Nutrimi con i tuoi baci,
e le sabbie incandescenti vestivano di beige i sassi,
io non guardavo l’onda, come accadeva all’alba,
non sbirciavo, tra i riflessi, pesci in vena di specchiarsi.
Non tastavo con i piedi l’alta roccia del fondale.
Non m’immaginavo Ulisse, come accadeva all’alba.
Me n’andavo a testa china, sugli alti zoccoli di legno,
coi pensieri dei miei anni a seguire curve d’acqua.
Poi, al primo luccichio, circoscritto era il mio il regno.
Genuflesso e speranzoso, io cercavo le pietruzze colorate.
Senza alzar granelli a iosa, sotto l’afa degli agosti bruzi,
esigevo quelle più capaci d’arricchire lontanissimi sultani.
Pretendevo le brillanti per poi accettare anche le strane
o, almeno, quelle meno opache quando l’onda le lasciava.
Messe in tasca ad una ad una, costruivo arcobaleni
da vuotare poi, a sera, sopra il marmo della mia cucina.
Quanto male mi facevo, sui ginocchi ore ed ore,
nella presa dei colori, di qualcosa che segreto più non era.
Che silenzio, colmo d’incalzanti fantasie novelle,
in quel metro quadro del sogno, dell’unico allora possibile!
Ma quali opere!
Ma quale Poeta
Autore o Scrittore!
Sono solo scarabocchi
da spavento
allineati e coperti
su un foglio a quadretti
sopra il tavolo
della cucina... i miei.
Nessuna metrica
rime incerte
punteggiatura assente.
Sempre i miei.
I vostri non so!
L'immagine
Vivere tutta la vita
Dall'inizio alla fine.
Per vedere questa immagine.
Che mi porterò con me
Nulla più mi farà male.
Capoversi di cielo
caduti qua e là
come aritmetica di stelle
su uno strazio di narcisi,
segmenti di rugiada in affitto
su steli di cuore sfitto.
E la notte è una rima di ghiaccio,
freccia di luna calante
sul battito del mio istante
e ripenso ai tuoi occhi
seduti in un piccolo bacio,
manchi a questa vita
come un caldo raggio.
è vento di temporale, è nuvola scura
nel cielo senza sole.
E di questo tempo privo di parole,
rimane il fiato a tradurre gli idiomi,
a strappare avanzi come vele.
A portare in alto i cuori intrisi
di nuovi amori.
Saranno vessilli di navi,
saranno battaglie perdute,
saranno sporte vuote.
Sia pura come l'amore
questa anima che a volte è muta.
Alza lo sguardo il futuro ti apparirà,
sotto le tue vele spiegate.
Ma dopo chissà... se tutto tace
o nuove vesti faranno far festa
se a luce spenta
imploreremo l'ennesima prova
se pensieri, come sono,
ci permarranno in testa
se quella strada conduce
al cambio che giova
se impervio resterà il sentiero
o sarà trionfo d'amore
se soldo compra ancora
producendo... affetti
se conteremo, sottraendoci
da numeri e oggetti,
se tranquillità
ancora sfamerà a minuti
se comprendendo d'aver vinto
esulterà follia
nel complesso giogo
d'altezza privo
e insisterà nel tener banco
accettando scommesse anche
per il futuro
ché no... l'alto e basso
non sarà
al lancio di moneta.
Un capriccio poteva essere

accarezzo la parete
bianca nell'apparenza
inutile dire altro
s'alza un color sincero
il viso parla senza dire
il carezzar leggero
pare attraversare
il pelo d'acqua
delicato sprofondare
tutto pare dimenticare
il facile osservar la luna
nessuna vita
vale la fortuna
intorno l'incerto
anche nel fiorire
Gioco con le mani
io le posso orchestrare
senza musica
o suoni
le loro ombre
spariscono
nello sparire
senza toccare
mi han fatto sognare
Le strade vuote
ospitano fantasmi che camminano.
Ombre leggere sui muri
e sogni di impronte
non ancora posate sull'asfalto,
hanno odore di morte
e il cuore cinerino dei silenzi.
Hanno occhi nascosti
nelle finestre dei ruderi
apparentemente disabitati.
Le strade vuote
portano i segni dell'abbandono,
cicatrici sulla terra dissestata
e un cielo lacrimoso
a salutarle nelle notti desolate.
E, come il cane che sembra passare,
si, che sembra passare,
conservano un'aria randagia.
Queste sono le vie morte
tracciate come vene esangui
sotto riverberi pallidi di luna malata...
Ma sai , un tempo i miei sogni
conoscevano altri spazi
immensi e immersi nella luce.
Non sono quel che vedi ora
nell'assenza che cavalca
i cancelli chiusi mangiati
dalla ruggine rossastra,
già rossastra
come il sangue secco dei giorni
spirati sul letto freddo del tempo.
Al di là di questi, cose che mi sfuggono...
Spio come un bambino curioso
eppure spaventato
ed appoggio il mento
tra le sbarre di ferro corrose
indagando segreti e prigionie
che ancora mi trattengono
in luoghi fatti della stessa materia
del mio nulla.
Anima di Cristo, assistimi.
Corpo di Cristo, custodiscimi.
Sangue di Cristo, ammaliami.
Acqua del torso di Cristo, tergimi.
Passione di Cristo, sostienimi.
O Gesù, non tapparti le orecchie.
Dentro le tue piaghe, adombrami.
Non dovevi acconsentire che io mi dissociassi da te.
Dal detrattore pernicioso avresti dovuto tutelarmi.
Nell'ora della mia dipartita non reclamarmi.
Saresti dovuto venire anche tra i bantu, ti avremmo
offerto un tozzo di pane duro nelle nostre catapecchie.








