mi dividono dalla felicità:
un solo passo e potrei sfiorarla.
Una decisione mi separa
dal controllo totale.
Vorrei prendermi una sbronza
come quelle dei miei sedici anni,
non come quelle di adesso
che sembra una Parigi baudelairiana
anche la più accesa strada.
Ridere di cuore del male sulla pelle,
del male sopra il cuore.
Piangere di gioia per le cose nocive,
scansando così l’esistenziale per un po’.
Ai miei coetanei piace il Sabato sera
e alla mia famiglia il pranzo della Domenica.
Io, un timido Mercoledì.
Ogni giorno sto morendo.
si rincorrono l’essenza e la tua assenza
un pensiero irreale eppur corposo
fragile come un sogno
fragrante come un nuovo amore.
Feroce la forza che ci attrae
quando incrocio il velluto della lingua
e bevo il tuo sapore, e dico t’amo
mentre respiro la tua bocca schiusa.
Inarchi il dorso, getti gli occhi al cielo,
centellinando ogni goccia di piacere.
Graffiami l’anima, non sentirò dolore
se coi tuoi baci curerai ferite
trasformandole in gioia.
Regalami ogni giorno questo gioco,
regalami un inferno di passione,
un pensiero concreto, corporeo, anche malato,
senza chiedere s’è sogno o s’è realtà.

Inferno, Purgatorio e Paradiso,
primavera, estate, autunno e inverno,
materia, amore, anima e spirito,
aria, cielo, gas e liquidi.
Tutte cose che ci ha donato Dio,
cose perfette, funzionanti e resistenti,
cose che durano per sempre, cose eterne,
senza rotture e senza incrinature.
E tutto questo è base della vita,
tutto ciò che serve all’esistenza,
tutto questo è quello che ci muove,
senza spinta, senza alcun motore.
Il tempo è però un grande tiranno,
a volte mostra anche unghia e denti,
può cambiare, uccidere o migliorare,
ma può agire solo sulla materia.
Case, tunnel, ponti e cattedrali,
città, paesi, case e monumenti,
musei archi, colonne e ville,
tutte grandi opere di illustre firme.
Progetti e calcoli di grande invidia
ed ogni Stato ne vanta più di una,
tutto perfetto e grande maestria,
tutti fanno a gara quale è bella.
Ferro, cemento, legno, marmo e tela,
tutto resistente e di grande qualità,
ogni progetto calcola le dimensioni,
partendo da durata e sollecitazioni.
Qualcosa però crolla prima del previsto,
senza preavviso e senza pietà alcuna,
le cause quasi sempre ci stupiscono
perché al progetto non ci sono errori.
Unici imputati, a mio modesto avviso,
sono i carichi ripetuti senza tregua,
diventano il doppio dei previsti
e la durata è sempre dimezzata.
Fenomeno tecnico che tutti conosciamo,
fenomeno strano, anomalo ed imprevedibile,
si dice che la rottura avviene per fatica,
monitoraggio e cura, son le sue medicine!

chi giurava di amarmi,
da chi mi abbracciava
per poi pugnalarmi,
mi chiamano angelo
ma mi hanno tolto le ali,
Sono stato colpito troppi pugnali,
mi spaventano anche le carezze,
solo nella fede ci sono certezze,
dopo troppe volte che ci ho creduto,
l'amore adesso non lo voglio ,lo rifiuto,
il male le spezza le catene,
io so di appartenere al bene,
non smetterò mai di pregare,
anche se sono un angelo che non può più volare.
sotto colpi di cuore l'anima si rapprende
e leggera battaglia ricomincia.
Notte senza luna,
così buia e tempestosa,
copri tranquilla ogni rosa
che dorme tra le foglie.
Potente è il sentire
e attinge e anela il dormire,
solitario il letto giace
e non porta odore di pace.
Quale voce potrà dire la sua,
e non gioire, perché il tempo del sereno venire
e forse non verrà.
Ma i fiori della speranza più azzurra
non sono ancora sbocciati con il sole.
Nel giorno che nasce
sotto il roseo mattino
ci saranno e ancora sorrideranno,
tra le labbra carnose.

