà in cui mi crogiolo ancora.
Ti vidi... Ti ambii...
Estranea a quel che ero;
rifuggii da me stessa,
onde ricercar quel ch'avrei voluto essere
e ciò ch'avrei voluto.
In un'eterogenia di sensazioni straripanti,
i miei sensi, svincolati da una ragione
che l'avea fatta da padrona
troppo a lungo,
nel tempo sconfinato nell'assurdo,
rinascevan a nuova vita.
Mi vedesti... Mi ambisti...
Circoscritto in un viver sconfortante,
ti celavi dietro a specchi
dacché non osservar dinanzi gli occhi inespressivi;
eran spenti,
parimenti ai rumori dissonanti.
Occultato nei silenzi, rifuggiti addirittura
alla spira d'impercettibili suoni e bisbigli,
costante, quel timore di scoprirti ancora vivo.
Disastrosa condizione d'una presa di coscienza;
verità, in cui le lacrime d'un uomo,
in atavica battaglia tra debolezza e dignità pretesa,
mascherandosi d'apparenza,
presero a sanguinare,
ruzzolando sulla via del cuore
Fu un battito di ciglia,
cotanto ardore ricolmo di mistero
nell'estraneità presente di ambedue.
Fervente desiderio incontrollabile
l'inconsistente onda travolgente,
non dissimile
al primario slancio istintivo
a cui t'aggrappasti,
simulando un naufrago,
sottratto alla fine
grazie al richiamo d'una sponda.
Nell'impetuoso mare
intarsiato di reciproci sentimenti,
rinvenni colei che tornò ad amare.
Estasianti baci e abbracci appassionati,
in un rogo tutto nuovo e sorprendente,
coronavano il nesso presupposto.
Nuotando dentro il lago del tuo sguardo,
lo rimiravo, annegato nel bruno mio, profondo.
Rinnegato dai silenzi, gioivi d'esser vivo,
saziandoti di gemiti e sussurri,
dentro ore fatiscenti carpite all'orologio.
Pertanto...
Fu ineluttabilmente amore.

Sei un sogno da vivere e conservare, un amore da assaporare.
Tu che mi rendi regina dei tuoi giorni, io che ti amo follemente.
Noi anime unite da questo sogno, che vive e regna nei nostri cuori.
Un amore nato da promesse, di una dolcezza infinita.
Solo tu il mio unico desiderio quotidiano, il tuo viso e il mio brivido ad ogni tuo sorriso.
Un amore che mi rende felice, sempre più realizzata.
Tu che mi hai ridato, la voglia di credere di nuovo che l' amore è unico da vivere sempre.
Il mio amore per te è profondo, tu sei il mio tesoro prezioso un uomo meraviglioso.
Solo noi e la nostra nuova vita , piena di amore ti avvicini e mi porgi un fiore.
cadute e titoli
non sanno peccare
restano le immagini di sempre
nelle distanze che sanno tremare
Ascendono serene
tra i volti di ieri
di cui ora ne rimangono i veli
nel gioco del giorno
di infranti ragioni
da cui farsi lodare
Nel secolo nuovo
che scolpisce ogni senso
sembrano raggi
che non plagiano il tempo !












