Abbi tanti dubbi
pestare, sfregiare
ammazzare …
non è pane che sfama
companatico nemmeno,
è l’infame tratto caratteriale
del debole di spirito
è quello che vorresti
fosse fatto a te, incapace
per affrontare il mondo
di far pace con te stesso.
Posto anni luce
dall’anima distante
ma nel battere di ciglia
per il contatto, lei
è lì che attende.
Quel che basta
è la carezza, la carota
che assente ti è rimasta
tra le tante bastonate
- anche se stonate -
che incisive e virulente
han segnato la tua vita;
ma, né in carcere
né nell’altrui dolore
mai …
la ritroverai.
Passi
fruscianti
lenti
silenti
Facce tristi
a tratti false
a tratti insignificanti
attratte instancabilmente dalla vita
sommessamente
quasi di nascosto
salutano i presenti
al di là dei cordoni
al di là del cordoglio
al di qua dell’aldilà
L’unico
Felice
della dipartita
era l’assente
- tanto -
era stata dura
la permanenza
L’amore è un unguento
che piano massaggia il cuore
è un trattore che frantuma
e lascia senza parole.
L’amore è un treno, un segreto
la fine e l'inizio di un diario
è una cometa che porta lontano
un veleno che fa decollare.
L’amore è uno scemo
un uccello che fa il versaccio
è un poveraccio che cerca bivacco
nel punto oltre la ragione.
L’amore è un’atmosfera rosa
cera che si scioglie sulla sposa
è un giardino di primavera
l’estate che brucia nella gola.
L’amore è tutto, l’amore è niente
è rincorrersi sulle sue labbra
tra le cosce dell’esistenza
nella magnolia di un orgasmo.
L’amore è un lampo
è un petalo di papavero
la fotografia di uno sguardo
l’infinito flash di un cielo viola.
sui sedili di un treno
un'anziana
Mi domandavo
se una casa l'aveva
al filo di un tramonto
venuto a cercarla
con il petto
che respirava
Viaggiatori ignari
si preoccupavano
a scrutare dai finestrini
pensieri assenti
nella morsa di un dì
forse, come altri
Si svegliò, può darsi
dopo un bel sogno
senza timore
e senza ritorno
pensando, che fosse l'alba
che tutto finisca... che tutto passi in fretta.
In un angolo di muro freddo
che non si lascia abbracciare,
ripiegata su me stessa,
riparo la schiena dai tuoi colpi,
da cui non riesco più a difendermi,
non ho la forza di reagire.
Vorrei rialzarmi, ma non mi dai il tempo.
Nella gola, l'angoscia e il timore
avanza fino alla fine di ogni pensiero
fino a cancellarli tutti.
Abbandono me, eludendo
questo respiro che fa male
evado dalle fitte delle costole.
Percossa fino allo stremo...
altre cicatrici si aggiungono su ferite
non ancora rimarginate.
E giù... un altro colpo e... buio!
Con le mie braccia mi difendo,
con le mie gambe mi rialzo, ma...
mi ridesta il gelo di un pavimento,
dove il mio corpo e restio a lasciarlo.
Ancora una volta, riapro gli occhi
tutto è sbiadito e troppo dolorante.
Guardo i segni di una malsana follia,
lividi, sangue e pezzi di cuore,
la mia dignità è la prima a morire.
La mia casa è ormai fatta di lacrime e urla,
delusioni, sconforto, silenzio, solitudine,
e di oppressione da cui ho paura di fuggire.
Fisso il soffitto squallido e scuro,
ricordo i tuoi occhi verdi, mentre i miei...
vorrei chiuderli per sempre.
Mare
Immensità silente,
fremono i marosi,
rollio delle onde,
risacca,
che sa di sale,
di umido;
mare libertà fino all’orizzonte,
della gente col cane a spasso,
le cabine chiuse,per il momento,
barche in secca,
gli urli striduli dei gabbiani,
che cantano nel cielo,
che annunciano il mare,
e la libertà
per ogni tuo bacio dolce
e profondo.
Tu che dici d'essere introverso,
mi fai vedere un mondo,
attraverso i tuoi occhi.
Quale dirai?
Un mondo che mi fa battere il cuore.
Sai amore,
mi piace pensarti e così
immaginare
davanti a noi un prato,
dove correre e inseguirti,
accarezzarti dolcemente
con una margherita
la guancia,
sussurrandoti ti amo!
Andare oltre
che dallo stagno
si riconoscono spartiti
voltarsi ripiegando
strati di vernice
modellare
come fiumi impazziti
indicati dalla mappa
giusta, ove non ci siano
disguidi ed operare
in santa pace
dar ragione
comunque, a colui
che gratificato non è
e per questo si ammala
ogni giorno di più
Mai dire che sei migliore
ma bensì peggio
anche se non corrisponde al vero
dicendo che sbagli continuamente
per renderlo felice
per non rischiare di ammalarti pure tu
e magari di più
è possibile che succeda
se mancano le giuste misure
di sicurezza
Uscio di casa mia,
vorrei starmene tra le mie pareti,
il mio mondo,
senza sapere,
senza vedere,
non essere cercato,
né trovato;
per conto mio,
con la mia vita,
il mio universo,
la mia anima,
e chiudere le porte,
in faccia ad un mondo,
sporco e meschino,
dove cercano solo di usarti,
di fregarti,
farti sciamare da un posto all’altro,
sempre nei guai,
sempre trafelato;
non mi va,
non ci sto,
voglio solo calma,
e libertà.
dovrò affrontare,
quello che dovrò
incontrare.
e comprendere me stessa.
La mia forza
il punto da cui partire
ogni giorno.
diventare migliore.
ma forse anche di sbagliare.
ogni tramonto,
ogni pensiero,
ogni parola
di questo viaggio.

mi mostri chi sono,
ti restituisco chi sei.
Mi fai vedere cime innevate ed anfratti nascosti da anni,
mi illumini con la passione,
mi annichilisci se intravedo il dolore che posso procurarti.
Sei il mio specchio,
mi guardo e vedo amore,
mi vedo e trovo un uomo felice perché si specchia in te.










