Corriamo a piedi scalzi,
Parabola di un amore morto appena nato.
In un tripudio odioso di bugie.
Favola, invenzione, finzione.
Nel vuoto di uno sguardo perso in un sogno
vuoto come un' eco senza piu parole.
C'era forse il tempo di un amore
mai vissuto.
Mai avverato.
Una scintilla spenta in un lampo,
battito mancato di un'inesistente cuore.
Eppure c'era sembrato potesse.
Ma dai...
non era amore.
sulle rive del Sorga
testimone il cielo che
reclama la mia anima arresa
per poi profumare di luna
le mani
increspando di desideri
gli occhi
ansiosi di un venticello leggero su
quel seno
che come una foglia
ostenta voci minute.
Lei , una dea dai tratti gentili ,
dalla gonna sensuale,
sotto ranuncoli mansueti
la sua bocca
che come una preghiera
sulla mia ha reso
meno amara la morte.

Chiesi all'amore,
Insegnami del tempo il volo
di quando i secondi rincorrono le ore,
e giorni infiniti chiamati vita
si affannano,
ora veloci e senza fiato
poi, sereni e lenti al passo,
mentre insieme saliamo la salita.
Insegnami del tempo il senso
e dopo ogni alba
Imparerò a camminarti accanto,
nel luogo in cui ogni giorno muore
e in ogni sorgere di un nuovo sole.
Ti stringerò la mano perché con te voglio
scorrere nel lungo fiume chiamato vita.
Ti insegnerò se vorrai a giocare
e voli d 'infinito attraversare.
Nel tempo in cui ogni giorno nasce
sarò il tuo sole
quando la luna muore,
In un gioco infinito,
finché stanchi
ci addormenteremo sazi di vita,
di un sogno sognato
Tra refoli di vento senza fiato.
e contorno con nuvole e cuore,
scivo seguendo quello che mi
sgorga dal cuore la penna
dell' amore.
La poesia mi tiene compagnia
in quelle lunghe notti di
malinconia.
Fogli svolazzanti colmi di
china su cui riverso ogni
pensiero.
Vola libera la fantasia,
creando magia e chi
legge ha un palpito.
Diverdente e sorridente,
il mio fumetto poetico sarebbe
così un disegno appena
abbozzato , su quel foglio
intriso di inchiostro.
ed é un fandango a darmi capogiro
legato alla mano in questa sera di perle e fuoco
in questo giro di fiaba e lume
Il cero si spegne -mai s'infiamma-
e d'ombra segue in fiato una lanterna
II
Ah, vecchia città del 900
coi carri senza crine ed il cappello in testa
con Sherlock Holmes ad indagar delitto
mentre la birra e bolle inciampano nel rettilineo vitae
Deserto nell'abisso di parole, circostanze tristi.
Frasi che martellano, ho bisogno di luce di giochi e di bimbi giocosi.
Il cielo è coperto.
Lo sguardo la voce del cuore che non muore...
Frasi di circostanza fanno male, il tuo sguardo d'amore
si perde nei meandri di sentimenti spenti vuoti.
Il silenzio è assordante nulla ha più senso.
Il vuoto dei tuoi occhi che parlano non sono frasi di circostanza.
Le parole tacciono, il cuore si spegne.
Alcune parole rimangono nell'aria
a far rivivere i sogni e le parole non dette.
Gli incubi non spariscono ma sfociano in un pianto disperato.
Si fa ombra il mio sorriso.
Gesti a mezz'aria, sospesi spariscono, brividi sulla pelle...
Il sole radioso si fa largo fra le frasi d'amore.
Il vuoto mi riporta negli abissi del silenzio riecheggiando nell'aria di odio represso.
Il bisogno di carezze e di abbracci dentro un arcobaleno che porta il sereno.
Il paradiso non è di circostanza ma vivo e non muore.
Il contatto fisico, pelle a pelle, sento il calore che si colora di rosa un sogno la tua pelle.
Attimi che non serve parlare.
Estasi d'amore, pace dei sensi, è la vita prende forma,
Parla il silenzio mentre tutto intorno tace.
Sguardi parole portano nei tuoi silenzi le parole più belle.
I battiti del cuore si fanno sentire, tormento di anime silenti.
Quelle mani che sanno parlare il tocco di sussurri suadenti.
Frasi difficili da pronunciare.
Languide carezze, timide speranze un respiro in due, senza mai abbassare lo sguardo.
L'arcobaleno illumina, il giorno è arrivato il sogno è finito.
Frammenti di te sulla mia pelle umida.
Fare l'amore con parole e sguardi nell'aurora di prima mattina il sogno diventa realtà.
Difficile dire tutto ciò che vorresti, per non ferire.
Le parole non dette mi muoiono in gola come i silenzi.
Dammi la tua bocca, voglio morderti
e la gola secca, dissetarla di baci
provaci a fuggire, sarà inutile
tanto so che ti piace morire, tra i miei sospiri...
Hai la faccia di chi vuol giocare
sei carina quando fai l'amore
ogni volta come fosse la prima per noi
e finire e ricominciare è come non smettere mai
... La giostra dell'amore, nel parcheggio della vita
non ci va di scendere, un altro ancora e ancora non è finita.
La giostra dell'amore, ti fa salire in alto
vedere il mondo come se fosse un altro
scompiglia il cuore e regola il disastro
che porti dentro nell'attimo eterno
in cui scendi e il piede tocca terra e resta fermo
e il cuore fa un giro intorno al suo perno
e ti rialzi ma hai il senso che stai ancora cadendo.
Il cielo ha una bocca di cenere
e sputa pioggia da labbra di nuvole
I miei occhi sono pozzi
e catturano acque inquiete.
Fiumi scorrono nelle pupille.
Non confonderli con le lacrime
che custodisco in un blocco di ghiaccio
sui fondali del cuore.
I temporali passano.
Il vento si calma piano.
Ma i rami spezzati restano a terra
come scheletri sbattuti
dalla ferocia del vento.
I segni della furia.
Ed i segni sono firme e sigilli
vergati con il sangue
come le ferite appena aperte.
Le vie del dolore sono
talvolta squarci, talvolta vene scure
sul petto bianco della pietà.
O i lividi violacei della rabbia.
Sulla nostra carne il tempo si imprime.
Tatuaggi manifesti o occulti.
Bisogna saper cogliere le sfumature.
Ed essere capaci di minima empatia
o almeno di uno spirito d'osservazione
che violi i limiti della superficie.
Che si inoltri sotto gli abiti dozzinali
dell'apparenza.
Fino a sfiorare sussulti d'anima.
Stanotte è notte,
non le altre
che la mia estate,
coprendo ogni sussulto triste,
ha fatto brillar sopra la testa.
Lo stolto buio vorrebbe ancora
lanciare qui palle d’inchiostro,
strane meteore a fare concorrenza
a certe stelle che ho visto cadere.
Un po’ indovina, seppur per errore,
e solo in questi casi confuso mi ritrovo
smarrito nell'assenza di un sorriso,
traballante in onde sconosciute.
Ed io fermo e rifermo il cielo,
come una lancia gli trafiggo i fianchi,
sbriciolo nubi al pari di biscotti
e bevo infine riflessi di luna.









