Quel ceffone che la vita mi
ha scagliato non mi fa più sorridere.
Amavo amavo la vita ma
mi ha portata via lontana.
Passa il tempo
non respirerò più
con il sorriso di ieri,
ma vivrò con la paura
di ciò che pensi.
Soffierà nel vento
e volerà oltre il domani
nei pensieri segreti.
Con forza e saggezza
mi inventerò un'altra vita,
appenderò i pensieri al cielo.
Giocherò con la fortuna,
racconterò leggende
come perle del fiume,
perdonerò i pianti e la rabbia
ingoierò le delusioni.
Tornerò a sentire le sensazioni
che non si possono spiegare.
La paura mi farà soffrire ancora,
mi parlerà ancora...
Vivo ma non dimentico mai...
Sorrido indifferente alla vita.
vagando in cerca dell'uscita:
in deformanti specchi e priva di senno,
mi perdevo senza un'identità e smarrita.
Quando il mio corpo, scialuppa alla deriva,
si concedeva alla cattiva sorte,
un famelico vuoto mi affamava dentro
e la miseria fungea da piatto forte.
Dietro fredde sbarre imprigionata,
echeggiava la mia mente malata,
ed io pur schiacciata da una croce,
urlavo senza mai soffocar la voce.
Scrivevo poesie su di un muro nero
e...sbocciava un fiore a ogni pensiero.
Soventemente perdendo il percorso,
confondevo ieri col mese scorso.
Quando poi la "ragione" ritornava,
liberatami di qualche peso morto,
approdavo naufraga su un'isola
o come la nave nel suo porto.
Così confusa fra gli "umani",
divenuta brandello di iene e caimani,
mi ritrovavo ad esser farfalla senz'ali:
"vera"...fra menzogneri esseri "normali."
se ancora continua questa strana cantilena
nella testa, da destra e sinistra
i voli dalla finestra
ormai in overbooking senza red carpet
e sacchetti del vomito.
Per essere tragico alimento amazon
e i caporali del licenziamento
almeno trecento tutti giovani e forti,
magari più lenti,
non completamente morti ma quasi.
Sandokan nei campi a testa china
arriverà domattina a intonare
un blues di cotone, sottovoce per non disturbare
l'ape e i banchi di scuola
in duplice filare.
oscurerò il sole, come prima cosa.
Ero vivo, beato, appariscente
ancor prima che rompesse albe.
L’aspettavo, nell'impaziente ombra,
perché sapesse che la felicità, la mia,
non chiede prestiti a nessuno,
neanche al re delle luci immense.
Subito dopo, toccherà al mare
e goccia a goccia lo vorrò asciugare.
Ero schiuma, eroe, onda vivace
ancor prima che v’entrassi dentro.
Sfidavo i suoi dementi azzurri
perché placassero bellezze e forme,
io che tra le mani insufficienti
giravo quelle magiche, di lei.
Spezzando i giorni in uno, è andata via.
Morire al buio e sulla riva secca
non so se basterà, almeno a me,
per credere di non essere vissuto
ma vado sempre a caccia dell’amore.
Sorriso tu
Quando mi sorridi,
scacci le nuvole,
mandi via la tempesta,
raggio di luce nella vita mia;
sorridi tu,
e sei così viva,
così paciosa,
radiosa,
come un sole che dirada la nebbia,
scendi nella mai vita.,
e mi strappi dalla solitudine,
tu sorridi tu.

Scorrono giorni nell'ombra dei timori
intrappolati nella rete del silenzio.
Tesi come un arco sono i sensi
persi nell'oblio
inseguono pensieri intensi
non hanno licenze per sbagliare
cercano nuove strategie per imparare.
Confusa da un tempo vorace
che tutto ingoia come un rapace
l'anima urla nel disappunto
tace il viso nell'evidente cipiglio
il tempo beffardo ride
nell'evidente scompiglio.
Madre dalle lacrime versate,
nutrimento di bocche da sfamare,
sensibile cuore gonfio, e senza paure.
Virgola leggera nel minuetto della vita,
che si prostra a protezione.
Essa è nullita' davanti al bene dei figli prodighi
d'amore.
Sorriso del cielo che accoglie,
barca sicura nel mare in tempesta.
Madre dal ventre gonfio e pieno
porti nell'anima la voce che diventa richiamo,
per te solo pura armonia.
Stella luminosa nella notte dei tempi...
La tua testa china e canuta non dimentica e
continua ad amare.
Così ti avrei voluta, nuda.
