Tramonto di maggio
Sul far della sera,
aria più tiepida,
carezzevole brezza,
giornate lunghe;
il cielo si eclissa,
si fa ramato,
la volta si tinge di arancione,
frammista al cielo terso
blu chiaro,
sull'orizzonte,
resti di nubi
di pioggia
frastagliate e livide,
scure,
pregne di piovana;
stazionano in cielo
e gremiscono lo scenario,
tramonto di maggio,
l’inverno è dietro,
quasi disperso,
remoto,
restano residui nell'aria;
scende la sera,
fa più freddo,
maggio.
Voto per il ritorno
alla grande festa,
mieloso contratto
da perdere la testa
dove lo scettro
è rimesso in gioco
responsabilmente
per abdicato trono.
Apparenza
di doveri cessanti,
ora paggio di corte
duca d'appoggio
gran ciambellano
conte in contanti
- istanti
al martirio sottratti -
Consigliere sublime
che sa anche tacere
urlando quasi più forte
e più nessuno spaventa,
regala solo intensi momenti,
fette l'affetto
per niente l'etto.
Jolly o giullare
nella democratica
vincolata repubblica
del regno d'amore
Ti dico si rimani.....
allunga le mani,
adesso ti voglio
son pronto mi spoglio,
non mi sono mai concesso
ma con te faccio sesso,
mi ecciti da morire
tu sai farmi impazzire,
sembra tutto perfetto
resta qui nel mio letto,
non fermarti più
fammi quello che vuoi tu.
E' nelle notti di tempesta
che il mare rivela la tua triste storia
quando l'onda ribatte e incalza
e ripropone ostinata rabbia
crudeli e inquietanti presagi di morte.
Sarà tempesta finchè Dio lo vorrà
e lo spirito del mare
impossessato
da autentico dolore
si nutrirà nel suo tormento
Rimarrà un sordo gemito
un ultimo soffio di vita
finchè l'onda fermerà la sua corsa
e l'oceano intonerà la sua canzone...
E l'oceano intonerà la sua canzone...
Siamo eternamente in salita
in cammino verso mete di carta
la fatica rende i tramonti inconsolabili
Non ci casco non mi arrendo
Dobbiamo decifrare parole annodate
e i pensieri si tingono di nero
a volte è così dura che ci iniettiamo morte
Non ci casco non mi arrendo
Quel fastidio diventa immenso dolore
è inutile scappare lui ti insegue e ti uccide
Sento la tua pelle vedo i tuoi occhi
Sei anestetico per me
L’amore capovolge
L’amore guarisce
Non mi arrendo
Ti amo
Di linfa piange l'amore in rami
florido di giunti -giunchi- si fa mordace
abbraccia le catene della miseria
fiorendo così di fulgida azalea
Foglie tingono a grigio la triste assenza
chiudendosi in abbraccio
che sì triste la vita più non parea

Volo lontano
tranciando intralci
avvinghiati al pensiero
spiegando ali
verso libertà
nel tempo negate.
E si fa canto
nell'umore della sera
il planar gioioso
di sussurrata carezza
al sapore di miele
che sfiora labbra
in do d'amore.
Adesso non sei qui,
vicina a me,
adesso chissà
dove sei,
che farai,
lontananze,
se non ci sei,
il vuoto,
e il silenzio
scende
nella vita mia,
tutto si spegne
e diventa smorto
e grigio;
nostalgia di te,
di tutta la tua persona,
la tua voce,
i tuoi
occhi,
la tua tenerezza,
i tuoi problemi;
lontananza da te,
non la sopporto,
tristezza nello stomaco,
nel mio giorno.
Con te navigo in acque ferrose
dove tentacoli avvolgono l'anima
per fondersi in armoniose fantasie.
Emozionata, dono piaceri,
delineo trasformazioni,
abbandono complicazioni,
fuggo divergenze,
accetto compromessi, per rubare
all'attimo svariate sensazioni.
Con te corro nel vento
ponendomi all'angolo della fantasia
nutro di sogni quei silenzi che
emergono dal mare,
perdo il contatto con l'io
lo mescolo con il tuo.

