in cima alle ragioni tra nubi d'illussioni.
Canalizzavo pensieri e mille desideri
nel mesto sospiro al tramontar della sera.
Ma quanta saggezza si cela
nel quietar dell'anima
tra spazio infinito e tempo limitato?
È il silenzio il mio vero alleato
in questa giungla terrestre
ove tutto è correlato.
E tu che leggi questi versi,
dimmi, cosa pensi
della solitudine che amplifica i sensi?
Non cade foglia che l'inconscio non voglia;
mi rilasso sulla soglia del contrappasso
e ancor discerno una Luce suprema
in questo principio che regola la pena.
◊
Come pioggia, viziosamente, i tuoi pori
sudano linfa divina da assaggiare...
e mi disseto attraverso la tua grazia.
◊
Vitale è il contatto visivo, che penetra
fin dentro l'anima, fin dentro le ossa,
scolpito in versi e appaganti atti lussuosi.
◊
Tu, nei miei sensi, nella mente, nel cuore
ogni volta, in ogni dove, in ogni sempre.
Il tutto che mi riempie di bramosia e veleno.
Oh… nella notte sul letto di stelle,
accovacciata e silenziosa dorme la luna.
I miei pensieri ondeggiano come un
enorme girasole abbracciato al suo sole.
Ondeggiano come veli di seta,
sul tuo delicato seno, sul tuo delizioso ventre,
sono ormai decine di anni, che la nostra
dolce follia, resiste alle intemperie dell’Invidia.
Il mormorio della brezza serale, distende
la sua corolla sui lucenti tuoi occhi, con il
vento che accarezza le tue rosse labbra,
cullando il volto sognante che s’inchina al tempo.
Oh, mi dolce Dea, meravigliosa come un giglio,
che mi desti quel bacio furtivo sulle buie scale,
imprigionando dentro ad una cella dorata il mio cuore,
che ad ogni Alba aprono le finestre del mondo con un sorriso.
Il soffio del vento tra i fili neri della tua capigliatura,
ti fanno sembrar la Dea Afrodite, Dea dell'amore,
con ninfe che gemono canti della natura, tra fruscii,
suoni di cascate, e silenziose montagne.
L’urlo dei mari, frantumano la silenziosa libertà,
che devi cavalcare, come un folle drago nei suoi cieli,
Ed io povero pazzo, non posso che aspettare la
tue braccia, che mi accolgono nel tuo amore.
E la mia penna da umile scribacchino,
cerca nei raggi della notte, quel sospiro,
che possa dipingere sulla tua tela,
quel ondeggiante giglio bramoso d’amore.
Vengo da lontano come un pastore errante ma,
non sono un pastore!
Curo i malati come un medico ma,
non sono un medico!
Difendo gli imputati come un avvocato ma,
non sono un avvocato!
Aiuto i poveri come un povero ma,
non sono un povero!
Sono soltanto un capofamiglia che ama
la propria moglie ed i figli!
Sono la persona che per la famiglia
va anche molto lontano!
Curo i malati perché conosco le sofferenze ma,
non con le medicine!
Difendo gli imputati innocenti perché
sono vittime che pagano per i colpevoli!
Aiuto i poveri perché anche loro
hanno il diritto di vivere!
Io sono soltanto una persona semplice e normale
che cerca, in ogni modo, di aiutare chi ne ha bisogno!
Forse ho cuore ed anima sensibili alle sofferenze,
forse conoscono i bisogni e le necessità della vita,
forse, chissà, sarà Dio a volermi così ma,
IO SONO IO, NIENT’ALTRO!
Sei icona forte e amena,
come speranza che arriva
e la vita che mi hai dato.
Ora, volto emozionale,vedova blu,
nel tragico sentire
del tuo esserci ormai breve.
Oh, il tramonto del tuo romanzo
e il suo cenacolo!
Oh, la grande opera
nel sorriso tuo di sempre,
fissato in foto
scattate quando le ore
erano dritte, lucenti,
fissate su forti pali d'acciaio!
