Tremendo...non ho pace
non s'arresta il dubbio
che il tuo corpo più non c'è
m'ero alzato già convinto
di vederti sotto le coperte
di doverti accarezzare
con un bacio o con la mano
poi l'odore nero del caffè
quello che piace solo a te
una tazza nera e fonda
come nei film americani
...
leggo un lungo memoriale
di lista abnorme della spesa
quella che mi rattrista, sai,
perché di soldi non ce n'è
...
Tremendo...sto tremando
al pensiero che non sei con me
che il tuo corpo più non c'è
che il caffè s'è raffreddato
una spazzola è un ricordo
ai tuoi lamenti son più sordo
quando sbattesti la porta
evitasti di svegliarmi
o ero sveglio speranzoso
di non essere più un coso
libero d'esser solo a colazione
levando al cielo un'orazione.
Sto tremando d'un' insana gioia
che la vita, evvai, mi son ripreso
che non era un brutto sogno
quando m'accorsi palpitante
ch'eri supina tra le piante.
Pannocchie tenere da sfogliare
sull'aia infuocata dal sole,
i canti s'innalzano lieti
e l'eco di risate in sordina,
fanno da strumento senza armonia.
Piedi nudi e sudore di terra,
sul viso e sul corpo sono
marchi di lavoro febbrile,
che arriva prima del raccolto.
E poi una nuvola e la pula riempie
l'aria come fiocchi di neve,
chicchi gialli risplendono al sole,
e le barbe marroni del mais
sono capelli,
di bambola senza occhi e vestito.
Già giunge il tramonto,
e l'aria rinfresca
nelle sere d'estate di un tempo che fu.
all'ambrata pelle mia,
come fili di seta sulla tela Aida...
l'odore di un insaziabile voglia,
l'ardore dei nostri palati
erano tormento... veleno.
I suoi occhi... mio Dio...
cos'erano quegli occhi?
Erano fiamme dell'inferno
che mi portavano in paradiso.
Il possesso dei nostri respiri,
il tenere in pugno l'aria viziata
ci teneva sospesi nel vuoto
che riempiva ogni spazio di noi.
Si sfioravano le anime...
volteggiavano in una danza
fino allo sparire della luna,
fino al chiarore di mille giorni.
respira senza sosta,
son ruvidi i pensieri
son stretti nella morsa.
Di sogni ormai sbiaditi
abbandonati altrove,
ricordi ormai perduti
non mi ricordo dove.
Il mare liscio e dolce
lenisce ogni ferita
il rumore delle mare
riconciglia la vita.
Gli occhi si riempiono
di immagini gioiose
di bimbi e di colori
di onde assai spumose
L'azzurro all'orizzonte
pofuma di infinito.
È in bel giorno di sole
riscalda ogni sorriso.
Lei è gentile con me.
Mi bagna quasi ogni
giorno, al mattino
prima di uscire.
Le sto accanto raccolto,
sul comodino.
Come un fiore elegante,
essenziale si dischiude
e si offre allo sguardo
solo quell'attimo prima
di andare a dormire
…è di una sensualità che cattura.
Come se sentissi la fine vicina
e sapessi di avere ora davvero tanto
da perdere, vorrei lasciarmi andare
con lei prima d’iniziare ad appassire.
vola la farfalla,
colorando la natura d' amore.
Con polvere fatata,
fa brillare i cuori,
donando speranza e positività,
rendendo puri sentieri e colline.
Guardandoci,
si posa su un fiore.
In un attimo l' incanto,
ed ecco che arriva il sole.
Ora qui in attesa di un'aria nuova
il vento è un finestrino aperto nel cielo .
Cosi la felicità dei bimbi sull'erba quando avanti e indietro
si attaccano alla coda degli aquiloni ,
danno più spago , rimangono sospesi con la testa alta
e sembra che nessuna tormenta li possa portare via .
Pari alla felicità del cielo
i campi hanno il raccontarsi delle farfalle ,
papaveri rossi si redigono fin dentro ogni crepa e
l'antico scorrere del fiume riprende a memoria le sponde.
Tuttavia il mondo si nasconde e la realtà non è mai quella che sembra
avanza la fame , l'angoscia mura la bocca , affonda le radici , il denaro acceca gli occhi , germoglia l'apparenza e la superficialità ,
il sangue scorre tra invidia e vanità, la voce si culla.
