Così ti avrei voluta, nuda.

In quella camera che sei solita

prendere in locazione

per la villeggiatura, sul divano

con la tua pelle sul cellophane,

mi sussurravi all’orecchio

quelle parole che si dicono

così, piano.

Poi con l’erotismo lungo

i fianchi rientri sempre in città,

lasciandomi di te solo la

passione sui gradini delle scale.

Fino al prossimo anno,

quando farai ritorno tremula

sui tacchi di nuovo in cerca

di me, il tuo rimando stagionale.

Questo ti piace

pensare, nuda.

Del tuo corpo

mi sono nutrito.

I seni di mia madre

mi hanno

allattato, i tuoi

poi irretito.

Io per te niente altro che

una sorta di interruzione.

E’ dentro che ti avrei voluta

nuda, non basta il tuo odore.

Le unghie sul petto,

le forme sinuose.

Quello nostro non è mai

stato amore, amore.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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