Sono una tempesta di sassi dentro la tua testa. 

La notte fredda, la brina, 

il ghiaccio, il vetro, 

un bicchiere, 

qualcosa da cui bere.

Un “urlo”  - 

un eco nella stanza che nemmeno ad Allen basta. 

Sono riuscito a vedere

la pazzia,

Il rumore, la fantasia,

Immersa in acque profonde infrante sugli scogli dalla monotonia.

Sono l’antenna della comunicazione, la voce di mille generazioni, 

la voce della nuova poesia.


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Profilo Autore: NomePoetico  

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Davvero, non m’importa di sapere
dove ha inizio o finisce il mare.

Lo voglio immaginare senza età
nell'unico colore che può avere,
nato per caso o per un'alchimia
tra le magie della prima fiaba.

Con un respiro che mi sembra il mio,
quando le ansie rimuovono le onde
o un sorriso le ripiega al sole,
come il più giusto degli amori giusti
lui mi accompagna ad ogni passo nuovo.

La pelle bagna se la vede secca
e, poi, a scoglio tiepido la presta.



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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Con quel vestitino bianco appena sopra

il ginocchio ti adoro, seduta tra i fiori.

Ma quando rientri dalla spesa,

t-shirt madida sulla schiena e scarpe

da ginnastica legate insieme, a penzoloni

tra le borse, spossata e coi capelli in disordine

amo ogni attimo che mi ha afflitto nell’attesa.

Tocchi le gocce con due dita con disinvoltura,

ti sposti sotto il getto d’acqua con sicurezza

e sollevi appena la testa inclinandola indietro.

Ti versi un po’di bagnodoccia sul palmo della

mano e ti accarezzi sulle spalle e sul grembo.

Versi dell’altro bagnoschiuma sulle mani,  

e scrivi TI VOGLIO TROPPO BENE sul vetro.

E dopo aver spostato una gamba leggermente

in avanti, sollevando sulla punta il piede

ti chini per insaponarti il polpaccio e la caviglia.

Ti aiuto col sapone sui fianchi, intanto stendi

le braccia in avanti fino a farmi sentire le tue mani

toccare i gomiti, e ti stringo forte per non perderti.

Mentre mi appoggi un TI AMO sulle sopracciglia.
 

Mi riporta nella sala il rumore della pellicola

che striscia sul bordo della bobina, e resta solo

l’odore tostato del cinema e sullo schermo il peso

del titolo NON C’E’ ALTRO, ALTRO CHE TE.

In platea non è rimasto più nessuno, e forse

ci stiamo già facendo del male, e mi sembra

di essere qui seduto da sempre con l’alter ego

di me stesso, e si spegne il proiettore.

La maschera che maschera non lo è mai stata

riaccende le luci prima del prossimo spettacolo,

ma è al buio che meriterebbe il giusto riguardo.

Questo film dove non è mai stato importante

come entri nella vita degli altri, non so quante

volte l’ho già visto finire di schiena in un vicolo.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Che farei se non ti avessi
se non ti vedessi
al mio risveglio
a rincuorarmi
senza brutti
presentimenti
sei la cosa che più
albeggia
che dai la vita
senza renderla grigia
E se all'improvviso
non ci fossi
se sparissi
affonderei
calerebbe un buio infinito
e travolgendomi
andrei nell'inconscio
lì vedrei, la nebbia
in ogni momento
Tu essenziale
per i miei giorni
per l'avvenire
pensando
cosa farei
se la medicina
non ti avesse creato
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Partiture solari,

avanzi di solitudine

romanzati dal mare

ed un concetto pronominale

bussa al concerto dei naufragi,

scolpisce baci senza casa,

medica stelle da noi ferite.

 

Settembre è uno sguardo di brina,

un salvadanaio d’illusioni

sull'uscio del cuor sfocato:

resterà soltanto il cielo

del nostro animo spezzato.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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 - Suono
Come di pietra
Da sotto il groviglio dei sassi
-Giunge -assillante.

- Abbeverato
Da ritmi d'acqua
Nel ripetuto schiantarsi di onde
Uno scorgersi - nel tutto -vano-
Che mai si arrende.





                                                 
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Profilo Autore: Hera  

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Un semplice sorriso
può bastare,
illumina
una giornata.
Travolti, accartocciati
su se stessi,
il resto fuori.
Un sorriso cambia
l'umore e
quello che c'è intorno.
Un sorriso scalfisce
corazze,
fa sentire meno soli.
Un sorriso sembra banale
però molti non lo
sanno più fare.
Una scuola che
insegna a sorridere
senza pensare.
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Profilo Autore: Michelina  

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Tace.E' l'ultima ora.
Vorrebbe respirare
l'aria della via.
E' insalubre.
Grida ma è silenzio.
Solleva il lenzuolo
sul viso sudaticcio.
Anima piena di peccati
si lamenta del domani.
L'ora non è più un'ora.
Un sorriso che è un ghigno
la mano adunca s'allunga.
Una pietosa si posa
nella via i rumori della vita.
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Profilo Autore: Libero  

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E l'epitaffio mente: ''mai nessuno
Potrà scordar il tuo nome e il tuo viso''.
Lo scheletro che un tempo era qualcuno
Ora è nessuno, ingannato e deriso.

