Sciolte piccolezze
assorbite con nonchalance
la pura indifferenza
che appare zucchero nel caffè
... assenza di sorriso
mancanza di un buongiorno
una parola persa
un'altra troppo intensa
in colore non gradito
e quel giocare a torto
gli assorti solo in se stessi
inclinazioni al me ne fotto
ma di sciocchezza
in sciocchezza
giunge il gigante
che, come nulla fosse
passa sopra la gente
e si arriva al dunque
dove, probabilmente
Uno si riprende il gioco
oppure tutto
e tutti gli altri perdono
salvo perdono
non privo di bastonate.
con la carie ai denti/
con dei politici un po' deficienti/
col cellulare sempre
nella mano destra /
e quattro salti al suono
di un'orchestra /
Buongiorno Italia devo dire basta
a tutti quelli che han le mani in pasta/
ai falsi invalidi ed ai furbetti che al mattino
si fan timbrare ancora il cartellino /
Buongiorno Italia, dammi un po' di "maria"
che mi è venuta la malinconia/
amore della zia... è ora di darla via/
Lasciatemi trombare
con il pisello in mano/
lasciatemi sfogare che
già c'ho il crampo ad una mano/
lasciatemi cantare
sono incazzato nero/
proprio non ci voleva
... anche la legge Fornero/
Buongiorno Italia
son già più contento/
che hanno inventato
anche la quota cento/
son strafelice e manderò un po' di fax
a tutti quelli che hanno la flat tax/
Buongiorno Italia
e basta con sta Tav/
qui ci vorrebbe un po' più
"peace and love" /
E basta spreco di milioni
dai ragazzi...siamo stufi /
ma che due coglioni !
Buongiorno Italia
buongiorno Maria/
non ti scordare che ci sono anch'io /
buongiorno zio
e anche al pulcino Pio/
...lasciatemi cantare...
la la la la lallallero... /
... che qui il futuro ormai
... lo vedo molto nero... /
canterò questo assolo,
col cuore strappato
ai tuoi ricordi.
Volerò lontano da
questo troppo amato
bosco, per perdermi
nel cielo, manto grigio,
blu, azzurro ma infinito.
bisticcerò con il vento
per poi tornare giù,
tra amici fiori e canterò,
canterò...
Mi manca un viaggio
stretta in macchina
con uno sconosciuto.
Mi manca un pezzo di vita
pieno di figli
e corse per le scale
e colazioni sull'erba
e girini nella vasca da bagno.
Mi manca anche una cavalcata
vestita da squaw
selvaggia e indomabile
una di quelle che sputa per terra
e poi non ci lecca.
Una finestra mi manca,
da aprire
per guardare lontano
verso un nuovo orizzonte
e per buttarmi
senza morire.
di anime, di sensi e pensieri.
Tutto si confuse in un caos...
ma tutto era molto limpido.
Si intravedeva l'amore...
e ci perdemmo tra la follia
di due menti escandescenti
più forti di tutti gli uragani.
nelle sembianze erronee
di simulacri stanchi
trasciniamo invano
le fatiche antiche
di un polveroso mondo
assetato di futuro
Un fiore strano
della sua linfa impoverito
assiste attonito
all'attimo fuggente
di una verde primavera
ricorda notti stellate,
ricoperte di giorni,
di speranze mai nate.
Corsi e ricorsi,
persi i rimpianti,
strette in morse di cristallo
di emozioni eleganti.
Aggrappati alla gioia
di orecchie ovattate,
contenuti in un barattolo
sensazioni sbagliate.
Scivolando su piste
illuminate dalla luna,
sostenuti da un gomitolo
di fantasie appese al nulla.
Stringendo forte le mani
sorrisi spalancati all'amore,
niente è perduto,
l'aurora è una nuova canzone.
sentimenti castigati dall'insonnia,
e le paure che staccano la pelle.
Mi rifugio negli occhi armoniosi...
di chi impavido mi afferra l'anima
fino a non farmela più sentire.
Esisto... nella parte dell'universo,
dove l'infinito mi lascia vagare
tra ricordi e speranze in preghiera.
E mi dono a queste mani bramose,
che hanno cura di ogni mio senso,
fino a rendermi il coraggio perduto.
Con le tue mani sulle mie labbra
io e te abbiamo ancora tanto da dirci
…se siamo noi a prenderci gioco
delle parole che inconsapevolmente
divengono partitura in aria di melodia.
Con la mia bocca sulla tua che mi morde
le labbra, le parole che hanno un significato,
un suono e una risata prima di avere un peso
e un sapore tutto loro, si smarriscono
nella traccia che lascia una scia.
Le labbra sulle labbra… si può anche
morire, e per non esser sepolti dalle
parole vuote devi solo stare ad ascoltare
le mie mani sui tuoi fianchi… l’ultimo
bottone che lascia la sua asola è poesia.
di una casa famiglia,
sognare un luogo
lontano,
giochi diversi
tra sabbia
e palme.
solchi di giorni per
studiare e capire un
mondo diverso,
spesso
ostile.
Sogni di carta,
fragili ma intensi,
vedere un passero e
sentirti sparuto,
in attesa, anche tu,
di briciole d'amore.






