Amore grande, amore mio,
Uomo, che di Natura è figlio,
Nel palmo della tua mano
incolume dai rigori del vento
adorni un pugno di stelle
e gemme di luna
consumi sui tetti .
Paese mio
il tuo è un vivere eterno
che culla vecchi natali
a grappoli germogli malinconie
e passi di foce eterna scorrono
ciottoli ed echi .
Nel tuo canto
s'infiora il cielo
mentre nuvole
vanitose passano .
Tu che non passi
tra giorni e discorsi,
adagiati come neve
sui rododendri recisi
dal mar dei nostri cuori,
intreccia questo vuoto d’anima
all’acquerello dei ricordi,
mieti i meridiani del silenzio
dalle comete dei nostri occhi
e nulla palpiterà d’aurore
in questa solitudine d’inverno.
Amerai sui fianchi delle paure
stracci d’orologi scaduti
ed il firmamento del mio nome,
corallo su una spiaggia d’estate,
stringerà questo raggio di sole,
abitudine emozionale dei sensi,
nuovo dolor che sboccia
sulle rive del nostro amor.
un sogno di tutti
si cresce sperando
che succeda
di vederlo lì
che ci aspetta
senza rancore
senza pensare
di essere falso
Quell'esistere
provato si arena
non lo cerca
e va avanti, dandogli
le spalle e corre
si allontana sempre più
osserva sguardi spenti
dietro a loro corre
li sente molto vicini
scivola nel profondo
dell'umanità, che si stringe la mano
e coraggio si fa
Rivivono cieli d'alta e tarda stagione d'arcobaleno il volo
di petali sipario
di dei altare e pace
come bandiere allo stendersi in vento
drappi in balconi e vetri
tele su stendardi a morte.
Sbiancano rime e con esse il sinistro credo
che porta nome di corpi in mare -chele tese-
Un aggrappo ai perchè d'occhio spento
cuore sospeso
frasi senza aureo schiudersi di cuore
e
e che almeno questo quadro distolga scempio.
è in balia del mare, mentre guardo quel vetro che galleggia
lo vedo quasi affondare, ma ecco che di colpo invece un'onda
lo riporta su, naviga in placide acque dopo le tempeste del cuore
lì ho gettato via rabbia e dolore rimango rapita intanto il tuo
viso mi appare è un sogno? Sì mi ritrovo sola e carica di
nostalgia che voglio solo mandare via
può murì 'e paura si t'ammanca 'o curaggio.
Può murì pe 'na vita scagnata, senza culore.
può murì p'ô troppo friddo e p'ô calore.
Ogni ghiuorno vulimmo o 'nun vulimmo,
'nu poco 'a vota tutte quante murimmo.
'Nun saje quanno né addò te capitarrà,
ma saje ca primma o poje succedarrà.
Pure si te ne fuje essa t'acchiappa 'o stesso,
t'afferra e te lassa llà comme a 'nu fesso.
Te po' capità 'e murì mentre faje 'nu fatto:
muore 'mpruvvisamente, a ll'intrasatto.
Muore mentre piense a ogge a ddimane
e 'nvece tiene 'e tiempo scarzo 'na semmana.
Te nne vaje vaganno pe strade scunusciute
e 'ncopp'â terra rimmane sulo 'nu tauto.
Muore senza capì si haje ragione o tuorto:
a che te serve d'ô sapè quanno sì muorto!
J' vaco e sotto 'e piede mie 'o cielo se 'nzerra,
me scutuleo 'a cuollo 'nu pezzullo 'e terra.
Corro pe piglià 'nu treno ca m'ha aspettato:
chillo cu 'na sola corza, 'na sola fermata.
Penso e ripenso a comme songo muorto,
riflettenno si quaccosa è gghiuto stuorto.
Me s'avvicina 'nu giovane 'ncopp'â trentina:
capille luonghe, ll'uocchie verde celestino.
'J 'o guardo e ddico: "ma tu si 'o signore?
Isso mme risponne: "chiammeme Salvatore."
Mme s'avvivina n'amico 'e tantu tiempo fa,
dice: "viene, 'o bello ha dda ancora accummincià..."