Tempo d’aurora
La notte si sopisce,
le tenebre scalzate dalla luce,
si ritraggono,
insieme ai demoni e alle streghe,
coi loro sabba;
aurora,
squittio dei volatili,
che salutano
il chiarore nascente,
il giorno novo,
ancora una volta,
aspettando che si alzi il sole,
il sole,
forse.
Un dolce ma forte fuoco scorre,
fugace, dentro i nostri corpi uniti.
Sfioro le tue labbra lungo notti corte,
instancabili nel ricevere baci infiniti.
Brillo nelle tue pupille di luce intensa.
Mi fondo in abbracci lunghi e teneri
che placano in me la passione immensa,
affondo dolcemente negli sguardi sinceri,
Non volendo che tutto ciò finisca.
Mai fu facile dirti addio in quell'uscio,
ancora mille baci prima che tu sparisca.
Maledico ed amo l’attimo in cui fui conscio
che furono i nostri cuori a ritrovarsi,
andando oltre i nostri occhi ignari e ciechi,
e così tanto soffrendo per incontrarsi,
lottano affinché non rimangano solo vuoti echi.
Mai vi fu momento più giusto e sbagliato
Per fonderci in quel che noi ora siamo.
Una sorte a noi avversa; quasi ineludibile, il fato
vorrà separarci: ma avverrà solo se lo vogliamo.
Vivrà tutto quello che insieme abbiamo vissuto
nell'ultimo bacio che infelici ci scambieremo,
congiungendo il rosso filo dai nostri cuori tessuto.
Nulla potrà il destino, che infinitamente io ora temo.
Pensami sempre, perché io lo farò.
Nonostante la terribile distanza.
Non dimenticarti di me quando me ne andrò.
Dai a questi fragili istanti grande importanza.
Viviamo ed amiamo,
Effimeri e fugaci come la mite brezza estiva
Che riscalda l'anima di entrambi in un abbraccio
Infinito.
Pioviggina senza ritorni
in cerchi di respiro calibrato
un timore di non riuscire più a scuotere le stelle
le sento in echi di ematite partorire carboni
ꟷ ricordo un giorno un matto
voleva ammazzare lo yin,
il nero che oggi mi arriva dal fianco giusto
un dolore mancino dello stagno
con l’acqua presa a prestito.
Pioviggina una grazia d’inesistenza
un gelicidio che non sa farsi neve
ombrose le tue orchidee
le vedo sorridere in lenta mutazione
un soffio a bocca chiusa, quante volte cielo
di sogni assolti dal crederci molto.
del mare, sibilo ti segue
gli occhi ingrigiti
spargono pensieri
pensieri che pensano
come proseguire
non pensare
alla piega del vento
ombreggiata da una pallida luna
che si concentra fissando l'orizzonte
più lontano ed è lì che vorrebbe essere
vivendo di ore spensierate
che riportano a ricordi lontanissimi
mentre si rincorre la sera
raccontata, dalle curve del tempo
sorrette dalla memoria
Ti sveglio ad ogni mattino
per farti aprire gli occhi,
e mi rendo conto che...
sei il mio risveglio letale.
Qui... nell'anima tua io sprofondo
mentre troppe cose vorrei dirti,
ma l'aria si blocca in gola.
Ti guardo, ti osservo, ti respiro e...
penso che t'amo follemente.
Qui... muti... vaghiamo nei sensi
restando sospesi in un bacio,
e con l'aroma di un dolce caffè
ci tuffiamo... afferrati per le mani
dove ogni giorno ci ritroviamo.
Qui... io sono qui, accanto a te,
col cuore incatenato al tuo palpito,
con gli occhi umidi d'emozione
con la voglia di non voler null'altro
perché tu sei qui... accanto a me.
Ed è qui la mia casa, la mia libertà,
il mio sorriso, la mia vita,
dove tutto si trasforma in poesia.
Ti sveglio ogni mattino e i tuoi occhi
sono il mio risveglio letale.
Ciarla il codirosso oltre la piana,
la gallina crocchia.
Sullo zirlo del tordo
nella viuzza tronca il gallo chicchiricchia.
Il sole zafferano casca
mogio dietro la collina
mentre provi a leggere- sono le tue prime
volte- e scivoli sulla parola sdrucciolina.









