S’era nel crepuscolo che principio e fine segna
e dal guado casupole in ombra dei tempi
apparivano or come albe or come declivi serali
Triste nel cesto dei se stava il pensiero
che mai comprensione ebbe
e lapilli infuocati ornavano manici
S’era nella sera del gaudio e nel vestibolo dei cenci
e dal palco corvi e neri orpelli pendevano
Triste e radioso il canapo mortuario del desco
in tavole imbandite da pergamene
e ogni cosa volgeva al volere di candele elise e derise
Suol animo abbandonare ragioni e calare sipario
quando luci traballano nel misticismo delle incomprensioni
e apparenze scalfiscono verità
S’era nel convivo dei morti viandanti
che senza vedere calzavano lame nei gemiti altrui
e cera veniva a colare sulle ferite aperte
S’era così nel quando che spense l’arroganza i moti dello spirito
e buie stanze accolsero il divenire
che principio e fine in fine stanno
al voltar degli astri
che poco sanno dell’umano agire.
e dal guado casupole in ombra dei tempi
apparivano or come albe or come declivi serali
Triste nel cesto dei se stava il pensiero
che mai comprensione ebbe
e lapilli infuocati ornavano manici
S’era nella sera del gaudio e nel vestibolo dei cenci
e dal palco corvi e neri orpelli pendevano
Triste e radioso il canapo mortuario del desco
in tavole imbandite da pergamene
e ogni cosa volgeva al volere di candele elise e derise
Suol animo abbandonare ragioni e calare sipario
quando luci traballano nel misticismo delle incomprensioni
e apparenze scalfiscono verità
S’era nel convivo dei morti viandanti
che senza vedere calzavano lame nei gemiti altrui
e cera veniva a colare sulle ferite aperte
S’era così nel quando che spense l’arroganza i moti dello spirito
e buie stanze accolsero il divenire
che principio e fine in fine stanno
al voltar degli astri
che poco sanno dell’umano agire.

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