Sei partito per un lungo viaggio
biglietto sola andata.
Pochi spiccioli in tasca
muso duro
tanta fantasia,
meta
un'utopia.
Guardi indietro
non era importante
eppure il pensiero
torna da lei.
Nostalgia assale
non puoi tornare
prosegui viaggio
verso un miraggio
lo scoprirai
se giungerai a destinazione.
Viaggio infinito
meta lontana
non demordere
qualcosa troverai,
ma...
Potresti
non giungere mai
all'isola della felicità
se prima
pace non farai
con te stesso.
vestita color seta della luna
bagnata dalla luce dell’amore.
Se adesso sei nei miei paraggi,
dovrei lo so mutarmi in un bambino,
inganno al quale vendermi non voglio.
Ti chiedo quindi di guardarmi gli anni,
di ricordar gli incontri già vissuti
tra i sospiri dei pressanti sogni.
Ti parlo, come allor, di desideri
che benedetti aiutano a vedere
la vita oltre il gelo delle siepi.
Ricorderai… guardavo il mare
frenando l’assillante tempo
e ciglia non battevo per paura
di perdermi un istante dell’azzurro.
E gli parlavo, principe esordiente,
d’altri colori che quasi pretendevo.
Se adesso sei nei miei paraggi,
accogli il grido ingenuo che ti lancio
e fammi riveder quel paradiso.
Soltanto riveder, non chiedo altro.
Oggi è uno di quei giorni che mi sento
stanco di accomodare sempre le cose…
ma se devo scegliere, scelgo te tra chi
di noi due deve essere contento.
Mi sei entrata nella testa,
sei parte dell’anima…
Ora riposerò un poco, ma domani potrei
incamminarmi verso dove soffia il vento.che porti dentro
nel profondo.
La vedi in due occhi
che ti guardano con dolcezza.
La trovi
nei piccoli gesti,
quelli che ti donano
tanto affetto.
La sensibilità è un vestito
da portare ogni giorno,
aiutando il prossimo.
La sensibilità toglie il rancore
e dona solo profondo amore.
La musica solletica i sensi
i corpi si muovono sinuosi
una bachata che rapisce
i piedi muovono i primi passi
e le cosce fremono
come in preda ad un delirio
Il ritmo comincia a fluire dentro di noi
un fluido che scioglie anima e pensieri…
e rapiti in una estasi melodica
ci abbandoniamo l'una all’altro
in un solo respiro in un unico battito ...
che si schianta sugli scogli,
aspetto che la montagna
crolli sulla città.
Aspetto la pace
e la luce che si spegne
al tramonto,
aspetto che mi sotterri
la devastazione...
Perchè l'amore
non è solo baci e abbracci,
non è tutto perfetto.
Amare sono le cicatrici
lasciati sulla pelle.
Amare e aver paura
è vuoto interiore,
esser forti
ma anche instancabili
con il sorriso
della delusione.
L'uomo in toupet
guidava una rossa coupé
e aveva un colorito alquanto flambé
avendo mangiato un infuocato puré
oltre a tre piatti di consommé.
Lo sguardo sai com'è
cadde sulle gambe d'una bionda in lamé
che sdraiata sul parquet
la vetrina ornava con un bouquet.
Poi... al rosso si schiantò facendo un gran bignè
con un furgone che trasportava bottiglie di Grand Marnier
Allora un vigile zelanate fischiò d'emblée
tirando fuori il taccuino dal gilet.
Ma l'uomo con uno scarto alla Pelé
dribblò la folla e si tuffò in una bottega da thé.
Per riprendersi dalla botta chiese due bicchieri di Perrier.
La commessa esterrefatta non sapendo il perché
rispose: “Qui l'acqua non c'è”.
La sera scendeva con toni fumé
e sfumava pure la serata al pret a porter.
Frullo come un frappé
tornò così a casa andando a piè
e finì per scolarsi un bollente carcadé
pensando: “Che giornata de mme...”
Sentore di neve!
Sarà questa primavera
che tanto sa d'inverno.
Saranno i giorni,
quelli giusti.
Quelli della nonna,
nelle sue storie.
Sarà il vento di bora,
sferzante, gelido.
Sarà il suo candore
e quello dei bambini,
con i loro giochi.
Sentore di neve!
E già nevica
dentro il mio cuore.
Nevica nella mia poesia!
È la neve dentro,
quella che non vuoi,
quella che non giochi,
quella che scende
e non sai fermare.
E nevica sulle persone
che più ami!
C'è sentore di neve!
Nei pensieri,
nei gesti di sempre...
Un uomo saggio
sfornò idee per carenti di fantasia
rendendoli schiavi del suo pensiero.
Un uomo scaltro
sottraendole
per postar bottino
seminò tracce
con coraggiosa incoscienza.
Il saggio disse:
“Nell'ammissione di colpa
trova rifugio la coscienza”.
(sentimenti appagati).
Cieli si schierano dalla tua parte;
in un ricordo hai trovato il presente,
dubitato il futuro.
C’è un non so che nel muoversi delle cose,
una spinta incredibile,
uno stendersi infinito, la vita
(in un attimo).
Se sveglierai la mente sarai salvo.
Ma ora ti senti vivo?











