Qualcuno mi ha detto che

la mente mente

gli occhi ingannano

ma l’anima è l’unica ad essere sincera.

Ma quando l’anima

che non mente

ti fa vedere cose che non vuoi

perchè fa male

allora fuggi

come una lepre

di fronte al lupo

feroce

che feroce poi non è

perchè è solo il bisogno di sfamarsi

allora

l’anima

cerca

in qualunque modo

di acquietare la sua fame

di riempirsi

di quel cibo prelibato

che è il proprio sè.

Spesso la mia anima

come una lupa

cerca quell’unica fonte

per saziarsi.

Cerca ...

lei

la lupa

che

ancora

non trova

pace

 

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Profilo Autore: Maria Cristina Manfrè  

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Arturo è una brava persona,

un galantuomo e un marito che

non mi ha mai fatto mancare

nulla: ma del lavoro mai pago.

Fu Galeotto- siamo amici da

sempre- a convincermi a chattare

per conoscere nuove persone: così lo

conobbi, nickname Signore del Lago.

Lo incontrai la prima volta alla festa

di compleanno per mio suocero Uther.

Il fato volle lavorasse per mio marito.

Nel corridoio, da vero cavaliere,

mi aiutò ad allacciare il reggipetto.

Da allora ogni sera, quando termina la riunione

intorno alla tavola con i suoi sottoposti, mentre

Arturo si trattiene per ore a discutere con i suoi

sir più anziani, il signor Del Lago mi sfila

non solo il reggipetto e finiamo a letto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Pianeti sul ciglio dell’acqua.

Ha il tuo volto stasera il mare

e nell’aria vedo volteggiare

scampoli di una barca colorata

come dolce nenia ad un bimbo sussurrata. 

Pianeti sul ciglio dell’acqua.

Piccole onde dipingono il silenzio

Sui bianchi seni della luna e del vento,

ecco: sento battere il mio cuor,

pianto di conchiglia sui fianchi dell’auror.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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La sigla irritante di un canale locale
si infrange come un'onda sullo scoglio
da cui pescano quei vecchi bavosi
che discutono di calcio.

È vuota la busta del Tavernello:
cade, con un colpo di gomito involontario,
la Torre di Babele.

Dove sono i tuoi occhi?
Guardano lontano
o senplicemente sono implosi?

Nella penombra mastichi i catarri.
Rabbia, ebollizzione, scoppio.
Devo pensare ad altro.

Coltelli:
ogni promessa è una minaccia.
In mezzo al fuoco:
ecco perché sento il gelo.

Si spegne la luce.
Sali le scale.
È il battito degli zoccoli dei cavalli
in fondo al funerale.

È un battito di cuore.
Continua a partita finita.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Sto con i mandorli e betulle
e liane di distanze,
per pochi giardinieri
si apre il seno del lupo

non c’è raggiro, sono io
perso e trovato,
meraviglia di accordi, le foglie
che voi non afferrate

se vogliono, mi affaccio
di lato al vento
e tanto giuro di aver visto:
l’ho vista, più aspra
e dolce di un’erba rampicante
aggirarsi, da gazza spettinata
intorno al mio pensiero colibrì
-dio, quanta tenerezza.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ricordi che fanno male,
fuggi via
senza mai più tornare indietro.

E mi sento sola
in mezzo a tanta gente.

Il vuoto spegne il cuore
senza provare dolore.

La vita mi insegna
che il dolore non si spegne mai...

Il tempo non guarisce mai.

Quante volte mi sono sentita fragile
quante volte
il silenzio mi ha detto
più di mille parole.

Ma la vita è breve per i rimpianti,
ama chi ti ama,
chi ti merita,
dimentica la sofferenza
senza paura mostra ciò che sei.

Non nasconderti
cerca la tua meta
non fermarti davanti a niente,
realizza i tuoi sogni
non arrenderti.

Trasforma il tuo odio in amore
rischia e vivi.

L'immagine può contenere: notte e cielo
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Tamontava il sole a Zara
sul lungomare di pietre
riflesse di rosso

nostre ombre di pensieri
proiettate in sofferte emozioni
ci travolgevano

il vento accarezzava le onde
ultimi tuffi della sera
il silenzio non trovava posto

persone sparse sulla riva
l'odore acre della brace
fluttuanti melodie balcaniche

chiacchere in mille lingue
riempivano l'aria al sole morente
noi camminavamo; eravamo soli

solitudine e silenzio dove non ce n'era
l'ombra del crepuscolo si allungava
sul martirio dei nostri sentimenti

avevamo scalato un golgota di carne
oltre i confini del piacere
c'è solo il dolore

Zara non si curava di ciò
la sua bellezza ci ignorava
la festa continuava scavalcandoci

ed io mi immersi nella bellezza
non badando al dolore
rigirando la ruota dei piaceri
per perdermi di nuovo
in un tramonto

dolce malinconia
degli occhi.

