Rosso o nero,
nero o rosso...
vado fino in fondo,
ultima posta,
ultime lacrime,
ultimo giro.
Senza trucco
e senza inganno
oggi vinco io,
domani, non si sa!
Ora, scendi in campo...
scendi insieme a me.
Fino all'ultimo sangue,
fino all'ultimo respiro,
tu... gioca insieme a me!
Porto a casa il mio trofeo,
e me lo vendo
al miglior offerente.
Non c'è vittoria,
se non c'è perdente.
allegra oppure seria,
Io posso diventare
quello che preferisci.
Come mi vuoi,
pudica provocante,
quello che desideri
per me è importante.
Si, posso cambiare,
come un camaleonte
che cambia per sopravvivere
io cambio per non perderti.
Come mi vuoi,
lo so, lei è più giovane
più bella, appariscente
però io ti conosco
stare con me
è più semplice.
Ti prego non andare,
non buttare via
Il nostro mondo.
Ma tu neanche ascolti
sbatti la porta e vai,
ed io nel buio pesto
sprofondo.
la mente
con psichedelici pensieri
masturbando il palato
con succulenti cibi afrodisiaci
dando piacere alle parole
nel loro intrecciarsi
alla ricerca di quell'amplesso
dedito
al compimento di un sonetto
scorrono
le lacrime della tristezza
lungo
il sentiero tortuoso delle emozioni
sensazioni
necessarie al godimento
profumato
del perdersi affannoso del gioco delle parti
e quel salire e scendere
nelle viscere
del cuore
tra la punteggiatura che sostiene
le labbra bagnate
dei dubbiosi punti di vista
confondendo
lo sguardo fisso sulle gambe
accavallate
nella seduzione della mente
sul cruciale
ed introverso canone poetico
che danza
sui fluttuanti versi
che ardono bramosi
dei brividi
che percorrono come una cascata
il corpo nudo
e delicato come la seta
accogliendo il frutto del pennino
che imbratta la splendida Orchidea.
tutto il male che ci precede
trasformarlo nella rabbia
che confonde l'amarezza con l'amore
ma ti dice di guardare, è giorno ancora.
Ed invece sono qui
quasi vecchio ad ingannarmi
sul numero di gocce per dormire
e a chiedermi perché
il tempo che è passato
non ci ha concesso altro,
nemmeno la rivincita
nemmeno la riprova.
come colpi di aureolina su blu sèvres,
la vita non era già più esplorazione
se non un piccolo pensiero intrusivo.
Era l’affetto amorevole che si formava,
che si avvinghiava alla mia angoscia
e alla non permanenza della tua empatia.
Ancora una volta, ancora un sussulto,
prima del tuffo finale nell’incondizionato,
prima che la vita si faccia colore sporco
e che la morte mi sublimi in spettatore,
in una pallida lacrima di trementina
che si scioglie nella meraviglia
del lapislazzulo, dell’oltremare.
Un vestito rosso e un auto che corre con i suoi cavalli.
Erano corde di canapa
E scale di whiskey a scendere
Vedo le strisce e alberi
Sì, li vedo ora come allora
E la pioggia asciuga l'asfalto e brucia l'odore intorno.
L'amore è divino
L'unico tesoro da cercare
E la campagna attendeva
Nel mio e nel suo tempo
E la festa cominciò
In quella sera
Senza sera
Bicchieri e solitudini
E maschere che volteggiano
Da sole
E Soli che non illuminano.
Terminò l'anno e così è
Che di quel mondo
Restò solo un vuoto bicchiere
E un vassoio di volti
Che ancora corrono come pupazzi nel buio degli occhi.
dai miei ricordi
di un emozione senza tempo.
I colori prendono vita,
danzano sulla tavolozza,
mescolando e componendo
disegni d'arcobaleni indefiniti.
Frizzanti e vivaci, felici di riprodurre
quel che ho nel cuore.
Parlo con te, come se fossi
parte di me, ascoltandoti...
ascoltando le risposte
al bacio che bramo e ti chiedo.
E ti vedo... e ti muovi,
e respiri tra le sfumature tenue.
E poi vivi... sotto al tocco del pennello.
Ti dipingo un vestito di fiori
e le mie labbra sulle tue.
E mentre le tue mani toccano,
quel che nessuno ha mai sfiorato,
io entro per prenderti tra le braccia
per immortalare questo bacio
che vivrà per eterno sotto gli occhi
di un mondo sognatore.
E prevenzione
resta una cintura appesa,
a trattenere vizi di famiglia
diluenti d’incisività
nella melma d’interessi paralleli
dove, senza vera strategia
ogni minata azione affonda.