Premessa:
“nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma
e dunque cosa creano gli artisti? Se l’ universo soddisfa le sue leggi
cos’è allora il nulla dei filosofi? ”
Il firmamento sa di sangue stamattina, qualcosa smuove le statistiche di Vega
titoli e conti si rincorrono, il nuovo governo
riscalda acqua bollente, dinnanzi a un direttore di banca
i re diventano giullari
il collasso non era previsto
così anche a leggerla di domenica
la cronaca appare nel suo ritorno di musica e parole inverse
nessuna garanzia di raccolto vuol dire che fallirà lo sforzo
di scommettere su maggio
confidare nelle gemme un assurdo che varrà
l’essiccarsi dei piccioli
Da dove sgorga la creazione?
L’energia ha quanti di denaro
denso come protoni al centro del Sole
lo sapevi?
Visione di tronchi sfatti
e per l’alba banconote nei nidi
parità di spiccioli e pigolio
L’inesorabile è davanti a noi
ma il senso letterario
può leggere nelle cadute
dalle impalcature?
Restano carni flagellate
Uncini rossi nella Via Lattea
su Cristo nessun editoriale
neanche una citazione quando
cola acciaio sugli operai
Adorano te devotamente, oh Dio recondito.
Dietro la dottrina ti celi surrettizio,
e oltre misura terreno.
A te i cuori si abbandonano, contemplandoti.
Ma tirando avanti nella vita di tutti
i giorni, tutto vien meno.
La vista, il tatto, il gusto in te vengono disattesi.
Ma solo con l’udito si viene realmente
beffati in maniera imbarazzante.
Suppongo che ciò che disse il Figlio di Dio
nulla sia più delle parole
di un santone delirante.
Sulla croce venne inchiodata
non solo l’imperscrutabilità,
ma anche dell’umanità l’esecrazione:
eppure credendo e confessando
entrambe, chiedo
ciò che domandò il penitente ladrone.
Le piaghe, a diversità di Tommaso,
le vedo.
Tuttavia confessano te Dio.
Ti chiedono di farli credere sempre più
in te e in te di avere speranza, di amarti.
Come rapiti nell’oblio.
“Oh memoriale della morte del Signore,
pane vivo che dai vita all’uomo
che lo acconsente.
Concedi al mio spirito di vivere di te,
e di gustarti in questo modo
sempre dolcemente.
Oh redentore, che come il pellicano nutre
i piccoli con il proprio sangue tu purifichi
me, immondo, con il tuo abboccato.
Del quale una sola stilla
può risanare
il genere umano intero da ogni peccato”.
Oh Gesù, che trasparente come un velo
ora sento vuota come ogni dì la mia epa,
prego che fissandoti col volto rivelato,
avvenga ciò che tanto bramo:
di una mensa imbandita
a tal visione io sia beato.Confido a chi rovina nella lettura delle mie assonanze,
e a tutti coloro che reputano la somiglianza armonica
dei miei suoni un inane sciupo di tempo che ho assai
errato verso i leggitori in trascuratezza agonica,
osservazioni, glosse, elaborati.
Per mio torto,
mio fallo, mia badiale negligenza
e mio letterario aborto.
Se vi sentite di asserire che casseranno la beata Maria
le meschinità, le indegnità e le abiezioni
con gli angeli, i santi e voi fratelli e il Signore vostro
periti verso donne e infanti angariati di sole abdicazioni.
Burka mi sovviene, il suo fondamento...
solo ad evitare mascolino il turbamento!
Occhio non vede... cuore non freme
un celar di caramelle ai bimbi o di contro
provocazione spinta, il suo fondo
verifica del macho: fin dove si trattiene, poi
ok se tutto piace, altrimenti si dia pace.
Dal vero prescindiamo e sempre
al chi l'ha detto ci giochiamo il giusto
sarà ricetta di fascia protetta,
di strada d'appoggio, dove scaricare
responsabilità senza esser visti
per la nostra mancata scelta?
Indispensabile è giusta gradazione
e vitigno migliore non è certamente
per provenienza, ma in acquisizione
d'adeguata maturazione, sei politico
si è provato, senza valido risultato.
Parole e fatti ho ascisso e ordinato
e con nessuna democrazia, mai
sono utilmente lievitati al centro.
Non siamo propensi alla socievolezza
a meno che non sia di parte avvezza,
siamo esseri imperfetti e rischiamo,
nel diabolico perseverare, di scendere
oltremodo, senza più trovare
... la strada del ritorno.











