e se lo guardo mi sento cullare
di nidi incantati e profumi
assopiti sui raggi del sole
La sabbia
che inventa le orme
s’immerge
e riemerge silente
brillante
sfuggente
Ancore certe gli approdi
ma al largo
rimangono i sogni
- spero
non vadano mai
a... l... l... a...
d
e
r
i
v
a -
gli occhi persi negli occhi.
Non ci sono parole, non c'è pensiero, non c'è neanche più materia.
In quello sguardo si è fuso tutto promesse, speranze, gioie, dolori, corpi, ansie, tempo e luogo.
Quello sguardo è divenuto l'essenziale ciò che era e sarà.
E' mentre una piccola candela si spegne nel cuore resta quello sguardo e la certezza che sei tu il mio unico amore.
L’artigiano: Quando trovi
una donna che reputi perfetta,
che incantevole sensazione…
Voce narrante: < Quando stai
con lei pur non essendo
perfetta, ma non ti importa,
non è solo comune infatuazione.>
L’artigiano: Ma
l’infatuazione ti fa vedere
speciale una persona normale.
Voce narrante: < Credibile.
Ma l’amore è quando
una persona la vedi
normale, e la fai sentire speciale.>
L’artigiano: Se la desideri
nella testa, ti satolla. E basta
con le caporali, uccidono la fantasia.
Voce narrante: < Se la desideri nella testa
e nel cuore, è amore; non son altro che una
voce fuori campo, ma se la vuoi nella testa,
nel cuore e sotto le lenzuola… è magia>.
senza fine.
Guarda nei miei occhi
la purezza e la semplicità.
Immaginami attraverso
mille sfumature dell’arcobaleno
e delicati petali di rosa.
Raccoglierò ogni tua delusione
e la trasformerò in felicità.
Ti scalderò con tutto l’ amore e
la protezione del mio cuore.
Ti mostrerò l’infinito e le stelle.
Ti farò vedere i miei pazzi sorrisi.
Sentirai la passione del mio corpo,
dolce tormenta dei sensi,
disegno passionale
di una bocca ardente
pronta a esplorarti.
Chiudi gli occhi,
assaporami.
Ascolta le mie parole
e custodiscile,
Guardami ogni volta vorrai.
Il mio sguardo si farà
sempre esplorare
dalla tua complicità.
parte dalla fine e arriva al dunque in perfetto orario,
un Pierrot nei sogni di Charlot
dal finestrino del treno all'ingranaggio Bulova,
abracadabra
c'è chi presto sparirà
c'è chi presto mentirà.
Per noi che aspettiamo l'assassino
dietro l'angolo di casa
la lancetta gira sempre in ritardo,
la spia dal semifreddo preferisce il largo
a un gelato cane sciolto all'amarena,
Pantera rosa.
La strega e la sposa
stanno imparando a volare insieme
sopra i cespugli di rosa,con la falce e la scopa
abracadabra.
Hai dedicato il miglior tempo
che tu potessi dare
a tutti noi
mettendo in risalto poesie
che dentro di te valgono molto
tanto da incorniciarle
come se non fossero nostre
ma solamente tue
e continui a volere
senza stancarti mai
ma in certi momenti
ti domandi se avrai
chi continuerà a sostenerti
offrendoti la possibilità
di esistere ancora
anche con la vetrina di libri
pronta ad essere letta
facendoci immaginare
nella spensieratezza
volando
Guardandoti ci accorgiamo
di sentirci più leggere
e felici di far parte di te
col tuo bellissimo gruppo
che hai creato
con la tua grande fantasia
umile e sincera
piena di rispetto
e tanto impegno
credendoci davvero
in quello che fai
In te abbiamo trovato
la serenità
la consapevolezza
dei nostri limiti
abbiamo conosciuto
le nostre emozioni
interiori
con gli autori
che hanno scritto
insieme a noi
a quattro mani
i loro versi
In te confidiamo
quando non abbiamo più pace
da te torniamo
ogni volta che vogliamo
"sentirci a casa"
Aiutiamo a buttarsi
nella poesia
Abbiamo realizzato
i nostri sogni
abbiamo pubblicato
i nostri libri
A te dedichiamo
questi versi
per ringraziarti
di tutte le emozioni
che ci doni
di tutte le volte
che ci hai fatto sognare
Per questo staremo
sempre con te
non ti abbandoneremo mai
Grazie CLUB POETICO
come finestra socchiusa,
resta...
