Sono stato tediato a morte,

anche se solo a ogni morte di papa.

E l’ho avuta su a morte, avversando

quel qualcuno con rabbia cupa.

Sono stato la morte dolce per taluno,

talaltro è stato per me una morte lenta.

Ogni giorno fa visita ai cantieri

e nelle fabbriche la morte bianca.

E siede sulle tavole scarne

dell’emarginazione la morte civile,

dove si sa fin troppo bene di che morte

morire… come testuggine sull’arenile.

Alcuno mi ha auspicato la morte eterna.

E mi è accaduto di vedere in faccia

la morte, e con lei di scherzare per

stoltezza o perché stanco della bonaccia.

Ti ho sfidata, temuta Signora con la falce.

…Nera Mietitrice con le tue tinte smorte.

Tetra figura in ombra in età puberale, nelle

tenebre dei giorni avversi ti ho attesa, Morte.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ti voltasti, te ne andasti.
"Ho le mie ragioni" dicesti,
mentre passo dopo passo
l’amore trasmutò in dolore.
Il tuo orgoglio ormai decise per noi,
nessun gesto, nessuna parola
fu in grado di farti tornare indietro.
Sai, quella scena ancor mi perseguita,
fu un momento disarmante, estenuante,
la notte poi divenne soffocante...
Ti sei dileguata
come un fulmine prima del tuono,
ti ho cercata invano in ogni dove,
finanche il vento da allora sussurra il tuo nome.
Quante notti a fissar la Luna fino all’alba
in quel silenzio assordante
senza alcuna risposta ad infinite domande.
La tua assenza ancor mi logora,
mi ha sconvolto il pensiero,
il respiro, il battito del cuore.
E adesso... Adesso che ti vedo non so che dire.
Che strano, mi sembra di sognare,
il suono della tua voce mi fa trasalire,
e nonostante tu sia qui, dinanzi ai miei occhi,
ti confesso che ancor mi manchi.
Dai, alza lo sguardo, non preoccuparti.
Perché hai le mani tremanti?
Stai tranquilla, tu mi conosci,
il mio cuor si arrende dinanzi all’aurora,
sei un mistero da vivere mille volte ancora.
E adesso, cosa vuoi che ti dica?
Non temere, non ti ho mai odiata né tradita,
riesco solo a dirti: "Bentornata, mi sei mancata".
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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c'è polvere,
l'edicola all'angolo svende
pittime e pettegole impagliate,grigi fra i pensieri
allocchi,barbagianni sull'isolotto del sacro aperitivo
teste azionate da tergicristalli.
Soffia un alito stanco,
perché guardate ovunque tranne chi vi parla?!
taccuini,penne riempiono a malapena mezzi piatti
fra guazzetti,schizzi,chiacchiericci
fino al prossimo whatsapp.

E i vostri nipoti? Alle nozze d'oro '68
il prete vi sta tagliando i capelli
dal tavolino alla tromba delle scale,
fa male vedere muri che si alzano,
teste che si abbassano,
peluche con denti a sciabola,c.uli che si stringono
ma questo è quanto.

<< Studiavamo il Cabaret Voltaire
ma la ruota della bici si è
fermata al Caffè greco>>.
Nostalgici ,dopotutto, a modo vostro.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Perdere se stesso
ritrovarsi un bicchiere d’acqua
sembra troppo lontano tutto il resto
cercavo te non voglio un’altra


Mentre il sole accarezza il mare
non mi resta che star qui a pensare
non mi resta che tornare nel passato
provo a ricucire un cuore dilaniato



vorrei che i gabbiani mi portassero via
poter ricominciare, sentirmi rinato!
Paradosso, come avere la nostalgia
di qualcosa che non c’è mai stato
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Profilo Autore: manny  

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nelle altezze del giorno

trapassami  primo atteso raggio
scadandomi i dolori

tacciono

senza  

canto il mio continuare a vivere

senza ascoltarmi

amore mio vivi.



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Profilo Autore: fabio brogini  

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Lasciati trasportare sulle ali di un sogno
dalla leggerezza .

Non sei folle se non apri l'anima al cielo pizzato di stelle
se non ascolti il vento quando passa e ti scuote 
se quando guardi la luna
codesta bellezza non ti meraviglia
se sparpagli come ventaglio
lucciole e farfalle e cento desideri non  libri nell'aria.

No, non sei folle se lo sguardo di un bimbo non  ti commuove
 se riconosci gli occhi buoni e non ti vesti d'amore .

C'è ancora un sapore nuovo che siede
 c'e ancora una penna docile che conforta
c'è ancora un bel vento che soffia e increspa.

Ai sognatori dunque
siate folli 
perché di lanterne accese ed eterne 
siano pieni i sogni.

A chi non ha paura di credere che la vita è una sana follia
da vivere in equilibrio e fantasia.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Nasce una stella,
ed incredibilmente
fra tramonti e albe
passano gli anni.
Nulla si possa paragonare
all'amore per te,
tutto passa in secondo piano.
Ti giri e puff...
Da un piccolo scricciolo
arrivi tu.
Cosi importante,
cosi bella,
ed io vivo di te.
Di ogni tuo respiro,
dei tuoi sorrisi,
dei tuoi occhi luminosi.
Vivo di te...
Riempi la mia vita di felicità.
Vivo di te...
e per te...
Perché so che anche tu
moriresti senza di me.
L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, in piedi, pianta, primo piano e spazio all'aperto
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Quando scendo la scala vorrei

essere tagliato fuori anche

dal suo sguardo, e smanio

dal tagliare corto se mi rivolge

il saluto da quanto è parolaia.

