Cercare consolazione in un libro di Ginsberg
Cerchiare, vergare, recitare cazzissimi versi
Come Dio comanda
Senza sex, addict, amfetamine
Qualcosa insomma che ricordi Pascoli e non le insegne luminose
i canini, gli occhiali, il culo ed il viaggio senza fine
Non giudicare, ma fornica…
Non indietreggiare ma metti le mani nell’orinatoio…
C’è l’autunno che avanza –che avrà d’ importante una foglia in più o in meno?
Ma cos’è il fuoco e cosa il napalm
Se tutto è già stato distrutto e scritto?
Si ha l’impressione di un presente che arriva in ritardo
agli inizi di una guerra già finita e non è il vecchio che attraversa la strada
ad angolo retto ed il vento…
anzi
è questo voler combattere sul Mekong
mettere un guanto di fosforo sul Vietnam e menare le mani
tornare indietro insomma
di pellicola in pellicola invertendo Ginsberg
fino a Yalta o Metternich
azzardo Tordesillas

Mi raggiungi nei sogni
sono state sussurrate al vento dei miei pensieri,
tenere ma forti, piene di sentimento.
Sono state buttate al vento, in un momento
in cui avrei voluto starti accanto
guardandoti negli occhi.
Avrei voluto un abbraccio, una carezza un pò di calore.
Le ho buttate al vento
ma con sentimento.
Le parole che non ti ho detto
ora vagano, si disperdono .
Non so se sentirai un turbamento,
non so se capirai il mio tormento.
Le parole che non ti ho detto
sono per te e son solo per te
finchè avrò il tuo pensiero fisso nella mente,
finchè potrò vederti con gli occhi dell'anima ,
con un battito di cuore,
con una lacrima che scende dal mio viso .
.
Madre
i tuoi gomitoli stesi sui vent'anni raccontano maglie
centrini
tende (bianchi, ecru)
Coperte per il freddo di letti
quelli... tanti.
Blu
su mia richiesta
a quadrati azzurri sul mio letto (mia culla, cuccia, tana)
Non ha raccontato nessuno, se non la ricercata storia, d'altro colore
quello a confondersi in colline arse a guerriglie
calde di suoni e colpi d'arma
di cuor di patria e pane per tutti
Tessevano, Madre.
Le donne tessevano e cucivano miserie
e lì
dove il lavoro era pane, seminavano guerra
ove all'urlo d'attacco nemico alzava muri. Di maglia.
“Biella, città della lana”
Madre,
delle donne.
La corsa cieca del sangue
ora gioca sull'inguine.
Acerba fiamma nascente
tra le cosce di sale.
Reclama nudità.
Brucia sotto i vestiti stretti.
Cresce ed evolve.
Soli che si accavallano.
Il calore di mille estati
che si sommano.
S'apre il fiore carnivoro,
trappola di miele.
La fusione delle bocche
caldi calici di euforie alcoliche.
tra profumi selvatici
nei percorsi segreti della pelle
E i tuoi occhi, più di tutto,
prima di ogni cosa,
profondamente dentro.
mi hai presa per mano
mi hai spiegato l'amore,
io ti ho insegnato ad amare.
Persi nei nostri dolori
come neve al sole
ci siamo sciolti
al cospetto di quest'amore.
Ci siamo sempre cercati
e mai trovati
ripeti spesso,
eravamo due barche alla deriva.
Io sono la tua ancora
tu sei la mia vita.
Metro di misura
del movimento nel tempo
e circostanze:
da barometro
che, Giuda permettendo,
dà l'esatto puntamento
contrapposto
alla voglia di stamparlo
in ben altro loco
a calorimetro
o calibro del desiderio
di perenne violazione
al far da se
da termometro per mescere
irregolari gli intervalli
tra passione e sentimento
a colorimetro per valutarne
lo spessore
gusto e gradimento
e manometro
del variegato inchino
che porta
nella scala del rispetto e sino
alla totale indifferenza
o
è un'idea resa a spanne
tra bari e mani ...
Su chi appoggerete gli occhi
se saranno troppo stanchi per dormire,
e se la notte farà un po’ paura
non sarò lì accanto per poterla addolcire.
Se lo sconforto peserà sul cuore
come un sassolino tirato nel laghetto,
siate capaci di consolarvi l’un con l’altro
e sentirete la mia mano sul vostro petto.
E quando l’anima misurerà la distanza
con andatura troppo spedita
per i vostri piccoli passi,
un pensiero vi farà sorridere mentre
gli occhi si soffermeranno sulla mano
che avvicinerà al cuore tre sassi.
parole gentili
di circostanza.
Orecchie ascoltano
senza ascoltare,
racconti di vita,
esperienze degli altri.
In fondo la noia.
Benevoli per forza,
benevoli per catturare
simpatie.
Attenzione per nessuno,
persone vuote.
Io, io,
innamorate di se stesse,
finti sorrisi,
amici scelti
tra chi può servire,
ben pochi
quelli che si scelgono
per affetto,
per rispetto.
Si ostenta interesse
ma è solo finzione.
un buco per la sua coda di serpente
ma la scopa danza
l'occhio inchioda e fissa me
marziano,oh gli spiritelli senza scrupoli,
animali;
topi bagnati
un istante prima di affondare
i denti bianchi , l'acqua nera,
un sorriso paralitico ,un nuovo liquido amniotico,il cordone strozza,la scimmia arboricola ha invertito la fase eterea
ma a chi importa? mentolo in faccia,il ministro in onda, mai una bestemmia da parte nostra,i pesci abissali hanno spento anche l' ultima lanterna,
che compassione
la mia penna immobile
a ingoiare formaggio
e sensi di colpa, il falchetto fa la ruota in caccia d'aria.
la luna ti osserva
ed incomincia a domandarsi
il tuo respiro dov'è
sotto la stoffa che ti copre
sogni le comete
e ti disperi chiedendoti
cos'è che non ha funzionato
perchè è andata così
le risposte giuste ce l'hai
ma ne cerchi di nuove
quelle che ti danno ragione
Vorresti domandarlo a quell'angelo
che si è allontanato
forse pure nel sogno
lui, che non ha dimenticato










