Così ti avrei voluta, nuda.
In quella camera che sei solita
prendere in locazione
per la villeggiatura, sul divano
con la tua pelle sul cellophane,
mi sussurravi all’orecchio
quelle parole che si dicono
così, piano.
Poi con l’erotismo lungo
i fianchi rientri sempre in città,
lasciandomi di te solo la
passione sui gradini delle scale.
Fino al prossimo anno,
quando farai ritorno tremula
sui tacchi di nuovo in cerca
di me, il tuo rimando stagionale.
Questo ti piace
pensare, nuda.
Del tuo corpo
mi sono nutrito.
I seni di mia madre
mi hanno
allattato, i tuoi
poi irretito.
Io per te niente altro che
una sorta di interruzione.
E’ dentro che ti avrei voluta
nuda, non basta il tuo odore.
Le unghie sul petto,
le forme sinuose.
Quello nostro non è mai
stato amore, amore.