Di profonda malinconia si apre
e spazia,
sui campi non ancora lavorati,
terre aride e piene di vento,
sotto algido inverno
come logaritmo di parole.
Mi veste un vestito che non è adatto,
e sa di antico e prolisso,
ma è tempo di cambiare,
di tagliare i fili che ancora restano fissi,
come chiodi nelle mani.
Osservando lo scorrere del sole che declina,
posso diventare farfalla
che dal bozzolo fuoriesce.
Posso... Il mio tempo si avvicina.
Tu
ed io.
Come due
buoni eremiti
noi vaghiamo
per uno spazio
che per alcuni è quello,
ma che per noi è questo.
Come due frammenti orfani
dI una stessa lontanissima cometa.
Come questi demoni di carta,
che quando bruciano
restano freddi.
E chi lo sa,
adesso,
se
il
tempo
di un sorriso
sarà soltanto
quel dolce
variabile
consumo
d’energia
e di pace,
o
se
l’arte
primitiva
della parola
si farà l’errore
che ci porterà
ancora
al male
del caos.
Agli intricati
inespugnabili
labirinti dell’incomunicabilità.
“L'uomo che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato.”
(Papa Giovanni Paolo II)
per non vedere di sotto.
Vorrei essere sorda
per non sentire
le bugie che la gente racconta.
Vorrei aver l'ingenuità
di quando ero bambina,
ed esser solo io sulla terra
per non sentire
le parole che girano come pugnali
dentro le ferite
facendole sanguinare.
Vorrei aver pace
e volare in libertà come gli uccelli.
Migrare lontano per non sentire,
per non vedere il male del mondo,
la cattiveria che ti sputano addosso.
Vorrei sparire per non sentire
il miele che diventa veleno...
Stanotte sono stato con te
Eri per me dono immenso
Eri emblema di ardore
Eri immagine profonda che giaceva nel cuore
E i cieli si aprivano nei tuoi occhi
Lo splendore del sole sorrideva
In riflessi innocenti
Si adagiava sul timido seno
Con l’occhio scrutavo il cuore
Quella stella errante
La conchiglia all'orlo schiusa
Tutta la bellezza si spandeva
In echi di sensuali profezie
Nelle notturne aure dorate
Oh misericordioso fuoco…
Che ti sciogli in liquida musica
Impavida luce di campane fluttuanti
La gloriosa soglia del tuo corpo
Non sosteneva la triste mia fantasia
E andai via… sull'uscio un bacio d’addio?
Eri ancora mia…
Riposa stai tranquillo,
scaccia i pensieri...
Non sono quelli che mi tormentano,
non è il riposo che avrò ne la tranquillità.
Lo so bene che non li avrò fino a quando tutto sarà luce.
Ma nel buio del tunnel allungo la mano e sono solo.
Non c'è speranza senza te, tutto è vano. E quel buio che fa paura diventa notte senza un mattino.
Lo so bene... La mia strada ha un solo nome,
senza quello ogni passo è nella direzione sbagliata.
E mi dici "non sono abbastanza..." tu, la mia regina, non ti faccio sentire abbastanza.
Io ho dato all'amore il tuo nome.
Perdonami sono solo un uomo impaurito e fragile.
Un uomo che ti sta chiedendo di dargli la mano e continuare a camminare verso noi.
Un uomo che ti sa amare e che per quanto vigliacco ti fa sentire ciò che sei, la sua donna.
M'accorgo
solo dalla carta
di come passa il tempo
- meno in concreto -
da una torta
che in un attimo
ti fa sforare l'anno
tutto pare bello ...
ma s'accorcia il grosso
resta a ridosso
di quel cero acceso
e sento
lo sento tanto
quell'odore di brucio
allora vado all'ugello
e di pomello
la fiamma abbasso ancora
di quel che basta
alimentando.