Da quella miserabile menzogna
Che è la memoria di chi non ricorda.
L'uomo s'innalza e della gloria sogna
Ma alla sua vanità la storia è sorda.

O tu, il più angosciato tra i mortali
Perché diverso dagli altri animali
Ti fece la madre terra funesta?

Or resto io nel tempo che resta
A ricordar vite d'oggi e di ieri
Qui sulle tettoie dei cimiteri.
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Profilo Autore: Giulia  

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... e tra i muri silenziosi
di un antico rudere
sopra i roventi sassi
a mezzogiorno

mi ritrovo solo
a tessere odissee

tra ricordi affioranti
a pelo d'acqua

disincantato e sperso
in un monocromo futuro
nell'illusoria attesa
di giorni in verticale

Sono come sabbia fine
dentro una clessidra

impazzito insetto
sotto ad un bicchiere

sono sgradito ospite
di silenzi antichi
tra pagine ingiallite 
ormai disperse al vento

e mi sento l'anima incompleta

... sull'obliquo ciglio del ricordo
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Vuliri chianciri e fari vuci,

ma nun putiri e ancutugnari.

Nun sebbu a nenti  matri mia!

Tu ci criri se t’ho dicu

ca puru a morti mi schifìa?

Comu si po' fari, di iurnata sana

sempri cu l’occhi a cantunera.

Cu tantu chiffari vaiu furriannu tunnu

e stu casciolo da buffetta

quanti voti u rapu e chiuru.

Ora lu posu e poi li pigghiu

mi rileggiu sta cunnanna.

Scrivi can nun torni, “sciatu mio!”

Pari ca bonu ci pinsasti:

pi sistimari a vita tua

a sfasciari chidda mia.


Addio con un biglietto

Voler piangere ed urlare,

ma non potere e intossicare

Non servo a nulla madre mia!

Ma tu lo credi se ti dico

che pure la morte non mi vuole.

Come si può fare per tutto il giorno

fissare l’angolo di strada.

Con tutto quello che ho da fare

vado girando in tondo

e il cassetto della credenza

quante volte lo apro e chiudo.

Ora lo poso poi lo riprendo

e ancora mi leggo la condanna.

Dici che non torni “respiro mio”

Pare che bene ci hai pensato:

per sistemare la vita tua

devi distruggere la mia.



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Profilo Autore: Ibla  

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Di vele
 dal rintocco strozzato
si gaia la folla 
 nella strenua distanza
del Bianco custode 
Nel basso
 del selciato imbandito
si posa a speranza 
il seme
di striscianti parvenze
maledicendo quel Figlio 
nell'esilio del Verbo.
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

 

 

Il mio amore non è tornato

guardo la luna mentitrice.

Non sei tu amica degli amanti?

Luna bugiarda, luna mentitrice

Il mio amore non è tornato.

Priva di quelle labbra da baciare

vado errando orfana nel mondo;

cosa nasconde il tuo manto d'argento?

Forse

il mio tormento

 

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Profilo Autore: silvana1  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Scrivere per scrivere

poi s'infila nel cassetto riservato

rosso timoroso, in attesa

che al lume di candele greche

si faccia poesia



trasformazione ...

che raramente avviene

ben pochi azzurri

baciano rane.



Io scrivo in via dei principi

tra 'l sei e il sette

e, perché si legga ... pubblico.



Ma pubblicare per pubblicare

il rischio sale

d'incrociare incrociatore

senza fiori nei cannoni

e le sfere son sfinite

da previsioni troppo

troppo dal tempo dipendenti.



Pubblico per condividere

per non tenere dentro, per

per ribellione

a questo illogico trantran

- ingarbugliata matassa

di ingiustizia perenne -



per regalare

per cercare di creare

e per non morire

prima di quando

sopraggiunga il suo tempo



non di sicuro per stimolare

complesso imbroglio

di complessati pregi e/o difetti

- complessivamente interessati -



Sia di Cesare

solo ciò che è suo

ché poesia è dell'amore

né di tripudio né di tribunale.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Sei qui.

Con i miei balzelli tra le nuvole

dentro ai tuoi tacchi.

Che un giorno, non so, smarrii.

Ritrovo con un po’ della mutevole

notte colata sulle tue unghie

questi occhi, nello sfiorarti le dita.

Non ti dirò che mi fa paura pensare

a domani perché non è che oggi,

il giorno che ieri non eri nella mia vita.

Sei qui ora, anche se non sono forse

le mie labbra il posto per le tue mani.

Ti chiedo solo di non farmi alzare la testa,

che questi occhi si gonfierebbero di così

tanta bellezza da non… se puoi, rimani.

Mi stringi i polsi, e la tua bocca sfiora

la mia e accompagni le braccia sui fianchi.

Apro gli occhi nei tuoi.

Sorridi, e leggera mi porti tra le nuvole.

E la notte cola sui cortili, e sui tuoi tacchi.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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