ed all 'improvviso riappari,
dalla memoria:
una musica ti fa danzare,
un fiore ridona il tuo
profumo.
Così a memoria di te
trascino i miei giorni
vedendo ovunque
il tuo sorriso.
Solo il sonno senza sogni
mi dà pace, cala un fragile
sipario su questa mia vita,
che era la tua.
dove appoggio le mie nude voglie
che tu lambisci fino alla rosa schiusa
saggi i petali più grandi vellutati
con la lingua affondi sino al rosso intenso
del bocciolo libi il nettare e l'ambrosia
Io lì vivo tutte le primavere del mondo e
ti incito al volo della rondine quando torna
e ritorna sempre uguale e diversa
come l'onda sullo scoglio del mediterraneo
t'invito al morso lascivo del serpente
che tenta la gnosi totale del mio corpo
Sono la schiava sottomessa e la donna libera
quando una mano è sulla tua nuca intenta
alla supplica profana presso la mia intima ara
il tuo zigomo adorante, i tuoi occhi nuotanti
m'inarcano galea in balia del sacrilego
ansito sparpagliante petali ed essenze
Sul morbido cuscino di cretonne
la tua lingua nelle mie labbra di rosa
è il bacio illecito del mare al volo della rondine
La più allettante conoscenza
di ciò che giammai ti sarà noto

Siano risa a fior di pelle,
incanti a trasparir tenere carezze,
sodalizio a rinverdire uliveti e vigne,
ed anime gioconde in compagnie allegre..
Stagioni e dolci frutti,
sensazioni a ritornar soventi in
essenziale umore ove un sorriso ne creava un altro.
Tepor di calda spiaggia a riscaldar la pelle.
Languisce lo sciacquio del mare e
timidi pesciolini a sfiorar piedi..
Ridiamo anche se piovesse e
dovremmo aprir l'ombrello,
se la strada è ostruita e
dovremmo cambiar percorso..
Ridiamo di noi stessi delle svanite utopie
e della nostalgia a far nascere le lacrime.
Ridiamo fin sbellicarci dalle risa e ci
aiutino a star meglio.
asciugato dal sale
ed ho sete di sidro e di sesso
Sono nota
sospesa in un sol
sulla tela sottile di un ragno
Seguo scie
di serpenti a sonagli
tra sterpi seccati dal sole
Sono un segno scavato in un sasso
tra saette su salici spenti
Sento strepiti sordi di un sabba
tra schegge di spade assassine
Salgo solo sorgenti scoscese
come stanco salmone smarrito
Sono un piccolo grano di sabbia
...disperso in un mondo di soli
che t'assale da dentro...
di perdermi e di amarmi.
Ti passo la mia pace,
le mie certezze d'amore
con le mie carezze,
emanandoti l'ardore che
ti tiene il cuore a bada.
Ti stringo. Poi ti bacio,
come solo io posso
come solo tu vuoi.
Tremano gli sguardi tuoi,
fameliche le labbra mie...
si uniscono in un brivido
di un solo tocco leggero.
Non è da un giorno,
che ci conosciamo,
che ci frequentiamo,
io e te,
quanto tempo è passato;
ma io sono sempre stato
vicino a te,
non ti ho mai dimenticata,
non ti ho mai trascurata;
amore,
se tu sapessi,
se tu capissi,
il mio amore per te,
così forte,
da sfidare il tempo e lo spazio,
vorrei tu capissi,
e mi amassi,
allo stesso modo;
pensami,
pensami;
sei dentro i miei pensieri,
sei tu,
di te mi fido,
in te credo,
non dimenticare,
non scordare,
non lasciarmi solo,
in un anfratto,
ti prego,
tesoro,
capiscimi.
Vidi un gatto spaventato
Quand'ero solo mi dissi
Oh mio dio dov'ho sbagliato?
La mia mente, i crocefissi...
Mi dissi ancora se io
Stessa, avevo sbagliato.
Hai sbagliato, mi disse
il cuore. Non hai fatto.
Poi la mente mi disse
non devi ciò che hai fatto
Nel dialogo tra mente e cuore
Rimane solo il dolore
Per non averlo fai ciò
Che ne la mente ne cuore
Può.
Sorseggio questo bicchierino
d’acqua fresca prima del caffè,
amaro come il tuo riflesso
che lascio scorrere sullo specchio.
Qualcosa di bellissimo
che crede di non essere visto.
Rientrando a casa penso
che delle vetrine mi piace
confondere l’esterno con l’interno
quando viene buio.
Poggio la testa al vetro,
e cerco un riflesso che ti somigli
per potergli sorridere.
Ruba l'aria l'ego, che circonda la terra
permettendo invasione di sentimenti
travestiti di buoni auspici
che ammaliano l'anime
dov'anche male fatto
appare degno
creando eccentrico
il disegno
per costruire piani
sfalsati, sino
all'attico
il proprio.
danno timore alla mente
e fanno battere il cuore.
crescono per amore
e son caotici per rabbia.
distraggono i pensieri
e non lasciano mai silenzi.
Ascoltami, Signore,
quando non ti parlo tanto per parlare
o per propormi a Tua misericordia,
quando le parole diventano preghiere
nel mentre intere arrivano stremate
dal profondo di questo benedetto cuore
che una volta almeno io dovrò scrutare
per vedere se davvero è solo rossa carne.
Ascoltami, Signore,
e fa niente se stasera, solo questa sera,
ti toccherà distrarre gli occhi dalle bombe,
da umane tristezze e solitudini perenni,
da ammalati e peccatori sfortunati,
dagli eminenti Tuoi ministri ingrati,
da acque e valli condannate alla deriva,
dalle dieci Leggi che si pensava eterne.
Ascoltami, Signore,
poiché le guerre, adesso l’ho capito,
sono anche dentro chi si sente immune,
stanno annidate tra quelle polveri sputate
dall'inno a certa presuntuosa convinzione
d’esser lui capace a detener giustizia e pace.
Io che ti parlo sono solo in mezzo a tanti, soli,
e insieme agli altri attendo un tuo segnale.
senza tregua, con affanno e con fatica...
trascurando le cose preziose e a me care.
Sono strade in salita, fatte di aspettative,
a volte difficili, a volte quasi impossibili.
Le intraprendo, senza valutarne gli ostacoli.
A volte non c'è ritorno, ed è lì che tocco il fondo.
I miei capelli diventano bianchi e mi accorgo
che il mio nemico è spietato... lui vola,
senza aspettarmi, lasciando me in attesa.
Poi m'accorgo che nella mia solitudine,
trovo pace e rughe a farmi compagnia.
Amo il silenzio, mi ci immergo con la mente,
lasciandoci dentro ogni pensiero, aprendo così...
altri orizzonti con mille sfumature.
È un rinnovamento di pensieri accantonati
e custoditi in un ripostiglio segreto, fermi.
Me ne prendo cura di qualcuno, spolverandolo.
gli do vita, tramutandolo in meta da raggiungere,
per correre, ancora una volta, su queste salite.







