tormentato dal rimorso,
venuto sul luogo
del massacro,
con la croce sul dorso.
Una giornata limpida
non oppressa dalla nebbia.
La nera croce
non vidi
scolpita sul tetto.
Sganciai, a volo radente,
quella bomba assassina.
Il pianto dei fanciulli
risuona stridente.
Ogni capello
del mio capo,
conosce la sofferenza.
I cimiteri sono pieni
delle mie colpe.
Cadaveri inumati,
disseppelliti dal peccato.
La condanna
di vivere in eterno,
lontano da Dio
e dai fanciulli.
è la più sicura
perchè è in discesa,
mentre la via del bene
è la più faticosa
perchè è in salita.
C'è chi sceglie il male
e c'è chi sceglie il bene
nella propria vita,
ma in entrambi i casi
bisogna riflettere
sulle nostre scelte
e vivere o bene o male.
O Signore tu sia
da seguire la mia via,
o Signore tu sia l' acqua
che mi lava via i peccati,
o Signore tu possa i miei passi illuminare
quando nel buio io cammino,
o Signore non lasciarmi mai bere
nel calice del male,
o Signore tu sia sempre mio amico
anche quando ti sono nemico,
o Signore tu mi possa sempre ascoltare
quando io mi metto a pregare,
o Signore ancor lunga vita
tu mi possa donare,
o Signore tu sia sempre il mio scudo
per proteggermi dal male.
esclusa...
Messa da parte
come una scarpa vecchia,
non servo più,
non sono più nessuno.
Non cerchi più i miei consigli,
non cerchi più il mio sguardo,
ne il mio sorriso,
sono sola...
Sola con me stessa,
sola nel mio dolore,
a farmi compagnia
le lacrime.
Anche il sole
è arrabbiato
anche lui...
E resto da sola
Senza parole...
Senza stimoli...
Senza forza per vivere.
I versi disciolgono al chiaro diafanar della luna -
Son coralli che imperlano le corolle loro
su rami vestiti d’inverno, incoronati d’argenteo alloro,
nell'attesa che si schiudano in gemme celesti -
Sperduti in meandri segnati d’infinito
i Poeti non attendono che l’Ispirazione li vada a scovare,
non s’attardano ad aspettare
I Poeti coi retini la vanno a cogliere e cercare
Spogliata dai veli la fanno danzare,
stanata dai brumosi nascondigli delle loro visioni,
la fanno innamorare
Adulandola, rapendola
Incantati essi stessi, da lei si lasciano conquistare -
Eterno è il loro peregrinare
Incolmabile è la distanza che li unisce e li separa
dal Tutto, dall'infinito, dall'indefinito -
L’incolmabile da raggiungere con alito di vento,
con un respiro sopito -
Parolieri viaggianti
Anime vaganti
Pensatori regalati ai flutti del tempo,
in auree maree vagheggian le loro menti -
Sapienti custodi e divulgatori di parole,
i Poeti attingono dal pozzo della fantasia
bevendo nei riflessi che vi si specchiano -
Intingono nell'acqua lunare le loro dita imprecise
fino a diventare penne di piuma, di magia intrise -
Illuminano l’oscurità
Tempestano il vivere altrui del candor delle stelle
Brillano della luce del sole nei colori dell’arcobaleno -
Di lutto, di nero
di rosso d’amore, calore d’un cero,
travestono rime e strofe d’estinta importanza -
Al velo del mattino posano crisalidi sul cuscino
Il frutto sbocciato da una goccia partorita tinta d’incanto,
imbevuta di splendore, rugiada impreziosita -
I Poeti sono il filo conduttore tra il sonno e la veglia -
Cacciatori di sogni
Pescatori di pensieri
Lucciole danzanti,
con vivaci antenne a captare ogni lieve movimento,
ogni velata sensazione -
Fulgidi doni di luce impregnati,
i Poeti san donare al cielo calde lucciole
per illuminar le notti nere
e candele,
a parlare di luce da accarezzare -
Lievemente -
Il colore greve del nero inchiostro
è costretto a sbiadirsi dinnanzi a cotal cospetto -
I Poeti sanno alleggerir ogni trama dal proprio peso,
ogni cupo colore, che al sole si dà arreso -
Navigano su acque salate
Tramutano pietre levigate
in gocce di perle al mare incastonate -
Conoscon dell’amore ogni verso
Ne raccolgono il germoglio prima che vada perso -
I Poeti volteggiano in punta di piedi
sull'oceano astratto del caotico mare,
periplo immaginario che profuma di vero -
Sanno centrare con precision d’arciere ogni impavido cuore
E con scintilla viva ad arder le emozioni,
accendono, se si affievolisce, ogni fuoco che perisce -
Incendiano gli inverni fino a farli divenir estati
Abbelliscono il mondo di parole sfrenate, sublimi ed aggraziate -
I Poeti, tali a folli viandanti,
animati amanti di silenzi assordanti.