  
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Il giovedì tutta la famiglia

è in piscina, e io ceno con

il sacro Graal alla tavola

del Re Pescatore: mia suocera.

Mia suocera quando ride divertita

mostra denti bianchi come corde

d’arpa, e quando birichino scivola

il suo piedino sulla mia caviglia

è tempo che il Re Ferito salga in

automobile diretto alla taverna:

caffè e partita settimanale a scopone.

Il letto maritale diviene teatro di

consenziente adulterio, e il Graal non ha

più nulla di sacro alla luce della lanterna.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Amami,
come la prima volta che,
i tuoi occhi
hanno incrociato i miei
e assieme hanno costruito
uno stupendo tramonto.
Amami come quel bacio,
davanti all'altare,
emozionante e complice
di una vita assieme.
Amami,
assieme alle mie paure
e incertezze,
assieme alle mie rughe,
ai miei capelli bianchi.
Accarezzami e
i segni del tempo
diventeranno il nostro sole,
perché io vivo di te,
mio dolce amore.
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Profilo Autore: Passione infinita  

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… quelli che sanno di sponde lontane
oceani in tumulto, zattere alla deriva

quelli dell’ultima spiaggia, 
dove i miraggi fanno male
dove le mani non si toccano e il terreno scotta
e i vermi che si nascondono sotto le radici
succhiano la poca acqua rimasta

Gli amori di carta che bruciano
sono dolenti zibaldoni nascosti

...

(La tua vita, nelle sue mani, è stretta al collo)
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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 264 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Rugiada dei sensi riscrive

un naufragio di baci ed accenti,

pianto di seta che derubrica

il tuo eco d’incertezza e silenzi.

 

Siedimi pure accanto

in questo affanno temporale

rubato ad un raggio di luna,

scuciti addosso al mio cuore

in un respiro d’inverno,

battito di periferia assiale

caduto sulle margherite del vespro.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E io di fronte a te, lì… dentro i tuoi occhi, occhi smarriti… che scavano nei ricordi sbriciolati nel tempo … un volto famigliare… ma chi? Ma dove? Quando?
E tu fronte a me, lì dentro il mio passato strabordante nel presente.
Poche parole a volte senza senso… la voce anche se flebile è quella che proteggeva, consolava e rassicurava.
Non serve parlare molto... non serve ricordare... è sufficiente prendere le tue mani per raccogliere la storia della vita vissuta e donata.
Tutto l’amore di madre… tutto l’amore di figlio e padre ora innanzi ai tuoi occhi… persi.
Io ricordo anche per te: i giorni che incalzavi, quelli che rimproveravi, quelli che mi stringevi e quelli in cui piangevi.
E io di fronte a te… ad una vita vissuta e quasi conclusa... un’esistenza senza memoria in quegli occhi… occhi che hanno parlato, insegnato, sorriso e sofferto.
Ma la tua storia è in me… nei miei gesti, nel volto, in quello che stringo e nell’amore in cui credo.
E io di fronte a te, lì… perso dentro i tuoi occhi, accanto al tuo candore di bimba… a cercare me stesso.
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Profilo Autore: Carlo P.  

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Io chi sono 
a volte lo so 
a volte no 
cambiata 
diversa. 
Lo specchio mi riflette 
non mi riconosco 
i dolori annientano 
il sorriso si spegne 
... attendo. 

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Profilo Autore: Liviana Poletti  

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Giorni e notti
manca l'aria da respirare.

Ragioni e vuoti immensi avvolgono
Doveva andare così...

Non voglio spiegare i
sorrisi forzati,
le presenze perse per strada,
anime pronte a perdersi per sempre.

Momenti e sogni infranti.

Illimitatamente cielo e sole,
solitari ali per volare,
con la poesia,
dove regna la pace e l'armonia.

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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Non appena varco l’uscio

gli indumenti divengono armatura,

e le chiavi dell’utilitaria d’improvviso elsa.

Di fronte ai suoi occhi guaritori, come dinanzi

al drago, il cuore si gonfia ma non prova paura.

Al cospetto di quei riccioli neri

che lambiscono l’incarnato olivastro,

sento l’ardore che provai contro il gigante.

Ma potrei arrendermi ai suoi lobi,

o alle vesti cenere dal profumo salmastro.

Oh Isotta, che mi sorridi dietro il piercing

e ti riveli sotto mentite spoglie…

Non vergognarti di ostentare il tatoo

all’ombelico “I soliti due pacchi di Chesterfield?”

Salgo in auto, e faccio ritorno da mia moglie.  

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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