Un notturno di echi
senza rumori, la sagoma alta
è più lontana di ogni tempio
di profondità verticale
nelle pupille, persa
come il tempo fittizio
che non saremo
solo chiome qui in sete d’aria
invisibili crescono
su di noi esseri di nicchia
con la memoria intatta
d’indaco e calpestii.
Chi ...
ha frustato le onde del mare?
Distratto insolente
nemmeno si è accorto
di non avergli fatto niente
e ancora pretende
al suo sole disteso
di asciugarsi lo stesso!
Dice: compro
- di sotto - pago
anche il tuo tempo
e l'aria
poi la rivendo
io non sono
schiavo del vento
eppure ...
qualcosa ancora mi manca.
A " ancora" l'urlo di chi sa cosa vuol dire basta;
D doniamoci ciò che siamo, ciò che abbiamo;
O oggi è quel presente che ci sfugge, oppressi da ciò che sarà domani;
M mano nella mano senza domande con la sola certezza di ciò che proviamo;
A amami non chiedo altro, fatti amare non voglio altro;
N noi superando ostacoli e dolore;
I insieme ora e sempre.
Se non riverserai su di me, mio signore
alcuna hippopotomonstrosesquipedaliofobia
nessuno ti vedrà più, da occaso a levante
incontrovertibilissimamente…malnata abasia!
Mentre ritempri la tua probità, poltrendo
e fumigando metilenediossimetanfetamina
metterò nel paiolo particolareggiatissimamente
palpi di aracnidi rimestati con berillo acquamarina.
Nonilfenossipolietilenossietanolo e pedicelli
di Occhi di Pavone, ortoclorobenzalmalononitrile
e galattosaminglucuronoglicano vaccino…
seccante schecchereccherebbe: scapi colti ad aprile
di lepidottero e anche un pizzico di piumino
di pennuto e ciclopentanoperidrofenantrene.
Godrai pure di aerotermoviscoelasticità.
Al postutto sudore di officiante, e di vergine un rene.
E dimetilamidofenilmetilpirazolone; che il rene sia
di una giovine casta intenta a dormire…
E sia, mio padrone Maleagant: se non proverai
sequipedaliofobia, sarai l’incontrastato unico sire.
le tue note di tramontana
avessero l'aria ferma dello scirocco
quando incendia di viola le montagne
per avere poi tra uno specchio di stelle e un pensiero di luna
un venticello in ogni parola.
Ti rubo agli inverni e agli echi dei gabbiani , amore mio!
Possa tu avere senza tempo
l'anima affollata di vento
fugace in ogni fiato del cielo e fresco di schiuma di mare
un tocco leggero .
Dal WebAdoro l'intorpidamento delle gambe
mostrano il mio molle
globo da tartaruga

Era novembre
a recitar coi tuoi occhi
l’uscio di un crepuscolo
screziato d’aurore
e noi, innamorati,
sul pavimento delle nostre anime
cucimmo ninfee e battito di pianeti
in una conversazione d’atmosfere.
Gemmami addosso come caos
di cuor taciuto nell’immenso,
stringimi ai tuoi giorni
come strascico di poesia
nel ritratto di un nuovo riflesso,
siam bacio che illumina il vero
nel nostro intimo silenzio d’inverno.
I piccoli denti della tua bocca grande
lasciano impronte dalla forma ardita
sul legno duro delle mie palpebre.
Centinaia di tagli che bruciano
senza sanguinare,
come occhi
che seccano
rapiti soltanto
da vedute sporadiche.
Dietro la finestra finta, però,
il panorama è roba mia,
è l’ingresso privato
per l’uscita.
Baci appassionati di chi si appartiene.
Le labbra si toccano e intorno il nulla.
Il mondo è la tua bocca.
Migliaia sono stati questi baci.
Ed ad ogni bacio quella sensazione di essere stato il primo bacio della mia vita.
Baci appassionati di chi si appartiene.
I tuoi baci amore mio
A un certo quid di caffè
e tabacco a iosa,
parole accartocciate
nei fogli
o sfuggite sulla losa
lui esce di fretta come
da una strettoia di implicazioni,
con lo staffile nella mano.
E un bacio cade
dalla tasca dietro dei calzoni.
Lei si stringe a nessuno.
Sbadiglia, coi piedi nudi sulla pioda.
Le sfugge un sorriso
quando si accorge di quelle parole
raminghe beccate da un batticoda.
Poi rientra…sul mio verone: lascia
cadere la veste sui calzari e mi chiede
amore non solo con gli occhi.
Apro gli occhi, e mi resta
quella cutrettola che continua a beccare
i miei scarabocchi.
E una vanessa dalle ali
festonate
sui miei calzari.
Mi accontenterò della sua livrea vivace.
E di quei pochi istanti in cui le nostre
divengono figure complanari.
Voltati, calati, stenditi, seguimi...
Ordini dolci e decisi
Sussurrati tra un bacio ed un sospiro
Ubbidisci con gli occhi fieri fissi nei miei
Non sono comandi perché tu sei me
Perché il piacere raccontato vissuto assaporato lo conosciamo e sappiamo che sei la mia carne e alla mia carne non ho bisogno di comandare
Perché il piacere non è solo carne ma una sconfinata intimità dove gli ordini e le carezze si fondono in un amplesso
Perché il piacere tra noi è sempre il vessillo dell'amore
Perché questo piacere può avere solo due nomi i nostri
Infiniti baci,
per un infinito sentimento.
Sei tu,
quel tramonto
sulla spiaggia più bella,
mentre i gabbiani
volano spensierati nel cielo.
L' abbraccio che mi scalda
dal vento.
Quello sguardo profondo,
che conosce ogni mio lato.
La persona che
mi regala sempre un sorriso
e di ogni immensa emozione,
mi regala il suo amore.
Con Mordred al potere
scordiamoci il rispetto delle leggi.
Da lungo tempo scarseggiano
gli erbaggi per le greggi,
e lui dispensa arroganza
ai regni contigui.
E lascia il suo popolo a fave e cardi.
Ma si rende conto che oltre i confini,
lo dice anche il giornale,
hanno imponenti baliste e dardi…
tattile carezza sul cuore, nel mattino,
assaporando l'amaro caffè del risveglio.
Giungo come filo di lana sul gomitolo teso,
e ti stringo al mio petto senza nuvole,
ma di sereno rosa so sorridere.
Dentro alla aurea alma mi ritrovo serena,
come lago d'aurora,
e vibrano le sensazioni e le attese.
Sulle foglie gocce di cristallo sono risorsa,
e nello sguardo si è perso il dolore.
Resta la tua impronta che mi lega,
mi depura, nell' attesa del tuo giorno.