'Non mi era mai passato per la mente che le nostre vite, che fino a quel momento erano rimaste tanto strettamente intrecciate fra di loro, potessero disfarsi e separarsi per una cosa come quella.' Da "Non lasciarmi", Kazuo Ishiguro
Cercano
dov’è il possibile
con la speranza controvento
parole caricate a salve
che salvino dai cedimenti,
dal viso grave di Madame
donatrice di approdi
e viaggi di pietà.
Molto o poco il tempo
ai fiori di palude
che petalo per petalo si danno
colmando limbi d’incompiuto.
Tu forse non lo vedi
qualcuno è qui ti veglia
un’orma lieve
scisma di corridoi
dal cielo nero ti protegge
sofferto coagulo di gelo.
Ci dissero
di aver cura di noi
di chi andrà via per primo.
Di uscire
quando eravamo pronti.
C’è chi mi chiama angelo ma le
Mie ali non sono forti per volare,
c’è chi mi chiama maestro ma
ho ancora molto da imparare,
c’è chi mi dice che sono troppo buono
ma è proprio la cosa che non mi perdono,
c’è chi mi reputa speciale
per non aver fatto niente,
scrivo poesie e mi ringrazia la gente,
la vita ti sorprende all’improvviso
a volte con uno schiaffo
e a volte con un sorriso,
le sensazioni belle o
brutte che siano le scrivo,
perché in una poesia mi sento vivo,
mi sento un clown che dona
un sorriso e trattiene il dolore,
non conosco l’odio ma solo l’amore,
gran parte di me la detesto non mi piace
soprattutto questo cuore fragile che soffre e tace,
c’è chi dice che piangere è un segno di chi è forte
ci sono sempre chiavi che aprono nuove porte,
non amo la mia stupida sensibilità
mi fa vivere la vita con troppe difficoltà,
sono un umile poeta che scrive la vita vera
la forza per lottare la trovo nella preghiera,
tra i tanti peccatori mi ci metto anch’io
moltissime le volte che ho chiesto scusa a Dio,
aiutando gli altri ottengo un gran successo
ma sono una frana se devo farlo per me stesso,
non ho direzioni non ho una meta
mi sfogo in questi versi per voi
che mi chiamate Angelo Poeta.
Sarà vero quando
le mani si intrecceranno
e troveranno il coraggio
d'esser nude e sudate,
e gli occhi si incontreranno
per accordare le linee
di sagome esauste.
Creeremo, così, un cerchio
d'inedito piacere
tra incroci e pensieri liquidi
rimanendo in un limbo
invaso di fumo.
Per un poco.
Senza tempo.
Ci troveremo accanto
coi piedi stanchi
appoggiati ai cuscini,
le stesse paure.
Come una vita che non è mai stata.
Come una morte che non esiste.
Per un poco.
Senza tempo.
Resta.
Tu che copri la tua pelle
di viole e di rugiada.
Ascolta sereno, degli Usignoli, il canto.
Mira la fronda trastullarsi al vento…
Ma sappi che altro è il vivere
per gli esseri immondi.
Spersi in isole di fango
lambite da veleni sulle sponde.
Non si accorgono mai del cielo
e vestono solo “Piramo”
sull'anima ribelle.
ha portato a casa
dei piccoli
pulcini brahma,
diversi dagli altri,
per la grande dimensione
e il pelo nelle zampine.
Tutti gialli e tenerini,
si mettono
in un angoletto,
a cercare il calduccio.
Uno attaccato all'altro,
come una squadra perfetta,
allungano il collo
e le zampine.
Chi arriverà per prima
a beccare il mangime?
Ma naturalmente tutti insieme,
stretti quasi in un abbraccio,
con il loro dolce cip cip.
sfarfallandosi lenta
tra fiori di limoni
bianchi come gigli
e ruggine abrasa
dagli stantii cimieri
con vezzose criniere
a sventolare indarno
sulle pozze d’argento.
Non senti anche tu
che cambiano d’intorno
l’aria e il cielo?
A Marco Vannini!
da percorrer insieme a lei..sognasti!
nella noia assoluta
alla ricerca di emozioni
una società decaduta.
Non esiste rispetto
non c'è comprensione
il più debole è un trofeo
da mostra su un pennone.
Tristezza profonda,
in un profondo buco
aridità di sentimenti
dentro solo vuoto.
Nessuno vuol sentire,
si è troppo indaffarati
a vivere vite frenetiche
i consigli sono rimandati.
Ma dove si vuole arrivare
se il nulla è sempre più forte
rallentiamo un minuto,
sperando che il buon senso
diventi una roccaforte.











