Se chiudi gli occhi puoi vedere le luci offuscate di camera mia. Le stelle sul soffitto quelle che mi hanno sempre illuso che potesse esistere un mondo migliore. Le scritte scritte male su tutti i muri con cui faccio finta di tirare fuori quello che ho dentro ma che a vederle fanno male. I posacenere stracolmi per tutte le notti non notti, che poi si sono fatte mattine senza giorno, senza luce, ma con un po' di buio. Le foto dei bei momenti che cerco di dimenticare. Le dediche di amanti disillusi. Le coperte che sanno di casa, che io non lo so dove cazzo è sta casa. E che dire delle tende? Quelle non servono proprio a niente. Nascondono cose che non sono da nascondere, o si sono già nascoste, o alla fine si sono solo perse. L'hai conosciuto il mostro sotto al letto? Quando c'eri tu era sparito, forse era andato in un bar del centro a bersi latte e biscotti con i suoi amici mostri per sparlare dei coinquilini. Un giorno farò ordine lo giuro. Ma oggi chiudo la porta spengo la luce le lucine la lampada e l'abajour, sempre che si scriva così. Poi chiudo gli occhi. È un momento perfetto, in cui puoi decidere se esistere o niente sparire, se niente o qualcosa, se sei qui o a chilometri di distanza. E allora urlo. Perché magari mi senti anche da così lontano.
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