Penso solo a ruotare lo splenio

e a tagliare la corda se è lì che

attraversa il cortile, e spero un

giorno improvvisamente decida

di tagliare i ponti senza un perché.

Lo bramo ogni dì, che mi pare

di aver sceso scalzo il monte Ida,

mentre percorro non uno ma ben

due ponti sulla via per il lavoro.

Ma è come se mi tagliasse, malerba,

l’erba sotto i piedi allorchè di primo

acchito avvia il decespugliatore e

inizia a precidere destramente l’erba.

…in lingerie e pianelle, con le

sembianze di una vaccina in amore

seguita inflessibile e suda, tapina.

Madide le natiche dell’importante

deretano, stillante lo zirbo e roridi

i seni: quanto è sgraziata la mia vicina!

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Genova pegli

Perla della sera,

notte estiva,

la luna balugina

sopra la darsena e i pontili;

rampe stradali,

passano sopra le teste;

una fiumana di motorini parcheggiati,

carugi dai mille odori,

strade,viottoli,

garage,

e poi i negozietti

con mille tentazioni,

le botteghe esotiche col kebab,

dai nomi orientali,

i distributori di caffè,

gente una marea di gente,

traffico frenetico,

moto sfrecciano nella notte,

da qualche parte,

rumore di onde,

la risacca del mare,

qualcuno pesca,

nella brezza del mare di Genova;

pegli sogno di una notte d’estate.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Il sogno comincia
con una frattura della luce,
rifrazioni di fantasmi
moltiplicati come schegge
di uno specchio
su muri di vetro.
Le sagome rimbalzano
tra i riflessi nudi.
E non comprendo
se siano vuote loro
o vuota io.
Poi decreto per una totale,
completa vacuità
delle forme, delle cose.
Potrei attraversarmi
vincendo la mia stessa consistenza.
infatti credo stia succedendo
assaporando la bellezza di un volo,
la leggerezza di un corpo
che perde l'illusorietà
di una concretezza vanesia.
Mii trovo in quel limbo
tra essenza e parvenza
e può essere solo
la pazzia assoluta
o un sintomo di risveglio.
Vorrei saperlo.
Ma la conoscenza
trascende ogni concetto.
L'esperienza prima di illuminare
spesso oscura
e il mondo sta svanendo
oppure solo io?
Maledizione, solo io?
Io chi?

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Profilo Autore: Sabyr  

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Nella pinacoteca degli addii

fummo steli recisi,

astrattismo pronominale

d’alcolico bacio,

pianto germinato d’ellissi

sulla punteggiatura degli innamorati.

 

Ed un valzer di sguardi

ci sorprese sull’uscio di una storia

come naufraghi senza passato

ceduti alla battigia d’un batticuore

ed il silenzio fu poesia sulle labbra,

distico d’amore scisso

in parentesi d’infinito.

 

Ed ancor desiderammo

un gioco di lune e respiri,

scrivanie d’emozioni,

abbracci di noi affaccendati

in un intimo domani,

amor,

vestimi d’attimi ed auror,

sarò sogno sul tuo petto

in questo fragile chiaror.

 

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Vita breve
questa neve scialba
fatta di parole sciorne
costruite senza impalcatura
in un continuo ripetersi di frane

c
r
o
l
l
i

Corollario spento - bianco fittizio -
nel Tempo dei passi lenti.

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Profilo Autore: sasha  

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Verso l’occaso, lungamente attesa

la refezione serotina sopraggiunge.

E ancor prima che evolva in bolo,

il secreto permea la barba e la unge.

Al postutto l’amalgama di burro,

prosciutto crudo e salvia marinate

nel vino bianco reclama la bava.

Le fettine di vitella affettate,

che oramai la saliva ha contribuito

ad addizionare, son dalla forchetta

punzecchiate: la goduria è quasi

appagata all’altezza della barbetta.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Mi piacerebbe sapere
se con te sarebbe più bello o meschino
ed una non-prigione
sciatta come l'accondiscendenza 

Affacciato ad una terrazza arrugginita
che dà sul quartiere industriale

Sei uno strano sogno
ma per fortuna 
ho una simile realtà a cui badare
ed è stata la prima a piagnucolare
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Le pareti raccontano vecchie storie.
Le case hanno anima.
Per chi sa ascoltare appoggiato ai muri
il cuore delle cose che assorbono
umane vicissitudini, umori fragili,
sogni mai confessati.
Questa stanza conosce i miei passi.
Le sue finestre sono occhi senza ciglia.
Una dimora assume un po' di vita riflessa.
Un battito nascosto come quello dei vegetali.
Le case raccolgono solitudini, abitudini.
Visitale dopo che i loro abitanti sono usciti,
intendo per sempre, senza ritorno.
Tu sentirai che un po' di loro è ancora lì
come un profumo evanescente
o uno sguardo fugace in dissoluzione.
Le case ci conoscono nell'intimo.
Sono corpi i cui scheletri sono balaustre, scale,
corrimano, fondamenta.
Una casa può assomigliare a un'altra
ma dentro resta unica.
Anche quando l'hai spogliata.
Anzi soprattutto quando resta nuda.
E quando la lasci in qualche modo ti ricorda.

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Profilo Autore: Sabyr  

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