Ricordi, quanti ricordi!
Ricordi di infanzia, di gioventù,
ricordi veri, non falsi e montati!
Ricordi da pelle d’oca, ricordi di nostalgia.
Non vedevamo l’ora che arrivasse sera,
l’ora che ci rendesse liberi dai doveri,
dagli impegni di aiutare la famiglia,
l’ora di correre per incontrarci!
Incontrarci per conquistare i nostri amori,
le nostre ragazze che mai avevano corrisposto,
ragazze sane, giuste e sensate
piene di orgoglio ed onore per la loro famiglia.
Ne inventavamo di ogni tipo, di tutti i colori,
per avvicinarle, farci notare,
attirare il loro sguardo,
la loro attenzione!
Mettevamo cerotti per farci commiserare,
guardare, chiedere cosa fosse successo.
Con te questo ha funzionato,
con me invece no! Non ho però rimpianti!
Quante cose strane abbiamo fatto!
Perfino ginnastica per gonfiare i muscoli,
solo per divertirci, fare qualcosa di diverso
ma solo ragazzate, niente bravate!
Abbiamo anche provato a scrivere,
commentare e recitare commedie
per fare gli attori, per guadagnare
baci dalle amiche che invitavamo a partecipare.
Idee puerili, magre ed insensate ma,
giustificate sempre dalla voglia di fare,
dalla nostra tenera e giovane età,
dalla nostra voglia di successo, di trionfo!
Voglia di emergere dalla mediocrità,
dalla normalità, dalla monotonia,
dai pregiudizi, dalle critiche
ma anche dalla mentalità meridionale.
Ricordi belli che il tempo ha sbiaditi
ma che mai è riuscito a cancellare,
ricordi di un affetto smisurato
fra due cugini quasi fratelli.
Ricordi lontani che affiorano alla mente
come se fossero vicini, indimenticati!
Ricordi che il tempo e la lontananza
non hanno fatto altro che scolpirli nella mente.
Esigenze e circostanze hanno separati
i nostri corpi ma non la nostra anima,
il nostro spirito, il nostro affetto,
la nostra voglia di tornare vicini.
Il tempo logora e distrugge tutto
ma non i nostri sentimenti, Il nostro affetto!
Più il tempo passa e più il nostro affetto cresce,
Ti voglio bene, carissimo e straordinario cugino!

Mi manca il tuo modo farmi sentire un fratello,
quando pure un giorno brutto lo rendevi bello,
mi manca il tuo modo di farmi sentire importante,
quando ti sentivo accanto a me anche se eri distante,
mi manca la tua amicizia che sentivo fortemente addosso,
mi manca il coraggio per riabbracciarti ma ho paura e non posso.
Dietro quel male che mi hai fatto mi nascondo senza odiarti,
ma se solo potessi essere più forte vorrei perdonarti,
mi manchi perchè riuscivi a farmi stare bene,
lo stesso tuo sangue sentivo nelle mie vene,
mi hai regalato momenti di forte calore,
è finito tutto dentro ad un dolore…
ma mi manchi, e vorrei poter almeno dimenticare,
quel vuoto che nessuno è riuscito a colmare.
con rose di maggio
e petali rossi
per ogni evenienza,
con occhi commossi
predavo e offrivo l’amore.
Immaturo, senza pudore,
mietevo l‘ingenuo rossore
di messi dorate,
fino a quando non giungesti tu.
Come sole di notte,
attraente, saggia, prudente
e sei ancora qui, come allora,
la mia ultima spiaggia,
da cinquant’anni e tuttora
inverno e primavera,
costante a ricordarmi
quel tempo com’era:
piacente, allegro, un po’ crudele:
un rimpianto che non serve più.
nei prati secchi
dove spontanee crescono le lune.
Ho colto una rosa bianca
come il candore del tuo viso
quando ti sei spenta.
Ti piacevano tanto le rose
e rose erano i tuoi baci
sulla mia fronte acerba.
Adesso da quella nicchia di cielo
dall'immensa distesa di rose
piovono petali dai tuoi occhi
e qui sono coriandoli
che si adagiano stanchi
sulla radice dei miei alberi
nei rami protesi
ad abbracciare il vento.
Luce di madre
dammi ancora quel profumo
per amare questa vita
che indegnamente calpesta i miei passi
verso l'infinito.