- E allora …
allora continuiamo
a trattenere nostro fiato
per connessione della sicurezza
al buon senso della sola autovettura
- se ne farà una ragione il conducente -
se lo sguardo al cellulare, poi pare
voglia regalare, proprio mentre,
a pochi metri dallo zebrato
che delimita il confine
tra diritto e dovere
e l’animale
- che
vede
un
rombo
dai
bordi
bianchi
e gialla la sua faccia al centro -
la fortuna ha voluto
che pedina restasse decisa
a non farsi mangiare:
ponendo attenzione
anche per te
…
volgono al cielo e
scompigliano il vento.
Un soffio spira fresco e
scioglie il risveglio.
Carta increspata sovrasta il mare
di aliti giallognoli e arance mature.
È Inverno di voli accennati
e borbottii nei cuori...
Dimorano le civette .
Arde il sole sulle pietre
intrecciato di vita !
È finestra aperta
del mio quieto amare .
Tutto sembra andare per il verso giusto solo quando il verso giusto è quello sbagliato
e scendo con la testa dalle nuvole
solo per appoggiare il cervello tra i tetti ed i palazzi
e da li viaggiare un po’.
Ed è un cuore quel che batte nel mio petto,
ma un’anima che abita il mio corpo
e a volte sento di essere molto di più che un mucchio di ossa,
una distesa di pelle.
E scarto via un po’ del mio cinismo
solo, a volte, per le situazioni più improbabili:
inciampo nel credermi più di ciò che sono,
aggrappo la speranza di valere un po’ di più.
E non mi cambiano i miei abiti, la mia casa, i miei soldi.
E non mi cambiano i miei capelli, il mio ruggire, il modo che ho di ridere.
E non mi cambiano l’evenienze, gli appuntamenti, le occasioni perse.
E non mi cambiano i traumi, i rimorsi, le droghe sintetiche.
Ho dentro un qualcosa che bussa alla mia glottide,
una spinta romantica,
un ideale incompreso,
un vagare gli astri ed i buchi neri.
Ho una cicatrice sul mio fianco e il suo rossore mi conforta:
qualcosa di mio esiste ancora,
quell’essere me che non può aver nessuno.
Ma un ragionevole dubbio grava più di ogni certezza,
e sento, dentro, di prestarmi
all’infinito, al buio, al blu.
Non può essere vero
non è così che funziona.
Ci avevi messo tutto
e soprattutto il cuore.
Hai ancora in mente quel giorno
che accarezzavi le sue mani
e le sussurravi parole
mentre la baciavi
così che il vento
non poteva portartele via.
Non è così
e non lo è stato
quello che chiamavi amore
era solamente un'impressione
una pagina di un libro
che mancava da leggere
e non hai potuto finire
il fondo di un caffè
che non aiuta
a renderlo migliore.
Non poteva essere vero
e invece s'è avverato
con gli anni lo hai capito
è stato un brutto errore del passato.
esprimo la rabbia su un foglio bianco,
sento una sensazione
di tormento e follia,
prendimi per mano e portami via!
lacrime di sangue in un fiume di dolore
può farti tanto male rinnegare l'amore,
se nel cuore sei presente
me ne frego della gente,
tanto ci giudicheranno lo stesso
amiamoci senza chiedere il permesso!
noi siamo verità e magia
per favore portami via.
lascerei le orme sulle nuvole
e lì inchiodato
anche il mio mistero
di un domani senza pioggia.
Se potessi aggrapparmi alle stelle
così come giornalmente
m’inerpico sui muri
resterei in equilibrio
come un giglio bianco
che illumina la notte.
Se potessi rimanere sospeso
legato a testa in giù
in mezzo al mare dei segreti
imbastirei ricordi
insieme a pesci e bracconieri.
Se potessi ululare
come i lupi nella foresta
aspettando l’eco
di un domani senza speranza
sarei trasparente come l’acqua
che tracima dal torrente
prima di sfociare nell’immenso
mio inconcludente.
che lega il tuo cuore
ad un ricordo lontano.
Bisognerebbe la notte
mangiare e sognare le stelle
come se fossero caramelle
che nel suo sapore e nel suo
consumarsi realizzano
e guariscano il dolore della terra
che è in tutti noi.
Bisognerebbe cercare
sotto i castelli di sabbia
il cofanetto del tesoro scomparso
e quello sei tu.
Cuore ferito
cuore impazzito
calmarti non puoi.
Sei ballerino sei un bambino
vuoi cantare e ballare.
Nell'aria le stelle troverai
giocando e ridendo
il tuo battito
di dolore di piacere
raggiungerà l'infinito essere
che è in te.