In quella camera che sei solita
prendere in locazione
per la villeggiatura, sul divano
con la tua pelle sul cellophane,
mi sussurravi all’orecchio
quelle parole che si dicono
così, piano.
Poi con l’erotismo lungo
i fianchi rientri sempre in città,
lasciandomi di te solo la
passione sui gradini delle scale.
Fino al prossimo anno,
quando farai ritorno tremula
sui tacchi di nuovo in cerca
di me, il tuo rimando stagionale.
Questo ti piace
pensare, nuda.
Del tuo corpo
mi sono nutrito.
I seni di mia madre
mi hanno
allattato, i tuoi
poi irretito.
Io per te niente altro che
una sorta di interruzione.
E’ dentro che ti avrei voluta
nuda, non basta il tuo odore.
Le unghie sul petto,
le forme sinuose.
Quello nostro non è mai
stato amore, amore.
Non fingere di essere quello che non sei
Non mettere altre vittime tra i tuoi trofei,
le maschere cadono prima o poi dal viso
ed esce la tua indole sotto il falso sorriso,
non è sul palco della vita che devi recitare
raccoglierai odio da chi ti ha saputo amare,
quel vittimismo che metti nel tuo ruolo
ti porterà unicamente a rimanere solo,
i veri rapporti d’amore ed affetti
vivono insieme ai pregi e difetti,
anche nei comportamenti più complessi
si può vincere rimanendo se stessi,
la rabbia ,l’invidia porta all’ossessione
si rimane imprigionati nella propria finzione,
screditare gli altri per le tue insoddisfazioni
ti porterà ad uccidere le belle emozioni,
e nel vuoto sterile che ti sei creato
anche l’ultimo fratello ti ha abbandonato,
chi viene amato nel bene e nel male
è chi a testa alta rimane sempre uguale ,
non è fingendo che si ottengono successi
ma semplicemente rimanendo se stessi.
in assemblaggio
frammenti di luce
dissolventi e sparsi
steli ingialliti e riarsi
di velenose viole
cieli di nuovo tersi
sogni indecenti
di amori dispersi
notti di maggio
sassi di torrente
volti ambrati
cicale assordanti
donne di passaggio
pensieri discordanti
neve di primavera
vagabondi erranti
Strascichi di vento
dimenano l’anima.
Il bello della vita:
un sorriso, una lacrima.
“Un contadino è più vero coi suoi indumenti
di garzato tra i campi, che quando va a Messa
la domenica con una sorta di abito da società.
Analogamente si può ritenere che dare a un
quadro di contadini una sorta di superficie liscia
e convenzionale risulti estrinsecazione di falsità.
Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo,
vapori che si levano dalle patate bollenti
non è malsano; se un campo sa di grano maturo
o ortaggi va bene”, dalle parole di Van Gogh.
Pertanto Vincent dammi un pennello e la tua
mano perché io le disegni un sorriso imperituro,
affinché l’ultimo raggio di sole ristia sul suo viso.
Ora che credo sia assopita sola con il suo sguardo
che avrei potuto tratteggiare come custode
di due scampoli di notte al posto degli occhi,
ma che è così tangibile e vero come la terra
che custodisce sotto la vanga le sue zolle sode.
Adesso che questi due ritagli di crepuscolo
al posto degli occhi sono pennellate d’autore,
sfumature leggere, dentro di me è una voce sola:
nella notte statica turbata dall’onomatopea delle
ciglia delle tue due zolle di terra coltiva al posto
degli occhi “Almeno in sogno vienimi vicino, vola…”.
Vivremo e ci perderemo emozioni importanti
Questo è il destino degli amanti,
e sotto ad una pioggia di perché
soffriremo nel non poter stare
sempre insieme io e te ,
privi di pudore e senza diritti
anneghiamo nelle lacrime e dobbiamo stare zitti,
saremo l’amore limitato
l’errore ed il peccato,
semineremo rabbia e dolore
sanguinerà il nostro cuore,
a sostenere le nostre follie
saranno sempre e solo bugie,
nel difenderci avremo sempre poco fiato
per urlare a tutti un amore sbagliato,
ci faremo inutili promesse
le cose resteranno sempre le stesse,
avremo sempre voglia di scappare
ma troppo vigliacchi per poterlo fare,
il nostro futuro sarà solo un miraggio
per fare delle scelte ci vuole coraggio,
e sotto gli occhi di tutti quanti
saremo sempre due squallidi amanti.