Ma nell'anima di un poeta , nel silenzio delle cose , l'aria profuma ancora di rose
l'alba è un bacio che s' immerge nel respiro del mare
il crepuscolo è una transumanza di fiori ,
oltre i segni del tempo lo sguardo si veste di speranza .
Possa DIO avere comprensione e compassione
donarci ancora un aquilone
legarlo alle nostre mani con la saggezza del cuore
e farlo volare alto libero pieno d' amore .
.
Le bugie mi paion bolle di sapone:
durano il tempo di un respiro.
Quando si gonfiano
e baldanzose volano verso l'alto,
sembra che vogliano andare chissà dove.
Hanno l'ambizione del cristallo,
solo perché sollevandosi
mostrano tanti colori in trasparenza.
Talune durano un po' in più,
ma solo perché si attaccano ad altre bolle.
Quando si schiantano al suolo...
di esse non rimane altro che
una sparuta pozzetta d'acqua...
che prende il colore della superficie
su cui si appoggiano...gli ultimi riflessi
di un bugia...
tra le ombre di una silenziosa fiamma,
che fievole, stenta a restare accesa.
Mi ritroverai, forse, in un sbiadito giardino,
povero di colori ma... ricco di spine che
graffiano pelle e ruderi solitari.
Mi ritroverai;
tra vecchie foto raccolte,
in uno scrigno dimenticato,
in un nodo nella gola,
in una lacrima smarrita,
in un pensiero soffocato.
E ti sembrerà di udir la mia voce,
come una melodia nascosta nella mente.
E allora capirai.
Capirai e scoprirai il pentimento;
per quei baci mancati,
per quelle parole taglienti,
per gli errori commessi... e poi,
mi ritroverai racchiusa nelle pieghe
di una conchiglia morta,
come una madreperla preziosa,
come una manciata di sale,
come uno spiraglio di luce.
E ti scoraggerai perché t'accorgerai,
che non si può tornare indietro,
anche attraversando mille sentieri avanti.
Ritroverai poi... solo un amor ormai perso
tra le sfuriate di un tempo,
di un'anima ibernata nella solitudine.
Di lunga luce l’estate si colora
quando gli azzurri fanno a gara
per dispiegare senza alcun compenso
la vera mappa che ci fa felici.
Non v’è bisogno di intestardirsi
nella ricerca degli amori nuovi.
Basta sdraiarsi sulla pietra a riva
ed aspettar dal cielo un cenno
che impartito gli verrà dal sole.
Si correrà ad abbracciare il mare
per farci raccontare antiche fiabe.
Lui ci dirà del come innamorarsi.
davanti a questa luce
che violenta l'aria
ascolto il sottile
lamento del bosco
nel sussurrato ricamo
dei miei silenzi
mentre il pugno chiude
un foglio sporco
di parole
... dentro questa
iterata
agonica
eutanasia
del giorno
Errando per la campagna
respiro aria pura
come aria di montagna.
Lieto vado per queste strade contadine
mirando all'orizzonte
una vastità di verdi colline,
che da lungi al mio sguardo
m' appaion come piccole montagne.
Mi fermo per mirar il tutto:
questo deserto di terre, il verde, i campi,
i paesaggi che da lontano scorgo,
e odo il silenzio che si stende sulla campagna.
Anime che incontro per le vie
sono ben poche,
ma ad allietar questo mio cuore
è la libertà di andarmene
per queste vie campagnole.
Senza nuvole
e senza parlare con la bocca piena
di frasi stupide, scrivo a te
dal solito scrittoio di sghimbescio.
A te che vesti le parole con poca
eleganza, che se non
ce l’hai non puoi fingere di averla.
Che risali con lo scroscio
di un’immensa cascata a ritroso
nella mediocrità.
O solo ti sposti per metterti al centro
delle attenzioni.
E la malacreanza mi rammenta quanto
sia raffinato il silenzio come risposta.
La mia non è maleducazione… è che
mi piace la diversità tra rumori e suoni.
Nostalgie di persone
si prendono la parte del cuore,
la occupano come casa,
ed è faticoso farle andar via.
L'anima sta ad ascoltare,
le loro voci sommesse,
e freme di un moto restio.
Calma apparente sul viso,
devia il pensiero, ma è solo
illusorio destino.
Trasportano le onde dei fremiti
e sarà un uragano dei sensi,
poi tutto tornerà normale,
dietro al moto perpetuo del tempo
che scorre sul giorno.
Scorre e porta lontano quello
che è già vissuto sulla tua pelle.
Cenere nera ora vola sollevata
dal vento.









